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Tuesday, 23 April 2013

La Barchetta

Row, row, row your boat,
Gently down the stream.
Merrily, merrily, merrily, merrily,
Life is but a dream.


Mentre un famosissimo Stato Mediterraneo riprende il suo torpido Letargo popolato d'Incubi, l'Ultima Thule continua nella sua fase di Risveglio, accelerata da quelle che qua vengon dette, senza alcun'apparente ironia, temperature primaverili, ossia quelle comprese tra zero e dieci gradi Celsius: quelle che bastano, ai sensi del Norrlandese, per liberarsi dalle cuticole invernali, mettersi in maniche corte in piazza a sfoggiare le cruditá, comprare decine di vasetti di viole pansé, ed inaugurare l'Epopea dell'Idrocarburo Aromatico Policiclico, ossia della Grigliata.
Nel giro di un paio di settimane i miei concittadini riscoprono geografie dimenticate e ricoperte da mezz'anno di nevi grigiastre, riscoprono l'esistenza del colore verde marrone e sognano perció di ampliare le proprie tavolozze. La Natura corre timidamente in aiuto con le Tussilago e i Crocus (qui sotto una primizia catturata in stuga):



Se l'animo romantico et gentile che si annida in qualche anfratto del mio neurone mi fa apprezzare cigni e fiorelletti come segni preferiti del cambio di Stagione, quell'altra parte chimica mefitica et sientifica del mio Essere non puó fare a meno di registrare i Cambiamenti di Stato del monossido d'hydrogeno, se non altro perché se n'é accumulato parecchio nei mesi precedenti.
Lo strato di ghiaccio che copre il mare davanti alla stuga ha le ore contate, e presto sará di nuovo disponibile per quei corroboranti bagnetti che allietano il cosiddetto 'inverno verde'* dei Norrlandesi. Poiché quest'ultimi sono tremendamente putibondi, e diciamo pure inetti nel promuovere le bellezze della loro Terra presso il pubblico, m'accollo io quest'impegno, e assicuro che nella stagione giusta il Norrland offre infinite spiagge candide e acque di splendore cristallino:



(A chi osasse mettere in dubbio la mia ultima affermazione consiglio serenamente di dare una ripassata ai propri vecchi testi di Fisica delle superiori, eh.)

Un altro importante Luogo d'Acqua dell'Ultima Thule é sicuramente il grande ed oscuro Fiume che l'attraversa, serpente testimone di incaute immersioni e pesca di frodo a salmoni ripieni di diossina. Anche il Fiume si cala una coperta di ghiaccio quando arriva l'inverno, e se la toglie a pezzi piú o meno in questo periodo, proprio quando i gabbiani  fan ressa sulle sue rive per disputarsi i resti degli hamburger del sabato sera.
L'Evento del Disgelo del fiume é atteso con una curiosa scommessa: dal 1966, ogni inverno gli Ultimathuliani usano calare su un certo punto del ghiaccio del fiume una curiosa barchetta a vela dall'esotico e pretenzioso nome di UmanRiver, costruita con due canoe e una veletta piena di pubblicitá. Contemporaneamente é possibile scommettere sul momento del Disgelo, segnato dal veleggiare della barchetta, non piú ferma nei ghiacci, verso un traguardo un po' piú a valle.
Ignoro se chi vince venga ricompensato per l'acuta previsione, ma gli organizzatori dell'Evento assicurano che l'incasso dei biglietti viene devoluto a scopi benefici. Quest'anno é la ricerca sul cancro ad aver tratto vantaggio da questo Segnale di Primavera, che ha avuto luogo dunque il 21 aprile alle 14.28, perfettamente nella norma se si guarda la tabella nella pagina dedicata in Wikipedia.


* l'interessante definizione dell'estate nordica come 'inverno verde' fu data dalla prima Regina Bernadotte di Svezia, la francese Desirée o Desideria, la quale nel suo grande Amore verso la sua patria adottiva dichiaró che in Svezia vi sono solo due stagioni: l'Inverno Bianco, e l'Inverno Verde. E tutto che non abitava neppure nel Norrland.

Saturday, 30 March 2013

Fiori rosa, fiori di Pesco (o di Sorbo, eh)

Ricapitolando: é il 30 marzo, domani é Pasqua, in Giappone fioriscono i ciliegi sakura, in Sicilia i mandorli han dato del suo, nello Stivale prosperano le stelline.
Prima che qualcuno o qualcuna si spertichi in battutine spiritose, assicuro che anche noi nel Norrland, con le nostre risorse, ci arrangiamo egregiamente.

Fuori:


e anche dentro casa:


Con gli ultimi fiori di brina, e i primi (indoor) della stagione, auguro Buona Pasqua a tutti: pure a chi, come me, non é religioso, perché un bel rito propiziatorio per accelerare la Primavera male non fa.


(e si noti l'altezza del mucchietto di neve davanti alla veranda, nonché il mare d'argento su cui luccica l'Astro d'argento)


Thursday, 21 February 2013

Ma come canti bene bella bimba


In tutti questi anni (due? tre? quattro?) di bloggamento dall'Ultima Thule e dal fantastico Mondo Gialloblú in genere, mi sono accorta che non ho speso la benché minima sillaba su alcuni degli Eventi mediali piú Cool/Cult di quest'area geopolitica.
Una delle scuse piú scontate e abusate é data dai Dittatori Fanciulli di Casa, i quali monopolizzano la tecnologia domestica e pretendono di vedere l'intera collezione di quell'altro antico Cult che é il cartone croato Balthazar mentre voi, ad esempio, vorreste rilassarvi sfogando le vostre pulsioni piú trucide con Game of Thrones.
Un'altra causa é che la sottoscritta, dal basso della sua Ignoranza e Pregiudizio, snobba a priori la visione dei sottocitati Cult perdendosi perció un'importante fetta della Cultura dello Stato in cui ha fatto sfrontata richiesta di cittadinanza.
Immagino che diversi tra i visitatori di questo blog abbiano qualche cognizione di cosa sia ed implichi il Mattone nazionalpopolare italico chiamato Festival di Sanremo (FdS). Devo ammettere che, grazie a tredici anni di lontananza dalla Madrepatria, e almeno altri dieci di Snobismo cronico, io ne ho solo un'idea parecchio vaga e distorta e quindi alcuni dei paragoni che porteró potrebbero soffrire di eclatanti inesattezze.
Comunque: prendete il FdS, tagliatelo a pezzettini, scartate eventuali ospiti internazionali, e distribuitelo con pressapochista omogeneitá su diverse cittá svedesi tra febbraio e marzo, tipicamente quattro luoghi. Prendetene una dose settimanale, ogni settimana in una cittá diversa, otto canzoni per volta, secondo lo schema corrente. Un paio di canzoni per localitá, selezionate da votazione, proseguiranno verso il Gran Finale a Stoccolma.
Condite con pacchi di lustrini et voilá: servito in tavola il Melodifestivalen, il Festival delle Melodie (cosí dette all'orecchio dei Vikinghi). A differenza del FdS, chi vince il MF va direttamente a concorrere per l'Eurovision Song Contest, riuscendo addirittura a vincerlo ogni tanto, come successe lo scorso anno.

