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Monday, 28 February 2011

Le Foto di Febbraio 2006

No, non é un refuso. E nemmeno uno di quei sintomi d'invecchiamento precoce a cui la mia materia grigia ancora non riesce a rassegnarsi.
Un po' annoiata dal perenne paesaggio niveo nell'Ultima Thule, realizzo che le Foto di Febbraio 2011 non offrono nulla di piú di quelle di Gennaio 2011. Ho deciso dunque di cambiare programma, e postare alcune immagini di un altro Febbraio, quello del 2006: occasione in cui il mio buon amico, Sua Immensitá Kruccofila Dulcamara, decise di farmi visita e verificare di persona come le distese nevose del Norrland siano differenti dalle ampiezze immacolate dell'Impero d'Asburgo, di cui lui é glorioso Ambasciatore, raffigurandone l'arte canora in un blog che egli cura personalmente.
Altri tempi, altra tecnologia: la qualitá delle immagini é quella che é.
Ecco dunque una piccola e molto incompleta testimonianza di un viaggio ai confini del Norrland: in treno fino a Kiruna, sede della Setta del Radiotjänst, e poi in auto fino ad Abisko. 
Un'altra mia amica, tedesca e amante della Scandinavia mi raccontó di aver letto il libro "A Sud di Abisko", di Klaus Böldl, e di aver creduto che un nome cosí fosse un'invezione di una fantasia vagamente tolkeniana, fino a che pure lei sperimentó lo stesso viaggetto, e constató come Abisko non fosse un'invenzione mitologica, bensí uno sparuto gruppo di case negli abissi della Lapponia piú settentrionale.

Dall'Ultima Thule il viaggio in treno richiede piú o meno otto ore. Il percorso é apparentemente monotono, ma se ci si fa caso si nota come le conifere diventino sempre piú corte e piú sottili. Nei dintorni di Kiruna, lasciano il posto a betulle basse e dall'aria sofferente, e non si direbbe mai che un alberetto cosí grazioso sopporti meglio di tanti altri le fiere temperature negative della notte del Nord.
Quattrocento chilometri a sud di Kiruna (o a nord dell'Ultima Thule, se preferite), il treno rallenta un pochetto per consentire ai turisti come noi di ammirare il cartello che indica il Circolo Polare Artico:


Dopo 4-5 ore di treno, si arriva a Kiruna (o Pernice, in lingua same), luogo che probabilmente non esisterebbe se non ci fossero Ricchezze di Ferro nei suoi sotterranei, e che certamente non esisterá piú (almeno cosí come la si vede in questa foto), tra un qualche anno, quando i cunicoli scavati nella miniera la faranno sprofondare nelle viscere della Terra. Kiruna verrá traslocata, in qualche modo, su una collina poco distante. Si dice che il progetto della Nuova Kiruna sia affidato, tra gli altri, ad un esperto di feng shui.


Tra gli edifici che dovranno essere spostati si annovera anche la chiesa di legno della cittá: edificio rosso di incredibile bellezza, e il cui interno suggerisce atavica spiritualitá persino ad un'agnostica incallita come la sottoscritta. Mi rammarico di non avere immagini migliori, e di non averne dell'esterno. Se googlate, ne troverete di molto piú meritevoli.



Proseguendo nel viaggio verso Nord, e verso Abisko, si ammirano montagne vecchie come il mondo, modellate dal tempo, e mucchietti di case in mezzo al niente, che portano nomi esotici e fiabeschi tipo Nagireatnu. La strada e la ferrovia corrono sul ciglio del grande lago Torneträsk.


La grande valle ad U, detta Lapporten, o Porta della Lapponia, ammicca con la sua magnificenza. Il suo nome Same, Čuonjávággi, significa, molto piú prosaicamente, Valle dell'Oca:


Andare a Kiruna d'inverno, e non visitare il vicino Hotel di Ghiaccio nella vicina Jukkasjärvi, sulle sponde del fiume Torneälv, é un'occasione sprecata. C'é da osservare che (almeno all'epoca), le modalitá di trasporto per i non automuniti sono a dir poco disastrose e mal congegnate con gli orari del treno per Kiruna. Anzi, diciamolo pure: le attrazioni turistiche da farsi nel weekend (quando cioé si ha tempo per una corta gita), sono messe male. Perfino l'Ultima Thule, che deve ancora imparare come si accolgono i turisti con efficienza, riesce a tenere aperti i suoi musei di domenica. Kiruna no.
A ragion veduta, noleggiammo quindi un'auto. Per la strada, alcune placide renne si scostarono al nostro passaggio:


L'Hotel di Ghiaccio é un'effimera struttura fatta interamente di acqua solida, realizzata da esperti artisti, cara all'inverosimile, e il cui comfort é sicuramente discutibile. 
Si puó decidere di passare una notte in una camera normale, che é un semplice cubicolo di ghiaccio. In alternativa, esistono le suites, arricchite di sculture di ghiaccio incredibili e diverse da suite a suite. Ad ogni modo, il massimo della comoditá é un letto di ghiaccio coperto da una misericordiosa pelle di renna, su ci metterete un buon sacco a pelo. Niente Kamasutra, quindi, se il vostro progrmma era un weekend romantico.
I prezzi variano dalle 1150 corone, fino alle 4500 per notte e stanza, a seconda della stanza e della notte in cui ci andate.
Se preferite dormire al calduccio, fate come noialtri e pigliatevi una stanza in un ostello di Kiruna. Il romanticismo lo potete sempre esercitare andandovi a sposare nella mistica e spartana chiesetta dell'Hotel:


Per un qualche motivo (le pelli di renna?) la chiesetta offre un forte olezzo animale di non specificata provenienza.

Continuando il percorso, dettagli di magia gelata catturano il visitatore, come questo capitello:


Mentre se volete scaldarvi un pelo, esiste un bar a base di una certa reclamizzatissima Vodka, a portata di mano. Anche il lampadario é di ghiaccio:


Infine, con le mani ormai cristallizzate dal gelo che emanava dalle pareti, ho avuto la forza di fare uno scatto ad una delle suites.


