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Sunday, 12 September 2010

Al sa un fiá da freschin...(*)

Qualche tempo fa, un amico, gentilissimo, ma che usa spammarmi la casella di posta con notizie particolari e materiale vario di critica contro i Governanti di Italia e Vaticano, mi spedí una mail piú normale chiedendomi chiarimenti riguardo alla seguente classifica dei cibi "piú strani e schifosi" del mondo (ogni tanto c'é chi si diverte a proporre queste classifiche, appioppando etichette che vanno bene solo all'autore/autrice. Magari chi si gusta il verme grassoccio trova disgustosissimo cibarsi di gamberoni).
A parte i soliti e ovvi vermi, ragni, frutti esotici e teste di bestie varie, ció che colpí il mio compare, e lo spinse a rivolgersi a me, fu l'inclusione nella lista del lutefisk: cibo festivo natalizio e non, d'ispirazione norvegese, cioé "dalle mie parti". 
A parte il fatto che, come detto, queste liste sono arbitrarie e secondo me é una gran ingiustizia averci incluso la trippa, devo dire che il lutefisk, piú che un cibo digustoso, é un qualcosa difficilmente riconoscibile come genere alimentare: merluzzo (o simili) messo a bagno per un paio di settimane in una mistura di carbonato di sodio e calce spenta. Il solo nominare queste sostanze chimiche esotiche e pericolosissime fa arricciare il naso a piú d'uno; per me, che come chimica organica ho visto e odorato cose di cui voi umani mai immaginereste l'esistenza (tipo i tiofenoli, il dietilzinco o piridine varie), beh, un po' di soda mi fa proprio un baffo.
Comunque, tranquilli: per far scendere un po' l'estrema alcalinitá che scioglierebbe le pareti di qualunque stomaco, la massa del lutefisk viene poi lavata per diversi giorni in acqua fresca. Il risultato é una mattonella gelatinosa contenente il 130% di acqua, da cucinare in forno. Durante la cottura, la mattonella perde un po' del liquido e i resti del pesce non ancora del tutto saponificati si condensano in qualche pezzettino biancastro.  Se il lavaggio con acqua fosse stato fatto male, alla fine della cottura si vien beffati con un tegame di acquetta torbida, e nessun resto organico. 
L'unico modo per conferire una parvenza di gusto a questo prodotto da gourmet é l'irrorarlo di cremette, come solo in Scandinavia si sa fare: e perció i buoni Norvegesi usano una squisitissima ed originale Salsa al sapore di, ohibó, Burro.

Quello che io comunque contesto al tizio che ha scritto la lista, é una certa superficialitá nel trattare i segreti della gastronomia nordica. Questo signore se la prende col lutefisk, il quale alla fin fine é un materiale incapace di eccitare uno qualunque dei cinque sensi, e dimentica madornalmente l'Orgoglio e il Vanto del Norrland Centromeridionale: il Surströmming.


(L'immagine qua sopra l'ho rubata a Wikipedia, che a me é mancato il coraggio. Avverto i Difensori Incalliti delle tradizioni mediterranee di starsene zitti, che i nostri antenati avevano inventato ben il garum).

Il Surströmming, che, contrariamente a quel che crede, non é esattamente apprezzato da tutti gli svedesi, é un Cibo proprio tipico del Norrland, e vanta persino un'apposita Accademia, dove si disquisisce sul modo migliore di prepararlo, s'allacciano contatti internazionali, s'esibiscono Mecenati, Degustatori, Ricercatori ed Amici del Nobile Alimento.
Senza influenzare troppo i miei lettori, e tenendo conto che de gustibus non est disputandum, ne riporto direttamente la preparazione, da fare anche comodamente a casa vostra:

Pescatevi delle aringhe durante il loro periodo di riproduzione, dal 20/5 al 15/6 nelle acque comprese tra Härnön e Skags Udde. Mettetele in un bagno d'acqua salata. Mescolate il primo giorno ogni 3 ore, il secondo ogni 5. Filtrate e NON lavate il pesce, togliete peró testa e interiora. Ora il pesce é pronto per essere fermentato: in acqua salata e in una botte possibilmente NON nuova, che sennó certi batteri mancano. La botte si chiude. Per favorire il processo, la botte si fa rotolare al sole finché la fermentazione parte: si sente, dalla valvola, e si odora (i testi dicono: profuma di sterco di cavallo), dopodiché la si mette all'ombra per circa un paio di settimane a 16-18 gradi. All'inizio d'agosto il sublime cibo é pronto per essere inscatolato, in resistenti lattine a prova di bomba (nel caso la fermentazione non sia finita, la lattina puó scoppiare, e se siete in aereo l'iscrizione nelle liste nere dell'FBI non ve la toglie nessuno). Degustazione vietata fino al terzo giovedí d'agosto, dove si ha la Prima dello Surströmming, simpatica alternativa gastronomica alla Kräftskiva di cui parlavo l'anno scorso e che si usa nel medesimo periodo. Per aprire le lattine, rivestitevi preferibilmente d'un'armatura medievale rubata al bisnonno, che non si sa mai. Una fragranza di acido propionico, butirrico e acetico, con accenti di acido sulfidrico, investerá le vostre narici preparandovi ad un'esperienza indubbiamente indimenticabile (o removibile all'istante, a seconda del comportamento tipico del vostro inconscio).

Per degustarlo al meglio, provate la Surströmmingsklämma: prendete un pezzo di tunnbröd (pane sottile) duro, spalmate con abbondante burro, tagliate a fettine delle patate bollite e mettetele sul pane. Aggiungetevi dei pezzettini di Surtrömming e ricoprite di cipolla o porro a fettine. La quantitá di pesce che mettete sul pane é direttamente proporzionale: alla vostra natura di Vero Norrlandese, e alla quantitá di Acquavite che berrete per dimenticare l'esperienza.
Se proprio siete dei pivelli, vi é concesso di nascondere il tutto con una spalmata di crema di latte, e coprire lo scenario con un altro pezzo di tunnbröd.
Per chi fosse curioso: sí, l'ho provato. Due volte. Un po' per fare una bravata, un po' per curiositá, un po' per ingenuo desiderio d'integrazione sociale. Cosa non si fa per sentirsi accettati.

(*) Nota linguistico-chimica:  sa un po' da freschin: in veneto, freschin é un'intraducibile parola che indica l'olezzo di carne, pesce, o materiale in decomposizione con connotazione alcalina. È interessante notare che  in circostanze simili, in svedese (o in dialetto Ultimathulese, non lo so esattamente) si usa colloquialmente una parola simile, surt, che letteralmente invece significherebbe acido (concetto non errato se si pensa al surströmming, da quello che si legge appena sopra).

Monday, 28 September 2009

Cena al Gambero Rosso

Dopo un po' che se ne parlava, questo weekend si é consumata dai suoceri una delle tradizioni svedesi dell'autunno, cioé l'annuale e autunnale kräftskiva. La kräftskiva consiste nella mangiata collettiva dei gamberoni di fiume, qui chiamati kräftor, i quali si comprano giá cotti e surgelati, e solitamente costano un patrimonio anche se importati dalla Cina, ragion per cui noialtri non la facciamo spesso. Per ulteriori dettagli, e per pigrizia mia, vi rimando qua.
La kräftskiva implica tutta una serie di accessori kitch rossi e decorati con, o a forma di, gamberoni: salviette, piatti, pinze per curiosare dentro le chele, (nel caso ci siano alcuni milligrammi di polpa nascosti), coltellini per tagliare la cuticola dei poderosi crostacei e far uscire un mignolino di preziosissima carne.
Per l'occasione, i miei altrimenti seriossimi suoceri hanno addirittura ostentato cappellini con cotillion.
Puó essere interessante e pratico sapere che ogni anno i giornali tentano di assicurarsi extralettori pubblicando dettagliati test degustativi con punteggi su varie marche di kräftor e consigli di chef vari.