Nonostante la sua infelice collocazione territoriale, anche il Norrland ogni tanto viene onorato dalla Manifestazione. Sabato scorso, ad esempio, é stata la volta di Skellefteå.
Skellefteå, per quei pochi che ancora non ne avessero sentito parlare, é una cittadina un po' a nord dell'Ultima Thule, dall'aspetto essenzialmente identico all'Ultima Thule, se non fosse per un Monumento al Viagra d'ispirazione sovietica che l'ha resa famosa in tutto il pianeta (ve lo googlate da soli/e, ché io sono una blogger perbene). L'ardito Monumento é collocato nella piazza principale del villaggio della cittadina, piazza che porta lo speranzoso epiteto Delle Possibilitá (möjligheternas). A giudicare dal luogo, é un po' difficile scorgerle.
Altre volte é capitato a Luleå, o Örnsköldsvik (nome pomposo per darsi un tono quando la Jantelagen non era stata ancora inventata: "Baia dello Scudo d'Aquila", manco Tolkien avrebbe fatto meglio. Qualcun altro sostiene che non era colpa del signor Thorin Scudod'Aquila Örnsköld, a cui la cittá dicesi esser dedicata, se portava quel cognome). L'Ultima Thule invece boccheggia in proposito, e non riporteró le opinioni dei maligni.

Ció che caratterizza il Melodifestivalen é l'abbondanza del popolarissimo genere Schlager, da non confondere con lo Schlager teutolandico, basato quest'ultimo su canzoni goderecce destinate all'Oktoberfest. Lo Schlager svedese, definito secondo la mia impressione di non-esperta, é un pop pieno di lustrini, pailettes, sbarluccicante e infarcito di canzoni d'ammore di vario genere (roba originalissima tipo mi ama, non mi ama, mi hai tradito, sto meglio senza di te, mi strazio il cuore senza di te, e straziamenti simili.).
Nonostante si canti in termini eteronormativi, pare che faccia l'occhiolino, se non due, alla comunitá gay, (quella maschile intendo, poiché non ho mai capito che opinione ne abbiano le lesbiche), al punto che quest'anno si é addirittura dato il caso di gente che ha denunciato il Festival per gaypropaganda.
Tra tutto quello che avrei potuto immaginarmi, mai avrei creduto che l'omosessualitá fosse assimilabile ad un qualche tipo di pericolosa ideologia politica, per la cui diffusione é necessaria addirittura un po' di propaganda. Evidentemente c'é gente con molta piú immaginazione di me, perfino qui in Svezia.
Siccome un video é meglio di tante chiacchere, ecco qui con l'iconica Lena Philipsson un esempio pratico del genere:




Nonostante io non sia esattamente una tipa da Schlager, segnalo uno dei miei favoriti, (apprezzabile da chi mastica un po' di svedese), melodia che mette d'accordo tutti i generi e tutti i sessi, oltre a rivelare alcune passioni segrete di diversi noti personaggi del teleschermo svedese.



Il discorso dei generi nel Melodifestivalen merita comunque un certo approfondimento. Se i miei padroni pargoli me lo concederanno (prima che faccia in tempo ad arrivare il MF del prossimo anno, s'intende), sará l'argomento di un prossimo post.


Friday, 9 December 2011

Strenne trendissime e rivoluzionarie

(avvertenza: post smaccatamente superficiale, campanilistico, e pure un sacco arrogante)



Per essere veramente up-to-date, bisogna essere aggiornati ed adeguati su tutto. Per essere lagom, bisogna fare altrettanto.
Ecco perció che, in vicinanza delle feste natalizie, anche i regali devono accomodarsi alla norma corrente e quindi i piú popolari quotidiani suggeriscono al popolo svedese quale sará il Regalo dell'Anno (Årets Julklapp), indipendentemente dal fatto che il ricevente possa gradire o meno.
Le caratteristiche di tale Dono devono essere:
* Il Regalo dell'Anno deve rappresentare i tempi che corrono;
* Deve essere una Novitá, o aver suscitato interesse nell'anno appena passato;
* Il prodotto deve essere venduto molto o avere un alto valore di mercato.

Se vi interessa sapere che cosa gli svedesi hanno propinato ai loro cari negli ultimi anni, potete andare ad esempio su questo sito, per scoprire che, ad esempio, nel 1999 era bene regalare libri, (meglio ancora se una Bibbia, leggevo su un altro sito: vedetevela voi con l'amico musulmano o ateo), oppure che nel 2007 (anno in cui evidentemente devono esserci stati problemi estremi per strada), un navigatore GPS era d'obbligo.
E quest'anno?

Quest'anno, non si sa se in vista della crisi economica (che la Svezia vive in modo meno traumatico di altri Stati, comunque), o per stimolare la fantasia del Popolo, il regalo trendy é una Matkasse, o Borsa della Spesa pronta. Ve la prepara un supermercato o altre aziende specializzate nel servizio, contiene gli ingredienti per 3-5 cene per quattro persone, vi viene recapitata a casa ogni settimana (o ogni due, a scelta), costa all'incirca sulle 500 corone ciascuna, piú o meno.
Il lato interessante di tutta sta faccenda é che la composizione non la decidete voi. Al massimo potete scegliere tra quelle che il servizio suddetto vi propone, tipo senza lattosio, per dimagrire, per risparmiare. Nella borsa, in pratica, vi ritroverete un foglietto con cinque ricette e gli ingredienti necessari per realizzarle.
Il Vikingo mi descrisse per la prima volta le modalitá d'uso della matkasse dopo averne parlato con un amico, il quale, entusiastissimo, gli aveva raccontato di come a casa avessero scoperto il gusto della minestra di zucca insieme ad altre pietanze assolutamente esotiche e/o inconsuete.
Piú o meno nello stesso periodo, mi era capitato di vederne la pubblicitá su un giornale, la quale esortava il consumatore a comprarla e cosí facendo ad "uscire dalla palude della Falukorv" (ulteriori notizie sulla Falukorv&affini le avevo date qui)  e a "mangiare sano e variato".

