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Thursday, 21 February 2013

Ma come canti bene bella bimba


In tutti questi anni (due? tre? quattro?) di bloggamento dall'Ultima Thule e dal fantastico Mondo Gialloblú in genere, mi sono accorta che non ho speso la benché minima sillaba su alcuni degli Eventi mediali piú Cool/Cult di quest'area geopolitica.
Una delle scuse piú scontate e abusate é data dai Dittatori Fanciulli di Casa, i quali monopolizzano la tecnologia domestica e pretendono di vedere l'intera collezione di quell'altro antico Cult che é il cartone croato Balthazar mentre voi, ad esempio, vorreste rilassarvi sfogando le vostre pulsioni piú trucide con Game of Thrones.
Un'altra causa é che la sottoscritta, dal basso della sua Ignoranza e Pregiudizio, snobba a priori la visione dei sottocitati Cult perdendosi perció un'importante fetta della Cultura dello Stato in cui ha fatto sfrontata richiesta di cittadinanza.
Immagino che diversi tra i visitatori di questo blog abbiano qualche cognizione di cosa sia ed implichi il Mattone nazionalpopolare italico chiamato Festival di Sanremo (FdS). Devo ammettere che, grazie a tredici anni di lontananza dalla Madrepatria, e almeno altri dieci di Snobismo cronico, io ne ho solo un'idea parecchio vaga e distorta e quindi alcuni dei paragoni che porteró potrebbero soffrire di eclatanti inesattezze.
Comunque: prendete il FdS, tagliatelo a pezzettini, scartate eventuali ospiti internazionali, e distribuitelo con pressapochista omogeneitá su diverse cittá svedesi tra febbraio e marzo, tipicamente quattro luoghi. Prendetene una dose settimanale, ogni settimana in una cittá diversa, otto canzoni per volta, secondo lo schema corrente. Un paio di canzoni per localitá, selezionate da votazione, proseguiranno verso il Gran Finale a Stoccolma.
Condite con pacchi di lustrini et voilá: servito in tavola il Melodifestivalen, il Festival delle Melodie (cosí dette all'orecchio dei Vikinghi). A differenza del FdS, chi vince il MF va direttamente a concorrere per l'Eurovision Song Contest, riuscendo addirittura a vincerlo ogni tanto, come successe lo scorso anno.

Nonostante la sua infelice collocazione territoriale, anche il Norrland ogni tanto viene onorato dalla Manifestazione. Sabato scorso, ad esempio, é stata la volta di Skellefteå.
Skellefteå, per quei pochi che ancora non ne avessero sentito parlare, é una cittadina un po' a nord dell'Ultima Thule, dall'aspetto essenzialmente identico all'Ultima Thule, se non fosse per un Monumento al Viagra d'ispirazione sovietica che l'ha resa famosa in tutto il pianeta (ve lo googlate da soli/e, ché io sono una blogger perbene). L'ardito Monumento é collocato nella piazza principale del villaggio della cittadina, piazza che porta lo speranzoso epiteto Delle Possibilitá (möjligheternas). A giudicare dal luogo, é un po' difficile scorgerle.
Altre volte é capitato a Luleå, o Örnsköldsvik (nome pomposo per darsi un tono quando la Jantelagen non era stata ancora inventata: "Baia dello Scudo d'Aquila", manco Tolkien avrebbe fatto meglio. Qualcun altro sostiene che non era colpa del signor Thorin Scudod'Aquila Örnsköld, a cui la cittá dicesi esser dedicata, se portava quel cognome). L'Ultima Thule invece boccheggia in proposito, e non riporteró le opinioni dei maligni.

Ció che caratterizza il Melodifestivalen é l'abbondanza del popolarissimo genere Schlager, da non confondere con lo Schlager teutolandico, basato quest'ultimo su canzoni goderecce destinate all'Oktoberfest. Lo Schlager svedese, definito secondo la mia impressione di non-esperta, é un pop pieno di lustrini, pailettes, sbarluccicante e infarcito di canzoni d'ammore di vario genere (roba originalissima tipo mi ama, non mi ama, mi hai tradito, sto meglio senza di te, mi strazio il cuore senza di te, e straziamenti simili.).
Nonostante si canti in termini eteronormativi, pare che faccia l'occhiolino, se non due, alla comunitá gay, (quella maschile intendo, poiché non ho mai capito che opinione ne abbiano le lesbiche), al punto che quest'anno si é addirittura dato il caso di gente che ha denunciato il Festival per gaypropaganda.
Tra tutto quello che avrei potuto immaginarmi, mai avrei creduto che l'omosessualitá fosse assimilabile ad un qualche tipo di pericolosa ideologia politica, per la cui diffusione é necessaria addirittura un po' di propaganda. Evidentemente c'é gente con molta piú immaginazione di me, perfino qui in Svezia.
Siccome un video é meglio di tante chiacchere, ecco qui con l'iconica Lena Philipsson un esempio pratico del genere:




Nonostante io non sia esattamente una tipa da Schlager, segnalo uno dei miei favoriti, (apprezzabile da chi mastica un po' di svedese), melodia che mette d'accordo tutti i generi e tutti i sessi, oltre a rivelare alcune passioni segrete di diversi noti personaggi del teleschermo svedese.



