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Monday, 29 October 2012

Mamme di Bosco

Aneddoto, sentito al lavoro.

Una mia collega, simpatica, femminista, emancipata, istruita, ha un bambino in etá da asilo, e recentemente si é trasferita in un altro Comune dell'interno a 30 Km di distanza, zona leggermente piú campagnola rispetto all'Ultima Thule, diciamo. Le prassi locali prevedono che un bambino che cambia Asilo, debba fare un periodo d'inserimento nel nuovo. Succede cosí che i genitori s'incontrano e addirittura avviino delle Conversazioni, nonostante siano Norrlandesi.
La mia collega sospira, tra sé e sé: 
Ecco, ora incontreró tutta sta gente, e per lo piú saranno mamme, e mi toccherá sorbirmi tutte le solite conversazioni sulle torte, i muffins, i pannolini, e le malattie dei pargoletti.
Io non sono questo tipo di mamma. 
Io odio parlare di queste cose, aggiunge, forse inspirata da Puffo Brontolone.

Arriva il gran giorno.
Come previsto, una Combriccola di Mamme fa capannello nell'atrio dell'asilo. La mia collega s'accosta, ed effettivamente si rende conto che partecipare alla discussione é frustrante:


- Ah, che figo, adesso che é iniziata la stagione della caccia. Ho comprato un fucile nuovo, sto weekend lo devo provare.
- dai, ma che modello hai?
- uh, il XXXX. È molto maneggevole.
- Fico, vorrei anch'io. Comunque, anche col mio vecchio YYYY si va benissimo. Quest'anno ho giá preso un alce da 15 punte (punte sulle corna, dell'alce s'intende, da quel che ho capito, ndr.)
- Non male.  Ci porti anche tuo marito?
- no, quello sta sempre sul divano a guardare l'hockey.
- Senti, ma il fucile XXXX quanto l'hai pagato?
......
(continua su questa falsariga per un bel pezzo)

La mia collega si é fatta un'interna risata per il bagnetto d'umiltá a cui é stata costretta, e riferisce di essersi sentita una madre tipicamente e maledettamente snob e cittadina. Forse sarebbe stato piú facile parlare di cupcakes, in effetti.

Anche nel Norrland abbiamo dunque le nostre Sarah Palin, e sembra che le signore, anche giovani, stiano prendendo sempre piú interesse negli sport venatori, anche se per ora le donne sono al 7% del totale. Ció da alcuni é ritenuto un gran bene per questa categoria tradizionalmente maschile, dal momento che i giovanotti latitano e nei gruppi di cacciatori ormai si vedono quasi solo gubbar.
Per chi vuol vedere di piú, dalla mia regione e un po' piú dentro la Lapponia, segnalo un blog di una giovane cacciatrice, Anna-Sara. Anche se della caccia non v'interessa nulla (come a me del resto), é un interessante ritratto della vita nell'interno.



Thursday, 9 August 2012

La Vita (sociale) ai Tempi del Poppante

Qualche mese-settimana-eone fa, avevo cominciato a raccontare delle Dinamiche Burocratico-Sanitarie innescate dall'arrivo di un bebé nel Regno delle Tre Corone.
L'arrivo di nuovi, microscopici sudditi scatena anche delle nuove, macroscopiche Dinamiche Sociali.
Non ho idea se siano tipiche del Regno Tricoronato o meno, ma provo ad elencarle un poco.

Gli Amici degli Amici
Ovvero: gli Amici dell'Infante diventano anche Amici miei. O viceversa.
Avevo raccontato, in precedenza, che per le primipare i consultori dell'Ultima Thule organizzano nei primi mesi di vita del lattante anche una serie di incontri tra le mamme i genitori del giá frequentato corso preparto (in teoria anche per i papá, ma visto che il congedo dei primi mesi lo prendono le mamme, di solito incontrate quest'ultime). Lo scopo é quello solito d'incentivare la socializzazione, oltre che a fornire alcune nozioni sulla cura dei neonati. (digressione: incentivare la socializzazione con mezzi subliminali é una consuetudine a quanto pare frequentissima in Svezia: in tale pratica rientrano anche i 'giochini sociali' piú o meno cretinetti, a cui potreste essere sottoposti durante inviti a cena con gente che conoscete poco)
Le multipare, nonostante abbiano giá dimenticato tutto, invece si devono arrangiare. Se nel frattempo non eravate riusciti a crearvi una rete sociale con altri genitori, sono emeriti fatti vostri.