Thursday, 25 November 2010

Invitare Rudolf a cena

Ohibó! Sto forse progettando un'occasione per cornificare il mio bel Vikingo? O si prospetta un'interessantissima serata con qualche noioso, o magari brillante, ospite accademico? 
Niente di tutto questo: le nostre cene continuano ad essere allietate da un Mezzovikingo che rivela la sua ereditá biologica, e si carica di adrenalina proprio mentre il Resto della Nazione dalle tre Corone si appresta a nascondersi sotto i piumini dell'Ikea. 
Nel restante scarso tempo libero, i due genitori si contendono con diplomazia l'uso del computer: l'una per pastrocciare con Photoshop e rivelare al mondo la propria insipienza tramite un certo blog, l'altro per tenersi aggiornato sui fatti dell'Ultima Thule con l'aiuto del Västerbottens Kuriren. E fu su quest'ultimo che, qualche giorno fa, ci capitó di leggere la seguente notizia: la catena Lidl venderá carne di renna siberiana nei propri discount britannici. Al che, un tale Justin Kerswell, esponente di un'associazione vegetariana, si é pronunciato con disgusto su tale barbara novitá, che distruggerebbe la magia del Natale mangiando renne morte (pensa se le mangiassimo vive, ho pensato subito io).
Da queste parti, in luoghi molto piú vicini alla Vera Casa del signor Babbo Natale, il trafiletto ha lasciato per lo piú indifferenti, se non suscitato tiepidi sorrisi. Di renne morte, quassú, sono pieni i supermercati., mentre quelle vive se ne vanno a spasso per le strade in mezzo ai boschi. Non é esattamente il tipo di carne piú economico, ma é facile da trovare, e ogni tanto ce lo si puó concedere. 
Il problema della carne di renna, che é molto rossa e ha un sapore un po' dolciastro, é che é abbastanza dura, e perció il modo migliore di mangiarsela é a fettine sottili come nelle suovas, piatto tipico same che descrissi a suo tempo in questo post. Se avete fortuna, puó capitarvi di conoscere qualcuno che abita nel Norrbotten e ha contatti con qualche Same allevatore, il quale potrebbe fornirvi una coscia della Bestia uccisa a Regola d'Arte e cioé quando non é stressata. Ignoravo del tutto il concetto di animale stressato, ma mi é stato assicurato, da una collega, che la carne di bestia non stressata é molto piú frolla ed ha un sapore migliore. Sapevatelo, qui sul Norrländsk Channel.
Altro modo per mangiarsi la Renna di Babbo Natale é sotto forma di prosciutto, di solito affumicato, che é una procedura molto comune da queste parti. Per me fu un grosso inconveniente quando ero incinta del Mezzovikingo ed ebbi la ventura di partecipare ad un Julbord (pranzo di Natale) lavorativo in cui il pregiato salume era disponibile in diverse varianti: la carne é affumicata da cruda e fu un'autentica sofferenza non poterla assaggiare. 
(A tal proposito, alle gestanti nordiche fanno una testa cosí sul fatto di non dover bere alcol in attesa, e nel regolamento delle ostetriche compare addirittura la Domanda di Rito, da porsi a metá gravidanza: "ma ti sta pesando il fatto di non poterti fare un cicchetto?" Io risposi candidamente che l'astinenza da prosciutto crudo e di renna, da tiramisú e da salmone affumicato stava provocando danni psicologici ben peggiori. Mi guardarono quasi male).
Dunque, sto prosciutto é fatto con la carne della renna. Non é l'unica scelta. Se, ad esempio, siete d'umore un po' piú gothico, o dark, o vampiresco, non vi sará difficile scegliere invece un pezzo di cuore di renna affumicato, da fare a fettine e mangiare esattamente come il prosciutto di cui sopra. Il gusto é ancora piú dolce, a parer mio. Se é invece il lavoro del vostro dentista a non aver problemi, potreste tentare la sorte con un pezzetto di carne secca del solito quadrupede. Nel caso vogliate invece un'alternativa piú sana alla korv descritta nel post precedente, beh, c'é sempre il salamino di renna. Tutto questo, come detto, si trova senza problemi nei supermercati dell'Ultima Thule (come vada giú a Stoccolma o nello Skåne, questo non lo so).


Qualora siate ancora piú curiosi e desideriate delle ricette un po' piú gourmet in cui si sacrifichi il povero Rudolf, vi consiglio di fare un salto in un blog chiamato, guardacaso, La Renna in Cucina, e sfogliare le preparazioni che stan sotto la voce renna, per l'appunto.
A questo punto, peró, non posso fare a meno d'infilarci una mia personale ricetta, presa in prestito al tunnbrödrulle di carne di renna e che teoricamente é tutta inspirata ad ingredienti same che si trovano solo qui, ma che potrebbero raccontare qualche curiositá delle tradizioni culinarie del Nord piú a Nord. Spero che non ci sia qualche vero autoctono a leggere e rabbrividire.

Ingredienti:
fette di pane tunnbröd morbido
Créme fraiche o formaggio morbido spalmabile di gusto neutro
prosciutto di renna affumicata
Gompa

Spalmare il pane con un sottilissimo strato di Gompa. Spalmarne un altro con uno strato, piú generoso, di creme fraiche. Adagiarci del prosciutto di renna. Metterci sopra il pane con la gompa, arrotolare il tutto, tagliare a fette trasversali. Pronto.

Orbene, e che é sta Gompa? Domanda legittima. Non é qualcosa che troverete alla esselunga. Diciamo che al mio arrivo qui cominciai ad investigare il cibo locale, e mi capitó sott'occhio un vasetto etichettato con sto nome da cartoon, e pieno di una poltiglia verde. L'etichetta recitava: fatto con le erbe Kvanne e Tolta, piú un'altra che non ricordo. Una ricerca spiccia su internet mi assicuró che si trattava di specialitá same, che prometterebbe vigore ed energia, e si usava per far fermentare il latte di renna. Mischiata con panna acida (gräddfil) dá una salsa detta gompasås. Chiaro che dovevo provare.
Il problema é che questa salsetta dall'aspetto ridente é amarissima. Pensare di usarla come il pesto é una follia. Per cui mi sovvenne che sia il pane svedese, che la carne di renna sono abbastanza dolci. Da qui l'accostamento come sopra, dolce-amaro.
Niente di originale, il tunnbröd fatto con prosciutto di renna esiste giá nella tradizione culinaria svedese, ma in quest'ultimo la salsa usata é a base di pepparrot, o rafano.

