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Thursday, 23 January 2014

L'Invenzione delle Lingue e altre macedonie



Nell'attesa di scrivere il seguito del post sulla Storia del Norrland, realizzo che Mezzitalico e Mezzovikingo stanno crescendo, e con essi anche la loro Capacitá Comunicativa. Era da un po' che non aggiornavo sugli Sviluppi Bilinguistici del fantastico duo, e quindi potrebbe darsi il caso di segnarmi sul Diario qualcuno dei loro progressi.

Col Mezzovikingo eravamo rimasti al rientro dalle italiche vacanze di un paio di anni fa. In quell'occasione il biondino aveva solennemente dichiarato che della parlata Mediterranea non gliene poteva calar di meno e quindi, cortesemente, che la smettessi di rivolgermi a lui nella mia esotica (e, di certo!) inutile favella.
Il primogenito non ha ancora subito lezioni di Genetica, e perció non é affatto cosciente dell'origine ereditaria di quel suo bel tratto caratteriale che é la Cocciutaggine. Perció, io ho continuato bellamente ad insistere con la lingua del Manzoni, e il ragazzetto se l'é dovuta metter via.
Per qualche oscura ragione, le ferie dell'anno successivo han prodotto un effetto completamente diverso. Che sia l'etá prescolare, l'aria salmastra e allucinogena delle Spiagge Adriatiche, o l'improvvisa coscienza che l'italiano, in effetti, puó servire a interagire meglio coi marmocchi suoi pari quando si rincorrono granchietti e pesci-ago, fatto sta che il Mezzitalico ha cominciato a sciorinare spontaneamente intere frasi ed intercalari nella sua Favella materna. L'effetto si é prolungato diversi mesi dopo, quando ormai le tenebre boreali avevano scolorato i ricordi dell'estate.
Allo stato attuale, il Mezzovikingo riesce a comporre senza troppo sforzo frasi in italiano con una sottile cantilena trevigiano-vesterbottnica di sottofondo. Un'eccezione curiosa é quando vuole, coscientemente, scimmiottare l'italianitá e quindi s'esibisce in esclamazioni secondo perfetto stereotipo: "paaastaaa! piiizzaaa! Ammmooore! mangiaaarreee!" condite da un accento simil-meridionale. Non chiedetemi da chi l'ha imparato, perché non ne ho idea, comunque sono felice che nella lista non siano compresi Maafiaa!, bberluscooniii! vaffancuulooo! beellaaa fig...! o amenitá del genere.
La grammatica é curiosamente ricalcata su quella svedese, con gli aggettivi regolarmente messi prima dei sostantivi, e con l'uso delle preposizioni copiato paro paro da quello vikingo. Se vuole attirare l'attenzione, non mi dice, semplicemente, "guardami!", o "guarda me!", ma "guarda su di me!", che non é altro che la traduzione di "titta mig!". Questo non é l'unico esempio, ma é il primo che mi viene in mente.
Coi verbi, non sempre é ovvio che persone diverse richiedano forme verbali diverse. C'é perció da aspettare ancora qualche anno prima di pretendere una certa padronanza dei congiuntivi.

Che ne é del Mezzitalico, invece? Il piccolo bebé Ciccione con la voce cavernosa da indemoniato si é trasformato in un Abitatore della Notte, gli é stato affibbiato il nomignolo Conan the Barbarian per motivi che risultano ovvi a chi lo incontra, onora il mito dei terrible two comunicando le sue emozioni con l'imitazione di un noto camelide domestico sudamericano. Ogni tanto, per rimarcare l'opinione a riguardo, aggiunge l'aggettivo äcklig (schifo). Secondo la sua personale filosofia del mondo, una moltitudine di situazioni é äcklig. Quelle rare cose/proposte che lo vedono entusiasta, lo fanno invece pronunciare un sommesso yippi! , tipicamente svedese, e con compostezza nordica, (l'ho udito anche dai tedeschi).
Il Mezzitalico non fa parte di quei bimbi-prodigio che a due anni sanno contare fino a 30, conoscono tutte le capitali europee e recitano il Petrarca a comando. Perció, si puó dire che il suo sviluppo linguistico é ancora un po' da vedere, e per ora consiste di singole parole, o di coppie di parole nel tentativo di fraseggio.
Il suo vocabolario ha una percentuale di lemmi svedesi superiore a quello del fratello alla stessa etá, anche se esistono diverse parole italiane, tanto da indurre i suoi insegnanti all'asilo a chiedermi una lista per le doverose traduzioni. Quando il pargolo chiede ackla, devono sapere che é acqua l'oggetto del bisogno. Quando indica una kata (casa) o un claclo (cavallo), chi non é allenato nella sua lingua materna ovviamente ha delle perplessitá.
Il Mezzitalico peró non si accontenta, e si é lanciato in una personale impresa: la creazione del Proprio Linguaggio. Se il Padre ha il suo, la Madre il proprio (il fratello é äcklig e non va considerato), perché diamine non puó avere pure lui una propria favella?
Ad esempio, alzi la mano chi sa cos'é un Mep.
Quello di Odd Todd?


No, non ci siamo.
In Vernacolo Mezzitalichese, il Mep é un.... elefante! Il Mezzitalico capisce benissimo quando gli diciamo elefante, ma si ostina ad usare il piú pratico e spiccio Mep. Essendo la sua bestia preferita, probabilmente merita un vocabolo tutto suo.
Altri concetti di Enorme Importanza hanno ricevuto l'Onore di vocaboli mezzitalichesi. Il camion, per dire, é un Nath, cioé né un Camion né tantomeno un Lastbil. Quella -th, fralaltro é pronunciata in modo misteriosamente anglosassone. Prima di suggerire che il piccolo Conan nella sua vita precedente fosse stato cittadino d'Albione, devo precisare che il figliolo, invece di dire Alce, o Älg (pronunciato 'eli')  come fanno i suoi genitori, preferisce un perfetto Elch, detto proprio cosí, con quella -ch cosi teutonica.
Per noi rimane un mistero la provenienza di tutti questi accenti esotici.
Molto piú semplice é invece chiarire come mai un maiale per lui possa essere sia un Gris che un Pig, oppure che un furgone venga chiamato pick-ap. Come appartenente all'ultima Generazione, il delicato pargoletto sa far scorrere con precisione i delicati ditini sul Pinne del padre. Per coloro cosí duri di comprendonio, specifico che Pinne non é certo un'appendice ittica (per gli italiani) o un volgare bastoncino (per gli svedesi).
Il Pinne é, ovviamente, l'iPad.
I termini di sospetta origine inglese il Mezzitalico li scova perció tramite deliziosi filmini per bimbi in inglese su Youtube (abbiamo anche tentato di nasconderne l'icona dentro remotissime cartelle, ma l'ostinazione e l'intuito informatico del figliolo glie l'han fatta scoprire in tempi brevissimi)

L'aspetto piú preoccupante di tutta la faccenda, é che ormai l'intera famiglia Mezzovikinga, non paga di sole due lingue in casa, ha cominciato ad usare Pinne e Mep nelle conversazioni quotidiane, anche senza Mezzitalico nei paraggi. Gli sviluppi dell'intera situazione si preannunciano interessanti.



Friday, 26 April 2013

Vantaggi col Padre non Bilingue


Di solito in questo spazio virtuale non riporto aneddoti troppo personali: primo, perché é uno spazio pubblico e gli aneddoti personali sono, perlappunto, personali. Secondo, perché sono sicura che risulterebbero tremendamente noiosi, o almeno ancor piú noiosi del solito ammorbante contenuto Ultimathuliano da queste lande dimenticate da Thor.
Questo blog non ha nemmeno l'intenzione di essere molto mammesco, perché ci son giá un sacco di genitrici in rete che aggiornano sull'Epopee della propria Prole, e riescono a farlo con stile molto piú interessante del mio.

Siccome peró qui si parla anche di come vivere mezzovikingamente in Patria Vikinga, ecco che ogni tanto saltano fuori situazioni-chiave che -forse- meritano d'esser riportate.
Il Mezzovikingo cresce, ed ha quasi raggiunto la ragguardevole etá dei cinque anni: fatto che implica l'adorante ammirazione del fratello minore e una buona dose di furbizie terribilmente naïve dirette a noi adulti. Il Mezzovikingo, nonostante l'aspetto molto Vikingo, ha preso comunque alcuni tratti da me, compresa una certa debolezza per i Carboidrati semplici.
È cosí che, in tempi di ricorrenti visite da virus, al Pargolo vien concesso di gustarsi qualche gelato per placare le fauci infiammate. In via di guarigione, stamane ci prova col Vikingo, e domanda un gelato a colazione, che tentar non nuoce.
Il padre decide che non é affatto necessario.
Il Mezzovikingo si dirige perció verso di me, e con i migliori occhioni blu da Bambi che si ritrova mi fa: 
-Mamma, posso mangiare un gelato per colazione? ieri sera mi hai detto che potevo perché avevo la tosse.
-No bello, ieri sera potevi, ma stamattina no. Ti faccio un panino.
Gli occhioni da Bambi si abbassano sotto le lunghe ciglia, e il proprietario si allontana deluso senza proferire verbo. Mezzo secondo dopo, l'illuminazione: perfettamente consapevole delle scarse conoscenze linguistiche del padre, si accosta a lui di nuovo e gli spiega con aria da venditore professionista:
-papá, la mamma ha detto che posso avere un gelato, perché ho la tosse e anche ieri sera l'ho avuto.

Il Vikingo mi squadra in stato confusionale. Fortunatamente, lo salva qualche nozione del messaggio dei segni mediterraneo.

Saturday, 19 January 2013

Lingue a Palla



I primi giorni di Gennaio sono tempi di bilanci di Fine Anno. Il Fine Anno é quello del Mezzitalico, regalo della alla Befana venuto al mondo ormai poco piú di un anno fa in una Notte nevicchiosa: creatura volitiva, energica, dal crescente contenuto di amfetamine endogene (specie notturne), e che ha rallentato non poco l'aggiornamento del presente spazio virtuale.
A proposito di quest'ultimo, quando iniziai a scriverci il Mezzovikingo aveva piú o meno la stessa etá che ha il Mezzitalico adesso. All'epoca perció non avevo aggiornato un granché sull'evoluzione linguistica di un poppante di nazionalitá mista. Ora che ho un campione statistico sul 100% piú significativo, vale a dire due poppanti anziché uno, potrei azzardarmi a tirare qualche somma su come si sono evoluti a contatto con le due favelle, da zero alla prima parola.

