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Friday, 21 June 2013

Sogno di una Mezza Notte d'Estate

Questa, stando alle piú recenti app disponibili, é stata tra le notti piú corte dell'anno, (il che si capisce scientificamente subendo osservando il Ciclo Circadiano della mia Prole, ad esempio).
Poiché a causa di un'unica Congiunzione Astrale il Cielo del Norrland era pure limpido, ecco alcune fasi del fenomeno in progressione.
Si ringrazia il Mezzitalico per il supporto logistico offerto durante le ore piccole.

C'é ancora tempo per la grigliatina. Ore 22:23 



Il tramonto, passato da quattro minuti. Ore 23:07.




Il Momento di Mezzo, e culmine d'Oscuritá: ore 00:38.


Un po' piú tardi, al lato opposto della stuga: Elisa avrebbe dovuto cambiare il titolo di una delle sue piú riuscite canzoni. Il cielo si prepara per un'Alba a Nordest, ore 01: 29.



L'Alba arriverá quasi nemmeno un'ora dopo, alle 02:17. Qui peró, egrazziaddio, il Mezzitalico ha interrotto la sua collaborazione, e riferito che, se volevo svegliarmi di nuovo per immortalare tal trascurabile e quotidiano evento, avrei dovuto farlo senz'aiuti da parte sua.

Buona Midsommar a tutti.

Tuesday, 23 April 2013

La Barchetta

Row, row, row your boat,
Gently down the stream.
Merrily, merrily, merrily, merrily,
Life is but a dream.


Mentre un famosissimo Stato Mediterraneo riprende il suo torpido Letargo popolato d'Incubi, l'Ultima Thule continua nella sua fase di Risveglio, accelerata da quelle che qua vengon dette, senza alcun'apparente ironia, temperature primaverili, ossia quelle comprese tra zero e dieci gradi Celsius: quelle che bastano, ai sensi del Norrlandese, per liberarsi dalle cuticole invernali, mettersi in maniche corte in piazza a sfoggiare le cruditá, comprare decine di vasetti di viole pansé, ed inaugurare l'Epopea dell'Idrocarburo Aromatico Policiclico, ossia della Grigliata.
Nel giro di un paio di settimane i miei concittadini riscoprono geografie dimenticate e ricoperte da mezz'anno di nevi grigiastre, riscoprono l'esistenza del colore verde marrone e sognano perció di ampliare le proprie tavolozze. La Natura corre timidamente in aiuto con le Tussilago e i Crocus (qui sotto una primizia catturata in stuga):



Se l'animo romantico et gentile che si annida in qualche anfratto del mio neurone mi fa apprezzare cigni e fiorelletti come segni preferiti del cambio di Stagione, quell'altra parte chimica mefitica et sientifica del mio Essere non puó fare a meno di registrare i Cambiamenti di Stato del monossido d'hydrogeno, se non altro perché se n'é accumulato parecchio nei mesi precedenti.
Lo strato di ghiaccio che copre il mare davanti alla stuga ha le ore contate, e presto sará di nuovo disponibile per quei corroboranti bagnetti che allietano il cosiddetto 'inverno verde'* dei Norrlandesi. Poiché quest'ultimi sono tremendamente putibondi, e diciamo pure inetti nel promuovere le bellezze della loro Terra presso il pubblico, m'accollo io quest'impegno, e assicuro che nella stagione giusta il Norrland offre infinite spiagge candide e acque di splendore cristallino:



(A chi osasse mettere in dubbio la mia ultima affermazione consiglio serenamente di dare una ripassata ai propri vecchi testi di Fisica delle superiori, eh.)

Un altro importante Luogo d'Acqua dell'Ultima Thule é sicuramente il grande ed oscuro Fiume che l'attraversa, serpente testimone di incaute immersioni e pesca di frodo a salmoni ripieni di diossina. Anche il Fiume si cala una coperta di ghiaccio quando arriva l'inverno, e se la toglie a pezzi piú o meno in questo periodo, proprio quando i gabbiani  fan ressa sulle sue rive per disputarsi i resti degli hamburger del sabato sera.
L'Evento del Disgelo del fiume é atteso con una curiosa scommessa: dal 1966, ogni inverno gli Ultimathuliani usano calare su un certo punto del ghiaccio del fiume una curiosa barchetta a vela dall'esotico e pretenzioso nome di UmanRiver, costruita con due canoe e una veletta piena di pubblicitá. Contemporaneamente é possibile scommettere sul momento del Disgelo, segnato dal veleggiare della barchetta, non piú ferma nei ghiacci, verso un traguardo un po' piú a valle.
Ignoro se chi vince venga ricompensato per l'acuta previsione, ma gli organizzatori dell'Evento assicurano che l'incasso dei biglietti viene devoluto a scopi benefici. Quest'anno é la ricerca sul cancro ad aver tratto vantaggio da questo Segnale di Primavera, che ha avuto luogo dunque il 21 aprile alle 14.28, perfettamente nella norma se si guarda la tabella nella pagina dedicata in Wikipedia.