Buon appetito, a tutti voi non deboli di cuore.

Wednesday, 24 March 2010

Religione Sami - Introduzione


Con questo post inizia, come promesso, una serie di puntate a pubblicazione irregolare sulla (antica) religione e tradizioni spirituali Same, tradotta e riassunta dal sito Samer.se, versione svedese (c'é, come detto, anche quella inglese, ma é piú stringata). La puntata di oggi vuol essere un'introduzione, ed é tratta dal testo di Åsa Virdi Kroik. 
Buona lettura.

"La parte piú antica della storia Same é avvolta nell'oscuritá, e altrettanto poco si sa della loro religione. Quel che si sa, é che i Same si affermarono come cacciatori e pescatori nell'area attualmente abitata, e le loro credenze sono molto simili a quelle di altre popolazioni indigene cacciatrici, come certi gruppi d'Indiani d'America, gli Inuit e diverse popolazioni siberiane.
Terra e acqua sono entitá viventi e devono essere rispettate attraverso rituali ed una vita parsimoniosa. Il credo Same si é modificato nel tempo anche per l'influenza degli Scandinavi e delle loro religioni, sia quella delle divinitá Asa, che quella cristiana. L'esistenza fianco a fianco dei due gruppi ha fatto sí che entrambi si siano influenzati a vicenda.

Fonti dal 1100
La piú antica note fonte scritta sulla religione Same deriva da uno scritto storico norvegese del 1100. Si racconta di come un nåjd, uno sciamano same, cade in trance tramite il suo tamburo per guarire un malato. Anche i disegni del tamburo vengono descritti: una barca con remi, renne con finimenti, e una balena. La persona che ha costruito il tamburo ha probabilmente vissuto lungo la costa norvegese, in territorio same meridionale: lo si capisce da forma e decorazioni del tamburo stesso. Viene descritto come simile ad un setaccio ed é il tamburo dei Sami del sud che ha questa forma.

Molto piú tardi, verso la fine del 1600, si riportano descrizioni piú dettagliate sulla religione tradizionale same. Ora sono i missionari che raccontano loro di una religione straniera. In questo periodo i Same hannno giá avuto contatti con la cristianitá, nella fattispecie il cattolicesimo. Si erano adottati usi e costumi cattolici, ma la Chiesa cattolica non aveva le stesse pretese dei missionari pietisti del 1600-1700, i quali richiesero che i Same cambiassero definitivamente le proprie credenze e la propria fede. Per la Chiesa cattolica era sufficiente essere cristiani superficialmente, ma ora i Sami furono veramente costretti a seguire l'insegnamento cristiano.

Grandi cambiamenti
Durante il 1600 e il 1700 i Same furono l'oggetto di massiccie campagne di conversione, dove furono costretti a rinunciare ai propri riti, ai propri simboli religiosi e agli sciamani. Centinaia di tamburi furono confiscati e bruciati. I nåjd furono costretti al silenzio o condannati al rogo per spaventare gli altri e costringere i Same alla 'buona condotta'. I bambini furono tolti ai genitori e messi in scuole, dove vennero sfruttati per denunciare genitori e parenti che ancora si rivolgevano all'antica fede.
Verso la fine del 1700 si riuscí infine a convertire il popolo same al cristianesimo. Durante il 1800 si crede che la maggior parte dei Same battezzasse i propri figli, si sposasse e fosse sepolta con riti cristiani, mentre l'antica religione restava nascosta, non raccontata ma velata in usi e consuetudini che non potevano piú rappresentare una minaccia contro il cristianesimo. Da questo momento i Same parlano della propria religione come di qualcosa appartenente al passato: si vede comunque che ,attraverso la mitologia e i ricordi, l'antica fede non é stata qualcosa che potesse essere lavata via cosí facilmente. Ormai, peró, non la si chiama piú religione.
 
La religione é rimasta
Le tradizioni vivono e cambiano col tempo: molti rituali, miti e altre conoscenze vengono perdute, mentre alri tipi di conoscenze rimangono i forme nascoste. Quelle meglio conservate sono rappresentate dai gesti quotidiani e il modo di pensare di cui tutti partecipavano, invece di quelle dei nåjd, che erano gli specialisti religiosi della comunitá. Hanno inoltre preso forma nuove modalitá di espressione spirituale nelle espressioni culturali, ed é questo che compone la fede dei Same al giorno d'oggi: si raccolgono le memorie degli anziani e le conoscenze acquisite, affrontando cosí i punti piú importanti dell'esistenza. Certi utilizzano i rituali della Chiesa, ma li colorano di tinte sami vestendo i costumi tradizionali, parlando la lingua same e usando il canto joik e altri modi d'espressione.
Altri si distaccano dalla Chiesa che ha perseguitato cosí tanto i Same e praticano invece altri riti in altre forme in cui si prende ispirazione sia dalla tradizione che dalla vita attuale, probabilmente anche da altre etnie e da popolazioni indigene dell'Artide."

Åsa Virdi Kroik

Saturday, 20 March 2010

Traduzioni in arrivo

Nei due post precedenti ho avuto l'occasione di raccontare un po' sulla cultura same. C'é stato qualcuno che ha espresso il desiderio di saperne di piú sulla loro antica religione, tradizioni e cultura. Siccome io same non sono, e vivo circondata da puri svedesi (se mi si passa l'espressione un po' antipatica), per poter parlare di cultura same devo a mia volta documentarmi in giro.
In rete esistono la sempre omnipresente Wikipedia, e il sito ufficiale della comunitá Same, dove si possono trovare molte informazioni a riguardo. Quest'ultimo é disponibile anche in inglese, ma ho notato che la parte svedese é piú ricca. Per questo motivo, ho chiesto ed ottenuto l'autorizzazione dai responsabili di quest'ultimo di poter prendere parti dei loro articoli e tradurli in italiano (con tutte le questioni di copyright, é sempre meglio chiedere). Devo dire che sembravano ben felici di sapere che esiste qualcuno interessato alle loro tradizioni anche fuori Scandinavia.