Prima di tutto, varrebbe la pena riepilogare come funzionano le cose dai noi.
Il metodo adottato é quello cripticamente denominato OPOL, cioé One Parent One Language: io parlo solo ed esclusivamente italico ai pargoli in qualunque circostanza (con tutte le limitazioni e gli errori dovuti a tredici anni di permanenza all'estero), il Vikingo mio consorte parla sempre svedese.
Le pari opportunitá tra le due favelle sono pesantemente minate dal fatto che il Vikingo puó rivolgersi a me solo in svedese, ad eccezione di alcuni sporadici Vocaboli divenuti, chissá perché, Legge Linguistica Familiare (se vi interessa sapere quali, vi rientrano 'gamberetti', 'patatine', 'Amore', 'Ciao', 'prosciuttocrudo', insomma il solito stereotipo degli Italiani amoremangiare).
Anche il contesto é prevalentemente svedese, visto che i contatti col Secondo paese hanno cadenza annuale, e i nonni materni credono che Skype e internet siano indecenti creature Cthuliane.
Mentre col Mezzovikingo io ero l'unica interlocutrice italica, il Mezzitalico ha il privilegio di sentirmi usare la lingua di Dante non solo con lui ma anche col fratello. È quindi probabile, ma non ovvio, che potrebbe considerarla un pelo piú utile di quanto non faccia il fratello maggiore.
Un'altra premessa é che i due non sono particolarmente precoci dal punto di vista linguistico, per quanto abbiano la parlantina facile ed allegra. Immagino dunque che le loro prestazioni rientrino nella media.

Leggendo in giro, qualcuno ha sostenuto che i poppanti riconoscano il suono della lingua materna giá appena scodellati al mondo, e che apprezzino il significato di alcune parole d'uso frequente verso i sei mesi.
Non ho conoscenze cosí sofisticate da aver potuto rifare gli esperimenti con la mia Prole, ma posso dire che i due, rispettivamente a 8 mesi e mezzo e 9, erano in grado di rispondere alle domande, poste nelle due lingue: 
Dov'é la palla? 
Var är bollen?
(che significano esattamente la stessa cosa)

I figlioli rispondevano guardando correttamente, e talvolta andando a prendere, l'oggetto in questione tra i diversi che contribuiscono all'Entropia dei nostri pavimenti. Il motivo per cui la Palla sia uno dei primissimi oggetti riconosciuti linguisticamente tra altri, resta un mistero la cui risoluzione affido a qualche psicologo infantile.
Nel corso dei mesi seguenti, una reazione simile si poteva man mano estendere ad altri oggetti e persone d'interesse.
Per motivi oscuri, la -relativamente complessa- frase in italiano: 'cos'ha la mamma in testa?' grosso motivo d'ilaritá per il mio secondogenito, veniva riconosciuta correttamente dal Mezzitalico giá appena dopo i nove mesi di vita extrauterina, dal momento che il figliolo rivolgeva il suo sguardo direttamente alla sommitá del mio cranio, ci fosse o meno qualcosa sopra.

E in quanto al parlare? So che esistono fior di poppanti in grado di snocciolare frasette giá con le prime pappe, per poi cantarvi la canzoncina verso l'anno.
I miei poppanti mantengono un profilo assai piú discreto, ed entrambi cominciano a  pronunciare qualcosa di diverso dalla lallazione solo verso l'anno. La lingua in cui lo fanno non é immediatamente riconoscibile. Mamma, appannaggio del Mezzovikingo, é la stessa in entrambi gli idiomi.
Il testardissimo Mezzitalico invece ci ossessiona (lo dice anche in sogno) con un dá! dá!, accompagnato da un perentorio dito indice: la sillaba sembrerebbe la perfetta fusione tra lá! e där!, che indicano il luogo dove vuol farsi accompagnare. Ogni tanto e recentemente, sussurrando con la sua voce da basso (perció non posso assicurare di aver sentito giusto), punta il dito sulla tetta commentando appunto te-ta, oppure si rigira tra le mani un pannolino e conclude, grevemente: ca-ca. Dopodiché potrebbe agitare graziosamente la mano e abbozzare un Tao, chiaro invito filosofico a seguire il vostro Sentiero (dev'essere la somiglianza dell'Infante con un Buddino in miniatura ad aver causato tal precoce Saggezza).
Apparentemente, quindi, la madrelingua sembra esser la lingua madre fino ad adesso.

E il Primogenito che fa? Forte della sua supremazia fisica, si compiace di redarguire il fratellino al minimo segno di sconfinamento territoriale, e anche no.
Se volete sapere chi tra me e il Vikingo é il depositario della Disciplina familiare, sappiate che il Mezzovikingo, di solito refrattario alla favella della Penisola, spontaneamente si rivolge al fratello in perfetto italiano con frasi del tipo 'Non voglio!', 'No, non é per te!', 'Non puoi!'. Solo in condizioni estreme di Esproprio Proletario, emergono i sentimenti piú profondi del Giovane Capitalista, e qui si vede qual é la sua lingua delle Emozioni, giacché un deciso 'Dumma dig!' o 'bajskorv' (stupido e stronzo,) esplodono in faccia all'ignaro poppante, che rimira meravigliato la scenata.
(per i piú curiosi: no, il Vikingo non usa pronunciare tali graziosi epiteti in famiglia. Vedete che succede a mandare i bambini all'asilo?)



Thursday, 9 August 2012

La Vita (sociale) ai Tempi del Poppante

Qualche mese-settimana-eone fa, avevo cominciato a raccontare delle Dinamiche Burocratico-Sanitarie innescate dall'arrivo di un bebé nel Regno delle Tre Corone.
L'arrivo di nuovi, microscopici sudditi scatena anche delle nuove, macroscopiche Dinamiche Sociali.
Non ho idea se siano tipiche del Regno Tricoronato o meno, ma provo ad elencarle un poco.

Gli Amici degli Amici
Ovvero: gli Amici dell'Infante diventano anche Amici miei. O viceversa.
Avevo raccontato, in precedenza, che per le primipare i consultori dell'Ultima Thule organizzano nei primi mesi di vita del lattante anche una serie di incontri tra le mamme i genitori del giá frequentato corso preparto (in teoria anche per i papá, ma visto che il congedo dei primi mesi lo prendono le mamme, di solito incontrate quest'ultime). Lo scopo é quello solito d'incentivare la socializzazione, oltre che a fornire alcune nozioni sulla cura dei neonati. (digressione: incentivare la socializzazione con mezzi subliminali é una consuetudine a quanto pare frequentissima in Svezia: in tale pratica rientrano anche i 'giochini sociali' piú o meno cretinetti, a cui potreste essere sottoposti durante inviti a cena con gente che conoscete poco)
Le multipare, nonostante abbiano giá dimenticato tutto, invece si devono arrangiare. Se nel frattempo non eravate riusciti a crearvi una rete sociale con altri genitori, sono emeriti fatti vostri.

Un altro modo per uscire e veder gente quando si ha un Poppante in casa é quello di andare all'Öppen Förskola, malamente traducibile con Asilo Aperto. Queste sono strutture di quartiere gratuite piene di giochi, dove i neogenitori possono andare lí qualche ora alla settimana coi marmocchi, portandosi qualcosa da mangiare. Lí possono scambiare due chiacchere tra loro e con il personale che ci lavora e organizza alcune attivitá (canto, ballo, plastilina, gite dai pompieri, robe cosí). Le Öppna Förskolor possono essere comunali oppure collegate a una delle numerosissime Versioni della Chiesa Evangelica: queste cercano in tal modo di raccattare qualche adepto in tempi di vertiginoso calo dei fedeli. La gente ci va entusiasta, perché le strutture sono belle, simpatiche e linde, ma poi glissa comunque sul far battezzare la prole, razza d'ipocriti (io tra loro, eh).
Detta con grande onestá, le OF sono delle Mani Sante nel primo anno di vita della Creatura: vi regalano qualche oretta settimanale di sanitá mentale a contatto con adulti, dopo essere stati chiusi/e in casa a badare ad un Tubo Urlante che assorbe latte da un'estremitá ed emette Umori Biologici dalle altre due, in continuazione e senza rispetto del vostro ciclo Circadiano.
Le OF sono Aiuti Divini anche quando il Poppante é dotato di fratelli e sorelle in etá da Asilo. Questo a causa della terrribbile Legge delle Quindici Ore.
Premessa: come ogni neomamma sa, una delle raccomandazioni fondamentali appena sgravate é la classica dormi-quando-la-Creatura-dorme
Certo.
All'Ultima Thule il sopracitato consiglio suona crudelmente ironico se avete giá altri figli che vanno all'Asilo. Il primo mese dopo il parto sono clementi e vi permettono di lasciare il Primogenito al Dagis con l'Orario solito. Passato questo periodo, il sistema sociale dá per scontato che avete addestrato il nuovo venuto a dormire dodici ore di fila dalle 19:00 alle 7:00 (avete esperienza di poppanti, no?), e vi impone di mandare il Primogenito all'asilo per non piú di 15 ore alla settimana (cioé niente), almeno finché uno dei genitori é in congedo.
Se non siete riusciti/e ad addestrare il Secondogenito a dormire tutta la notte, sono affari vostri. Dategli un po' di grappa, al limite, come suggerisce una famosa barzelletta veneta. Oppure chiedete alla Signora Anna Wahlgren, la Madre-piú-brava-del-Regno.
Improvvisamente, perció, vi ritrovate in casa non una, ma due (o piú) Creature-che-Pretendono-Tutto, e non dormono mai contemporaneamente. Andate su qualche forum di Internet per trovare genitori solidali con la vostra insonnia, ma trovate per lo piú interventi ed articoli in cui si celebrano le 15 ore, e se tu fossi una Brava Mamma toglieresti pure quelle e ti terresti a casa i pargoli sempre, e quelle che vorrebbero aumentare quelle ore sono delle crudeli Inette, che fai i figli a fare, pensi solo alla carriera, ecc. 
L'Insonnia, il Babyblues, e l'Annoiamento del Primogenito che deve allontanarsi dai suoi Amichetti per stare in casa ed assistere la madre sfatta alle prese col Tubo con le coliche, non contano piú nulla, invece. (a dispetto dei commenti internettiani mamma-naturale, preciso che molti cittadini hanno invece convinto i loro comuni ad alzare questo sparagnino tetto ore. Quei soliti Privilegiati di Stoccolma ce l'hanno addirittura a 30, per dire)
Una soluzione per evitare di esaurirvi in casa coi due, é perció andare all'Öppen Förskola. Il maggiore si sfogherá un po' e voi pure potrete sfogarvi con le maestre riguardo al secondogenito che ha le coliche. Se avete fortuna, gli Amichetti d'Asilo del Primogenito avranno ricevuto in regalo un Syskon (fratello o sorella) quasi contemporaneamente, e le rispettive famiglie potranno perció frequentarsi e scambiarsi un po' di compassione reciproca.

