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Tuesday, 17 May 2011

Satans Blogspot

Perché Satans-Jävla-Blogspot non fa vedere tutti i commenti che mi sono arrivati al post qua sotto?? (i quali, giuro, mi sono stati regolarmente notificati via mail).
Adesso prendo e gli scrivo un' Arga Lapp.
Scusandomi con chi ha scritto e non vede il suo commento qui (io non censuro mai, giuro!).

Wednesday, 11 May 2011

Anche gli Svedesi nel loro piccolo s'incazzano

Vivere all'estero, o entrare in contatto con gente che non é nata nel tuo stesso comprensorio amministrativo, puó essere estremamente emozionante ed interessante (spännande, dicono gli svedesi), ma anche portar con sé il rischio di imbattersi nei piú bizzarri ed ingiusti stereotipi che i vari gruppi si affibbiano l'un con l'altro.
Ad esempio, la mia origine italiana fa sí che tantissimi svedesi si aspettino che io conosca a menadito tutte le caratteristiche organolettiche, i nomi, i soprannomi e la collocazione geografica di qualunque tipo di Vino che la Penisola produce. L'amara veritá é che io di vini proprio non ne so nulla, eccetto saper distinguere tra un rosso, un bianco, un rosé, e uno con le bolle (quest'ultimo dopo averlo aperto): potrebbero darmi una soluzione alcolica di succo di mirtillo dicendomi che é un pregiatissimo Montignac Bourgugnon de la Seine annata 2001 (la migliore), che io proprio me la berrei senza sospettare nulla.
Allo stesso modo, molti italici credono di essere passionalissimi e appioppano agli scandinavi un'ingiusta reputazione di personaggi freddi, carichi di self-control e political correctness.
Ebbene, devo svelare che non é proprio cosí. Se lo svedese a parole é imperturbabile, sulla carta riesce ad esercitare istinti talmente selvaggi e bestiali che farebbero impallidire i vecchi Vichinghi col Berserk da funghi allucinogeni. Con sulla carta intendo dire che questo tipo di comunicazione viene praticato preferibilmente tramite messaggini.
Me ne sono resa conto quando m'é capitato di sfogliare uno dei blog succursali di un giornale locale, detto Arga Lappen, o Foglietti Arrabbiati. Questo sito é una miniera sociologica di interessanti informazioni sulla vita relazionale pubblica dei miei ospiti. Alcuni di questi frutti letterari sono dei capolavori dell'Arte della Maledizione.
Qualche esempio, tratto dalla fonte sopracitata (la mia traduzione degli insulti é libera, ed adattata al gergo italico, il quale riferisce volentieri ai genitali. Lo Svedese usa invece riferimenti al Diavolo e all'Inferno in diverse forme e sfumature) :

 "abbassa il volume e cambia canzone. IDIOTA!" 
"che canzone vuoi sentire? Ma se non abbasso il volume non puoi sentire nulla, IDIOTA!"


"A te che hai rubato il nostro narghilé!! Abbiamo l'herpes anale in bocca. Speriamo che venga anche a te!"


"Hej tu che m'hai rubato le mele! :) 1- spero fossero buone; 2- le ho leccate; 3- Ho l'herpes! Buona giornata :)"


 "Caro nuovo vicino fumatore! Ho avuto il piacere di raccogliere per tre settimane le tue cicche, che tu quotidianamente butti sul mio balcone. Ho notato che di solito fumi la marca Prince. La prossima volta che ti procuri tabacco e sigarette, ti raccomando caldamente che invece ti compri VELENO PER TOPI E MUORI, SCHIFOSO BASTARDO!"

Questa é di una bimba di sei anni, irritata con la madre. Pensatela in inglese:



 "Ben parcheggiato, tu maledetto schifoso testa di c.. C'era un bel po' di neve. Muori bastardo schifoso"


 "Sono cosí incazzato!! Chi é che beve il mio c.. di latte ogni maledetto giorno? Smettila! Tocca e muori! Nel Norrland noi tiriamo fuori i coltelli! Ubriacati!"


"Siccome stai leggendo ció significa che tu hai preso il mio latte dal frigo e stai pensando di ripetere questa schifosa e malefica azione. Siccome sono una persona ancora piú schifosa e malefica, ho fatto un passo avanti e ho sputato nel latte! Enjoy!" (ndr. i messaggi di questo tipo spesso vengono da alloggi per studenti, dove la cucina é in comune)


"Tu che hai cani! Pulisci l'ascensore dai tuoi cani di m...!" "risposta: TU? Ritardato! I miei cani non hanno cacato in ascensore. Il loro pelo é piú corto dei peli sulle tue braccia. Le tue scarpe portano dentro piú sporco di loro. Se voi chiaccherare di piú suona alla nostra porta."