Cosí, prossimamente su questi schermi, annuncio che ci saranno alcuni post su religione e cultura same, per tutti gli interessati, tratti dal sito samer.se. Spero vi faccia piacere.

(nella foto, un luogo di memoria per i morti secondo la tradizione same, fatto con sassi sovrapposti. La foto é stata fatta in Norvegia alcuni anni fa, presso il Circolo Polare Artico)

Wednesday, 17 March 2010

Renna al tiro e affumicata (parte seconda)

Dunque, dicevo piú sotto, durante il fine settimana ho convinto il Vikingo ad andare a vedere qualcosa della Samiska Vecka o Ubmejen Biejviek, la Settimana Same che si organizza ogni anno in quel dell'Ultima Thule. Sebbene la cittá il paesotto che ci ospita non si trovi tecnicamente all'interno del territorio chiamato Lappland (che comprenderebbe una regione piú interna e verso le montagne), il fatto che sia comunque il luogo piú popoloso dell'intero Norrland lo rende adatto per ospitare manifestazioni un po' piú elaborate. La speranza é quella di poter avvicinare quanta piú gente possibile agli aspetti della cultura same, e per farlo ci vuole un buon marketing, ragion per cui l'iniziativa s'organizza qui.
L'evento ormai é trascorso, e il programma della manifestazione lo si puó ancora trovare in un sito apposito. Il programma includeva incontri di lettura sulla cultura same (libri, racconti, dibattiti), mostre d'arte con oggetti creati da same ed ispirati ai motivi tradizionali, possibilitá di assaggiare piatti tipici e di far conoscenza col Motore Mobile della Vita Lappone: la Renna.


Il tema di quest'anno ha riguardato Lingua e Letteratura.
Sebbene i Same siano solo alcune migliaia (circa 17000 in Svezia), sono comunque riusciti ad avere almeno tre diverse versioni della loro lingua, il Samiska, tra cui si contano una dozzina di dialetti. L'area dell'Ultima Thule ospita il suo peculiare dialetto, l'Umesamiska, che é praticamente estinto e, ci fu riferito durante la cena same di cui parlavo in precedenza, é parlato soltanto da circa una decina di persone.
La faccenda della lingua é molto importante per l'identificazione dei Sami con la loro cultura d'origine, anche pensando al fatto che durante l'invasione svedese nei secoli passati fu loro proibito di parlarla, e ci sono documenti che parlano di come molti bimbi piccoli venivano sistematicamente strappati ai genitori, ed obbligati a crescere sotto le tradizioni, la religione e la lingua svedese per distruggere il sentimento di appartenenza alla loro etnia.
Attualmente si cerca di compensare alle ingiustizie passate cercando di tutelare e promuovere la cultura delle minoranze etniche. Sempre in tema linguistico, viene trasmesso regolarmente nella TV nazionale un telegiornale in lingua same (non so quale versione), Oddasat, che tratta principalmente di notizie riguardanti questa etnia. I suoni e diverse parole mi ricordano molto il finlandese (per quel briciolo di finlandese con cui ho avuto a che fare).

Comunque, passando alla descrizione del nostro tempo libero, e considerando che noi andiamo in giro con un Mezzovikingo di 21 mesi, abbiamo pensato di saltare gli incontri culturali di racconti, e siamo passati a qualcosa di piú coinvolgente per un infante, cioé un Incontro con Bestie. La Bestia in questione é stata, ovviamente, la Renna. Presso il Centro Culturale-Museale dell'Ultima Thule detto Gammlia (maggiori informazioni le avevo riportate qua) c'é stata la possibilitá di salire su una slitta tradizionale tirata da una povera renna, e farsi un giretto di qualche centinaio di metri.


L'iniziativa era pensata soprattutto per i bambini, peró quando gli Infanti son proprio piccoletti, anche un genitore puó essere autorizzato a salirci. Fu cosí che l'annoiato Animale che vedete qui sotto fu costretto a scarrozzare me, un Mezzovikingo alquanto sospettoso, e una ragazzina di probabile madrelingua francese.
Si parte!

Date le temperature non esattamente primaverili c'é stato il conforto, dopo la gitarella, di gustare un piú Malcapitato Parente della sopracitata Bestia sotto forma di suovas, carne di renna affumicata diversi giorni, tagliata a striscioline sottilissime e passata in padella col solo condimento del sale (parecchio, a causa dell'estrema magrezza di queste carni). Il processo di affumicatura fa sí che il palato abbia l'illusione di una gran varietá di spezie. In realtá il massimo del contorno é una salsetta a base di panna e lingon, cioé mirtilli rossi.
Per praticitá le suovas vengono mangiate dentro un pane pita, accompagnate da una bevanda a base di succo di, indovinate che? mirtillo rosso:


Per sottrarsi alle intemperie c'era la possibilitá anche di sedersi dentro un'accogliente tenda same, detta kåta, che contiene una panca circolare intorno ad un fuoco. Quella che si vede qui sotto é una kåta di tipo permanente, mentre quella che fu issata durante i trascorsi Mercatini di Natale era di tipo trasportabile. Ricordo che la renna é un animale transumante, e perció i Same avevano un'esistenza di tipo nomade.


Comunque, le suovas erano proprio buone.
Nåå-nåå (arrivederci, piú o meno, in Samiska del Sud)

Sunday, 14 March 2010

Renna al tiro e affumicata (parte prima)


Nonostante mi lamenti spesso dell'offerta di intrattenimento dell'Ultima Thule, devo dire che ogni anno, verso gli inizi di marzo, ha luogo un interessante evento riservato alla cultura Same (o Lappone, come ho giá scritto altre volte): la cosiddetta Samiska Vecka, o Settimana Same, in cui vengono organizzate diverse occasioni d'intrattenimento per far conoscere ed apprezzare gli aspetti della cultura Lappone. 
La mia impressione é che l'evento sia apprezzato perlopiú da turisti e non autoctoni, specialmente se si ascoltano le conversazioni e la lingua usata dai visitatori delle varie manifestazioni: qualche anno fa, per esempio, fu organizzata una cena a base di prodotti tipici same in quello che era l'unico ristorante cittadino d'ispirazione lappone (per gli eventuali interessati, il locale purtroppo ha chiuso ormai da tempo): ci ritrovammo ad essere tre ragazze italiane in una combriccola di soli same, alcuni dei quali abbigliati nel costume tradizionale, che é diverso da famiglia a famiglia. Dopo aver fatto conoscenza con alcuni commensali, alcuni di loro c'impressionarono con lo sfoggiare diverse frasi in buon italiano. Devo ammettere che, a nostra volta, non riuscimmo a contraccambiare in svedese decente.