Genitore sei e Consumatore diventerai
Prima del parto, eravate solo anonimi cittadini. Ogni tanto potevate ricevere una telefonata dal solito rivenditore di abbonamenti-telefonici-mutande-contratti energia, ma col servizio Nix ne bloccavate almeno i due terzi. La solita striscetta sulla cassetta delle lettere con l'indicazione Reklam, nej tack! (pubblicitá no grazie), preveniva un'esondazione di carta nel vostro ingresso.
Poi avete messo piede in Maternitá, i vostri dati di Madre e quelli dell'Infante venivano comunicati ad Oscure regioni del Regno, e da allora avete potuto dire addio alla vostra pace.
Da quel momento, oltre ad essere diventati Genitori, siete anche divenuti Prede di qualunque Attivitá Commerciale. Un sacco di Aziende cominceranno a corteggiarvi disperatamente, quasi a livello di stalking, pur di vendervi Qualcosa, spacciato come indispensabile per l'Allevamento della vostra Prole.
L'Esondazione di Alberi tagliati non puó piú essere evitata perché la pubblicitá arriva con l'indirizzo, della mamma o dell'Infante, e la patetica striscettina non funziona piú.
Vi arriveranno perció Reklam (talvolta con buoni sconto o campioni omaggio) di:

- vestiti per mamma e bimbo
- riviste piene di pubblicitá di accessori costosissimi, contenenti qui e lí anche articoli con i piú aggiornati trend per l'infanzia e i genitori (l'ultima copia-omaggio che ci é arrivata cercava di sdoganare il latte artificiale e il tutto-rosa per le bambine)
- gioiellini per ricordare la nascita
- servizi presso il locale fotografo per immortalare il Poppante sennó non te lo ricordí piú
- pannolini
- pomate
- battezza i tuoi figli presso la Svenska Kyrkan!
- investi i tuoi risparmi in Fondi-Bidone presso la nostra Banca! pensa al futuro della Prole!
- abbonamenti a tutta la serie di film Disney 
- libriccini per bambini
- assicurazioni (questi vi tampinano anche telefonicamente, di solito nel bel mezzo delle poppate. Il venditore assume un greve e sprezzante tono di tremenda Condanna Morale quando gli raccontate che non siete interessati. Io li spiazzo assumendo il ruolo della Moglie Schiava e raccontando che é mio marito a decidere delle Faccende di Soldi. Clic)
- Onlus varie: adesso che hai un bambino anche tu e capisci, manda soldi ai bimbi poveri;
- cibo per bambini. È vietato istigare le famiglie al consumo di latte artificiale, perció le due principali Ditte che vendono alimenti per bimbi aspettano con impressionante puntualitá il compimento dei sei mesi della Creatura, per spedirvi le loro Proposte culinarie.
- sicuramente altro che ora non ricordo.


(questa ricetta é rubata da qui. Cosa non si fa per crescere dei piccoli Norrlandesi.
Per maggiori info al riguardo leggere questo mio vecchio post)

Tuesday, 10 July 2012

Una Lingua al prezzo di due


(Questa nota Cittá veneta é evidentemente un Protettorato svedese,
ma lo sappiamo solo noi)

Passano le settimane, i giorni, e lentamente anche i mesi, mentre l'Abulia da Risveglio notturno riduce al silenzio quei residui di attivitá, mentale e non, della sottoscritta.
In aggiunta, la solerzia dell'Ambasciata italiana nella Capitale trecoronata, rivelatasi in uno dei Giugni piú oscenamente freddi e umidi della Storia, ha permesso alla Famiglia Mezzovikinga di sfuggire la Padellina umidiccia del Norrland, per passare alla Brace di Caronte e degli altri suoi Amichetti con la pressione alta.
Da questa visita, imparo che nel Belpaese i Concetti d'Estetica Anatomica sono relativi, e raggiungono gli Antipodi nell'Esame della Coscia presso la Donna e il Poppante: mentre la prima si accetta con ammirazione solo se accuratamente ripulita di qualunque traccia d'adipe, le gambe del secondo, rappresentate dalla Sfericitá del Ciccione Mezzitalico, suscitano estatica meraviglia, a voce alta, presso qualunque estraneo, di qualunque sesso ed etá, incontrato nelle nostre passeggiate italiche.

Tra i vari e nobili Motivi per cui noialtri ci sottoponiamo annualmente al Supplizio della Brace, troviamo quello di far conoscere e praticare attivamente alla Progenie Mezzovikinga l'esercizio del linguaggio piú bello-romantico-sensuale-fantastico-calciofilo-culturale-eccetera del Mondo intero e certamente anche dell'Universo, l'unico parlato dal Bosone di Higgs e, naturalmente, da Caronte.
È da un po' di tempo che non mi capitava di raccontare come procede il Bilinguismo degli Uomini di casa, perció rinfresco gli aggiornamenti qui.
Come ho raccontato in altre circostanze, il metodo seguito da noi é quello cosiddetto OPOL, cioé Un-Genitore-Una-Lingua. Metodo applicato inflessibilmente, caparbiamente e senza eccezioni di sorta, condito di libri e DVD faticosamente trascinati a valigiate in giro per gli aeroporti di mezza Europa, e con l'ausilio sia del Tubo, che della simpatica Maestra di Italiano un'ora alla settimana all'Asilo.
Trascurando il Vikingo (la cui risposta classica, da anni, in ambienti italici é 'io no capisce italiano, solo poco'), e il Ciccione Mezzitalico (il quale preferisce l'esperanto infantile del babbabbabbaba -ghe-prrrrr!), i riflettori sono puntati sul Mezzovikingo. 
Il quattrenne fanciullo, dopo tutti gli sforzi di stimolazione neolatina a cui é stato sottoposto, reagisce all'impatto col Belpaese con grande nonchalance. Durante la prima settimana, nonostante gli venga detto chiaramente che 'se non parli italiano nessuno ti capirá', rimane patriotticamente fedele alla vulgata gialloblu. Nel frattempo, scimmiotta la sottoscritta genitrice facendo la finta predica al padre Vikingo, e ricordandogli che ' Du är i Italien, och måste parlare italiaanoo!', facendo seguire una sfilza di vocaboli in svedese e costringendo il pover'uomo a tradurli seduta stante nella Favella di Manzoni. La parte piú interessante di tale conversazione é rappresentata dalle petulanti critiche dell'Infante alla Pronuncia del Padre.
Il passare dei giorni produce miglioramenti quasi impercettibili nel bilinguismo del Mezzovikingo. Per ovvi motivi di sopravvivenza, i successi maggiori si ottengono nelle frasi che contengono il concetto: 'mangiare un gelato alla fragola, una coppetta con due palline'.
Riassunta il piú brevemente possibile: il bilinguismo -attivo- del Mezzovikingo non sta funzionando un granché. I progressi piú lampanti si notano solo in occasioni di acuta sopravvivenza, come quella del gelato sopracitata, oppure quando al Nostro é offerta l'opportunitá di interagire con coetanei. Gli adulti non raggiungono assolutamente il livello di carisma necessario ad innescare nel fanciullo il desiderio di usare l'Italiano.
Perció chiedo, a chi passa di qui e si trova (o si é trovato) nella situazione di insegnare una lingua minoritaria alla propria Prole: 
con voi ha funzionato? 
come avete fatto? 
ci sono differenze tra fratelli? (magari col Mezzitalico ci va meglio) 
c'é un'etá in cui avviene un Passaggio Magico, e la lingua minoritaria verrá quindi usata con improvvisa fluenza?

Sull'aereo per il ritorno, un diretto per Stoccolma, siamo circondati da svedesi, ed il Vikingo si sente finalmente nel suo elemento. Io chiedo non-ricordo-piú-cosa al Mezzovikingo. La sua risposta, fulminante, inattesa, e lacerante fa piú o meno cosí: 'mamma, vi är inte i Italien, jag vill inte prata italienska nåt mer!' (mamma, non siamo piú in Italia, non voglio piú parlare italiano).
Le mie belle speranze sprofondano nella bianca coltre di nubi che sorge a nord dell'arco alpino, sotto i nostri finestrini.


Sunday, 20 May 2012

The Days After




Insomma, la Frittata ormai é fatta. 
Come avevo descritto in due post precedenti (qui e qua), avete preparato la Bomba, l'avete deflagrata in un hotel di lusso detto BB (che non é il Big Brother, no), e infine vi siete ritrovati, per punizione, con le Conseguenze pratiche della vostra sciagurata Lussuria. Il risultato é, manco a dirlo, una devastazione nucleare della Pace familiare e dell'Ordine precostituito casalingo.
Il Mezzitalico ha ormai piú di quattro mesi, non accenna a togliersi di dosso l'affettuosissimo epiteto di Ciccione, e gli strascichi del suo arrivo continuano a dare un contributo favoloso a quell'inevitabile Processo detto Aumento dell'Entropia dell'Universo.
I giornali svedesi continuano a loro volta ad esporre graziosi ritratti impomatati, versione giornale locale (ne scrivono di piú onewaytosweden qui) della Principessina al Trono, mentre voi pensate che sicuramente i suoi genitori avranno tutta una schiera di Esperti di Puericultura a disposizione giorno e notte, giocattoli liberi da bisfenoli e altro Personale specializzato che pulisce la reggia, raccatta i principeschi vomitini, fa i bucati e mette a disposizione delle Loro Regalitá trucco e parrucco per debellare occhiaie, ventri flaccidi e sciatteria puerperale.