* l'interessante definizione dell'estate nordica come 'inverno verde' fu data dalla prima Regina Bernadotte di Svezia, la francese Desirée o Desideria, la quale nel suo grande Amore verso la sua patria adottiva dichiaró che in Svezia vi sono solo due stagioni: l'Inverno Bianco, e l'Inverno Verde. E tutto che non abitava neppure nel Norrland.

Wednesday, 17 April 2013

Segnali di cambiamento

Questo non é, dato il titolo, un post politico.
Nemmeno é l'annuncio di qualche Novitá Demografica (come m'era riuscito di fare all'annuncio del Mezzitalico), perché qui il laboratorio artigiano s'é pensionato e se avessimo ancora prole andrebbe a finire che posto sul blog una volta ogni dieci mesi.
Questa settimana dó ufficialmente l'Annuncio dell'Arrivo della tanto sospirata Primavera nelle lande dell'Ultima Thule:
qui la primavera non arriva il 21 marzo, come gl'infingardi Astronomi vogliono illudere;
e nemmeno quando c'é una, almeno una settimana di temperature sopra lo zero Celsius, come i beffardi Metereologi svedesi vogliono farci credere;
e non gli alberi in fiore, che appena cade il primo petalo é giá autunno;
e non le prime gemme degli alberi, perché le lepri e i caprioli se le son mangiate durante l'inverno:


(qui quel poveraccio del Melo, che evidentemente se la spassa peggio del suo collega descritto da Daniela)


la Primavera arriva nei mattini di nebbia coi Cigni selvatici, le Gru (cosí amate dai contadini!), e le Oche del Canadá sui campi ostinatamente innevati :



e anche con le graziose Pavoncelle (Vanellus vanellus, Tofsvipa per i miei concittadini), che indugiano sospettose all'ombra dei grandi volatili, e cercano un buco di terra per far nascere i loro pargoli.


Puntando il naso all'insú, le lunghe e precise formazioni a V veleggiano oltre la nebbia del mattino, e scaldano i cuori intirizziti degli Ultimathuliani dopo il Grande Letargo.

Monday, 18 March 2013

La Cometa Panstarrs non esiste

Il cielo dell'Ultima Thule fa quel che gli pare, sapevatelo.
Nonostante il soggiorno in stuga, con tramonti d'oro e cristallo ed un soffitto siderale appena appena velato da qualche cirro di passaggio, la tanto declamata Cometa Panstarrs ha deluso l'unica fessa interessata dell'Ultima Thule che ostinatamente ha tralasciato la serale schiavitú dei fornelli per cercare di vederla.

Se proprio volete vedere l'effetto che fa il Sole ai corpi celesti che passano nella sua sfera d'influenza, esistono comunque manifestazioni molto piú interessanti (ed anche un pelo piú frequenti) ammirabili dalle mie parti.
Ecco dunque una meravigliosa Aurora Boreale, una Norrsken, che ieri sera ha infiammato di danze pallide e remote tutta la Volta Celeste.
Si dice che l'Aurora possa emettere suoni. 
Alcuni sostengono che é una pia illusione, altri giurano di avere udito l'accompagnamento musicale a queste Danze. Di solito non ho mai sentito nulla, ma ieri sera avrei creduto di percepire un lungo, profondo e distante richiamo di corno di caccia, un soffio leggero sull'orlo di un tubo di metallo, che forse null'altro era che il sibilo del vento tra le dune di ghiaccio e neve sul mare.

La danza é iniziata dopo cena, con le solite (noi all'Ultima Thule possiamo permetterci di usare il termine solite) cortine verde pallido bordate di lilla, da un canto all'altro del cielo, ondeggianti sinuosamente da est a ovest, e provenienti da Nord come usano fare. Verso le 22-23 l'intensitá delle luci é sbiadita leggermente, ma il valzer s'é tramutato in una performance disco lisergica, con fiamme bianche lampeggianti furiosamente sopra il nostro tetto per almeno un paio d'ore. Nessuna immagine rende giustizia a quest'ultimo, imponente spettacolo, e la tecnologia a mia disposizione non mi permette video decenti.