Il discorso dei generi nel Melodifestivalen merita comunque un certo approfondimento. Se i miei padroni pargoli me lo concederanno (prima che faccia in tempo ad arrivare il MF del prossimo anno, s'intende), sará l'argomento di un prossimo post.


Wednesday, 10 August 2011

Fenomenologia dell'Orto Ultimathulese, Parte Prima

Per quanto si creda o ci si illuda di essere coerenti con se stessi e le proprie scelte, arrivano momenti in cui le Cose cambiano, i Domicili si spostano, i Luoghi d'Affezione mutano.
Dopo cinque-sei anni di alterna ma sempre onorata frequentazione, mi sono ritrovata a mandare una graziosa, composta e corta mail di congedo ad una Personalitá del Comitato degli Orti-Giardino in Affitto, quassú chiamati con un nome molto meno poetico, kolonilott, che a me suona come un Piano Regolatore di stampo militare, o un esperimento vagamente sovietico di occupazione della steppa siberiana.

Dunque, come mi é capitato di scrivere molto tempo addietro, un bel giorno d'autunno mi ritrovai la proposta di prendermi carico di un pezzo di terreno (lott) di cinquanta metri quadri ai margini dell'Ultima Thule, al modico prezzo di un centinaio di corone all'anno e con la possibilitá di accedere ad un capanno contenente attrezzi agricoli di vario genere e altalentante efficienza, nonché un sacco di stallatico.
Quando mi fu passata la consegna, quei cinquanta metri quadri ospitavano un paio di cespugli di ribes nero, uno di uva spina, un rabarbaro oscenamente enorme, una spettinata colonia di lamponi, e milioni di radici di gramigna omogeneamente distribuite sull'intera superficie.
Molte mie serate estive di femmina single passarono perció in compagnia di eserciti di Vampiri, rivoltando zolle, pulendole dalle erbacce, livellando il terreno e piantandoci bacche di vario tipo, fiori, un arbusto di sambuco, insalata piselli carote fagiolini radicchio e altri vegetali che nacquero, crebbero e morirono con fortune alterne durante le brevi e tiepide estati del Norrland, o attraversandone i rigori invernali a meno venti.

 (immagine di repertorio, ai tempi del massimo splendore)
Negli ultimi tempi, causa prole e soprattutto una certa distanza della stuga, la coltivazione del kolonilott é diventata una faccenda dispendiosa e non troppo rispettosa dell'ambiente, e la gramigna ha ricominciato a soffocare le pianticelle di fragole e di campanule da giardino.

Accanto all'innumerevole sfilza di programmi televisivi svedesi che insegnano al Popolo a Cucinare, Cucinare per ingrassare, cucinare per dimagrire, cucinare per essere trendy, e cucinare per farsi invidiare dagli ospiti, stanno comparendo anche diverse serie che mostrano allo stesso Popolo i piaceri della Coltivazione, del Giardinaggio trendy e dell'orticoltura in Armonia con la Natura, nonché una selva di riviste dedicate allo stesso scopo.
Il problema di questi programmi bucolici é che sono girati nel Meridione svedese, se non addirittura in Danimarca o nell'umida Albione. 
In definitiva, a noialtri quattro disgraziati che viviamo nell'Ultima Thule e dintorni, non servono a un fico secco. La spiegazione sta in questa figura qua, disegnata dalla Reale Societá svedese dei Giardinieri:



Il Paese é diviso in Zone: ció implica che quando andate a comprare un bulbo, un pacchetto di semenze, o quell'arbusto di rose dai fiori cosí bellini, é proprio il caso che andiate anche a vedere fino a quale zona la pianta sopravvive, se non volete gettare ai ghiacci il vostro amore, i vostri danari e pure il tempo che ci metterete a prendervi cura del Vegetale in questione.
Nei sopracitati programmi televisivi, viene di fatto mostrato il giardinaggio praticabile da chi vive nei luoghi colorati di marrone. L'Ultima Thule, per quanto agevolata dalla vicinanza alla costa, é giá di diritto in Zona 5, senza poi dimenticare che i confini per le zone 6 e 7 sono a qualche decina di Km dalla cittá, e quindi se vi capita un inverno particolarmente rognoso é meglio che vi riferiate direttamente a quelle.
Una valida alternativa, se il pacchetto di semenze non é molto informativo a proposito, é provare il Metodo Darwiniano, e vedere cosa sopravvive all'inverno.