'Come, -chiesi al Vikingo- che c'é di strano in una normale minestra con la zucca?' Le ricette proposte come esempio nella pubblicitá summenzionata erano tipo pasta coi broccoli, salmone al limone, pollo al curry, spesso con accompagnamento d'insalata. Insomma, nulla di trascendentale pensai, questi sono poi ingredienti che si trovano senza difficoltá anche all'ICA di Övre Soppero.
Aggiungo pure che la TV svedese sta letteralmente ingozzando il suo pubblico con centinaia di programmi culinari per tutti i gusti (ci sono programmi di cucina mediterranea, quella di un paio di cuochi inglesi, nordica, un altro con quattro concorrenti che s'invitano a cena l'uno con l'altro e fanno sempre facce schifate alla lettura dei rispettivi menu, quella coi dolci, quell'altro con le ricette per dimagrire, eccetera. Non avete idea del bombardamento mediatico).
Com'é possibile dunque che una banalissima minestra di zucca riesca a salvare lo Svedese medio dalla Palude del Wurstel, nonostante sta valanga di stimoli culinari? 
Feci spallucce con arrogante aria di superioritá e con aria snob dichiarai che dell'Årets Julklapp 2011 non sapevo che farmene.

Fu cosí che il Vikingo mi riveló che in una lagom casa Svensson, a differenza di quei creduloni d'Italici, le nefaste influenze mediatiche sono un fallimento totale: indifferente a Jamie Oliver, la lagom famigliola Svensson si mangia due-tre volte la settimana la Falukorv a striscette fritta nel burro, sopra un mattone di makaroner (piccole pipe lisce) stracotti, e il tutto condito da abbondanti dosi di ketchup (la salsa di pomodoro funge da verdura, immagino).
Al giovedí (non chiedetemi perché di giovedí) si puó variare con una zuppa di piselli gialli o delle pannkakor con marmellata e panna, nel fine settimana non indago, forse si va tutti da McDonalds, o dal suo nordico equivalente Frasses.

Ho scoperto cosí che i miei sforzi di adattamento e integrazione nella societá lagom sono falliti miseramente alla prova fornelli. Il Vikingo ha accettato per anni di ingoiare carciofi al prezzemolo, risotto ai porcini, pesce alla pizzaiola, gnocchi al pesto e simili stranezze senza informarmi del fatto che tutto ció costituisce una barbara violenza alle sue Radici culturali. Cosa non si fa per Amore, dunque.
Per quest'anno, ha pure, di sua spontanea volontá, comprato un Pandoro, un Torrone e un piccolo Panforte in un supermercato del centro. Mi sono veramente commossa.



Thursday, 16 June 2011

Kärleken Väntar

Ovvero, l'Amore aspetta, come suona il titolo di una famosa canzone di un discretamente famoso gruppo svedese, i Kent.
Quando stavo scrivendo il post precedente, mi misi a fare qualche googlata per sapere se veramente era il faccino lindo di Erik il Santo quello che si vede su certi tombini dell'acqua nella Capitale svedese.
I meandri della Rete mi portarono casualmente a questo articolo, ovvero: "Gli A-tombini saranno sostituiti da C-tombini per dare agli Stoccolmesi fortuna in Amore" (se non avete presente la faccenda degli A-tombini l'avevo raccontata qua).

Epperó. Perfino nella grande Capitale, e perfino tra i cosiddetti freddi, istruiti e controllati nordici, la fame d'amore é grandissima. (lo so che il post ha poco a che fare con l'Ultima Thule, ma non é che qua ci siano sti grandi avvenimenti cosí spesso)
Ed infatti, stando a quanto sostiene l'articolo, pare che un sacco di Stoccolmesi abbiano il timor panico di calpestare, o anche solo incontrare con le ruote della bici, i temibilissimi A-tombini che condannerebbero la vita dell'infelice ad un tremendo Inferno senza Amore e Calore.
La conseguenza di tutto ció é stata un preoccupante numero di scivoloni ed incidenti tra pedoni e specialmente tra i ciclisti, con indubbio piacere del Sistema Sanitario, suppongo (adesso capisco perché c'é carenza di medici da queste parti). Un consigliere comunale molto serio e attento ai problemi della Comunitá, un tal Per Ankersjö, ha perció proposto di cambiare tutti i coperchi degli A-tombini sostituendoli con altri recanti la lettera C, o 'aggregati del Centro' (evidentemente é solo la salute degli stoccolmesi piú cittadini di tutti che merita d'esser tutelata).
Da bravo svedese attento alle questioni di design, il signor Ankersjö ha suggerito pure che sui nuovi tombini la lettera C sia inscritta in un quadrifoglio (oh, ma che state diventando irlandesi, laggiú?), noto simbolo di fortuna, il quale dovrebbe convincere i suoi concittadini una volta per tutte ad affrontare con positiva serenitá il traffico cittadino.
L'Azienda Comunale dell'Acqua sta giá provvedendo ai lavori, e i risultati riguardo alle statistiche sugli incidenti dovrebbero essere presentati l'anno prossimo.
Certo che, laggiú nella Capitale, pensano proprio a tutto.


Oppure no? la data dell'articolo dovrebbe suggerire qualcosa...

Wednesday, 8 June 2011

Galateo di Vessillo

Con un paio di giorni di ritardo, tanto per cambiare, mi ricordo che lunedí qui in Svezia c'é stata Festa Nazionale. Mi era giá successo di descriverla l'anno scorso, ma ho realizzato di avere trascurato un punto fondamentale della celebrazione: il fatto che la giornata fosse anche Festa della Bandiera.
Una delle cose che a me saltarono di piú all'occhio quando mi trasferii qui é l'uso praticamente ossessivo dei colori nazionali sotto qualsiasi pretesto, anche non sportivo. Per me, abituata dai genitori fin dalla tenera infanzia che non si arreda con bianco-rosso-verde, o é di dubbio gusto piazzare fiori bianchi e rossi insieme, perché 'fa bandiera', la cosa fece un effetto strano.
Gli svedesi invece approfittano di qualunque occasione per rifilare il gialloblu su un sacco di decorazioni: si va dalle minibandierine sulle torte, ai nastri per regali, alle kitchissime bandierine di legno o metallo colorati da piazzare come soprammobile sulle librerie, e che verranno riprese per decorare la tavola durante compleanni, feste di maturitá, solennitá nazionali religiose popolari, et cetera.
Riguardo a quest'ultime, ce n'é un elenco che soddisfa tutte le stagioni e tutti i gusti:
Capodanno
Onomastico del Re (28 gennaio)
Onomastico della Principessa ereditaria (12 marzo)
Pasqua
Compleanno del Re (30 aprile)
Primo maggio
Pentecoste
Festa nazionale (6 giugno, appunto)
Midsommar
Compleanno della Principessa ereditaria (14 luglio)
Onomastico della Regina (8 agosto)
Elezioni (terza domenica di settembre, ogni quattro anni)
Giornata dell'ONU (24 ottobre)
Giornata di Gustav Adolf (vecchio re, 6 novembre)
Giornata dei Nobel (10 dicembre)
Compleanno della Regina (23 dicembre)
Natale