Il Genitore svedese medio, detto anche Medelsvensson, come se la cava, invece?
Allora, eravamo rimasti che la Puerpera e la Creatura venivano dimesse dal reparto maternitá, o BB, giusto il giorno prima della terribile Montata Lattea, situazione in cui spesso si manifesta il Fenomeno delle Tette Giganti di Marmo, apprezzatissimo dai Neopapá e molto meno dalle Neomamme. Le Barnmorskor del BB, che lo sanno, lasciano alle seconde il numero di telefono del BB ("chiamaci se hai problemi col latte, siamo sempre qui"), e la raccomandazione di contattare quanto prima il proprio consultorio (Vårdcentral) di fiducia.
In quest'ultimo é giá stata assegnata una Barnsköterska (infermiera pediatra) per la cura della Macchina da Urli che vi siete sistemati in casa.
In altri Paesi all'Avanguardia succede che il servizio sanitario nazionale vi manda a casa qualcuno per aiutarvi nelle piú disparate faccende nei primi tempi di vita del neonato. 
In Svezia, terra del Rispetto della Privacy, di Madri indipendenti, e di Padri a casa in congedo due settimane piene dopo la nascita, questo non é contemplato. Tuttavia, questo resta un Paese in cui l'investimento dello Stato é inversamente proporzionale all'Etá del Cittadino, (quando sarete vecchi e bacucchi la situazione sará invece mortificante) e perció esistono parecchi servizi, tutti gratuiti, per garantire il benessere dei piú piccini. Perfino al pronto soccorso vi faranno passare subito senza troppe storie, se é un Infante a sentirsi poco bene.
Cosí, pochi giorni dopo la nascita, la barnsköterska di fiducia va a trovare la neofamigliola per domandare come va, consegnare un ulteriore plico di istruzioni per la Cura e la Vaccinazione dell'Animaletto, piú uno scarno libriccino dove annotare i dati di crescita e gli Accadimenti salienti.
La neomadre, se é italica, come primissima cosa chiede scusa per il disordine, un po' per retaggio culturale e un po' perché non si sa mai che non vengano i Servizi Sociali e mi portino via la Creatura (i Servizi Sociali svedesi sono rinomati tra il proprio popolo per una sfilza di decisioni tremende, seconde per cattiveria solo a quelle prese dal Migrationsverket). 
La Barnsköterska risponde inneffabile che del disordine non ne gliene cala di meno, mentre con un occhio di lince ispeziona il neonato. Alla domanda come va, gli ingenui neogenitori, che non hanno ancora fatto in tempo a sperimentare l'emozione delle Coliche, rispondono con un sorrisone che la Creatura é un angioletto. La neomadre accenna con vergogna mediterranea alle tette di marmo e ad un certo fastidio nelle zone basse, ma viene reindirizzata prontamente al numero di telefono del BB, e alla Barnmorska che l'ha seguita nei nove mesi precedenti.
La suddetta Barnmorska vi rivedrá dopo circa 6-7 settimane per ispezionare le sorti del Pertugio, decidere se dovete mettervi a dieta, rimembrare insieme il parto e la permanenza nel BB, e discutere di eventuali metodi contraccettivi. Lí scoprirete che le ostetriche del BB hanno registrato nel giornale e consegnato ai posteri, con meticolosa perfidia, ogni dettaglio delle vostre lamentele di puerpera imbranata. Una delle domande di rito prevede anche la fatidica: pensando a questa gravidanza e parto, lo rifareste? (come se invece la vita col Poppante fosse ininfluente ai fini della risposta).
Quest'ultimo tornerá al consultorio con cadenza settimanale per almeno un paio di mesi dopo la nascita, pesato, misurato ed ispezionato come un vitellino d'allevamento modello, questo per vedere se sta mangiando a sufficienza e se tutto é a posto. A due mesi ci sará anche un/a pediatra per altri test addizionali (la qualitá di queste ispezioni mediche é affidata alla botta di fortuna, da quel che altri genitori mi han riferito: il pediatra di riferimento non ve lo han fatto scegliere), mentre a tre mesi parte la prima ronda di Vaccini. Se avete origini terrone riceverete il severo monito di vaccinare la Creatura anche contro epatite B e tubercolosi. Non prendetela troppo come iniziativa razzista e kränkande (aggettivo usato diffusamente in Svezia per descrivere diverse forme di abuso, discriminazione e denigrazione): mia suocera racconta che ai suoi tempi anche le svedesissime madri dovevano sottoporsi a test ed esami per la TBC. Pare che il pericolo stia tornando attuale.
Successivamente le visite saranno diradate, piú o meno una al mese. Verso il secondo mese c'é la lodevolissima iniziativa di far compilare alla neomamma due questionari, dove potrá raccontare se il partner usa violenza domestica, e se la depressione postpartum sta facendo il suo lavoro. In quest'ultimo caso potreste essere reindirizzate a qualche psicologo della mutua, ma siccome in pratica le casse della Sanitá dell'Ultima Thule sono disastrate, non succederá nulla.

Cosí passano i mesi, la madre torna al lavoro, e spesso il padre subentra nelle cure parentali giá verso il settimo mese, quando ormai la parte piú impegnativa sta passando e l'allattamento esclusivo non é piú una necessitá impellente. È allora che i neopadri, per la fortuna delle neomamme, diventano ben consapevoli che la Cura del Poppante non é una gran passeggiata, nonostante l'invidiabile welfare del Regno.
Per questo, e per altri motivi correlati, mi auguro proprio che non venga mai approvata una recente proposta dei Kristdemokraterna, di abolire quei due mesi di congedo obbligatori per l'altro genitore, qualunque sia (per amor di pignoleria, quei due mesi non sono strettamente obbligatori ma, se quel genitore non ne usufruisce, vengono persi, e viene perso il sussidio correlato. Altre informazioni a proposito le avevo raccolte in questo post).



Saturday, 21 April 2012

Bum!


 (questa foto é illegale)


Mentre Mezzitalico e Mezzovikingo si coalizzano per cercar di farmi chiudere il blog fino a data da definirsi, io resisto con smozzicata fatica e continuo la Saga della Bomba cominciata qualche tempo fa.

Una Gravida in Svezia, trovandosi nella condizione di på smällen, prima o poi dovrá rivelare al mondo il suo Contenuto in un modo naturalmente drammatico. 
Siccome io sono chimica, e quindi non disdegno ció che é prodotto in modo Artificiale (preferisco di gran lunga la degustazione di vanillina di sintesi ad un solo pezzetto di Amanita Phalloides, per quanto il secondo sia naturale), dico apertamente che, grazie alla scienza, la Svezia é un Paese dove la gravidanza e il parto sono seguiti da professionisti del settore, e in strutture attrezzate apposta. Se a qualcuno la notizia sembrerá ridondante ed ovvia, ricordo la testimonianza di un'illustre bloggatrice, Mammamsterdam, la quale racconta ad esempio che nella centralissima Olanda cercano di sdoganare una pratica per me dubbiosa come il parto in casa con la scusa che é cosí naturale (adoperatevi ad usare questo romantico aggettivo in qualche Paese africano, dove i parti secondo assoluta Natura richiedono il sacrificio di una certa percentuale di donne e neonati. Ma questa é un'altra storia).
Insomma, avverto chi legge che io sono di parte.
Avverto pure che, grazie alla Natura e all'astinenza da Etanolo e prosciutto crudo, mi sono capitate due gravidanze normali e due parti altrettanto regolari, e per fortuna non sono in grado di raccontare cosa succeda nell'Ultima Thule se qualcosa va storto.

Allora, voi avete preparato tutto, compresa la frequenza del famoso Corso Preparto in cui avrete visto un filmino ('ma se vi fa impressione non é obbligatorio'), vi avranno mostrato un modellino del Canale d'Attesa in condizioni di Stretching, vi hanno insegnato a modulare il respiro mentre immaginate d'essere un cagnone bavoso. Vi hanno giá informato che potrebbe far male e quindi potete, in teoria, richiedere diverse opzioni per alleviare il dolore (dico in teoria perché faccio fatica ad immaginare che l'Ultima Thule disponga di personale esotico come gli agopuntori; attrezzi meno convenzionali come quei palloni che si vedono nei documentari sulle partorienti, beh, io non li ho mai visti).
Avete preparato la famosa borsa con le tutine del neonato (se tutto va bene, sempre troppo piccole rispetto al vitell frugoletto) e in cui ovviamente avrete dimenticato l'indispensabilissima cuffietta perché il Melone non prenda freddo.
La vostra Ostetrica di Fiducia vi metterá in mano un'altra mazzata di opuscoli informativi, un foglio col gruppo sanguigno, e un foglio giallo dove campeggia la scritta Förlossningsplan, Piano del Parto.
Nel Piano del parto dovete scriverci come volete il vostro parto, nei limiti del possibile.
Ad esempio, se volete qualcosa per mitigare il dolore che solitamente s'accompagna al processo. Da quanto ho capito leggendo qua e lá il blog dedicato all'epidurale di Gekina, sembra che nel Belpaese richiedere un qualcosa che allievi il Dolore sia una Bestemmia, sia in nome della Religione, (cattolica, NewAge 'tutto-ció-che-é-naturale-é-buono', ecc.), che del vile denaro.
In Svezia fortunatamente non é (ancora) cosí: per mia fortuna, perché la mia soglia di dolore é bassissima e perché tecnicamente si capisce che fa un male boia ad una nana come me far uscire un tipetto come il Ciccione. Tuttavia sembra che la corrente naturale-é-meglio (compresa l'Amanita?) abbia una certa attrattiva anche tra le ostetriche svedesi, a detta di mamme autoctone con cui ho parlato. Fralaltro, un programma di inchieste locale, Uppdrag Granskning, svelava qualche tempo fa che le colleghe finniche sembrano essere molto piú brave ad evitare alle partorienti inconvenienti spiacevoli e non necessari come parti traumatici, sfracellamenti intimi e cosí via (epperó che maroni che i finnici siano piú bravi di noi in qualcosa, una volta di piú)
Nell'Ultima Thule, ció che é messo a disposizione in pratica sono epidurale e gas esilarante. L'epidurale senza problemi perché c'é sempre un medico anestesista che puó esser preso in prestito da Chirurgia. Se peró c'é tanta gente, o ha casi piú urgenti da sbrigare, ve la dovete cavare senza.
Tornando al Piano Parto, potete anche scriverci che non desiderate la presenza di quella str..a della vostra vicina di casa ostetrica al vostro parto, se dovesse capitare. Siccome peró siete svedesi e politically correct, la mettete elegantemente giú scrivendo che 'vi imbarazzerebbe molto la presenza di un conoscente durante questo evento critico'. Se possono, vi accontenteranno.

Come per la gravidanza, anche durante un parto non problematico non vedrete mai un medico. Quando il momento fatidico arriva e voi vi precipitate al Förlössning (reparto parto), vi fanno aspettare con flemma in una cameretta, vi guardate i monitoraggi, e lí in effetti puó arrivare un medico che vi visita e decide se é proprio vero che tra qualche ora il Melone é fuori. La nostra esperienza é che si viene rispediti a casa: pure nel caso del Mezzitalico. Con lui, alle 22 ci fu raccomandato di tornare a casa, dormire tranquilli sopra la rottura delle acque e ripresentarci il mattino dopo, 'sul presto'. Il Mezzitalico, che é pur sempre mezzo svedese dentro, le prese accuratamente in parola e interpretó il concetto di 'domani sul presto' presentandosi al mondo poche ore dopo, alle due di notte scarse. Un'alternativa, spesso utile con la sanitá del Regno quando si vogliono ottenere cure subito, potrebbe essere quella di esagerare adeguatamente le proprie sofferenze, ma in questo caso ti monitorano e non si puó simulare.