L'abitare in Zona 5 (per me che ero abituata all'insalatina a Pasqua, ai cespugli di basilico e rosmarino, e alla sovraproduzione di pomodori fino alle soglie d'ottobre), che cosa implica?
Prima di tutto, il badile puó riposare comodamente all'asciutto almeno fino a metá maggio. In questa data il terreno é abbastanza scongelato, sebbene piantare il forcone in un mucchio di compost possa ancora liberare colonie di ghiaccio scintillante.
Le Järnnätter, o notti di ferro, in cui qualche brinata puó ancora rompere le illusioni del povero Giardiniere, affondano le loro zanne anche durante giugno, per far ritorno beffarde giá a fine agosto-metá settembre e bruciare sadicamente tutti i fagiolini (che avevate aspettato a seminare a metá giugno, visto che il pacchetto vi racconta che germinano solo se ci sono almeno 15 gradi nel terreno).
A settembre potete contare solo su quelle piante che resistono a temperature un po' bassine: il che significa che in pratica sono solo le carote ad omaggiarvi dell'ultimo raccolto, mentre cercate di coprire tutto ció che puó soffrire il gelo boreale, in tempo per le prime nevicate.
Facendo quattro conti facili facili, avete dunque solo tre mesi (giugno luglio e agosto) per godere dei vostri sforzi d'Agricoltore, ovvero la metá del tempo in cui mio padre si dedica alle sue Verdure Terrone. In questa fulminea finestra temporale tutto nascerá, germoglierá, crescerá come sotto nandrolone alla luce delle luminose notti norrlandesi, e verrá divorato nell'illusione di poter gustare un po' di vere vitamine.
Per tutto il resto dell'anno, suppliscono le serre olandesi e spagnole.

Non ci vuole molto a capire che é sufficiente un luglio un po' piú fresco o piovoso del solito per mandare in pappa le vostre ambizioni orticole. Se invece il Sole benedirá i vostri sforzi, potrebbe addirittura succedere che decidiate di riseminare la rucola che é andata in semenza con gran rapiditá.
A questo punto, un'ingenua meridionale come me prende e va in qualunque negozio che vende sementi e roba agricola, e cerca una bustina di rucoletta.
Illusa.
Dovete sapevatelo che, giá immediatamente dopo Midsommar, i negozi norrlandesi del genere mettono in cantina tutti i loro espositori di semenze. Siccome i veri Norrlandesi sono scafati, superorganizzati, e lo sanno, hanno giá provveduto a farne incetta durante aprile e maggio, quando l'assortimento di seminabili fa capolino nei punti vendita. Mi é giá capitato a metá giugno di cercare una bustina d'insalata per una semina ritardataria, e di sentirmi dire dalle commesse che erano finite, e per quest'anno non ne ordiniamo piú, in uno stile Memento et Penitenziagite, che tra poco é giá Natale, tu accidiosa foemina vascellum Satanae. Lo stesso discorso vale se, in autunno, pensate bene di farvi un vasetto di basilico in cucina e vi rendete conto che la bustina é vuota.
L'unica vostra speranza sono i cataloghi online, oppure un pellegrinaggio nello Stivale per fare incetta delle preziose bustine.

Nonostante tutte queste difficoltá climatiche, posso svelarvi un autentico scoop, che dedico in particolare a chi legge dal Veneto: il Radicchio, perlomeno quello di Chioggia, sopravvive tutto l'inverno anche a temperature prossime ai -20. Sebbene non mi sia mai cimentata nel provare a fargli fare la Palla, operazione che lascio agli Artisti del Campo, testimonio che diverse volte una generosa coltre di neve mi ha fatto ritrovare, a maggio, dei cuori rossi di radicchio come primizia di stagione.

Dopo tutte queste noiosissime informazioni agricole, mi rendo conto di aver tralasciato la parte piú istruttiva, che é la descrizione antropologica della vita del kolonilott. Segue, dunque, alla prossima puntata.