In tutte queste occasioni é d'uso issare la bandiera svedese, quella grande. Gli autobus dell'Ultima Thule sono perfino graziosamente provvisti di un paio di buchetti ai lati, dove infilarci due banderuole nei giorni sopraindicati, conferendo un'aria solenne e sbarazzina al traffico cittadino. 
L'Usanza vale non solo nei luoghi pubblici, ma anche e forse soprattutto in quelli privati. Non per niente, meraviglia delle meraviglie, si dá il caso che il giardino di praticamente ogni stuga ed ogni villetta sia provvisto di un'asta dove mostrare il simbolo della Devozione Familiare per la Patria.
Ecco qui la parte scandinava della Famiglia Mezzovikinga che espleta il proprio dovere di Cittadino Patriota in un'incredibilmente calda e deliziosa mattina del Sei Giugno:


Verso sera, alle 21 e perció appena in tempo, toccó peró a me ricordare ai suddetti Cittadini di andare a tirar giú il lenzuolo dal palo: perché alla bandiera grande non deve toccare il Disonore di prendere il guazzo della Notte, e perció va riposta con cura al tramonto, o al piú tardi alle 21 di sera (come per il Ramadam, mi chiedo come ci si debba comportare ad esempio a Natale a Kiruna, dove parlare di alba e tramonto in determinate stagioni é decisamente fuori luogo)
Pochi giorni prima, dato anche il fatto che la Festa Nazionale italica cade in data molto vicina, espressi la questione teorica se mi fosse stato permesso di issare eventualmente anche la bandiera italica. Secondo la fonte: "Flaggan och Fanan: Utgiven av Stiftelsen Sveriges Nationaldag och Svenska Flaggans Dag" non ci sono particolari restrizioni (Person från annat land har givetvis full rätt att hissa den egna nationsflaggan på samma sätt som konsulat har rätt att hissa sin nationsflagga), ma la famiglia del Vikingo e altri mi hanno ammonito che in pratica verrebbe considerato assai inopportuno, una tremenda mancanza di rispetto, insomma. Se poi la bandiera in questione fosse norvegese o finlandese, beh, qua si tratterebbe di una disgustosa provocazione e sarebbe da aspettarsi conseguenze permanenti di vario tipo da parte dei vicini.
Dopodiché, compare un altro dubbio: se issare il Vessillo é consentito solo in certi Solenni Giorni di Festa, come compensare durante il resto dell'anno la smania di gialloblu dei miei concittadini?
Niente paura: al posto della Bandiera, metteteci un Vimpel: linguetta con strisce dei due colori, o con la solita crocettina, che é permesso avere in giardino in qualunque occasione e a qualunque ora del giorno e della notte. Qua sotto quello dei miei vicini (noi non ce l'abbiamo):


L'origine del Vessillo Svedese é un po' dibattuta, anche se la maggior parte degli storici é unita nel farla derivare dalla piú antica bandiera danese (croce bianca in campo rosso), mettendoci al posto i colori della monarchia svedese (tre corone gialle in campo celeste). Tuttavia, per dare un'aura di Investizione Divina, qualcuno ha copiato dalla storiellina di Costantino e la Croce, e si é inventato quella di un tale Re Erik il Santo (potete ammirare la sua faccia sopra un bel po' di tombini a Stoccolma), il quale vide nel cielo azzurro una gran croce dorata appena posato il suo Piede sul suolo di Finlandia, in occasione della prima crociata svedese nel 1157. Mi domando se invece non gli fosse capitato il Sole negli occhi, o molto piú semplicemente se ci avesse dato dentro con l'acquavite un po' piú di quanto consentito ad un Sovrano Cristiano.
Ad ogni modo, avverto che la storiella non regge benissimo in quanto storicamente si hanno notizie del Vessillo in tale versione solo a partire dal 1500, ma vabbé, lasciateci questi momenti mistici, di cui anche uno Stato Laico ogni tanto ha bisogno.



Thursday, 26 May 2011

Superstizioni Post-Industriali

Il Mezzovikingo ha il privilegio di avere una Bisnonna. Una di quelle tondette, sempre contente, amanti della tavola piena di sughi, e con una canzoncina sempre pronta in bocca. L'immagine é quasi folcloristica, e difatti va completata col dettaglio che la Bisnonna é anche parecchio superstiziosa, sempre pronta a dire 'facciamo corna' o 'tocchiamo ferro' appena si accenna a parlare di qualcosa di spiacevole, o a mangiare tonnellate d'uva a capodanno perché 'chi mangia uva a Capodanno ha soldi tutto l'anno'.
Sará per questo motivo che io, fin dalla mia infanzia, ho sempre associato le superstizioni ad un modo di vivere semplice e rustico, e pensando che queste avessero le loro radici in tempi antichi in cui rovesciare il sale significava veramente disgrazia: perché costava un sacco, e faceva presagire che l'incauto autore della tragedia fosse un gran sciattone, il quale non si era curato di far attenzione ad una preziosissima risorsa di casa.
Arrivando in Svezia, mi accadde di scoprire che le superstizioni e i gesti scaramantici non necessariamente hanno origine nei tempi duri del Medioevo o della Riforma.
In Svezia, come in molti altri Paesi, si usa avere dei tombini nelle strade. Il loro uso non é poi cosí recente, visto che pure gli antichi Romani li avevano, ma sicuramente quelli attualmente prodotti in Svezia non devono essere piú vecchi del 1894, anno in cui la principale fabbrica di tombini, la Tierps Järnbruk, fu fondata. (per i curiosi, Tierp é la cittá che porta l'invidiabile qualifica di cittá piú brutta della Svezia, ma questa é una divagazione che meriterebbe un post a parte).
Dopo un po' di tempo dal mio arrivo, mi capitó di sfogliare una delle solite riviste d'arredamento, in cui si presentava il seguente tappeto:


Come prima reazione, pensai chi cavolo ha l'ambizione di mettersi un tappettino a forma di tombino in casa. Successivamente lessi la didascalia, in cui si diceva, piú o meno in questi termini: "Porta fortuna ai tuoi bimbi facendo loro calpestare un K-tombino anche in casa!" Il mistero s'infittiva di molto.
Chiesi dunque lumi ai miei colleghi, i quali mi raccontarono che in Svezia si usa far calpestare ai bambini la K del K-tombino: siccome K sta per Kärlek, amore, avranno assicurati felicitá negli affetti per tutta la vita, o per un certo tempo, a seconda delle versioni.
Allo stesso tempo, bisogna insegnare loro a non toccare gli A-tombini: uguali a quelli sopra, ma con una A nel centro: questo gesto sconsiderato porta sfortuna in amore (Avbruten kärlek) come minimo per la giornata in cui s'é compiuta l'insana azione. 
La scienza linguistica m'inspiró quindi le profondissime riflessioni: che cosa vale per me che sono italiana? Perché per me A vuol dire invece proprio Amore, e K niente, se non eventualmente uno scoraggiante Kassi tui, o Kacca, o Kiwi, o Ke bae. Come agisce, dunque, l'Arte Magica della Superstizione: vale la Lingua del Paese del magico Tombino, o la Lingua dell'Officiante il rito?

Inutile dire che, nelle prosaiche intenzioni dell'Urbanista, il significato delle lettere sui tombini é molto piú pratico:


A sta semplicemente per Avlopp, ossia scarico (forse é anche per questo che porterebbe sfiga il calpestarlo: pensate se si rompe e ci cadete dentro. Di sicuro il vostro Amore fará fatica ad abbracciarvi, quella sera)
mentre K é una Kombinations(brunn), cioé un tombino che combina scarico e acqua (quindi cadendoci dentro dovrebbe andare un pelo meglio).

Interessante poi il fatto che esistono altri tipi di tombini: EL (linee elettriche), V (acqua) R (un altro tipo di scarico), eccetera (l'intera lista é qui per chi fosse interessato, in svedese), eppure a quel che mi risulta, non ci sono scaramanzie legate al fatto di calpestarli. Che mi succede se inciampo in una V? O un GAS?
Ohi, dura é la vita di chi crede nel soprannaturale...

Saturday, 30 April 2011

Le Foto di Aprile 2011

Aprile alle latitudini Ultimathuliane é essenzialmente il Mese della Grande Metamorfosi: il paesaggio passa dal bianco completo, tipo questo:


ad un paesaggio in cui il marrone, unito (talvolta!) all'azzurro mistico del cielo, diventerá la tinta predominante. Per aspettare il viraggio al verde consiglio di aspettare le immagini del mese prossimo, comunque.


In ultima, come si puó vedere, anche il bluastro profondo del Mare ci onora della sua presenza, dopo mesi e mesi di vane attese. Il ghiaccio quest'anno si é aperto il giorno di Pasqua, con una settimana di anticipo rispetto al primo maggio dell'anno scorso.
Una settimana prima, anche la Coltre del Fiume ha mostrato segni di cedimento. Solamente tre giorni piú tardi la crosta bianca sará spazzata via dalle freddissime correnti.


Per registrare questi Eventi Fondamentali della vita dell'Ultima Thule (la Liberazione del Fiume é uno di questi, e si usa far scommesse sul giorno in cui accadrá), é necessario sopravvivere alle insidie del Disgelo:


Devo confessare che il ritrovamento di questi lastroni davanti la porta della stuga é stato accolto con sollievo, soprattutto perché han deciso di scivolar giú quando noi non eravamo in zona.
E, prima che il mare s'apra del tutto, si fa sempre in tempo a cercare di rimediare qualche pesce. Qui due vicinanti che pimplano, ovvero, fanno un buco nel ghiaccio e ci buttano un'esca:


 Il Disgelo ci fa scoprire che, sotto l'ingannevole immobilitá della coltre invernale, molte, febbrili attivitá hanno avuto luogo a nostra insaputa, tradite ogni tanto da qualche discreto Buchino:


Ecco infatti sotto la neve apparire intricate gallerie (qui sopra) e, qui sotto, una Casetta:


Di chi, poi, se non del Sorcio? (quest'anno pare ce ne sia un'esplosione)
Altri ospiti socialmente piú graditi all'Essere Umano han comunque ripreso a frequentarci. Qui una graziosa Ballerina Bianca (Motacilla Alba, o Sedesärla):


un pettirosso (Rödhake):


Una Palombella, o Skogsduva (Columba oenas):


e, fotograficamente imprendibilissime, le lepri, che in questa stagione portano ancora parzialmente la pelliccia bianca invernale:


Anche le grosse formiche degli altrettanto enormi e sovraffollati formicai locali non perdono certo tempo:


L'Aprile 2011 ha visto la Pasqua cadere molto in basso, quasi al ridosso di Maggio. Perció, per una volta, le Påskliljor del cortile hanno potuto onorare il loro nome. Solo per poco peró, grazie alla meticolositá giardiniera del Mezzovikingo:


Fortunatamente c'erano altri addobbi a compensare (si noti il mucchio di neve, eh?)


Anche le questuanti Påskkärringar hanno aggiunto un tocco di colore:


In realtá, un po' ho imbrogliato. Non é proprio vero che solo il marrone impera nel Mese di Aprile. Vi lascio perció con le immagini dei primi, timidi colori della breve primavera boreale:



Tuesday, 15 March 2011

Mister Bean delle Nevi

Ultimamente, sto sviluppando interessi molto frustranti, deludenti e infruttuosi, i quali rubano un po' di tempo a questo blog per alimentare di piú quell'altro (con risultati, perlappunto, frustranti, deludenti ed infruttuosi). Chiamatelo masochismo.
La complicitá della scarsezza d'argomenti non é una scusa: avrei una serie di cose da raccontare, ma le serate passano in altro modo. Vuol dire che avró materiale da centellinare per i mesi a venire.
Ad ogni modo, qui nell'Ultima Thule si allungano le giornate, le temperature diurne inducono al disgelo e incoraggiano gli Ultimathulesi a godere della Natura col naso dall'altra parte della finestra.
In questa Occasione, si é appena concluso il Rituale della Settimana dello Sport, detta in vernacolo Sportlov. Chi ha pargoli in etá scolare deve perció trovare un modo per trovar loro delle occupazioni moralmente edificanti, visto che le scuole son chiuse. L'intento é quello d'indurre i pigri studenti, e pure molti, altrettanto pigri genitori, a muovere il loro grazioso deretano affinché non venga a somigliare a quello di un certo Primo Ministro europeo.
Qualcuno narra che, indietro nel tempo, quando la gente di qui lavorava duramente nei boschi e non aveva bisogno della palestra, la vacanzetta non servisse al ristoro del corpo, bensí al risparmio energetico nelle pubbliche scuole, e da ció fosse chiamata kokslov.
Febbraio e marzo, mesi in cui lo sportlov capita (in coordinamento con le vacanze di Pasqua), sono periodi in cui l'Ultima Thule é ancora coperta da un caparbio manto nevoso. La neve, si sa, é morbida e fresca e, dal momento che l'organismo umano fu plasmato nelle calde regioni dell'Africa, si dá il caso che il corpo manchi di appendici appropriate per muoversi in questi ambienti.
Nel mio occuparmi di interessi frustranti ed infruttuosi, incappo spesso in raffigurazioni fantascientiche, fantasy, steampunk o roba del genere. In esse, il suddetto corpo umano é spesso provvisto di Protesi, come se fossero la piú moderna Meraviglia Tecnologica.
In realtá le protesi sono oggetti vecchi come il cucco: giá nel Settecento le Dame Veneziane portavano tacchi enormi per compensare certe manchevolezze della Natura a proposito di gambe (ed io ne so qualcosa: non chiamatela Vanitá: guardare negli occhi un/'interlocutore é piú facile con tali provvidenziali attrezzi).
Anche gli Ultimathulesi capirono come le Protesi ai piedi potessero risolvere un bel po' di problemi pratici delle gambe. Non ultimo, quello di sprofondare nelle distese nevose fino al deretano (e oltre, per le nane come me). Se il corpo umano non é geneticamente predisposto alla neve, non si fa altro che pigliare un po' di materia prima locale, ed applicare un paio di protesi ai propri piedi: et voilá, ecco che 5200 anni orsono qualche Proto-Ultimathulese costruí un paio di Sci, che ancor oggi possono esser ammirati nel Museo cittadino, e che si dice esser i piú antichi rinvenuti al mondo (almeno, loro lo dicono).

Nonostante il mio luogo di nascita sia relativamente vicino alle Alpi, confesso che non ho mai imparato a sciare. Questa é un'insanabile pecca se si vive all'Ultima Thule, dove durante l'inverno c'é poco altro da fare e dove la pratica di uno sport é requisito essenziale se si vuol cuccare (ne avevo scritto qui).
Le specialitá sciistiche praticate sono lo Slalom, o il Fondo. Non desiderando di morire giovane, esclusi categoricamente la prima, e cercai di affrontare la seconda con un minimo di dignitá.
Armata di buona volontá, mi tuffai nelle pagine di annunci locali alla ricerca di un paio di sci adatti alla mia cortezza: di nuovi non me ne interessai, ché investire troppo in qualcosa di potenzialmente fallimentare non é  mai molto saggio. Capitai in contatto con un vedovo corto quasi quanto me, il quale cercava di alleggerire il dolore delle sue perdite dando via alcuni oggetti della moglie. Fu cosí che entrai in possesso di questo grazioso reperto archeologico, oggetto che ha suscitato negli anni vivida curiositá, mista a sorrisetti coll'angolo della bocca:


Notare le calzature a prova d'infiltrazione nevosa:


Con simile meraviglia ai piedi, mi gettai, letteralmente, a gambe levate nelle vaste pianure distese acquee norrlandesi, con queste includendo il mare del Golfo di Botnia, il Lago dell'Ultima Thule, e l'UltimaThuleÄlven all'altezza dei monti di Hemavan, ai confini con l'amata Norvegia, Paese dove tutti hanno come scopi: 1-Sciare quaranta ore al giorno (tanto i lavori meno interessanti ce li fanno quei poveracci degli svedesi); 2- Battere sugli sci quei cretinetti dei cuginetti svedesi che se la tirano tanto.
Per chi impara a condurre un mezzo di trasporto, il primo impatto col nuovo veicolo dá una terrorizzante sensazione di Perdita di Controllo: cosí il pedone che impara a pedalare, il ciclista che prende in mano una moto, il verginello alla scuola guida, e, lo avreste scommesso? il pedone con gli sci ai piedi. Se l'imprudente scarseggia naturalmente di coordinazione e ritmo, come la sottoscritta (carenze che neppure un corso di ballo nella disciplinata Teutolandia ha contribuito a migliorare), fate attenzione a farvi vedere dal vostro amato con quegli arnesi ai piedi.
La prima volta che il Vikingo ed io passammo una vacanza insieme, ad Hemavan perlappunto, tornai a casa con l'impietoso, ed esatto giudizio dell'aitante giovanotto, marchiato a fuoco nel mio encefalo come un prosciutto: "Du är skidåkarnas Mister Bean" (Sei la Mister Bean degli sciatori).
Il mio corteggiatore, pieno d'entusiasmo e vane speranze, aveva perfino cercato d'insegnarmi a praticare lo Slalom, guidandomi con degli improvvisati finimenti, a mó di cavallo, lungo la pista dei bambini.
Raramente in vita ho provato vergogna piú grande.
Passarono perció piú di cinque anni prima che i miei vetusti sci da fondo potessero rivedere i miei piedini.