Tralascio i dettagli tecnici (chiedete a Giulia dei Piccoli Vichinghi, specie in questo post) e passo direttamente al Prodotto. In qualche modo, l'avete sgusciato, avete perso un po' di chili in contemporanea, ve lo hanno messo sul grembo dopo la punturetta di vitamine, vi hanno ricucito l'orifizio, infine hanno pesato la nuova Creatura e compilato al computer il Part-O-Gram, una descrizione dell'Evento che sará nella vostra cartella clinica e del quale vi verrá consegnata una copia a memoria della Nascita. È abbastanza normale che anche il neopadre sia presente, e non riesca a glissare efficacemente quando gli vien chiesto di tagliare il cordone.
E qui di certo vorreste immortalare l'Erede: ma fate attenzione, perché la Direzione Sanitaria dell'Ultima Thule (e altre) han stabilito che scattare foto all'interno delle loro Strutture é proibito, o meglio, dovete richiedere un'Autorizzazione. In pratica, l'ostetrica di turno puó dirvi che é una gran stupidata, far spallucce e lasciarvi usare la digitale finché vi va, almeno finché vi limitate alla Creatura e non al lato B dei dipendenti.
Quando il Lavoro dell'Ostetrica é terminato, i neogenitori sono lasciati soli nella sala, in compagnia dell'Essere, di un paio di panini e di due tazze di caffé, ('o volete the, cioccolata, succo?' come in aereo, insomma) accompagnati ad una bandierina svedese. Data la doppia nazionalitá dei marmocchi Mezzovikinghi volevo far la spiritosa e chiedere se mi portavano anche la bandierina italiana, ma data la mia evidente condizione d'inferioritá fisica e psichica lasciai perdere.

Arriva il momento di venir trasferiti al reparto Maternitá, o BB (BarnBörd), se tutto é andato bene. Se qualcosa non é andato bene, invece, avranno subito portato la Creatura nel luogo che fa tremare di sudori freddi i novelli genitori: il Barn 4, o Neonatologia, dove ci trovate tutti i bambini sotto i tre mesi che hanno qualche problema: da quelli come il Ciccione che fanno inciuci con un virus precoce a un mese e mezzo, fino ai prematuri nati sotto le 28 settimane di gestazione e leggeri come uccellini, coccolati in enormi scatole trasparenti, da tanti tubi, una luce azzurrina e dal latte materno spesso donato da puerpere che hanno letto le richieste d'aiuto sulle bacheche dei consultori. Confesso che passarci davanti mi metteva molto a disagio.
Data la posizione geografica dell'Ultima Thule, l'ospedale locale ha speso anche una pacca di milioni per comprare delle incubatrici adatte al trasporto aereo: perché se abitate in posti spersi nella taiga, e vi capita un parto prematuro nel cuore dell'inverno, l'unico modo per arrivare in ospedale in tempi decenti é via elicottero.

Quando sarete al BB e vi servirá la fatidica borsa (tormentone di tutti i mammaforum internettiani), scoprirete che tanta roba, oltre ai vestitini del neonato, non vi serviva: l'ospedale provvede alle camicie da notte, ai pannoloni per la mamma e ai pannolini per il bimbo. La permanenza é assicurata con tutti i comfort, il cibo e l'assistenza del caso alla modica cifra di 80 corone al giorno. In aggiunta, un sacco di aziende che non vedono l'ora di trasformare i neogenitori in Voraci Macchine da Consumo, sponsorizzano una serie di campioncini che di fatto sono anche abbastanza utili nei primi tempi.
Passati quei 2-3 giorni nel BB, in cui verranno prese le prove metaboliche, vi visiteranno per vedere se l'utero ritorna alle sue dimensioni, e nel frattempo vi aggirerete come zombie nella sala pasti in compagnia di altre signore dall'andatura precaria, arriva il punto in cui un pediatra afferrerá il Frutto delle Fatiche, lo ispezionerá come un pollastrello, e dichiarerá che sta benone e potete portarvelo a casa.
"Proprio quando vi arriva la montata lattea e allora siete da sole e non sapete come fare", mi disse una volta un'anziana ostetrica con l'aria disapprovante. E a casa rimpiangerete il BB piú di quanto crediate, perché non ci sará piú alcuna Ostetrica Vikinga che con placida Autoritá vi strapperá il pargolo dalle braccia durante la notte, dicendovi: "lo culliamo un po' noi questo qui, fatti una dormitina adesso finché puoi".

Ma non preoccupatevi: la Nazione svedese non abbandona mai i propri cittadini, specie se in tenera etá. Il seguito delle Cure Statali e non ad un prossimo post, e con quello giuro che la smetteró con le Cronache Mammesche.




Sunday, 25 March 2012

Il Viaggio di una Bomba

L'arrivo del Mezzitalico mi ha precipitato, prevedibilmente, in una lunga apnea abulica fatta di notti sfocate, di rituali eccitanti tipo urliamo-mangiamo-ruttiamo-cachiamo-cambiamo-urliamo-dormiamo(?!)-vomitiamo-puliamo-mangiamo-ruttiamo ecc. I risultati sono, non nell'ordine: il mio cervello attraversa transizioni di fase tra l'Assente e il Gelatinoso, e non solo per la scarsa produzione di estrogeni; il Mezzitalico ha raggiunto lo status di Ciccione, che é un'affettuosa e allo stesso tempo dettagliata descrizione scientifica del suo fenotipo (a dirla tutta, lui ci ha pure provato a mettersi a dieta tramite un virus amorevolmente donatogli dal fratello maggiore, ma la conseguenza é stata, oltre a farsi bucherellare in Neonatologia, quella di venir soprannominato Tjockis -ciccione- pure dalla primaria del reparto medesimo).
In aggiunta, questo blog ha raggiunto il record di non-aggiornamento
Avrei potuto parlare degli epiloghi del Nome secondo lo Skatteverket (sappiate che infine ci ha graziosamente messo un mese e mezzo a registrare quello del Mezzitalico, e solo dopo una serie di sollecitazioni telefoniche da parte mia), oppure della Coppia Erede-al-Trono che ci ha ostentatamente copiato e ha prodotto una futura regina dal nome controverso (pare che anche questa neonata abbia delle divergenze con lo Skatteverket per via del cognome): ma, a dirla con crudezza, qua é giá tanto pranzare con decenza, e il tutto é caduto nell'oblio.

Il suddetto spazio virtuale non ha come scopo quello d'essere un tipico blog mammesco, e quindi non staró ad importunare troppo con la descrizione delle prodezze del piccolame. 
Un riassuntino di come si trascorre una gravidanza e i suoi Prodotti in terra di Svezia peró é quasi doveroso, anche se avverto che i Piccoli Vichinghi e Onewaytosweden lo han giá fatto a loro tempo, e sicuramente molto meglio di me visto il background medico.

Quando una resta incinta in Svezia, si trova ufficialmente nella condizione detta på smällen. Smällen vuol dire esplosione, e smäll puó essere un colpo violento. La parola descrive efficacemente i sentimenti della gravida arrivata a quasi destinazione, una bomba di ormoni e tessuti biologici pronta a deflagrare in qualunque momento. Consapevoli di ció, i servizi sociosanitari svedesi si prendono cura della donna e del suo Contenuto piú frequentemente tanto piú la data del parto si avvicina.
All'inizio, infatti, c'é il Primo Trimestre, quello piú delicato. La Gravida Italica che si avventura su siti italici, viene a sapere che in questo stadio c'é un pullulare di ecografie della Camera, misurazioni delle Beta, febbrili e frequenti consulti con un Ginecologo, analisi di qualunque tipo su diecimila parametri e gammaglobuline. Nel Belpaese.
La Gravida italica in Svezia telefona perció al consultorio svedese di competenza, ma si sente rispondere che il primo appuntamento le verrá dato alla fine del trimestre. Durante questo periodo, nulla le verrá dato di sapere su quello che succede nell'utero.

È solo verso l'undicesima settimana che la gestante incontra qualcuno: la Barnmorska (che non é una baba yaga ma un'Ostetrica), e non va confusa (io lo faccio regolarmente) con la Barnsköterska, la quale é un'infermiera che si occupa del Prodotto giá sgusciato. A meno che non abbiate problemi, non incontrerete mai un medico per tutta la gravidanza, eccetto qualche studente di medicina che viene a far pratica dalla vostra barnmorska di fiducia, sbagliando regolarmente le misure della panza. I soldi risparmiati in questo modo dallo Stato, fan sí che TUTTE le cure che ruotano intorno a gravidanza e parto siano gratis. Si, proprio tutte, inclusa l'amniocentesi se vi interessa farla.
Durante il primo incontro l'ostetrica vi fa pesare, vi prende una serie di campioni biologici e vi consegna un foglio da compilare, nel quale dovete raccontare un bel po' di cose di voi, inclusa una descrizione dettagliatissima, ai limiti del maniacale, di quanto alcol usate ingurgitare nell'unitá di tempo. Ci sono inoltre domande sulle abitudini nicotiniche e su eventuali disturbi mentali. Riguardo a quest'ultimi, immagino che molte omettano dettagli, dal momento che i Servizi Sociali del Regno non brillano per efficacia, e forse sará meglio non raccontare troppo.
Dopodiché vi portate a casa una paccata di opuscoli dove vi si raccomanda di non sbronzarvi, di provvedere per tempo al seggiolino in macchina, notizie sulla gestazione, su cosa non potete mangiare (la lista di quel che é concesso é di gran lunga piú corta), sul parto, e su come nutrire l'Animaletto una volta uscito dal Guscio.
Siccome qui le analisi della toxoplasmosi e di quell'altro virus non le fanno, praticamente vi si vieta di  ingerire qualunque carne cotta sotto i 70 gradi (la bistecca deve diventare una suola, in pratica). Lo stoicismo di una puerpera che visita Firenze e vede certe bisteccone, é encomiabile. Non parliamo del Mezzovikingo che desidera in continuazione prosciutto crudo.
Poi voialtre venite in Svezia e credete a quella faccenda della Natura selvaggia et incontaminata. Macché. Nel Norrland ci sono un sacco di miniere di metalli pesanti, che inquinano l'acqua. Il Mar Baltico, a sua volta, é stato generosamente arricchito di diossina dalle ex repubbliche sovietiche. Il risultato é che, se volete mangiare pesce da incinte, dovete andare in giro con la lista di quei pochi che vi sono permessi, oltre che a rompere gli zebedei al personale dei ristoranti con argomenti tipo: 'ma questo salmone é d'allevamento o lo avete pescato qui in zona?'.