"Hej Tu maledetto figlio di Satana che hai preso la mia bella bici verde martedí. È cosí difficile distinguere tra mio e tuo? Se ti vedo sulla MIA bicicletta, o vengo a sapere chi sei, vengo a ridurti in porridge e darti in pasto a Fredrik Reinfeldt. Cosí non potrai piú andare in bicicletta. Quindi, restitusci quel c. di bici, cogl.!".


Gioia e felicitá a tutti!

Tuesday, 6 July 2010

Problemi tecnici

Avviso tecnico per chi legge e commenta: se scrivete qualcosa, e il vostro commento non compare, é colpa di Blogger che ha problemi tecnici per i fatti suoi (mi stanno un po' scocciando, devo ammettere. Forse prima o poi cambieró sito).
Non sono io a censurare, ci mancherebbe! Mi arrivano gli avvisi per mail coi vostri commenti (compresi i miei), ma il sito non li mostra.
Mi dispiace per l'inconveniente, che spero si risolva presto. magari provate a commentare questo post per vedere se funziona. 
Nel frattempo, la famiglia Mezzavikinga fa un giro alla stuga, dove internet non c'é, e io lascio ai tecnici di Google il torrido incomodo.

Saturday, 20 March 2010

Traduzioni in arrivo

Nei due post precedenti ho avuto l'occasione di raccontare un po' sulla cultura same. C'é stato qualcuno che ha espresso il desiderio di saperne di piú sulla loro antica religione, tradizioni e cultura. Siccome io same non sono, e vivo circondata da puri svedesi (se mi si passa l'espressione un po' antipatica), per poter parlare di cultura same devo a mia volta documentarmi in giro.
In rete esistono la sempre omnipresente Wikipedia, e il sito ufficiale della comunitá Same, dove si possono trovare molte informazioni a riguardo. Quest'ultimo é disponibile anche in inglese, ma ho notato che la parte svedese é piú ricca. Per questo motivo, ho chiesto ed ottenuto l'autorizzazione dai responsabili di quest'ultimo di poter prendere parti dei loro articoli e tradurli in italiano (con tutte le questioni di copyright, é sempre meglio chiedere). Devo dire che sembravano ben felici di sapere che esiste qualcuno interessato alle loro tradizioni anche fuori Scandinavia.

Cosí, prossimamente su questi schermi, annuncio che ci saranno alcuni post su religione e cultura same, per tutti gli interessati, tratti dal sito samer.se. Spero vi faccia piacere.

(nella foto, un luogo di memoria per i morti secondo la tradizione same, fatto con sassi sovrapposti. La foto é stata fatta in Norvegia alcuni anni fa, presso il Circolo Polare Artico)

Thursday, 5 November 2009

Tack så mycket!

(Molte grazie!)

Una piccola pausa per ringraziare pubblicamente due bloggers che seguo con piacere, e che sono state cosí gentili da coinvolgermi in due iniziative molto carine:

Daniela de Il coltello di Banjas (che io apprezzo per i riferimenti multiculturali, le foto, e la cucina), la quale ha segnalato il mio blog nel suo.
La netiquette vorrebbe che ora, a mia volta, segnalassi altrettanti blog che sono di particolare interesse per me. Non senza una punta di diplomazia tipica svedese, vorrei dire che non mi é semplice fare una selezione. Una lista di blog che seguo e che mi piacciono si trova qui a fianco nel Blogroll o sotto il mio profilo, e li trovo tutti egualmente raccomandabili. Risottolineo, come da titolo, che la lista non é completa a causa dell'accidia della sottoscritta nell'aggiornare i settings. Potete anche andare qui per trovarne altri, specifici dalla Svezia, che seguo con regolaritá.

La seconda é Sybille di Buntglas, la quale ha avuto la bellissima iniziativa di far partire uno scambio di cartoline molto poco virtuali.
Dipinta da lei, questa qui sotto é quella che mi é toccata in sorte, e il tema é indiscutibilmente adatto all'Ultima Thule:


Importante aggiunta a posteriori, dopo uno scambio privato di mail con Orma: chiunque desideri una cartolina dall'Ultima Thule é benvenuto/a! Nelle vicinanze di Natale cominciano pure a sbucare quelle kitchissime con renne, folletti e cose simili.

Tack igen, tjejer! (grazie ancora, ragazze!)