Friday, 5 February 2010

Swedish Interior Design (parte prima)


Le temperature sub-tropicali (cioé sotto le tropicali, di un tanto a piacere, apprezzate la battutona) dell'Ultima Thule e del Resto del Regno Tutto implicano che, al ritorno a casa, si trovi un Ambiente Accogliente e Pratico dove rintanarsi e dimenticare l'Esterno gelato.
La Mentalitá Lagom e le Leggi di Jante implicano invece che esistano Norme ben Precise su come l'aspetto del succitato Ambiente debba essere regolato. Per fare in modo che la Popolazione recepisca i dettami dell'Estetica Vigente, esiste tutta una serie di programmi televisivi d'Arredamento (qui una lista dei piú popolari) in cui si mostra cosa sia cool (anzi, inne) e cosa invece sia da bandire in Eterno dalle case degli Svedesi. Contemporaneamente, stanno fiorendo parecchie riviste d'arredamento nello stesso stile.
Queste trasmissioni hanno dei formati predefiniti: la troupe d'esperti arriva in un'abitazione da rinnovare, chiamata dagli affranti occupanti i quali implorano di veder un po' di fresche novitá nella loro Dimora. Gli Esperti-Salvatori arrivano, squadrano con aria disgustata l'accozzaglia di mobili comprati a poco prezzo dai sicuramente non benestanti proprietari, disquisiscono un po' sul cattivo gusto imperante, e distruggono meticolosamente la stanza, per ricostruire, risistemare, rivoluzionare il tutto secondo la propria Illuminata Versione Trendy.
I locali vengono spesso decorati con cose che i legittimi proprietari potrebbero procurarsi solo accollandosi debiti a vita. Non dovendo arredare casa propria, i Guru abbelliscono pareti e mobili con immagini e suppellettili completamente impersonali (sarei curiosa di vedere le case cosí modificate dopo un annetto dal restauro, peró).
Alcune volte ci si puó domandare se gli Arredatori, nella loro ricerca del trendy-a-tutti-i-costi, han perso di vista la funzione di una particolare stanza: una volta vidi pavimentare di fiammante mosaico tutti i ripiani di una cucina. La cosa evidentemente sottintendeva due alternative: la cucina non era usata per cucinare, al massimo si prepara il caffé per fika e si scaldano cibi precotti nel microonde (ma allora a che ti serve una cucina?); opzione numero due, gli utilizzatori usavano gioire come porcelletti nel pulire ad una ad una centinaia di candide fughe.
Se i risultati possono essere piú o meno apprezzabili (in molti casi lo sono) ció che peró non finisce mai di stupirmi é che, indipendentemente dal programma o dall'occupante della casa, lo stile impiegato é sorprendentemente identico nella maggior parte dei casi.
Sia come sia, al termine del restauro i legittimi proprietari vengono reintrodotti nel rinnovato ambiente e producono urletti ed esclamazioni che dovrebbero sottindere la loro gioia per esser stati annessi nell'Olimpo del Buon Gusto (ma puó anche essere che riflettano su quanto potrebbero guadagnare rivendendo i costosi accessori).

Un conoscente del Vikingo, che aveva subito lo stesso trattamento per un ufficio, assicura che in questi programmi viene rivoluzionata solo la parte di stanza che le telecamere riprendono, ma dando l'impressione che sia l'intero locale ad esser stato rinnovato. A questo punto ci domandammo se le isteriche manifestazioni degli interessati fossero di autentica gioia, o di incredula delusione.
Nei miei primi anni di Ultima Thule, vivendo in un appartamento in seconda mano e giá ammobiliato, non mi ero posta la questione. Successivamente passai ad un posto mio, ma non sapendo quanto e come sarei rimasta nell'Ultima Thule, decisi di ricorrere ai loppis e a Myrorna, come raccontato qua. Tralaltro, un vantaggio (o un esecrabile effetto collaterale?) dei loppis é che si possono trovare mobili e suppellettili completamente estranei ai vari trend.
Poi venne il Vikingo, e il suo appartamento pure quello giá ammobiliato, poi venne il Mezzovikingo, la stuga e la necessitá-sfizio di una sistemazione piú grande. Quest'ultima ha fatto sí che molti dei mobili vecchi siano stati degradati alla stuga o alla cantina e ci sia un bagno da restaurare, cosí noi da un anno a questa parte stiamo lentamente riempiendo gli spazi vuoti della nostra nuova sistemazione.
Fortunatamente per noi, abbiamo idee simili su cosa potremmo comprare. Sfortunatamente per noi, nessuno dei due é impregnato di mentalitá lagom e vuol obbedire alle leggi di Jante (il Vikingo é artista, io sono un'italica, con background culturale alternativo rispetto a quello scandinavo). Siccome l'Ultima Thule non é la Capitale, e le possibilitá di scelta sono ridotte, ne consegue che quassú si puó trovare praticamente solo quello che i Guru del Trendy benedicono, adattato alla tipica mentalitá Norrlandese che troppo-decorato-fa-male. Per intenderci, non dico che i trend vigenti siano brutti. Il problema é che si trovano solo cose con lo stesso identico stile: ogni tanto, per dire, compriamo riviste straniere per farci venire idee alternative.
In una prossima puntata passeró dunque in rassegna i diversi tipi di Arredamento che si possono reperire da queste parti, perché vedo che ormai mi sto dilungando troppo.