Il problema é che tra Same e Svedesi non corre esattamente buon sangue, specialmente qui al Norrland. La questioni ha origini lontane nel tempo, quando gli svedesi vennero dal sud per sfruttare le ricche riserve minerarie del Norrland, le acque correnti e gli sterminati boschi, e considerarono gli indigeni (non troppo entusiasti dell'invasione) come fastidiosi selvaggi da scacciare ed, eventualmente, convertire al cristianesimo. Esiste un Museo a Kiruna dove sono documentate queste vicende. 

Al giorno d'oggi la disputa si basa essenzialmente su come disporre dei boschi: molti norrlandesi sono proprietari di appezzamenti la cui piantagione e manutenzione possono essere costose. I Same dal canto loro, essendo minoranza etnica, desiderano mantenere vive le proprie tradizioni, tra cui l'allevamento delle renne (renskötsel), il quale é faccenda nomade dovendo queste migrare tra coste e monti, a seconda della stagione. Il problema si presenta quando le renne in transumanza si prendono la libertá di andare a sgranocchiare un croccante e saporito bosco fresco di piantagione. 
Nella legge svedese é prevista la libertá di transito sui terreni, a patto di lasciare intatto l'equilibrio naturale (Allemansrätten: "Vedere, ma non essere visti, ascoltare, ma non farsi sentire, e non lasciare tracce di sé"). Il danneggiamento dei boschi piantati non é dunque permesso, ma le renne fan parte del paesaggio da millenni, oltre a godere della protezione accordata all'attivitá delle minoranze etniche, e quindi i proprietari dei boschi devono accettare le devastazioni.

Avendo uno zio proprietario di boschi, il Vikingo fa spesso facile sarcasmo sui Same (che si esprime, ad esempio, nel considerare estremamente ridicolo il canto di tipo joik). Tale ironia riguarda, un po' piú seriamente, le succitate discussioni attuali: secondo il Vikingo, se i Sami vogliono veramente conservare le loro tradizioni, dovrebbero essere coerenti ed usare i mezzi del passato, senza avvalersi di motoslitte ed elicotteri per radunare le renne. Il fatto che l'allevamento sia una faccenda poco redditizia, che abbisogna di contributi statali per la sopravvivenza, non facilita le cose. 
Inoltre, c'é da dire, esistono purtroppo discriminazioni interne alla stessa comunitá same verso coloro che hanno scelto vie diverse dall'allevamento della renna (renskötsel) e magari vivono a Stoccolma come qualunque altro svedese. Altri motivi di perplessitá riguardano la divisione dei compiti tra sessi diversi, che fa a pugni con l'ideale svedese di Pari Opportunitá; oppure quale sia la definizione di Same visto che piú o meno chiunque provenga da qui ha sicuramente un po' di discendenza lappone nei propri cromosomi (su quest'ultimo punto, si potrebbe dire che il Sametinget, l'organo di governo della comunitá same, accetta come membri coloro che si considerino same e che dimostrino di parlare una delle lingue o almeno abbiano avuto nonni o genitori che l'abbiano parlata).
I Same, da parte loro, oltre a voler conservare le proprie peculiari tradizioni, considerano i privilegi di cui godono come una specie di compensazione per le angherie del passato. Esprimere un giudizio da esterni é un po' difficile e, per una meridionale come me ha ancora il sopravvento l'interesse per qualcosa che gli italici considerano molto esotico.
La storia é complessa e meriterebbe approfondimenti che potrei dare un'altra volta, comunque basta per spiegare come mai il Vikingo abbia spesso un atteggiamento critico sui Sami, e quindi io abbia dovuto esercitare un po' d'arte diplomatica per convincerlo ad andare a vedere qualcosa di ció che é stato organizzato quest'anno. 

Il seguito nel prossimo post.

Tuesday, 2 March 2010

Il Concorso delle Sculture di neve

Coloro che si sono sentiti raggelare le terga dopo aver letto di questo Concorso, crederanno che nelle Desolate Terre del Norrland la gente non abbia tutti i cavalli a casa (come si usa dire qua, de har inte alla hästar hemma, o meglio, sia proprio svitata). Per fare ammenda, e ripristinare un po' la reputazione dei miei concittadini, stavolta racconteró di un altro Concorso molto piú ragionevole che si usa tenere nel Centro dell'Ultima Thule l'ultimo weekend di Febbraio: il Concorso delle Sculture di Neve.
Nel Norrland la neve é una costante del paesaggio durante tutto il periodo che va da Novembre-Dicembre fino ad Aprile: gli spazzaneve l'ammucchiano ai margini delle strade e dentro ai cortili. Quando ce n'é troppa, vien portata via a camionate verso destinazioni di periferia, dove avrá utilizzi industriali. 
Qualche metro cubo peró ne avanza, ed é quindi scaricato nella via principale del centro, dove il candido materiale viene formato in otto cubi di circa 2-2.5 metri di lato. Ogni cubo é assegnato ad una squadra di tre aspiranti artisti, che lo modellerá in una Scultura ispirata ad un Tema, il quale varia annualmente e nella versione 2010 é la Vita Same (o Lappone). I partecipanti non lo fanno naturalmente per la sola Gloria ed Onore, ma sperano di aggiudicarsi un premio di 7000 corone.
Qui sotto arriva un assaggio delle Opere appena compiute. Siccome non sono Geneticamente Adattata alle temperature locali, e avevo al seguito un Mezzovikingo scalpitante, non son stata sufficientemente eroica da farmi tutto il viale e fotografare ogni scultura, per cui la Vincitrice, battezzata Nutured by Nature, manca nella lista delle immagini. Per rimediare all'inconveniente, ve la potete ammirare qua.
Tanti si sono lamentati, e io sono sostanzialmente d'accordo, che la qualitá dei lavori di quest'anno é molto scadente rispetto alle edizioni precedenti, giudizio molto simile a quello riservato, a suo tempo, all'appena passata edizione del Festival della Luce. Strano, visto che recentemente l'Ultima Thule s'é aggiudicata il titolo di Capitale Europea della Cultura 2014 e quindi ci si aspettava un impegno degno di tale onorificenza. Ed é un peccato, considerando che la neve e le temperature di quest'inverno sembrano promettere lunga vita ed integritá a queste Effimere Opere.
Ma ora lascio il posto alle immagini e il giudizio ai miei lettori. Si apprezzino anche, di scorcio, le Meraviglie Architettoniche del Centro cittadino.