Note tecniche:
Le foto sono state prese con ISO a 1250, e un altro parametro a 0 (non chiedetemi che cos'é, a parte che é simbolizzato da un anellino verde).
Ho pure provato a tenere la macchina ferma con una specie di treppiedino, ma quest'ultimo é assolutamente insufficiente quando posato sulla neve vaporosa a -10, e completamente inutile se l'aurora da fotografare sta proprio sopra le vostre teste. In questo caso le mie mani tremolanti dal freddo giustificano le immagini mosse della corona. Se qualcuno di passaggio qui ha qualche buon consiglio tecnico (a parte: 'comprati un treppiede decente'), sono bene accetti.




Sunday, 23 December 2012

La Fine del Giorno



Il giorno 22 Dicembre dell'Anno corrente, il Sole, d'accordo con uno dei suoi pianeti, ha decretato che all'altezza dell'Ultima Thule fa sufficientemente freddo e quindi é l'ora di tirarsi in branda giá qualche minuto prima delle 14:


Il gelo artico stende le sue dita trasparenti sul Golfo di Botnia, il termometro scende, il ghiaccio si stende con silenziosa calma sul mare cinereo (in questo link offerto dall'istituto metereologico nazionale, l'SMHI, si puó avere un aggiornamento quotidiano del suo progresso).
I virus strisciano beffardi nella mia gola alla Vigilia della Vigilia di Natale, e le mie membra rabbrividiscono al vedere in TV le gioiose gesta di un gruppo di esaltati pazzoidi esultanti norrlandesi, in un paesetto a nord dell'Ultima Thule, mentre confortano le proprie nude membra portandole dai -34 gradi dell'aria, ai +1 dell'acqua del fiume.

Caldi (é un eufemismo) Auguri di Buon Natale a chiunque bighellonerá da queste lande prossimamente.



Friday, 30 November 2012

Caccia all'Ottobre Rosso

Nella viscosa grigitá/oscuritá/stanchezza di novembre, quando ormai l'autunno é un tiepido ricordo e l'Avvento coi suoi colori e le sue luci un sogno inseguito ad occhi socchiusi (dal sonno), tiro fuori un paio di ricordi dell'Autunno che fu, e per ritemprarmi lo sguardo, metto il Rosso come colore principe della Stagione passata.
Grazie al cielo, e alla terra, e all'acqua, la stuga é circondata di Piante da Bacche:

la fluorescenza del Ribes Rosso (rödvinbär):




Le lanterne rosse dell'Uva Spina (krusbär):




la sensualitá del lampone (Hallon):




L'opulenza del Mirtillo Rosso (Lingon), indecorosamente destinato ad un epilogo in vasetti di vetro, e accompagnamento di palt. Sic transit gloria mundi.




L'annata sprecona del Sorbo (Rönn), che quest'anno ha infiammato i paesaggi dell'Ultima Thule, per la gioia dei beccofrusoni e altri loro amici pennuti. Vediamo l'Oracolo che annata di neve prevede. Per adesso siamo un po' scarsi.




Senza dimenticare l'eccezionale raccolto di mele, inaugurato quest'anno nel giardino della Stuga. Questa qui sotto é stata l'unica rimasta. Misurerá, se va bene, quattro centimetri di diametro. Il profumo, peró, compensa. Nessuno ha avuto la crudeltá di mangiarla.




Piú in basso, nella terra, qualche fungo.
Una Russula (Kremla) di una qualche specie tra le centinaia della famiglia:



Una molecola molto conosciuta Amanita Muscaria (röd flugsvamp), quella i Vikinghi mangiavano per andare in Berserk (se a qualcuno interessasse). È notevole osservare che, mentre la versione tedesca di Wikipedia ne parla con dettagli, quella svedese si guarda bene dal svelare ai suoi concittadini questi peccatucci del passato.



Qui pronta per essere raccolta




Qui, invece, assistiamo al fenomeno cosiddetto Non é mai troppo Tardi. Questa liliacea da giardino ha aspettato le prime brinate d'Ottobre per regalare la visione dei suoi augusti fiorellini.





Dopodiché, il termometro é calato ancora e, durante una calma nottata, le acque del mare hanno cominciato il loro letargo.



Novembre ormai é greve di marciume congelato, notti infinite e mezzogiorni crepuscolari. 
Un'Orda di un centinaio di Beccofrusoni ha saccheggiato la gloriosa Corona sanguigna dei Sorbi, ed ora i loro rami spogli guardano la riva del mare, facendosi accarezzare dai rari fiocchi di neve.
L'unico a cui tutto ció fa un baffo, é l'instancabile Mezzitalico, ribattezzato anche Kintaro (...The -japanese-legends agree that even as a toddler, Kintarō was active and indefatigable, plump and ruddy...), che si sveglia con enorme entusiasmo alle quattro di mattina, e non si cura se é notte o giorno. 
D'altronde, come dargli torto? Qualcuno vede forse la differenza?