Ps: la foto qua sopra é messa anche per fare un po' di concorrenza ad Orma, che a quanto pare sa far cose che ispirano molto anche IKEA

Monday, 1 February 2010

L'Etere é l'Oppio dei Popoli (post di parte)

Bene. Questo fine settimana il Vikingo, sapendo di far cosa a me gradita, ha noleggiato il DVD di Videocracy, del regista Erik Gandini, nato in Italia ed emigrato da giovane in Svezia. Sorvolo sul fatto che il  suddetto film-documentario non é mai arrivato nei cinema dell'Ultima Thule (qui sono i film americani di cassetta ad avere un rispettabile tempismo, chissácomemai), e il DVD é disponibile quassú solo da pochi giorni, con un mese di ritardo rispetto all'annunciato e nascosto in un angoletto polveroso del videonoleggio.
Sull'argomento si é ormai parlato, discusso, e litigato molto su vari blog (leggere ad esempio il post, e relativi commenti, su onewaytosweden), televisione nazionale (svedese), giornali, eccetera.
Chi (come me, tra l'altro) non mostra molta simpatia per l'attuale Governo italiano, andrá volentieri a vedere il film, come autoconferma che il Presidente del Consiglio in carica é un gran Problema Sociale (o altri aggettivi non esattamente lusinghieri, che per decenza trascuro).
Chi invece ammira il Sunnominato, ne trarrá l'impressione che il suo Eroe é turpemente perseguitato dai fetenti Bolscevichi di mezzo mondo, i quali han solo invidia delle eccezionali abilitá, non ultimo amatorie, del Grande Superpolitico che degnamente rappresenta il Belpaese.
Quindi, come prima impressione, direi che non é un documentario particolarmente rivoluzionario. Non é stato un granché rivoluzionario neanche per il Vikingo, ma dopotutto il consorte é stato adeguatamente indottrinato da me, e per molto tempo, sulla Fenomenologia Televisiva Italica.

Se a qualcuno interessasse, ho un paio di impressioni a caldo:

Sebbene abbia giá visto ilcorpodelledonne, e pur non essendo in stato interessante, non riesco ad evitare una netta sensazione di nausea quando vedo la Gloriosa Donna Italica in Televisione come al Mercato delle Vacche. E, se fossi uomo, mi sentirei offeso nell'essere trattato da mentecatto che ragiona e sceglie solo in base al responso dei Gioielli di Famiglia. Essendo emigrata dieci anni fa, sapevo che le cose stavano in un certo modo, ma non ero conscia che fossero addirittura peggiorate.

Adesso capisco chi sono i tali Lele Mora, Fabrizio Corona, eccetera, di cui spesso titolano i giornali italiani online. Confesso di non essermi mai data la pena di approfondire. Continua il retrogusto di viscidetto e incredulitá. Tra parentesi, l'apologia di fascismo non era un reato? Illuminatemi.

"Menomale che Silvio c'é" é uno strazio (anche canoro) che mi sarei volentieri risparmiata.

Sebbene io non apprezzi per nulla il Presidente, non imputo solamente al medesimo la situazione mediatica-politico-culturale in cui l'Italia é finita: io sono per la responsabilitá individuale, e se costui é andato al potere, e certi modelli si sono imposti, per me é responsabilitá di chi lo ha votato, di chi volentieri guarda le sue TV, di chi volentieri adotta certi stili di vita e li insegna alla propria prole. Eccetera.

Cosa Berlusconi faccia o dica, potrebbe interessarmi relativamente visto che vivo all'estero e volentieri ci resteró. Peró é una gran seccatura essere misurati, da emigrante, con lo stesso metro usato per il Suddetto. Nonostante egli racconti, nel documentario, di come lavori per un'immagine credibile dell'Italia, posso assicurare, dall'alto della mia esperienza decennale abroad, che i risultati di tali sforzi son tutt'altro che esaltanti.

Ció che invece potrebbe essere molto piú interessante da riportare, sono le impressioni di uno spettatore quasi-super-partes e non-italico, qual é il Vikingo. Eccole qua:

Espressione eloquente, incredula e perplessa, su Ruolo e Comportamenti della Femmina Televisiva Italica. Veramente le donne si prestano a farsi trattare cosí? Non esiste un'Authority, un organismo antidiscriminazione, un qualche cosa insomma, che limiti tutto questo, visto che anche i bambini possono vedere?