Passa il tempo. Finalmente, al Secondo Trimestre, viene pronunciata la parola magica: ecografia. Verso le 18-19 settimane, cioé quasi al limite permesso qui per un eventuale aborto terapeutico, vi si permette di vedere il grazioso Parassita che vi ha fatto sbadigliare con indecenza e detestare l'odore dell'arrosto per mesi. Questa sará l'unica ecografia concessa, a meno che non abbiate optato in precedenza per una qualche diagnosi prenatale. In seguito, per vedere se la vostra panza crescerá come deve, basterá la vostra barnmorska di fiducia munita di metro e di un apparecchietto che fa sentire il battito.
Durante l'ecografia si puó fornire una risposta all'Interrogativo basilare del Parentado: il sesso. Fino a poco tempo fa, il personale ostetrico dell'Ultima Thule era diffidato dal raccontarlo ai futuri genitori. A quanto pare ci son stati di quelli che han denunciato l'ecografista di turno per aver sbagliato, e quindi di averli costretti a ritappezzare la cameretta. In altri casi (e questo é un problema serio), si temono le scelte di quelle culture in cui una figlia femmina non é benvenuta.
Col Mezzovikingo e il Mezzitalico il personale ci ha scrutati, ha stabilito che non eravamo gente problematica, ed ha elegantemente risolto il dilemma etico mostrandoci la zona interessata e chiedendoci:' secondo voi che cos'é?'. (dopodiché abbiamo tenuto la notizia per noi e infastidito parenti e conoscenti glissando alla domanda fatidica)

Se siete Una Coppia Primipara, il Secondo Trimestre é l'occasione per voi di imparare cosa vi aspetta al momento del Parto, e che dovreste fare. Il Consultorio usa organizzare corsi preparto per i futuri genitori, nel quale imparerete cose spaziali tipo la psicoprofilassi (abbondantemente dimenticata quando vi servirá), il decorso del parto (le osteriche sfoggiano un grazioso modellino di vagina multicolore fatto ad uncinetto, piú un Cicciobello), i metodi antidolorifici (dettagli in un prossimo post, Mezzitalico permettendo) e roba sul tema. I futuri padri vengono istruiti a guidare serenamente le atrocitá della partoriente. Partecipano: coppie con piú o meno la stessa data parto.
Lo scopo é pure quello nobile di far fare conoscenza tra i/le partecipanti, che vivono in genere nella stessa zona e quindi potrebbero ritrovarsi a far fika insieme (a Stoccolma questo fenomeno chic é chiamato le lattemammor, dove con latte s'intende il caffelatte delle mammor, non quello della tetta).
Siccome la Famiglia Mezzovikinga é composta di gente orsa e arcigna, dico subito che non siamo riusciti a stringere neanche una mezza conoscenza con gli altri.
Se non siete una Coppia Primipara, vi arrangiate con quello che vi ricordate dell'occasione precedente.

Arriva il Terzo Trimestre. A questo punto avete le vostre routines, e l'aumento dei chili e dell'Allopregnanolone in corpo vi rende cosí abuliche da desiderare solo il divano. Per tenervi in forma, la Barnmorska di fiducia vi chiama ai controlli sempre piú spesso, in ultima anche ogni settimana. Vi peserá, vi controllerá il ferro e il glucosio, vi prescriverá orribili pillole del rugginesco elemento, vi misurerá col metro e vi palperá l'addome dicendo dove sono i piedi e la testa del dolce Alien che balla il tango sui vostri visceri.
Durante una di queste visite avrá provveduto ad intervistarvi nuovamente: per confessare se vi siete ubriacate e in che misura durante la gravidanza, nonché, dopo aver allontanato il futuro padre, per sapere se quest'ultimo vi maltratta, vi violenta e usa comportamenti malsani verso di voi. Chi ha prescritto queste interviste rituali, avrebbe dovuto anche includere domande sull'astinenza da prosciutto crudo e salmone affumicato, che sono ben piú gravose di quella da alcolici.

Infine, arriva il momento in cui la Bomba sta scoppiando. Il trattamento dell'Ordigno deflagrante é un po' diverso da quello che si dice ricevere nel Belpaese. Ma di questo ne parleró un'altra volta, Prole, Coliche e Virus permettendo.




Monday, 30 January 2012

Peccati (Mortali) e Castighi (Bizantinissimi!)


(Dettaglio di un nuovo spagetti-neger)

Recentemente ho raccontato di come una coppia che decide di vivere nel Peccato venga punita dalla Burocrazia inflessibile dell'Autoritá delle Tasse, detta in vernacolo Skatteverket, la quale in Svezia svolge pure il ruolo di Anagrafe (se esisti sei tassabile, e non ci sfuggirai).

Esiste anche un altro Peccato, ben piú Grave, di cui una persona residente nel Regno possa macchiarsi, e che quindi genera Castighi ben piú scellerati e Bizantini di quelli erogati dallo SV: il Peccato di esser Cittadini Stranieri.

Quando si é Cittadini Stranieri in Svezia bisogna affidarsi, come avevo giá raccontato in questo Post, all'Autoritá Criptica, Pachidermica, Insindacabile e Trucida del Migrationsverket (MV). Nel suddetto post avevo anche descritto in dettaglio cosa succede quando un Cittadino Straniero commette l'Orrore di generare della Prole sulla terra del Regno.
Com'era prevedibile, anche stavolta alla nascita del Mezzitalico ho ricevuto l'Onore della Corrispondenza dal MV, con l'ingiunzione di chiedere un permesso di soggiorno per la creaturina. Anche in questo caso il MV é stato cosí impaziente di lavare l'Onta di un Cittadino irregolare, che non ha neppure aspettato che il Socialtjänsten gli comunicasse che un padre esiste, ed é, di fatto, svedese.

Questa volta peró, la missiva che ho ricevuto é cambiata dai tempi del Mezzovikingo. Stavolta si tratta di una lettera generica che racconta cosa-fare-nel-caso-che la Prole sia straniera.
Ad esempio, il MV si premura quasi subito di precisare che 'se il padre é svedese e la paternitá registrata, lo Skatteverket ce lo racconterá (prima o poi), e quindi della presente lettera ve ne potrete infischiare'. Qualcosa mi dice che parecchi padri svedesi han telefonato inferociti al MV, per esser stato leso e messo in dubbio il diritto dei propri discendenti a stanziare con Onore nel regno Gialloblú, e quindi il MV ha dovuto riformulare i propri messaggi.

Quello che trovo molto interessante, sono le istruzioni a seguire. Sebbene la lettera del MV ormai non ci riguardi piú, essendo il Mezzitalico a tutti gli effetti anche cittadino svedese, mi sono messa nei panni di una coppia in cui entrambi i genitori siano stranieri.
In tal caso, la lettera informa che 'la Regola é che il bambino avrá lo stesso tipo di permesso dei genitori'. Beh, mi pare anche di buon senso.
Una persona d'animo pratico pensa dunque, a questo punto: 'bon, io ho un permesso di 3/5/50 anni, vuol dire che automaticamente la creatura ne avrá uno uguale, cosí dice la Regola, no? Il MV sa benissimo che tipo di permesso ho (visto poi che ci ha messo diverse settimane per deciderlo), e basta solo che alla scadenza mi ricordi di rinnovare sia il mio, che quello di mio figlio. Servirá mica altro?'

Eh no, povero illuso d'un invandrare.
Ecco dunque la lista dei documenti che il MV impone ai genitori di nazionalitá EU di presentare (estratto sempre dalla stessa lettera). Aggiungo che il Vikingo l'ha letta basito.

* Un modulo da compilare nr 140011. 
e vabbé.
* Un certificato di stato di famiglia (rilasciato da Skatteverket), dove sta scritto chi sono i genitori
Questa é una prima chicca. 
MV ha saputo proprio da SV chi sono i genitori della creatura. Perché devo portarti una carta che ti racconta la stessa notizia che tu giá hai ricevuto dalla stessa medesima Autoritá statale in persona? Che te ne fai? Lo sai che tot alberi sono stati abbattuti, etc.?
* Una copia di un documento d'identitá della creatura. Se non ce l'hai sbrigati a farla.
Considerato che col Mezzovikingo sono passati diversi mesi prima che la sua identitá fosse registrata come (mezz-)Italica, qua stiamo proprio freschi. E per fortuna che siamo in EU, eh.

Infine, arriva il Capolavoro Assoluto del Bizantinismo, la Punizione Brutale e assurda per il Peccato Mortale d'esser invandrare, e d'aver figliato qui:
* Portaci una carta in cui si attesta che hai ancora diritto al Permesso di Soggiorno.
Si, avete capito bene. 
Voi dovete andare al MV, richieder loro una carta dove si attesta la vostra situazione quanto a permessi, e poi riportare loro quella stessa carta. Geniale, semplicemente un'Apoteosi della Burocrazia allo Stato Bestiale.
Qualcuno mi dica che non é vero, che non é necessario farlo, che é una burla. Credevo quasi d'aver tradotto male, ma il Vikingo mi conferma che ho letto giusto.

Epilogo Italico:
Come genitori stranieri, comincerete anche a pensare di far diventare mezzitalica tutta la vostra Prole, perché la Patria é sempre la Mamm la Patria. Un modo intelligente é rivolgersi all'Ambasciata d'Italia, che nel suo sito ha tutta la modulistica che serve, e vi consente di sbrigare le cose per Posta, dal momento che l'Ambasciata é nella Capitale, e voi state in quello sfigato del Paesello dell'Ultima Thule.
Quando dico sbrigar via posta, lo dico con certe limitazioni. Mentre i Bizantinismi burocratici svedesi sono proprio completamente tutti via posta, telefono, o internet (per l'apprezzamento della Puerpera, la quale per qualche settimana ha lati A, B e C non in ottima forma), quelli Italici preferiscono comunque i metodi piú tradizionali.
Cosí, nel Sito Consolare vi informeranno che dovrete spedirgli:
* il solito modulo da scaricare e compilare (e vabbé)
* uno stato di famiglia specifico dallo SV, firmato e timbrato dallo SV in persona (e non un documento qualunque, ma uno apposta tra i diversi possibili Stati di Famiglia ottenibili dallo SV. Vi dico subito che col Mezzovikingo avevo spedito quello sbagliato, che rispetto a quello giusto diceva le stesse cose)
* se non siete sposati, anche una copia del Riconoscimento di Paternitá (perché leggendo lo Stato di Famiglia mica si capiva chi era il padre del pargolo)

La cosa interessante é che con gli ultimi due documenti dovrete andare in giro a cercare un Notarius Publicus (e ringraziate il cielo che all'Ultima Thule ce n'é uno, figuratevi se abitavate a Sorsele) e farvi fare una cosa chiamata Apostille in inglese, la quale costa 600 corone e vi tocca andarla a richiedere di persona (peró cosí imparate sta parola nuova, Apostille, che fa culturale).
Dopodiché spedite e sperate che le carte siano state tutte corrette, sennó vi rifarete il giretto dal Notarius, ecchésarámai. Volevate o no tornare in forma dopo il parto?
All'incirca quando il pupo avrá compiuto i due anni, dal vostro ultimo Comune di residenza italiano vi arriverá una bella letterina: questa dará la fantastica bella notizia che finalmente la Creatura é stata registrata nell'Anagrafe Italica.
Uellá!