Monday, 26 October 2009

Sul Concetto di Casa, nella Capitale

Alla fine ho lasciato il Mezzovikingo, ovvero Il-Piccolo-Dittatore-della-Tetta, a casa con padre e nonni, e ho fatto questa veloce capatina qualche centinaio di chilometri (o decine di mil, come si usa misurare le distanze da queste parti) piú a Sud, nella Grande Capitale del Regno, per conoscere finalmente i bloggers italiani in terra svedese nella preannunciata Blogfesten. Posso dire che é stato un gran piacere (ed onore, nel caso dei bloggers storici) aver incontrato tutti in carne ed ossa.
Non metto le foto di nessuno: chi le vuole esporre ce le ha giá nel suo profilo, e chi non ce l'ha molto probabilmente preferisce non farsi vedere in Rete.
La lista potrebbe essere molto piú interessante da consultare (in ordine sparso):

Silvia e Gabriele da Norrköping, One way to Sweden;
Balorso e Zarinaia, con figlio non blogger;
Giusi e Davide da Liv i Stockholm;
Alessandro da Uppsala, ovvero Gattosolitario;
Mauro il Boffardi da Stoccolma;
Federico con Digressioni Nomadi Postmoderne;
Kralizek ovvero Renato da Stoccolma;
Silvia detta Teodora in Dal Master al Dottorato con Furore;
Sebastiano con We will show them all how much we mean;

ospiti d'onore, dall'Italia in esplorazione:
Andrea
e Orma (molto apprezzata, indirettamente, anche dal Mezzovikingo)

(Bene, spero di non aver dimenticato nessuno. Stanotte il nuovo dente del Mezzovikingo si é vendicato dei miei bagordi del weekend ed ha deciso di tenere sveglia tutta la famiglia Mezzavikinga. Nel caso avvisatemi di errori ed omissioni)

Dall'intera visita, si possono trarre un paio di capitoli.

Il primo, che non c'entra con la Blogfesten, potrebbe chiamarsi
La Capitale e l'Ultima Thule
L'abitante dell'Ultima Thule che si rechi in pellegrinaggio alla Capitale, constaterá all'istante i seguenti fatti:
- per quanto s'impegni, l'Ultima Thule é e resta inevitabilmente un paesello a confronto con la capitale. Gli abitanti sono un ventesimo, ma l'impressione é che sia un duemillesimo, specie se ci si riferisce alle aree di shopping e intrattenimento piú o meno culturale offerto dalle due localitá;
- Nella Capitale c'é Tutto. Ogni volta che ci mettiamo piede, pensiamo che nell'Ultima Thule non ci sia proprio Niente. Peró, siccome in quest'ultima ci si vive lo stesso, viene da domandarsi se il Tutto della Capitale sia proprio cosí indispensabile.
-Gamla Stan e Drottningsgatan sono tra le peggiori e piú kitsch Trappole-Per-Turisti in tutta la Svezia. Ciononostante ci ho comprato due statuine di troll per il Mezzovikingo. Lode al Consumismo.
-Con mia grande delusione, non ho trovato traccia della Betula Verrucosa f. Dalecarlica presso la Stadshuset. Si dánno tre -quattro- possibilitá: io sono molto rintronita, il che puó essere vero a prescindere; il cartello di cui parlavo qua é vistosamente errato; il cartello diceva il vero ma la Stadshuset é un'altra; i giardinieri della Stadshuset sono degli emeriti cialtroni e l'hanno fatta schiattare tempo fa.

Ciliegina tulla torta: i bloggers della capitale, quando ho rivelato loro il vero nome dell'Ultima Thule, hanno fatto tutti lo stesso commento: ma come fai ad abitare da quelle parti? (segue sorrisetto di circostanza della sottoscritta he-he-he. mmmhh.)