Nota come la Meravigliosa Canzoncina sia cantata esclusivamente da donne. Jo, molto interessante.

Il signorino Corona, a dispetto dei suoi tentativi di infighimento, o come si dice, é seccamente bollato come patetico (patetisk). La visione dettagliata della toaletta del fanciullo non ha aiutato. I continui riferimenti a Robin Hood da parte del soggetto sono visti come completamente fuori luogo.

Il poveraccio che fa di tutto per andare in televisione, raccoglie un po' di pietá, ma comprensione nulla. Il Vikingo continua a guardare la madre impicciona come se avesse incontrato un Plutoniano.

L'ultima considerazione, é una critica al documentario in sé: il Vikingo é curioso di sapere quanta gente veramente ci crede, al Dio Televisore. Quanti sono effettivamente gli italiani che inseguono questo mito? Cavoli, saranno mica tutti cosí. Älskling, tu non sei cosí, ad esempio. I tuoi amici neppure. No, non possono essere tutti cosí, gli italiani.
Un paio di interviste a tappeto in qualche luogo pubblico, fatte a gente della strada, sarebbero state molto apprezzate.

Per concludere, vorrei dire anche un'altra cosa: forse i non-italici pensano che il fenomeno sia tutto italiano e si ritengono fortunati, dispensati, e forse anche un po' superiori al tutto.
Non ne sono del tutto convinta: pure qui in Svezia, noto come i dibattiti sulle Pari Opportunitá  debbano venir sempre alimentati per mantenere un certo tipo di mentalitá paritaria. La televisione commerciale tenta di imporre programmi basati su apparenza e lustrini, o reality dove puoi-andare-in-TV (il Grande Fratello peró non lo fanno piú). Il mercato tenta di spingere bambini, adolescenti e giovani alla rincorsa della perfezione estetica, dell'Apparire-a-tutti-i-costi, e ad un certo sessismo. Se non si fa attenzione, credo che qualunque sistema occidentale possa essere a rischio Videocracy.

Wednesday, 23 December 2009

God Julafton!

Ovvero: buona Vigilia di Natale!



Quando uno va a comprare le cartoline delle Feste natalizie, non di rado ci trova, comodamente prestampata, la Frasetta d'Uso che risparmia al pigro scrivano qualche decimetro d'inchiostro: God Jul och Gott Nytt År, ovvero buon Natale e buon Anno Nuovo (a me non risparmia niente perché tanto devo tornare a riscriverla in italiano, inglese o tedesco, visto che il livello culturale dei miei destinatari é talmente basso che neppure lo svedese conoscono, puah!).

In realtá, come tutti gli Abitanti e gli Ammiratori della Nordica Monarchia sicuramente sapranno, la dicitura piú corretta da usare sarebbe Buona Vigilia. In Svezia, il Giorno Ufficiale di Festa in sé, che sia Natale, Midsommar, Capodanno, Valpurga eccetera, non ha molto significato: l'apice dei festeggiamenti si ha sempre durante la Vigilia (afton), ed é qui che avvengono le cose piú interessanti e si officiano i rituali piú importanti. Il mio sospetto é che la Giornata Ufficiale serva piú che altro a smaltire le eventuali monumentali sbronze e le mangiate della Vigilia. Nel caso la Festa Ufficiale sia seguita da un ulteriore Giorno Extra (tipo Santo Stefano, per intenderci), é perché é necessario avere del Tempo Aggiuntivo per ritornare ad essere Persone con Dignitá ed Integritá, qualora possibile.

Immagino che piú d'uno vorrá sapere che si mangia a Natale (ops, la Vigilia), e cosa si fa e quanto si beve, eccetera, in queste lande. Sull'argomento si promette un po' di documentazione fra qualche giorno, dopo che i Rituali saranno stati consumati. Nel frattempo, anticipo che domani si partirá alla volta della stuga verso l'ora di pranzo, dove la suocera Vikinga avrá approntato una minestrina leggerina chiamata blöta (cioé bagnata), fatta col brodo di cottura dello Julskinka (prosciutto di Natale, che per inciso é identico al Påskskinka, ovvero prosciutto di Pasqua: cambia, si spera, solo la data di scadenza). Il tale brodo, che ha una pressione osmotica simile a quella del Mar Morto e ha un contenuto di glutammato, nitrati e nitriti (dal prosciutto) su cui preferisco restare all'oscuro, viene reso piú sostanzioso con l'aggiunta di tunnbröd friabile: il risultato é un pastone molto igroscopico il cui scopo invano é cercare di limitare la mangiata serale, oltre che rappresentare molto bene la filosofia contadina di una volta secondo la quale non si butta via niente.
Seguirá stravaccamento sul divano a guardare, o far finta di guardare Kalle Anka, cioé Paperino e cartoons Disney vari alla televisione. La TV svedese, togliendosi con poca spesa l'impiccio di offrire una programmazione per la Vigilia, trasmette ormai dall'epoca delle Invasioni Vichinghe sempre gli stessi identici cartoni di Paperino&C, i quali per qualche misterioso motivo sono sempre seguiti con grande entusiasmo. Devo ammettere che é comunque meglio dei quarti di prosciutto (tanto per restare in tema) che, mi raccontano, l'alto Ente Televisivo Italico sta ossessivamente presentando ai suoi spettatori negli ultimi decenni in qualsiasi fascia oraria e stagione. Ogni TV sopperisce a suo modo alla mancanza di fantasia.
Poi arriverá la sera, arriverá lo Jultomte a distribuire i regali, e ci sará lo Julbord (Tavolata di Natale, letteralmente) preparato amorevolmente dalla sollecita suocera. Ma su tutto questo ritorneró con calma dopo il rientro dal Natale nella stuga.