Tuesday, 24 January 2012

Peccati (Veniali) e Castighi (Bizantini)


Ormai piú di due settimane sono passate da quando la Famiglia Mezzovikinga ha aumentato il proprio peso demografico, e con questo ringrazio veramente di cuore tutti coloro che son passati di qua e hanno lasciato una parola gentile.
Nel frattempo i due fratelli, per evitare Conflitti d'Interesse ("jag vill inte ha den där bebisen!" dichiara ormai quotidianamente il Mezzovikingo), han deciso di dividersi equamente l'uso del Giorno e della Notte, mentre i Crepuscoli sono esclusivo appannaggio degli adulti e servono per procurarci un po' di energie sotto forma di anfetam cioccolata e havregröt. Perció la frequenza di aggiornamento del blog va in parallelo.
Sempre nel frattempo, mi é capitato di registrare una serie di Osservazioni sul fantastico Apparato Burocratico del Regno.

Quando nasce un neonato, dopo le ricuciture la puntura di vitamina K e la conta delle dita, i neogenitori vengono lasciati da soli un paio d'ore assieme alla nuova creatura, cosí per far conoscenza.
Un'infermiera solerte procura ai due adulti panini e caffé, presentati su un vassoio assieme ad una bandiera gialloblu.
La suddetta bandierina é il simbolo di quello che le ostetriche stanno facendo nel frattempo: garantire al neonato/a la sua futura e (quasi) certa sopravvivenza nelle vaste distese coperte di taiga.
In altre parole, stanno comunicando allo Skatteverket (SV, autoritá per le Tasse, ma anche Anagrafe) che un nuovo possibile futuro Contribuente é sbarcato nel Regno. Dopo pochissime ore, quando un'altra ostetrica del reparto maternitá verrá ad ispezionare l'utero della madre e le poppate del lattante, sará giá anche in grado di raccontarvi qual é il Marchio di Fabbrica del Pargolo: il Codice a barre per la sopravvivenza in Svezia, il famigerato Personnummer.
Altre Autoritá che vengono tempestivamente informate dell'Evento sono la Mutua (Försäkringskassan), sennó l'assegno del congedo ve lo scordate, i Servizi Sociali (ST) dove avete fatto la Conferma di Paternitá, e la Vårdcentral dove andrete a far pesare e vaccinare la Creatura per gli anni a venire.

Dopo una settimana circa, ricevete una graziosa letterina dello Skatteverket
Dopo un primo patema (non si sa mai che vi siete dimenticati di spedire la dichiarazione dei redditi) scoprite che con quella letterina siete invitati a comunicare il Nome, Nome di Mezzo, e Cognome dell'Erede alla suddetta Autoritá.
E qui ci si scontra con il primo Peccato di moltissimi Genitori svedesi (da una statistica sulle mie conoscenze é la maggioranza): non essere uniti in Matrimonio.
Quando nacque il Mezzovikingo, le Norme allora in uso prevedevano che si potesse scegliere tra il cognome del padre (Vikingsson), della madre (Itaglietta), o un altro per motivi da dichiarare. All'epoca noi scegliemmo Vikingsson per facilitá di pronuncia, estetica, e per evitare possibili discriminazioni dovute ad un cognome straniero.
Per Legge del Regno, siccome il Mezzovikingo é Vikingsson, anche il Mezzitalico deve esser Vikingsson. Siccome il bovino Computer Centrale dello SV non aspetta le carte del Socialtjänsten, né tantomeno controlla dentro i suoi propri dati che il Mezzitalico abiterá in una casa dove papá e fratello giá si chiamano Vikingsson, il suddetto bovino Tecnologico, (per semplificare, mi dicono!) mi onora di un modulo dove l'unico cognome possibile per il Mezzitalico é... Itaglietta! 
Questo per il mio Peccato Veniale di non esser sposata. In tal caso, il cognome materno é considerato l'unico papabile e, se si volesse cambiare, bisogna ordinare un altro modulo e far domanda apposta.
Lo SV perció:
* mi manda un modulo inutile, da cestinare  
* mi costringe a telefonare ad un impiegato umano, dopo una coda telefonica in cui io sono al n. 52 (il tizio conviene con me che il sistema é assurdo)
* mi costringe a sentire se il ST ha giá spedito allo SV la notizia che il padre c'é, e si chiama Vikingsson
* mi fa ritelefonare allo SV una settimana dopo per chiedere se le carte del ST gli son giá arrivate, e spronarli a mandarmi il modulo giusto per la scelta del nome (sennó mica me lo mandavano in automatico, stavolta).

Soluzione proposta
cari voi dello SV, 
tutto sarebbe molto piú semplice se faceste come mi raccontano si usa in Italia: papá e mamma vanno direttamente all'Anagrafe dopo la nascita dell'Erede, ne depositano il nome allo Stato, e il papá firma direttamente su un foglio che riconosce la Prole come sua, indipendentemente dallo stato civile. Riconoscimento di paternitá e Nome sbrigate in un colpo solo, insomma. Tanto non é il nome ma il personnummer quello che conta, e questo lo erogate direttamente al taglio del cordone, no?
Tenendo conto che la maggior parte delle coppie autoctone che conosciamo non sono sposate, un sacco di lettere e di telefonate inutili verrebbero evitate con questa semplicissima soluzione.
Ai Servizi Sociali lasciate solo il compito di occuparsi dei Casi veramente complessi, che giá in Svezia vedo che han qualche problemino a trattarli.

Ad ogni modo, superate queste prime e inutili bizzarrie burocratiche, la vita della coppia convivente non é per nulla dissimile da quella sposata, che ci sia prole o meno, come racconta concisamente Fiammetta in questo post, e perció il Peccato di viver nel Peccato alla fin fine é solo un Peccato Veniale.
Il Mezzitalico e il Mezzovikingo godono dunque degli stessi diritti e condizioni dei figli di una coppia sposata. Certo che sarebbe una gran bella cosa evitare di far code al telefono...

I veri Peccati, e le rispettive, bizantinissime Punizioni, devono ancora esser descritti. Un po' di pazienza fino al prossimo post.



Sunday, 27 November 2011

Terra e Sangue

Sospetto che qualcuno creda mi stia riferendo al popolarissimo Blodpudding, un oggetto alimentare di colore molto scuro e piuttosto amato dai bambini, che ancora non hanno pregiudizi sugli ingredienti.
Mi risparmio invece questi particolari splatter delle cucina svedese, e faccio un salto piú giú, ad ascoltare le parole di un Anziano Saggio di una Repubblica ipoborea.

Si sa, oggi é il primo d'Avvento, e tra non molte settimane c'é chi crede che si debba festeggiare il compleanno di qualche Bambino nato in condizioni d'irregolaritá familiare e domiciliare in regioni un po' sperse del Mondo allora conosciuto.
Sará forse per questo che il Vegliardo della sopracitata Repubblica ha proposto che i Bambini di genetica straniera, ma nati sul suolo del Belpaese, debbano essere accolti come legittimi Cittadini anziché usati come Prede dalla vischiosissima Burocrazia Italica.

Come funziona (se funziona) invece in altre bande dimenticate del mondo civilizzato, come ad esempio in Svezia?

Allora, in Svezia fin dall'Inizio dei Tempi c'era il Migrationsverket,
e il Migrationsverket era presso Dio
e il Migrationsverket era Dio
e spostava le greggi degli esseri umani nel Cielo e sulla Terra, e qualcuno li lasciava in qualche sobborgo di Malmö o Jörn abbandonati a se stessi, e altri li accoglieva a braccia aperte alla Sua Destra, e altri li sbatteva in un aereo per un Paese sbagliato, o per un Paese dove non c'erano piú amici né parenti anche se ormai avevano l'Alzheimer galoppante, o ancora divideva le famiglie a suo piacimento, perché le Tavole della Legge sono Legge e io sono il Migrationsverket Dio tuo e faccio proprio la pippa che mi pare et l'humana pietas la lasciamo all'Imperfezione umana.
E tutti questi comunque andasse, dovevano essere sommersi di tonnellate di carta e lettere per dimostrare che il Migrationsverket é sí grande et omnipotente, ma pensa a loro comunque.

Come tutta sta carta? Ebbene si, nonostante gli Svedesi ammirino i tedeschi fino all'invidia piú verde, non ne hanno ancora copiato gli usi piú efficienti.
Se in Germania, almeno come cittadino EU, vuoi un permesso di soggiorno, presenti tutte le carte necessarie, un impiegato valuta che siano tutte e tutte a posto, paghi il bollo e nel giro di un paio d'ore hai la tua bella tesserina della Bundesrepublik.
In Svezia tu vai, presenti le tue carte, un impiegato le ficca sopra un mucchio di pratiche e ti saluta.
Dopo una settimana, ti manda una letterina con due fogli di carta di cui uno bianco (carta ecologica, peró!), per raccontarti che hai presentato domanda (si sa mai che hai, appunto, l'Alzheimer e te ne sei dimenticato). Dopo un imprecisato numero di settimane, ti arriva un'altra lettera dove, se ti va bene, ti raccontano che hanno deciso nella loro infinita bontá di accordarti il succosissimo Permesso di Soggiorno (che allo stato attuale si chiama, per i cittadini EU, Registrazione di Soggiorno, Registrering av uppehållsrätt), e perció ti manderanno una tesserina di plastica che lo attesta.
Dopo un altro po' di tempo, ti arriva una terza lettera contenente la tesserina di plastica.
Semplice, no?

Ma vedo che ho divagato, perció torniamo ai bambini.
Se tu sei cittadino straniero, e ti metti in testa di fare figli in suolo Iperboreo (ovviamente per sfruttarne il favoloso welfare, come certi assumono), che succede? Analogamente alla controparte Italica, che celebra la Famiglia piú che il Territorio, anche qui é il richiamo del Sangue che ha piú peso.

Allora: se entrambi i genitori non sono svedesi, la Cittadinanza e i suoi diritti sono una faccenda che unicamente concerne lo o gli Stati di cittadinanza dei genitori. Se il bambino proprio ci tenesse, deve dimostrare di essere in possesso di permesso di soggiorno (uppehållstillstånd) permanente, aver abitato qui per almeno 5 anni, e non aver compiuto i 18. E poi, deve versare anche dei soldi per questo, che per gestire tutti questi incartamenti fan sempre comodo. Immagino che il permesso di soggiorno permanente dipenda dalla situazione genitoriale.
Insomma, una bella pacca di carte.