Dunque, dopo aver controllato di avere gli accessori coordinati e aver comprato i kräftor giusti secondo i consigli dell'Aftonbladet, si inizia che tutto é bello e carino e il piatto si presenta all'incirca cosí:



Dopo un'oretta, il vostro piatto si sará trasformato in un classico esempio di Entropia (non vale per il Metodico, vedi sotto):



L'erbetta verdastra é l'aneto, qua chiamato dill. L'aneto é la Spezia-Universale-per-Pesce-e-Affini in Svezia, ed é usata ed abusata allo stesso modo del prezzemolo per gli italici. Se ordinate pesce, state sicuri che vi sará servito insieme ad una foresta d'aneto.
Mangiare i kräftor richiede certe abilitá manuali, e durante la cena sono emerse le seguenti categorie di consumatori:
Io speriamo che me la cavo (mia suocera): non ha una tecnica precisa, toglie testa e chele e si cimenta in diversi tentativi di estrarre dignitosamente la coda piú o meno intera.
L'Artista, ovvero il Chirurgo (il Vikingo): lo scopo é estrarre elegantemente una coda intera col minimo numero di operazioni manuali.
Il Metodico (mio suocero): indipendentemente dalla tecnica, il suo piatto alla fine di tutte le operazioni sará un ordinatissimo raggruppamento di teste, chele e gusci vuoti severamente divisi.
Il Biologo-Patologo ingordo (io): viviseziona e scompone la testa dei crostacei alla ricerca del burro della kräfta: cremetta gialla che si trova in determinate parti sotto la cuticola della testa.
L'Approfittatore (il Mezzovikingo): si fa sgusciare i kräftor da altri.

La kräftskiva non é l'unico punto dell'anno in cui ci si riunisce con mangiate ittiche e pseudo-ittiche: si va dalla Midsommar con le aringhe conservate (sill), alle mangiate di surströmming (aringhe marce). Tutte queste occasioni servono a nascondere discretamente il vero scopo della mangiata: farsi una ciucca di snaps, ossia acquavite di vari gusti (uno peggio dell'altro, a parer mio).
La bevuta di snaps é un rito collettivo che contempla l'esibizione canora dei partecipanti su apposite snapsvisor (canzoni popolari da snaps), intonate a intervalli regolari durante la libagione.
Siccome la sottoscritta non é una fanatica dell'alcol, e la snaps proprio non mi piace (é amara), é una gran bella cosa trovarsi ancora nella condizione di MammaMucca ed avere una scusa elegante per sottrarsi a quest'obbligo sociale (rifiutare l'alcol, per molti svedesi denota un carattere snob e antisociale). Essere un'emigrante mi offre pure il vantaggio di (far finta di) non conoscere le diverse snapsvisor ed evitare una serie di figure barbine.

Siccome i kräftor da soli hanno una scarsa resa dal punto di vista calorico, si é reso necessario integrare la kräftskiva con piatti tipici, in grado di assicurare un giusto apporto di colesterolo. Orgoglio e vanto del Norrland é il formaggio Västerbotten, con cui si puó preparare la famosissima torta salata Västerbottenpaj:



A chi interessa, ecco la ricetta:

Mescolare 3.5 dl di farina con 150 g di burro e un pochetto d'acqua. Farne una pastafrolla, foderare una tortiera e cuocere in forno a 225 gradi per 10 minuti, poi estrarre e lasciar intiepidire.
Nel frattempo, sbattere velocemente 3 uova con sale, pepe, 2 dl di panna e formaggio Västerbotten grattuggiato (dai 150 ai 300 g, secondo le fonti. Fate voi). Il formaggio puó all'occorrenza essere sostituito con qualunque altro tipo, purché stagionato e sufficientemente grasso.
Versare il tutto nella tortiera e mettere in forno per 20-30 minuti a 200 gradi.
(se si vuole una versione piú leggera si puó usare panna da cucina al 4% di grassi anziché 35, e 100 g di burro anziché 150. Funziona egregiamente lo stesso).

Smaklig måltid. (buon appetito)
 
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