Ragion per cui da domani ci saranno un paio di giorni di pausa, da passare appunto nella stuga dei suoceri senza internet a disposizione, e quindi devo sbrigarmi adesso a fare gli Auguri a tutti voi che siete arrivati da queste parti, gentilmente e, spesso inaspettatamente, leggendo e commentando alcune delle sgrammaticate cavolate che scrivo.

God Jul, o God Julafton a tutti.

(nella foto: una parte infinitesimale della collezione dei tomtar natalizi dei miei suoceri, per la gioia dei nipoti)

Friday, 4 December 2009

Stalkers di Stato


C'era una volta una Cittá sperduta nel Nord del Nord del Nord, molto piú a nord dell'Ultima Thule, lontano nel cuore della Lapponia e battuta da venti freddi. La Cittá si chiamava Kiruna. I suoi abitanti costruivano incantate Dimore di Ghiaccio sul Fiume (a scopo di lucro) ed estraevano silenziosamente leggendarie quantitá di Ferro dalle viscere della Terra. Ne estrassero cosí tanto che pian piano la Cittá cominció a sprofondare sotto i loro piedi, crepe e voragini si aprirono nel terreno e gli abitanti dovettero in fretta e furia spostare le proprie case, la ferrovia e le strade altrove, in un posto dove la terra fosse cosí ingenerosa da non poter essere scavata.
Gli abitanti della Cittá erano molto soli, lassú nell'Estremo Nord, e lo Stato volle aiutarli donando loro l'ufficio del Radiotjänst (Servizio Radio), detto anche Rånartjänst (servizio ladri) nel resto del Paese.
Il Radiotjänst era ufficialmente incaricato di riscuotere il Balzello del Canone Televisivo in tutta la Svezia, e verificare che ogni Cittadino dotato di Radio e Televisione lo pagasse: in realtá, questa era una scusa per consentire ai propri Adepti di rompere finalmente con la propria solitudine. Essi venivano mandati per tutto il Paese a visitare altri sventurati che avessero come sola compagnia la propria TV. Nel caso incontrassero incalliti e poco ospitali misantropi, potevano almeno spingersi di nascosto fino ai loro balconi e guardare insieme la Magica Scatola. Gli Adepti di piú cagionevole salute, e inadatti ai lunghi viaggi, potevano invece gioire di un po' di Calore Umano telefonando ripetutamente e per anni a qualche prescelto Cittadino o Cittadina piú a sud.