Siccome peró ora passiamo parecchio tempo in stuga colla neve a portata di naso, e in piú sono madre ed ho la responsabilitá di non far crescere mio figlio da mollaccione e quindi mi tocca dare un Buon Esempio, in qualche modo oscuro ho provato la tentazione di riprovare le malefiche Protesi.
Intanto, il problema é che sono antiquate, e connettere le scarpette agli sci é giá un ottimo allenamento per i bicipiti. Successivamente, quando i marchingegni sono ai piedi, ci si accorgerá che il terreno é in lieve pendenza, e si sta perdendo irrimediabilmente il controllo della propria posizione. La legge di Murphy assicura che si scivolerá, sempre piú veloce, all'indietro.
Pum!
L'uso degli sci é totalmente opposto agli istinti primari di sopravvivenza: di solito, quando si capisce che il momento della caduta rovinosa é vicino, l'istinto suggerisce di rannichiarsi per parare il colpo. Se avete gli sci, é proprio ció che non si deve fare, pena l'aumento vertiginoso della propria energia cinetica. Al contrario, bisogna tenersi su dritti come un corazziere, e lasciare che la schiena si spezzi con orgoglio mentre si frena bruscamente.
Pum!
Quando si cade (perché si cade, io specialmente da quasi ferma), si sa che i piedi vanno all'aria. In condizioni normali, la cosa finisce lí. In condizioni sciistiche, i piedi sono attrezzati con due lunghe assi, e le mani con due racchette che non si vogliono sfilare dai guanti. Il risultato é un nodo di Gordio di ossa, appendici legnose, e ciccia
Pum Pum! Crack.
Poi, c'é il discorso che gli sci sono due robe drittissime, ma il percorso no. Ogni tanto dovete girare. Per la solita Legge di Murphy, dovete girare quando state scendendo, veloci intendo.
Ipotesi Uno: provate dunque a muovere i piedi diagonalmente: uno sci tenta di seguire il percorso, l'altro incontra un pezzettino di neve appena piú dura e prosegue drittissimo. Cominciate a rimpiangere di aver snobbato danza alle elementari, e di non aver imparato la spaccata. Crack! Pum.
Ipotesi Due: entrambi gli sci deviano, ma uno piú dell'altro. S'incrociano. Pum! Ringraziate il cielo che le caviglie sono intatte.
Ipotesi Tre: vi scoprite improvvisamente botanici, e decidete su due piedi di dare uno sguardo molto da vicino alla corteccia di quell'abete proprio ai margini della pista.


Condizione sempre verificata al Pum!: incrocerete regolarmente un abitante locale, il/la quale gentilmente vi chiederá, nell'ordine: 1- se vi siete fatti male; 2- Se venite dallo Skåne.
Il vostro partner, invece, potrebbe saltar fuori con espressioni tipo quelle descritte sopra.

Tra poco arriverá la primavera.



Friday, 24 December 2010

God Jul(bord)!

Ed eccoci arrivati ancora una volta al Sospirato Julafton, La Madre dell'Inverno e Culmine dell'Attesa.
Attesa di cosa?
I Regali che erano sul tavolo sono stati impacchettati, non prima d'esser stati preventivamente innaffiati dal Mezzovikingo (magari ne crescono di piú, o aumentano di volume, non si sa mai). Le Provviste per la stuga son state acquistate. L'Albero addobbato e le case riempite di una splendida collezione degli oggetti piú kitch del momento.
Le Incombenze quotidiane sono passate, e per un po' ci possiamo godere le coccole di un Mezzovikingo nella calma della stuga, raggiunta ierisera dopo un breve viaggio tra i boschi innevati e l'aria cristallina a -26 gradi. La Luna quasi piena ha illuminato un mare completamente ghiacciato e indistiguibile dalla terraferma.
Ora, manca solo di riempirsi la Panza, e so che detto cosí é volgarissimo, perché noi stiamo bene e ce lo possiamo permettere, e questo fa dimenticare che mica va dato per scontato.
Perció, appuntamento a presto dai suoceri, che prepareranno piú o meno le stesse cose che descrissi l'anno scorso in questo post qua.

Questo non é l'unico Julbord, o tavolo di Natale, a cui m'é data la fortuna di partecipare. Esattamente come nel resto del Continente, e forse anche altrove, molti datori di lavoro offrono un po' di Viatico natalizio ai propri dipendenti, e a questa sorte non siamo sfuggiti pure noi. Una Consuetudine locale é che i ristoranti e le bettole svedesi preparino un buffet di ricette tradizionali, detto Julbord, oppure scelgano i componenti piú rappresentativi e li accorpino in un piatto unico, detto perlappunto Jultallrik (piatto di Natale).
Siccome quest'anno i miei colleghi ed io abbiamo avuto l'occasione di cenare con un Julbord in un ristorante che propone solo ingredienti tradizionali del Norrland, posto qui alcune immagini di quel che c'era.

S'é iniziato con gli immancabili piatti freddi a base di pesce, aringa in agrodolce (sill), salmone affumicato o marinato locali, formaggi del luogo, tra cui l'immancabile Västerbottenost,contornati di salsine a base di senape o uova di pesce :



Il reparto salumi ci ha offerto alcune cosucce un po'inaspettate, oltre ai soliti salami e salametti e korvucce di alce e renna:




Ebbene sí, c'era anche la salsiccetta di Orso!
Il tutto da gustare con l'accompagnamento, ovviamente dolce, di alcune salsette, come una senape di Nordmaling o un gelée di Kråkbär (Empetrum Nigrum), bacca parente dell'Erica, comune in queste zone, e che io non sospettavo fosse edibile:


Oppure anche di queste marmellatine di mirtillo rosso (Lingon) e cannella, o di Havtorn (Hippophaë rhamnoides), albero dalle bacche ricche di vitamina C, e che cresce volentieri lungo le coste del Golfo di Botnia:


Naturalmente non sono mancati i soliti piatti caldi, le Janssons Frestelse di cui avevo giá descritto le virtú l'anno scorso, le noiosissime Prinskorv (nome pomposo per una salsiccetta microscopica e sciapa), e le ottime Köttbullar, tradizionali ma in quest'occasione anche d'Alce:



Per finire, un po' di godis, e la testimonianza che i Pepparkakor veramente si mangian col Formaggio Muffoso (anche questo di produzione locale). Se alcuni han scelto lo Julmust per annaffiare i propri piatti, segnalo che una mia capa ha preferito brindare con la cosiddetta Julmumma, una bevanda alcolica, in questo caso a base di birra, aromatizzata con cardamomo, o kardemumma.


Con questo, la Cena finí. E con questo finisco anche questo post, e auguro a tutti coloro che passassero di qua, altrettanta Opulenza, non solo di cibo o neve, ma soprattutto di Felicitá e Tranquillitá.

Ma ora devo recuperare armi e bagagli, ché la Blöta aspetta, e il Vikingo si sta spazientendo.
God Jul på alla!


Monday, 20 December 2010

Nella Terra dei Pepparcachi

Uno dei Pilastri portanti della Svezia, é la Fenomenologia del Natale. 
la Fenomenologia del Natale svedese é una struttura complessa, fatta di Rituali antichi verniciati con l'Estratto della famosissima Radice Cristiana, e decorata da Architetture piantate l'una di fianco all'altra come le candeline di uno Julstake o della coroncina di santa Lucia.
Un'Architettura cosí mistica ed importante, ha bisogno di un Materiale da Costruzione appropriato.
Tale Materiale viene rinvenuto in Oggetti dall'Olezzo d'Oriente, che nel vernacolo locale son detti anche Pepparkakor.
A prima vista, i Pepparkakor sono dei biscotti lisci e marroni con fogge diverse. Si va dal Cuore, al Cuore col Buco, all'Albero, al Porcello, all'Omino parente del vestitino che sicuramente avrete comprato ai vostri bambini. Hanno lo stesso odore degli Spekulatius o Spekulaas belgi e teutolandici, ma non ne eguagliano la difficoltá d'esecuzione, né gli intricati decori.