Se solo uno dei genitori é svedese: qua dipende se é la mamma o il papá ad esserlo. Siccome la madre biologica é sempre certa, mentre il padre no, basta che la mamma sia svedese perché il pargolo automaticamente ottenga il Privilegio della Cittadinanza (non chiedetemi come fanno le coppie omosessuali miste perché non lo so), questo indipendentemente che la coppia sia sposata o meno.
L'ultimo particolare non é da sottovalutare perché in Svezia le coppie che vivono nel peccato sono tantissime, compresa la Famiglia Mezzovikinga.
Quando invece é il Padre ad essere l'unico Discendente Puro dei Vichinghi?
Il problema non si pone se l'Unione dei genitori é stata santificata da una qualche Autoritá religiosa o civile: nonostante certi studi affermino che una buona percentuale dei figli di sposati abbia un padre diverso dall'ufficiale, in una situazione matrimoniale la Prole diventa Svedese di diritto.
Se invece siamo di fronte ad una scellerata et promiscua Convivenza, la svergognata madre deve provvedere ad almeno due Condizioni: primo, far nascere il Frutto del Peccato in suolo Svedese; secondo, il Donatore di Materiale Genetico Vikingo deve mettere su carta, di fronte ai Servizi Sociali, la sua garanzia d'esser veramente Padre dell'Infante. 
Quando l'infante effettivamente verrá al mondo, la sua Presenza verrá confermata ai suddetti servizi sociali, all'Anagrafe e alla Mutua che comincerá a versare ai genitori l'Assegno. E anche, di conseguenza, al Migrationsverket nel caso ce ne fosse bisogno.

E ció fu quanto facemmo noialtri per la nascita del Mezzovikingo: incontro con una simpatica signora dei Servizi Sociali (e un po' di carte) a panza ormai arrivata al capolinea, piú una visita al Förlossning Avdelning dell'Ultima Thule (in territorio considerato svedese, sebbene sia nel Norrland) quando fu ora per me di perdere un po' di Kg di troppo.
E cosa successe dopo? Dopo circa una settimana dall'Evento, il neonato Mezzovikingo ricevette un'ingiunzione del Migrationsverket a far domanda di Permesso di Soggiorno, incuranti del fatto che al limite, lui giá era cittadino EU.
Insomma, Dio seppe quasi tutto da subito, ma non si era nemmeno degnato di aspettare che le altre Myndigheter gli comunicassero il resto delle informazioni. Non sia mai che nel sovrappopolato Norrland ci si ritrovi con qualche Intruso di troppo.

Monday, 3 October 2011

Bilinguisti masochisti, confusi, e un po' sadici.




Nel post precedente parlavo di come il Mezzovikingo avesse cominciato un nuovo appuntamento settimanale extradomestico con la Favella dei Mari del Sud.
Naturalmente, dopo solo un mese é ben difficile misurarne gli effetti.
Ciononostante, ho la lieve sensazione che il nanetto usi l'italiano un po' piú spesso e volentieri di quanto facesse in precedenza. Se in passato la conversazione col padre si svolgeva senza grosse eccezioni quasi solo in svedese, adesso il ragazzino deve aver maturato la convinzione che entrambi i genitori capiscano perfettamente entrambe le lingue allo stesso modo. Nel tentativo disperato di rendere il mio consorte un po' piú indipendente quando scendiamo in terra italica, mi capita di apostrofarlo in quello che gli esperti chiamano mixed code: in soldoni, svedese condito di espressioni tipiche italiche ammiccanti e di facile memorizzazione.
Capita perció che il Vikingo si ritrovi a infilare Ciao Amore, Latte, Gamberetti, Prosciuttocrudo o Crocchette (chissá perché Cibo e Ammore sono i soggetti preferiti, a scanso di stereotipi) in mezzo alle sue frasi, incluse quelle rivolte all'Erede, per poi accorgersi del pasticcio e correggersi in Rikssvenska.
Il succitato Erede coglie, come detto, la palla al balzo e ripaga l'incauto genitore con la stessa moneta, incurante del fatto che le competenze linguistiche del Vikingo giacciano a livelli sotterranei rispetto a quelle del figlio.

Ne derivano perció scenette molto divertenti (almeno per noi), in cui l'aspetto del Vikingo non é proprio dei piú intelligenti, e che si possono classificare in diverse categorie (lascio lo svedese come sta, sennó l'effetto é intraducibile):

1) Ma-sei-tonto?

M: Nu tar vi l'Impasto och gör una Torta
V: tar vi vad? (prendiamo che? ndt)
M: l'Impasto!
V: l'im.. vad??
M: L'IMPASTO, pappa, L'Impasto!
V: säg det på svenska (dillo in svedese, ndt)
M: L'IMPASTO!!
V: på svenska, jag förstår inte ( in svedese, non capisco! non é neanche una balla, ndt)
M: l'Impasto!
V: ....
M: och gör una TORTA, pappa, una TORTA!

Questo tipo di conversazione offre variazioni sui temi piú svariati.

2) Siamo-Figli-dell'Europa

Ecco lo stralcio di una scenetta risalente al sabato scorso, dentro un negozio di vestiti. Il Vikingo si sta provando un giaccone e mi chiede un parere. Lo esprimo, positivo e forbito.
Irrompe l'Erede, col lapidario giudizio:

"Det är en jacka blu scheisse, pappa!" 

Un Vikingo avvilito rinuncia all'acquisto.

(per spiegare: piú di tre anni di soggiorno in Teutolandia han prodotto l'effetto che io, in situazioni esasperanti, esclami spontaneamente Scheisse! al posto di un piú elegante mérde o simili. Il Mezzovikingo ogni tanto usa l'espressione teutonica senza alcun apparente input o pretesto)

3) I'm-a-Rebel

Ci sono situazioni in cui lo Svedese risulta una lingua troppo blanda per esprimere sentimenti forti.
Il Mezzovikingo evidentemente considera il Vasino e il Water Creature di Satana, perció é ancora affezzionato ai pannoli. Tanto affezzionato che non li vuole cambiare, all'occorrenza.

Capita perció che:
V: Mezzovikingo, kom nu och byter blöja! (adesso vieni e cambiamo il pannolino!, ndt)
M: Nej pappa! Jag vill inte byta! Jag vill ha CULETTO TUTTO ROSSO CHE FA MALE!

Il padre, che non ha la piú pallida idea sull'ultimo pezzo di frase, continua imperterrito ed ignora le istanze autodistruttive del figlio, il quale risponde ostinatamente con la stessa espressione almeno altre due o tre volte.
L'effetto é troppo comico per convincermi ad intervenire.

Tuesday, 27 September 2011

La Maestra e il Mezzovikingo




Un pallido Lunedí di Settembre uno scontrosissimo Mezzovikingo riceve la visita di C. all'asilo.
Quando gli viene anticipato l'Evento, il ragazzino, che é un gran conservatore come la maggior parte dei coetanei, fa la stessa faccia di Andy Pipkin in Little Britain. Se parlasse inglese direbbe con la stessa cadenza I dond like id (Computer says no sarebbe un'altra versione altrettanto informativa del suo stato d'animo).
C. ha una chioma lunga come la Mamma, ha la fama di musicista metal (e per questo riscuote il vivo interesse di due inequivocabilmente tatuatissimi pedagoger dell'asilo), é sempre di umore sgargiante e, cosa piú significativa, si rivolge a lui nella stessa favella della mamma. Un attimo di smarrimento in questo mondo assolutamente svedese, con annessa contaminazione nasale del Norrland, é anche concesso.
Si dice che il primo incontro tra C. e il biondiccio Nanerottolo sia stata con la seguente conversazione (grosso modo):
"Ciao Mezzovikingo, io sono C.!
Mi han detto che sai l'italiano, tu mi capisci quando parlo?"
"Nej!"  
(il solito ballista, insomma)

Per farla breve, il Mezzovikingo da quest'autunno ha una Maestra tutta sua, un'entusiasta maestra di Modersmålundervisning (insegnamento della madrelingua, qualora questa non sia lo svedese). Un'ora alla settimana, rigorosamente in italiano, di giochi, letture e conversazione.
La legislazione svedese concede questo diritto (che non ha costi extra e che si acquisisce dai tre anni) ai quei bambini in etá scolastica o prescolastica i quali abbiano un contatto quotidiano con una seconda lingua, a causa di uno o entrambi i genitori non madrelingua svedesi.
I prerequisiti sono che i marmocchi abbiano delle conoscenze di base nella seconda favella. Durante le scuole superiori si mantiene lo stesso diritto, ma lo studente deve dare anche il suo consenso. Se non gli/le interessa, é chiaro che non se ne fa nulla.
Il sito del Comune informa che nell'Ultima Thule ci sono circa 1450 bambini che ne usufruiscono, divisi tra 75 insegnanti e 33 lingue. L'Ultima Thule é evidentemente piú varia di quel che sembra a primo acchito.

Nella piccola Ultima Thule gli italici hanno di loro una concentrazione al limite dell'omeopatico. Se si contano quelli con figli, questa scende. Se si contano quelli con figli che effettivamente fan richiesta di modersmålundervisning, arriviamo alle soglie dell'invisibilitá. 
Nonostante questi bimbi abbiamo il diritto a quest'ora, ce ne vogliono almeno cinque per poterla realizzare materialmente, altrimenti il Comune non puó sobbarcarsi l'onere. C. mi ha spedito una lista in cui ci sono quattordici bambini in tutto nell'Ultima Thule, tra asilo e scuola, che si sono avvalsi di quest'opportunitá.
Il quorum é raggiunto. 
Il Mezzovikingo tra loro é il piú piccolo, e io so che in realtá ce ne sarebbero altri, coetanei, i cui genitori peró hanno deciso di non utilizzare questo servizio.
È anche necessario trovare una persona che voglia fare da insegnante, e che abbia un minimo di competenza a riguardo: i piccoli scolari sono spesso dispersi in scuole e asili in quartieri diversi, e l'insegnante deve avere anche il tempo e i mezzi per spostarsi in modalitá frammentaria.
Per fortuna, nel caso dell'italiano ha funzionato anche questa volta.

Il Mezzovikingo (per gentile Concessione sua, e indiscusso entusiasmo dell'insegnante) ora é felicissimo di incontrare C. ogni lunedí. Quest'ultima ci riferisce che il nanetto parla volentieri italiano con lei, e che questa situazione non é data per scontata, dal momento che altri piccoli mezzivikinghi dell'Ultima Thule spesso fan scena muta per diverse settimane.


 
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