Montagna Same, la seconda classificata:


L'uscita delle renne (il profilo rappresentato dovrebbe essere una renna, per l'appunto. Sulle fessure in primo piano non ho la piú pallida idea):


Unione di voci, piú o meno. Questa scultura, credo ispirata al joik lappone, ha lasciato perplessi molti dei miei concittadini. I bambini, pragmaticamente, la usano come scivolo per giocare:


La versione moderna delle renne da slitta: un Same che va sul gatto delle nevi. La fisionomia é un po' egizia, peró.


 Famiglia di scarpe (lapponi). Il riccetto sulla punta non é semplicemente un vezzo frivolo, ma serviva ad agganciare gli sci in tempi meno moderni. Una versione al naturale l'ho pubblicata qua.


Nonostante tutto (immagino si riferiscano alle intemperie che si devono affrontare negli inverni lapponi). Un cavaliere in stile futurista che rincorre/affronta un teschio. Non mi meraviglierebbe sapere che gli autori hanno qualche simpatia per gruppi punk:


Infine, uno scorcio di quelle che non ho visitato da vicino causa dita gelate. Inutile dire che la vincitrice era l'ultima della serie.


Saturday, 6 February 2010

Festa Nazionale Same


Questa non la sapevo, e l'ho vista per caso nel giornale locale (vedi anche qua), per cui mi pareva degna di menzione: oggi 6 febbraio si celebra la Giornata Nazionale Sami (il termine nazionale é un po' relativo visto che, di fatto, i Same sono divisi fra quattro nazioni: Norvegia, Finlandia, Svezia e Russia). L'evento é abbastanza recente, in quanto si festeggia solo dal 1992, e ricorda il primo congresso Same che ebbe luogo il 6 febbraio del 1917.
Anche Google dei Paesi Nordici festeggia con un logo speciale, che ricorda l'artigianato Lappone.
Beh, auguri, e buorre biejvve, o buona giornata, in lingua Same di Luleå.

Tuesday, 26 January 2010

Pulci e Formiche

Chi conosce personalmente me, e la mia attitudine alle faccende domestiche, dal titolo sicuramente penserá che é arrivato il Giusto Castigo per la mia Accidia. Siccome peró i panni sporchi si lavano in casa, e non ho intenzione di rivelare simili intimi dettagli, dico subito che é di tutt'altro che voglio raccontare. Lo spunto me lo ha dato, ancora una volta, lo staff di genitoricrescono, che sto giro ha come tema del mese le Ecofamiglie.
La famiglia Mezzavikinga, da questo punto di vista, é ben singolare: l'Italica insiste per far la raccolta differenziata, ma, da buona accidiosa, non la porta ai bidoni dell'Isola Ecologica, come le chiamano a Sacile. Il Vikingo, che non ne sente la necessitá, con la scusa che ha un'Auto viene invece spedito alla suddetta Isola con gl'ingombranti carichi. Ogni tanto si ribella e li butta direttamente nei bidoni della Spazzatura Ordinaria che abbiamo nel cortile.
Poi c'é un altro tipo di riciclo che la gente pratica abitualmente, e che sta diventando molto popolare specie da quando gli Svedesi han capito che ci si puó guadagnare parecchi soldi, se si becca il pezzo giusto: ed é il Mercato delle Pulci, ovvero Robivecchi, qui chiamato Loppis (Loppor sono le Pulci).
I Loppis, da queste parti, hanno spesso origine da due necessitá: dover traslocare, non di rado, vista la densitá di popolazione, a qualche centinaio di chilometri; oppure disfarsi del contenuto della stuga di qualche parente che é venuto a mancare, cosa che é detta dödsbo (letteralmente: abitazione del morto).
Un trasloco implica che puó essere piú vantaggioso ricomprare le cose che servono a destinazione, anziché trasportarle fin lí, mentre i lasciti dei parenti possono comprendere un'incredibile varietá di cianfrusaglie kitsch che nessuno vuole avere.

Un'alternativa molto sfruttata per liberarsi della roba vecchia e contemporaneamente pulirsi un po' la coscienza, é abbandonare (gratis) i propri lasciti ad organizzazioni benefiche di vario tipo (di solito religiose ma c'é anche la Croce Rossa) che le rivenderanno al pubblico a prezzi di favore (il ricavato andrebbe, teoricamente, in beneficienza). Una delle organizzazioni piú popolari é Myrorna, che tradotto suona come Le Formiche. La Municipaliá dell'Ultima Thule ha pure lei un suo magazzino permanente, dove é anche possibile acquistare materiale edilizio o comprare biciclette usate e riparate. Con questo canale ci si puó disfare di roba vecchia, ancora in buono stato ma non di sufficiente pregio da potersi vendere online su siti come Blocket o simili.
Se anni fa il rifornirsi da Myrorna era visto con un pochetto di disprezzo, come se si rovistasse nel pattume, ultimamente ci si é accorti che la gente abbandonava, senza rendersene conto, oggetti che all'occhio del collezionista possono valere parecchio. Se si ha il fiuto giusto, si possono avere, con qualche centinaio di corone, oggetti rivendibili a prezzi piú rispettabili. La crisi ha fatto il resto.
Se non si é interessati al collezionismo, ma si hanno le pecunie contate, ci si puó rifornire di mobilia, pentolame, tessili e altre cosucce per se stessi e la casa a prezzi molto contenuti. Ad esempio, un tavolo con 4-6 sedie di aspetto un po' passé e in condizioni discrete puó essere portato a casa sborsando sulle 500 corone. Per uno studente non é affatto male. i Norrlandesi poi vantano una certa abilitá nei lavori di falegnameria, e non disdegnano di rinnovare l'oggetto in questione secondo il proprio gusto (che non sia decorato troppo, peró).