L'aspetto casereccio non deve peró ingannare, perché una Pepparkaka é molto piú di questo, e in Svezia é il soggetto di una vera e propria Fenomenologia che apre le danze e dá senso a tutto il periodo natalizio.
Prima di tutto, per avere dei Pepparkakor, bisogna fare un impasto. Prendete perció:
300 g di burro
5 decilitri di zucchero
un cucchiaio di zenzero in polvere
un decilitro di sciroppo scuro
due cucchiai di cannella
un cucchiaio di chiodi di garofano macinati
due cucchiaini di cardamomo macinato
un cucchiaio di lievito in polvere
2 decilitri d'acqua
un litro e mezzo di farina bianca.
un cucchiaio di pepe verd. Eh, no, scherzetto. nonostante il nome, il pepe non ci va. Si usava un tempo, ma adesso non piú. Delusi?

Alché, si lavorino insieme burro, sciroppo e zucchero con le spezie. Si aggiungano acqua e bicarbonato, mescolandoci poi la farina a poco a poco. Si otterrá un panetto color kakka marrone che verrá avvolto nella pellicola (sia per non farlo seccare, sia per non impestare il frigo coll'odore persistente della cannella) e fatto riposare per una notte in frigo. Il giorno dopo tirate una sfoglia e fatene dei biscotti con gli appositi stampini. Nessun ricettario ve lo racconta, ma questa sfoglia si appiccica molto volentieri sul piano di lavoro. Trovate delle soluzioni intelligenti a questo inconveniente. Se mettete i biscotti in forno per circa 5' a 225 gradi, il lavoro sará terminato.
Il processo é anche molto apprezzato se in casa ci sono odori forti da mascherare.

Versione piú facile: comprate l'impasto nel negozio, tirate la sfoglia, fatene biscotti, infornate.
Versione ancora piú facile: comprateli. I Migliori del Regno, dopo attente prove d'assaggio compiute dai giornali locali, sono (manco a dirlo), quelli provenienti da un oscuro paesello nella Regione dell'Ultima Thule.

A questo punto, uno potrebbe dire: "Va bene, abbiamo fatto dei biscotti. Probabilmente sono anche buoni, adesso mi faccio un the e sento se sono di mio gradimento."
Errore gravissimo! I Pepparkakor sono oggetti che meritano un trattamento molto piú sacrale. Prima di tutto, se avete figli, abbiate cura di vestirli con la divisa di cui avevo mostrato la foggia nel post precedente. Successivamente, andate a comprare del glögg e del gorgonzola, o altro formaggio equivalente bucherellato di muffa blu (non valgono i pezzi di latteria dimenticati in frigo da tre mesi). Il Glögg é un vino speziato affine al Glühwein teutolandico, o anche al vin brulé friulano. Il Glögg presenta anch'esso una sua Fenomenologia Socio-enologica, che ora tralascio per non divagare.
Dunque, adesso che avete tutto, scaldate il Glögg, mettetelo in una tazza, metteteci a piacere mandorle e uvette, poi prendete il gorgonzola e spalmatelo sui Pepparkakor. Bevete e mangiate. Sí, anche il gorgonzola sui Pepparkakor, avete capito bene.
No, non vi piace? Rozzi zoticoni.
Per punizione allora, invece di mangiare i pepparkakor, dovrete affrontare delle prove d'Estetica, Architettura ed Ingegneria. Sí, perché in Svezia la pepparkaka é un ottimo Materiale da Costruzione, e con esso vengono eretti Castelli, Casette, Stughe, Catapecchie, Tamburi da batteristi. La regola é che le Opere debbano essere tutte in materiale teoricamente commestibile, perció le pareti vengono saldate con caramello di zucchero, (processo molto piú complesso e doloroso per le dita di quel che s'immagini) e i vari dettagli ispirati da quintalate dei godis di cui parlai a suo tempo in questo post, oltre che da generosi svolazzi di glassa di zucchero.
Se vi sentite invece un po' Geometri, e non avete voglia di perdere il vostro tempo e intelletto in processi creativi, esistono dei kit giá pronti per farvi la casa di Pepparkaka, come questo:


Se, al contrario, siete consapevoli di possedere una Manualitá e una Fantasia che neanche Le Corbusier, allora sappiate che potreste divulgarle al mondo partecipando a dei Concorsi per Costruttori di Case di Pepparkaka (CCCP), tra cui ad esempio quello indetto nell'Ultima Thule in un famoso centro Commerciale.
Il CCCP dell'Ultima Thule é teoricamente detto campionato nazionale, ma in realtá, visto che concorsi simili sono indetti anche altrove, qua sono solo Ultimathulesi a parteciparvi. Non riesco ad immaginare nessuno che si faccia una sfacchinata dal Blekinge, per di piú con sto tempo, solo per venire ad esporre la sua Creazione.
Un paio di foto prese da internet ve le mostro qui, riferite al CCCP di 3 anni fa:


Altri esempi potrete trovarli nello stesso sito da cui ho rubato le due immagini, qui o anche qua. Altri contributi dell'anno passato si possono ammirare in questo sito ufficiale. I partecipanti sono divisi per categorie, tra cui figura anche una rappresentanza di una specifica professione. L'anno scorso erano impegnati i Politici. Quest'anno sará la volta degli Architetti: dato lo standard estetico dell'Architettura Moderna Ultimathulese, sospetto che i loro contributi avranno un aspetto non dissimile da questo:


Quando il Vikingo ed io eravamo ancora giovani e sfaccendati (circa quattro anni fa), e non avevamo a che fare con un Mezzovikingo terrorista che adora distruggere tutto ció che gli capita sottomano, il Vikingo si dilettó di progettare, costruire e rifinire la seguente meraviglia (che rimase confinata nell'appartamento e non partecipó ad alcun CCCP): 


Il marginale contributo di manovalanza che diedi all'epoca fu comunque sufficiente a farmi diventare insofferente all'odore dei Pepparkakor per anni a venire.

Ma, alla fine, che se ne fa uno di queste Meraviglie?
La risposta é semplice: vengono demolite e mangiate per l'Epifania.
Tutte, compresi i godis. Io continuo a pensare che il pancreas svedese sia di natura assai resistente.


 
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