Monday, 22 October 2012

Mo' si ricomincia

Dopo un paio di mesi di trepidante attesa, finalmente l'Ultima Thule ha rivisto una prima spolveratina del suo adorato elemento, stavolta la tempistica é come deve essere.
Anche questo autunno é passato.




Thursday, 4 October 2012

Botanisera mera, 2012

Botanisera, in svedese, indica l'atto del ricercare e selezionare minuziosamente qualcosa in mezzo a un mucchio di qualcos'altro. Questo qualcosa, puó, effettivamente, riguardare degli oggetti botanici.
Poiché gli oggetti botanici sono una delle mie personali fissazioni, ecco un po' una selezione delle novitá che ho trovato in questa breve e piovigginosina Stagione Verde 2012, che si sta chiudendo inesorabilmente in questi giorni.

Come mi accade di lamentarmi raccontare spesso, la Stagione Verde nel Norrland é di una brevitá imbarazzante. Il rigoglio che sprigiona assume quasi tutte le sfumature dell'arcobaleno, per compensazione.

Fields of gold (graminacea molto infestante):



Fields of pink (la solita, sempre amata Mjölkört, Chamerion Angustifolium o Camenerio per noialtri)



Fields of violet: (Blåklocka, o campanula)


A luglio il Venerabile Consiglio delle Stughe decide di tagliar l'erba a bordo strada. Ecco qualche vittima ripresa prima del suddetto sacrificio:
Una, credo, Klockpyrola (Pyrola media):


Una qualche specie di orchidea, credo una Dactylorhiza (in svedese spesso dette Nycklar, o chiavi, di solito appartenenti a qualche Santo)



I Tranbär, o Cranberries (che in italiano hanno un orrendo nome da batterio: Ossicocco), scampano la falciatura grazie alla bassa statura, nonché alla vicinanza a zone molto umide. In autunno matureranno le piccole perle rosse, attaccate ognuna all'estremitá del proprio Filo, e sprofondate negli Sfagni quasi a nascondersi:


Un altro amante delle zone umide é il Pors (Myrica gale). Qui sotto un esempio delle primaverili inflorescenze femminili:



Qui sotto le sue glauche foglie profumate.
Il Pors offre un bellissimo e storico esempio di disinformazione scientifica mirata, effettuata a biechi fini commerciali. Secondo la Wikipedia svedese, fino al 1400 questa pianta era usata nei Paesi nordici al posto del luppolo per aromatizzare la birra. Arrivati al 1400, una multinazionale dell'epoca, la Hansan, che dominava il commercio del luppolo nel resto dell'Europa, decise di spargere la calunniosa voce che il Pors era velenoso e quindi doveva essere abbandonato a favore del luppolo.
In realtá il Pors é ben che innocuo, e pare che attualmente sia birraioli domestici che un noto birrificio stiano sperimentando nuovamente con l'arbusto per provare nuovi sapori.


Accanto al Pors e alle bacche d'Ossococco vivono volentieri la Topplösa (Lysimachia thysiflora)



e il rosso Kråkklöver (Cinquefoglie delle paludi, o Potentilla palustris):




Cinquanta Sfumature di Porporetta: ecco a voi il Compendio di Vita Sessuale dell'Abete Rosso:

Androceo:


 Gineceo:




Reparto maternitá:



Ospizio (non é un paese per vecchie):


A scuola mi hanno insegnato che i muschi no, non fanno i fiori. Beh, peró ci provano (per i curiosi, questi sono gli apparati riproduttivi maschili del muschio Polytrichum juniperinum):



A qualcuno piace a mollo, come a questa Vitstjälksmöja (Ranunculus aquatilis baudotii), ad esempio:



E a qualcun altro piace approfittarsene, come questa specie di Eufrasia, o Ögontröst, (ho rinunciato a vedere esattamente quale), che vive a spese dell'erba:


Un fiore per tutte le stagioni. Le violette a primavera (a giugno, cioé):



A luglio, le graziose campanuline della Linnea (Linnaea Borealis) che omaggia col suo nome la migliore amica del Mezzovikingo ed un insigne scienziato svedese:


Alle soglie dell'Autunno, l'Erica, o Ljung (Calluna vulgaris):



La smetto, ma con l'immagine di un fiore dal colore del Sole, la Linaria Vulgaris, o Gulsporre.
Ora che l'Autunno é ormai inoltrato e l'Oscuritá ha cominciato a risucchiare i raggi radenti dell'Astro, questo colore ci mancherá un po'.




 
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