Un altro modo é rivendere le proprie cose in blocco ad un organizzatore di loppis, il quale ha a disposizione  estemporanea un locale (da queste parti é spesso un edificio agricolo in disuso), dove rivenderá gli oggetti al pubblico valutandoli a discrezione. Non mi é chiaro come funzioni e sia regolato giuridicamente il fenomeno, fatto sta che anche qui i prezzi sono comunque molto piú convenienti rispetto all'acquisto dell'oggetto nuovo.
Il fenomeno dei loppis é molto diffuso in queste zone e, specie d'estate, le campagne brulicano di cartelli in cui si annucia che una vendita é stata aperta per il sabato-domenica XZ.
L'interno di un loppis o simili second hand puó svelare un'atmosfera intima, raccolta e caotica di questo tipo:


La posizione geografica dell'Ultima Thule, alle porte della Lapponia, fa sí che non sia raro imbattersi in in oggetti di produzione o ispirazione Sami, come questo kitchissimo candelabro di corna di renna (credo) intagliato con motivi lapponi:


scarpe di pelle di renna decorate coi colori tipici di qualche famiglia Sami (non chiedetemi se sono state calzate veramente, o usate solo come decorazione etnica):

 

per passare a due graziose bamboline coi vestiti tradizionali Same da uomo (sinistra) e donna (destra):

 

La ricchezza dei colori dell'abbigliamento tradizionale e festivo lappone mi ha sempre affascinato. Le bamboline le avrei volentieri comprate al Mezzovikingo ma, data l'entusiastica attitudine distruttiva del piccoletto, probabilmente aspetteró. Il Vikingo trova molto sciocco, o töntig, questo mio interesse per la cultura Sami e la cultura Sami di per sé, ma é ben noto che tra le due etnie -sami e svedesi 'puri'- corrono sotterranei attriti, di cui parleró diffusamente piú avanti perché é un discorso un po' complesso.

Saturday, 9 January 2010

Ma che Brezzolina Frizzantina

In questi giorni s'é fatto un gran parlare delle Temperature particolarmente frizzantine che hanno investito la Scandinavia durante le Ferie di Natale e Dintorni. Nonostante la faccenda, per svariate ragioni, porterá ad aumenti vertiginosi della bolletta della luce, gli abitanti della Regione dell'Ultima Thule ci tengono a raccontare con malcelato compiacimento da Norrlandesi Duri et Puri che la propria Terra é la piú fredda dell'intero Regno. L'attitudine si puó anche capire, perché tutto sommato é necessaria una certa dose di Buonumore, di Ottimismo, e pure di Coraggio quando si devono affrontare temperature intorno ai -40 °C e magari si abita proprio in mezzo al Niente.

In queste condizioni, i Norrlandesi fanno circolare (o forse sono vittime di) una mail abbastanza divertente che ho visto esposta al Magazzino dei Prodotti Chimici dell'Universitá dell'Ultima Thule, e che ritorna molto di attualitá in questa stagione:

Cosí é ad esser Norrlandesi!

+15 °C
Non fa piú caldo di cosí al Norrland, quindi iniziamo qua:
Gli Stoccolmesi si mettono berretto, giacche e guanti. I Norrlandesi prendono il sole.

+10 °C
Gli abitanti di Göteborg cercano invano di far partire il riscaldamento nelle proprie case. I Norrlandesi piantano fiori in giardino (questa é vera! NdT)

+5 °C
Le auto a Malmö si rifiutano di partire. I Norrlandesi vanno a spasso in una Volvo 240.

0 °C
L'acqua distillata congela. L'acqua del fiume Torneå diventa un po' piú densa.

-5 °C
Il popolo dello Skåne sta per congelarsi. I Norrlandesi grillano l'ultima salsiccia prima dell'inverno.

-10 °C
Gli abitanti di Gävle accendono il riscaldamento. I Norrlandesi si mettono una maglia a maniche lunghe.

-20 °C
Gli Stoccolmesi volano a Maiorca. I Norrlandesi smettono di festeggiare la Mezza estate (Midsommar), l'autunno é arrivato.

-30 °C
La gente a Malmö muore di freddo e sparisce dalla faccia della Terra. I Norrlandesi iniziano ad asciugare il bucato in casa.

-40 °C
Stoccolma si sbriciola dal gelo. I Norrlandesi fanno la coda dal distillatore (abusivo, NdT) di acquavite locale.

-50 °C
Gli orsi polari lasciano il Polo Nord. L'F21 (battaglione militare di stanza nel Norrbotten, NdT) aspetta di far partire i corsi di sopravvivenza invernale in attesa di condizioni atmosferiche invernali migliori.

-60 °C
Il fiume Torneå comincia a gelare. I Norrlandesi noleggiano un video e restano a casa.

-70 °C
Il Falso Norrlandese trasloca a Sud. Il Norrlandese é frustrato perché non si puó conservare l'acquavite fuori casa (a questa temperatura una soluzione acqua/alcol con circa l'80-90% di Etanolo si congela, NdT). L'F21 fa partire i corsi di sopravvivenza invernale.

-183 °C
I batteri nel cibo non sopravvivono. Le renne dei Sami (Lapponi, NdT) si lamentano che le mani dei mungitori sono fredde.

-273 °C
TUTTI i movimenti atomici sono fermi. I Norrlandesi cominciano a dirsi l'un con l'altro: "Me*d@, che freddo fa fuori oggi".

-300 °C
L'inferno si congela in una morsa di ghiaccio.
I Norrlandesi sono soli.

Faceva ridere? No? Vabbé, questo é il cosiddetto Humor Nordico, come mi informó il mio capo durante la mia prima visita all'Ultima Thule.