Il capitolo n. 2 e piú importante riguarda invece il Concetto di Casa, Ovvero del sentirsi a Casa quando si vive in un paese che non é quello di nascita. E questo, piú o meno, potrebbe essere il sunto dei discorsi fatti alla Blogfesten, a parer mio.
Diciamo che ci sono persone a cui l'idea di trasferirsi a Nord attira, per tantissimi motivi (welfare, ordine sociale, tranquillitá, poca corruzione, pari opportunitá). Curiosamente, alcuni di coloro che giá ci abitano sembrano mettere in guardia contro il pericolo di non sentirsi a casa qui, cioé essere trattati da emigranti vita natural durante.
Il discorso é un po' complesso. Per mia esperienza, esiste sia il venir trattati da emigranti, sia il farsi trattare da emigranti: il discorso lingua é rivelatorio. Ho conosciuto persone, anche con livello elevato di scolarizzazione, che non si davano pena di imparare (= usare) la lingua locale ma che al tempo stesso lamentavano la scarsa integrazione con gli autoctoni.
Dopo aver abitato in due Paesi, ho constatato che il parlare la lingua locale mi ha dato, ogni volta, parecchi punti di status sociale agli occhi della gente del posto, per cui allacciare rapporti umani e farsi accettare come si é mi é stato piú semplice. Poi, naturalmente, non si puó piacere a tutti e una certa percentuale d'ignoranti la si trova anche nei Paesi piú civili, ma questa é una grande Ovvietá.
Poi sarei tentata di dividere le persone in due categorie (come dice un certo assunto nel libriccino delle leggi di Murphy, esistono due tipi di persone: quelli che dividono le persone in due categorie, e quelli che non lo fanno) : coloro per cui la Patria é dove si sta bene, e coloro per cui é dove si é nati e cresciuti.
Io farei parte della prima categoria per una folta serie di ragioni personali, ma posso capire che altri non hanno lo stesso sentire. Altre cose pertinenti le hanno scritte molto bene Silvia e Gabriele qua, e non sto a copiare il discorso.

Come ultima cosa, ho un po' il sospetto che gli autoctoni dell'Ultima Thule abbiano il merito di essere parecchio piú bravi degli autoctoni della Capitale e dintorni nel far sentire a Casa l'immigrante.
Il fatto é che l'Ultima Thule ha come punto di forza e Motore Immobile del suo sviluppo negli ultimi anni, quello di avere una discreta Universitá. Diciamo che senza l'Universitá e la Clinica Universitaria, qua saremmo veramente un miserando agglomerato di case sperse in mezzo ai boschi.
Anche le mie amiche svedesi, ma non autoctone dell'Ultima Thule, confermano il clima molto gradevole, aperto e tollerante che si respira quassú.
Quello che succede, é che lo Straniero qui non é piú necessariamente un povero intruso venuto a portare via il lavoro agli autoctoni. È molto piú probabile che sia un simpatico studente, un brillante ricercatore o docente, oppure un medico competente (metto il maschile per comoditá ma si parla di entrambi i sessi). Insomma, qualcuno che porta un sacco di idee nuove e aiuta la cittadina a svilupparsi bene. Per quanto mi riguarda, il fatto di essere nata in terra italica é piú spesso motivo di curiositá (specie enogastronomica) che di sottile disprezzo.

Insomma, incredibile ma vero, ci sono alcuni sorprendenti vantaggi nell'abitare nell'Ultima Thule.


Thursday, 6 August 2009

Il futuro social network del Mezzovikingo

Auguri e benvenuta! Naturalmente ad A, figlioletta della mia amica C, arrivata un paio di giorni fa.
A. é quasi un anno piú giovane del Mezzovikingo, un po' come W, figlio di un'altra mia amica qui nell'Ultima Thule.
E poi ci sono L, J, W, M-L, J, qui nell'Ultima Thule, tutti quasi coetanei del piciulin.
Ma anche B in Inghilterra, nata da genitori italiani un giorno dopo il Mezzovikingo.
A in Germania.
C in Italia e, adesso, anche A.
Alcuni di questi bimbi e bimbe il Mezzovikingo li conosce o meglio, li ha visti. Altri prima o poi li conoscerá. Crescendo ne sentirá parlare sempre di piú.

Uno dei vantaggi dell'Ultima Thule, che dipende dal suo essere quasi fuori dal mondo, é quello di disporre di un'efficiente banda larga a prezzi modici per compensare la distanza nei trasporti.
Qui dicono che é la migliore di tutta la Svezia, la quale a sua volta si dice figurare tra i migliori paesi del mondo (vabbé e ci crediamo, in effetti telefonia e banda larga a circa 10 euro al mese non é male).

Il risultato (per la mamma) é che mi sono impelagata volentieri nelle maglie della Rete, tra un paio di forum di mamme, Facebook, email e pure questo blog. È quasi necessario per non ritrovarsi persi nei boschi in cerca di funghi e rapiti dai troll, specie se le proprie radici sono comunque affondate un po' di qua e un po' di lá in Europa.

Il risultato per il Mezzovikingo? Sará interessante, perché probabilmente parlerá due-tre lingue quasi di default e, avendo un sacco di coetanei di cui sentirá parlare spesso, forse potrá giocarci insieme per vie piú o meno virtuali, sempre se ne avrá voglia. Quali saranno le sue radici?
Avrá senso parlare di radici o senso di appartenenza ad un luogo fra, diciamo, otto-dieci anni?

Intanto, benvenuta ad A.
 
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