C'era una volta un'Italica che si era spinta peregrinando fino all'Ultima Thule. Conscia delle regole del Nuovo Paese, acconsentí fin da subito a pagare il Balzello del Canone Televisivo. Dopotutto se lo merita, pensó, qui la Tv di Stato é priva di noiosa pubblicitá. Visse per anni in solitudine, poi incontró un Vikingo Azzurro (ops, no, lui si lamenta spesso di essere troppo rosa). I due s'innamorarono e andarono a vivere insieme: due cuori, un appartamento, e una Televisione. L'Italica ora poteva pagare il Balzello insieme al Vikingo, rinunció al proprio e avvertí il Radiotjänst del suo trasloco d'amore. Gli adepti del Radiotjänst dissero che era sufficiente scriver loro una mail con il nuovo indirizzo e il personnummer del Vikingo come referenza. Ció fu adempiuto scrupolosamente.
Passó qualche mese, e l'Italica ricevette una lettera del Radiotjänst il quale informava che era venuto a conoscenza del nuovo indirizzo della fanciulla, e la invitava a pagare il Balzello.
Che?? si chiese l'Italica, e ignoró la lettera.
Passó il tempo. L'Italica si compró un cellulare. Il Vikingo e l'Italica ebbero un bel bambino, piccolo e rosa, che fu chiamato Mezzovikingo, per via del Padre e della bassa statura della Madre.
Un giorno l'Italica, in giro col neonato, ricevette una telefonata di un'Adepta del Radiotjänst sul cellulare. Come?? si chiese l'ingenua Italica, dimentica dei poteri di Eniro e del personnummer. Non ho mai dato loro il mio numero. L'Adepta, assetata di contatto sociale, usó la solita scusa: abbiamo saputo che hai traslocato, hai una TV?
Come?? si chiese, e chiese l'Italica. Ma non vi avevo spedito una mail eoni fa, con tutti i dati? Si, disse l'Adepta, ma noi dobbiamo telefonarti lo stesso. Hai il personnummer del tuo moroso?
Ce lo avete giá, disse l'Italica con tono quasi stizzito. Ok, rispose l'Adepta, grazie. Ma devi sapere che noi ti telefoneremo lo stesso in futuro, domandandoti le stesse cose.
Sti qua i sé fora coe carte*, o hanno una gestione dati bizantina, esclamó l'Italica a voce alta nella piazza dell'Ultima Thule. La gente intorno a lei continuó a camminare a testa bassa. Il Mezzovikingo dormiva.
Il tempo passó, il Mezzovikingo crebbe, l'Italica tornó al lavoro. Erano passati tre anni dal suo trasloco d'amore. Un giorno dovette occuparsi dell'HPLC che faceva i capricci. Il telefonino squilló, inascoltato. La settimana dopo, una sera, c'era da dare la Tetta al vorace Mezzovikingo. E il telefonino squilló, nuovamente inascoltato. E questo la settimana dopo e un'altra volta ancora.

Che fare? si chiese l'insensibile Italica. Sti qua i sé fora coe carte.
Gli do l'amicizia su Facebook? Gli dico che mi stanno perseguitando perché straniera e non sposata, e minaccio di denunciarli all'Autoritá antidiscriminazione? (Diskrimineringsombudsmannen, strategia suggerita dai colleghi dell'Italica). Continuo a ignorarne le chiamate? Gli dico di parlare col Vikingo?
Leggendo i giornali e la Rete, l'Italica si rese conto che l'accorato desiderio di socializzazione degli Adepti del Radiotjänst era guardato con astio dal resto della Nazione. Qualcuno raccontava di aver aperto la porta agli Adepti, ma mostrandosi in mutande e coperto/a da vomitino di poppante (non noi, comunque, nel caso vi chiedeste se, eccetera) Molti altri minacciavano rabbiosi la disobbedienza civile al Balzello. Cosa notevole, da parte degli altrimenti ligi e pacifici Svedesi.
Peccato, un esperimento sociale fallito nonostante le buone intenzioni.

Il telefonino squilló ancora. L'Italica, nel bel mezzo di una Sindrome Premestruale aggravata dal Grigiume del Tardo Autunno, decise di mostrare il proprio temperamento mediterraneo e rispose alla chiamata, come la Monaca di Monza. Lascio ai miei fantasiosi lettori indovinarne lo svolgimento.


* questi sono fuori (con la testa), approssimato dialetto veneto

Thursday, 30 July 2009

Le Pari Opportunitá (punto primo di molti)

Trattandosi di un blog semiserio, delle pari opportunitá non dovrei neppure accennare.
Perché, a leggere i giornali italici online, l'argomento é piú che serissimo e mi fa pensare che, nonostante i -20 C invernali, venire qui sia stata proprio una genialata.

Perché, nonostante la reputazione di libertinaggio sessuale che gli italiani hanno appioppato agli svedesi, qui non ci si sognerebbe mai di mostrare ció che si vede nell'ottimo documentario ilcorpodelledonne .

Il comportamento godereccio del nostro simpatico presidente del Consiglio quassú avrebbe causato le sue immediate dimissioni a furor di popolo. (beh diciamo anche che qui un paio di ministri si dimisero per molto meno, tipo non aver pagato il canone TV o aver pagato in nero la babysitter)

Durante il mio primo anno svedese, capitó di vedere una pubblicitá d'intimo maschile, in cui compariva anche una bella signorina completamente svestita. La pubblicitá causó una serie di proteste, a non ricordo piú che autoritá, in quanto "sessista", perché il nudo non era direttamente funzionale e riconducibile al prodotto reclamizzato.
Preciso che il termine "sessista" é applicato sia alle immagini femminili, sia a quelle maschili.
Il filmatino fu ritirato.

Ed eccovi qua un esempio di come possono essere i conduttori di un programma tipo "unomattina":


Tutti belli siliconati, chiaro.
 
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