Wednesday, 9 December 2009

I Mercatini sulla Vecchia Collina

Come ogni cittadina Nordica che si rispetti, anche l'Ultima Thule deve avere i suoi Mercatini di Natale.
Nel tentativo di offrire un barlume di atmosfera natalizia, si é pensato, giustamente, che l'architettura del centro cittadino (stile Jantelagen anni 60-70):



fosse troppo deprimente per poter evocare pensieri di slitte pini e industriose nonnine alle prese con dolcetti alla cannella, per cui i mercatini furono allocati in un luogo dall'aria piú nostalgica, chiamato Gammlía (da gamla liden, vecchia altura), a qualche passo dal centro. Questo posto al giorno d'oggi ospita un paio di musei assolutamente sottodimensionati, e una raccolta di case contadine vecchie, spostate quassú in un periodo che va dal 1920 al 1990 (credo di aver giá raccontato che, specie nel Norrland, ogni tanto si prendono le case e le si spostano con un camion, manco fossero fatte coi Lego). Il risultato sono due edifici moderni abbastanza brutti (i musei), e una raccolta di casette contadine autentiche riunite a formare un Västerbottens Gård (corte, cortile):



Il Gård secondo me é molto interessante e, nella sua semplicitá, degno di essere visitato: un'occhiata interna ed esterna a queste spartane casette di legno timidamente decorate fa pensare immediatamente, detto senza retorica, al coraggio e alla tempra della gente che viveva quassú nel 1800 e anche prima, quando il global warming, le doppie finestre, i tessuti tecnologici impermeabili e l'acqua calda erano vocaboli inesistenti nel dialetto locale.
Per chi sa lo svedese (ma c'é anche il link a Google translator nella pagina), rimando a maggiori informazioni qui. La microchiesetta risulta carinissima anche a me che non sono religiosa, e il Vikingo deve ad essa la sua esistenza, visto che i suoi genitori si sono sposati lá (a quei tempi in cui perfino in Svezia avere figli nel peccato era visto male). È pure ottima come scusa quando ci si voglia sposare senza voler invitare una camionata di gente.

Come dicevo, appunto, a Gammlía (che i non autoctoni pronunciano Gámmlia, facendosi riconoscere), fanno sti benedetti mercatini di Natale. Siccome nella miglior tradizione dell'Ultima Thule le cose almeno sufficientemente piacevoli devono durar il meno possibile, si da' il caso che siano aperti solo un fine settimana durante l'Avvento, il secondo per la precisione. Se in quell'occasione disgraziatamente avevate la suina, vi facevano male i piedi, o c'era da riparare un tubo ghiacciato nella stuga, sono emeriti fatti vostri.



Che cosa si vende ai mercatini di Gammlía? Teoricamente, quel che si trova dovrebbe essere Hemslöjd, ovvero artigianato rigorosamente locale il cui scopo é produrre oggetti decorativi e/o utili per la casa o la persona in materiali "poveri" (per chi mastica lo svedese, una buona descrizione la si trova qui). Si possono trovare, quindi, oggetti in feltro di lana, ferro battuto, legno, candele, berretti, guanti, decorazioni natalizie, gioielli, oggetti di vetro e via discorrendo. Sarebbe stato utile e interessante mostrare qualcosa tra quello che ho acquistato, come esempio, ma non sia mai che i destinatari dei miei regalini di Natale passino da queste parti e perdano la sorpresa.
Per consolazione, posso far vedere qualcosa destinato a decorare la camera del Mezzovikingo, ovverossia un tomte (folletto nordico) di lana, feltro e legno, figura presente fino all'esasperazione nell'iconografia natalizia di queste lande, visto che lo Jultomte altro non é che Babbo Natale.



Come ogni Evento Pubblico che si rispetti, non puó mancare la Sezione Alimentare. I mercatini tentano l'infreddolito visitatore con gl'immancabili glögg bollente (analcolico, per caritá!) e pepparkakor, che non mi dó la pena di descrivere visto che, molto probabilmente, chi si avventura su questo blog ne avrá giá sentito parlare fino alla nausea da un sacco di altre fonti. Vi sono poi diverse bancarelle con le solite marmellate e succhi di bacche nordiche (hjortron, åkerbär, havtorn; stavolta non anticipo di che si tratta cosí sarete obbligati a venirmi a leggere anche l'estate prossima, nella sezione Frutti del Bosco).
Si prosegue con chi vende cibo pronto al consumo. Snobbando i venditori di hotdogs, detti in vernacolo korv (cibo che gli svedesi considerano particolarmente adatto all'Infanzia, per motivi che mi sfuggono), noi ci siamo buttati sulle suovas di ispirazione Lappone, anzi, Same, per essere politically correct. Le suovas sarebbero fatte con carne di renna (teoricamente) tagliata sottilissima e rosolata in una grande padella wok con pezzetti di cipolla, carota e pastinaca. La mistura é servita dentro un panino tipo arabo (piú pratico del tradizionale tunnbröd, vedi piú sotto) e condita con una qualche salsa bianchiccia che in quest'occasione era al sapore di cantarelli (potevano anche scrivere funghi, che si capiva lo stesso: quale altro fungo sennó?).
La temperatura, e un Mezzovikingo affamato con madre altrettanto debilitata hanno fatto sí che non ci sia stato tempo per cincischiare col cellulare e immortalare il succoso panino. Chi é curioso e vuole una foto aspetterá la prossima volta, oppure si affiderá a Google. Dato il clima non esattamente primaverile, é stato quasi d'obbligo consumare il tutto dentro una kåta (tipica tenda Same smontabile, dotata di fuoco in mezzo circondato da panche coperte di pelli di renna):




Sebbene l'Ultima Thule tecnicamente non sia compresa nel territorio Lappone, é abbastanza normale trovare ovunque tracce dell'influenza culturale Sami, soprattutto per motivi veniali, ovvero sfruttamento del turismo. Da qui suovas e kåta ai Mercatini, e bancarelle con oggettini di corno di renna e legno di betulla, variamente intagliati.

Per concludere, non potevamo fare a meno di fermarci al Gård e prenderci una busta di tunnbröd (letteralmente: pane sottile) morbido appena sfornato e odoroso di farina di segale, insieme a qualche biscotto d'avena e un filone dolce allo zafferano. Gli ultimi due non sono sopravvissuti a sufficienza per essere fotografati, ma il tunnbröd ce l'ha fatta, prima di scomparire nelle fauci del Vikingo in compagnia della Nutella:







 
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