Un altro modo per uscire e veder gente quando si ha un Poppante in casa é quello di andare all'Öppen Förskola, malamente traducibile con Asilo Aperto. Queste sono strutture di quartiere gratuite piene di giochi, dove i neogenitori possono andare lí qualche ora alla settimana coi marmocchi, portandosi qualcosa da mangiare. Lí possono scambiare due chiacchere tra loro e con il personale che ci lavora e organizza alcune attivitá (canto, ballo, plastilina, gite dai pompieri, robe cosí). Le Öppna Förskolor possono essere comunali oppure collegate a una delle numerosissime Versioni della Chiesa Evangelica: queste cercano in tal modo di raccattare qualche adepto in tempi di vertiginoso calo dei fedeli. La gente ci va entusiasta, perché le strutture sono belle, simpatiche e linde, ma poi glissa comunque sul far battezzare la prole, razza d'ipocriti (io tra loro, eh).
Detta con grande onestá, le OF sono delle Mani Sante nel primo anno di vita della Creatura: vi regalano qualche oretta settimanale di sanitá mentale a contatto con adulti, dopo essere stati chiusi/e in casa a badare ad un Tubo Urlante che assorbe latte da un'estremitá ed emette Umori Biologici dalle altre due, in continuazione e senza rispetto del vostro ciclo Circadiano.
Le OF sono Aiuti Divini anche quando il Poppante é dotato di fratelli e sorelle in etá da Asilo. Questo a causa della terrribbile Legge delle Quindici Ore.
Premessa: come ogni neomamma sa, una delle raccomandazioni fondamentali appena sgravate é la classica dormi-quando-la-Creatura-dorme
Certo.
All'Ultima Thule il sopracitato consiglio suona crudelmente ironico se avete giá altri figli che vanno all'Asilo. Il primo mese dopo il parto sono clementi e vi permettono di lasciare il Primogenito al Dagis con l'Orario solito. Passato questo periodo, il sistema sociale dá per scontato che avete addestrato il nuovo venuto a dormire dodici ore di fila dalle 19:00 alle 7:00 (avete esperienza di poppanti, no?), e vi impone di mandare il Primogenito all'asilo per non piú di 15 ore alla settimana (cioé niente), almeno finché uno dei genitori é in congedo.
Se non siete riusciti/e ad addestrare il Secondogenito a dormire tutta la notte, sono affari vostri. Dategli un po' di grappa, al limite, come suggerisce una famosa barzelletta veneta. Oppure chiedete alla Signora Anna Wahlgren, la Madre-piú-brava-del-Regno.
Improvvisamente, perció, vi ritrovate in casa non una, ma due (o piú) Creature-che-Pretendono-Tutto, e non dormono mai contemporaneamente. Andate su qualche forum di Internet per trovare genitori solidali con la vostra insonnia, ma trovate per lo piú interventi ed articoli in cui si celebrano le 15 ore, e se tu fossi una Brava Mamma toglieresti pure quelle e ti terresti a casa i pargoli sempre, e quelle che vorrebbero aumentare quelle ore sono delle crudeli Inette, che fai i figli a fare, pensi solo alla carriera, ecc. 
L'Insonnia, il Babyblues, e l'Annoiamento del Primogenito che deve allontanarsi dai suoi Amichetti per stare in casa ed assistere la madre sfatta alle prese col Tubo con le coliche, non contano piú nulla, invece. (a dispetto dei commenti internettiani mamma-naturale, preciso che molti cittadini hanno invece convinto i loro comuni ad alzare questo sparagnino tetto ore. Quei soliti Privilegiati di Stoccolma ce l'hanno addirittura a 30, per dire)
Una soluzione per evitare di esaurirvi in casa coi due, é perció andare all'Öppen Förskola. Il maggiore si sfogherá un po' e voi pure potrete sfogarvi con le maestre riguardo al secondogenito che ha le coliche. Se avete fortuna, gli Amichetti d'Asilo del Primogenito avranno ricevuto in regalo un Syskon (fratello o sorella) quasi contemporaneamente, e le rispettive famiglie potranno perció frequentarsi e scambiarsi un po' di compassione reciproca.

Genitore sei e Consumatore diventerai
Prima del parto, eravate solo anonimi cittadini. Ogni tanto potevate ricevere una telefonata dal solito rivenditore di abbonamenti-telefonici-mutande-contratti energia, ma col servizio Nix ne bloccavate almeno i due terzi. La solita striscetta sulla cassetta delle lettere con l'indicazione Reklam, nej tack! (pubblicitá no grazie), preveniva un'esondazione di carta nel vostro ingresso.
Poi avete messo piede in Maternitá, i vostri dati di Madre e quelli dell'Infante venivano comunicati ad Oscure regioni del Regno, e da allora avete potuto dire addio alla vostra pace.
Da quel momento, oltre ad essere diventati Genitori, siete anche divenuti Prede di qualunque Attivitá Commerciale. Un sacco di Aziende cominceranno a corteggiarvi disperatamente, quasi a livello di stalking, pur di vendervi Qualcosa, spacciato come indispensabile per l'Allevamento della vostra Prole.
L'Esondazione di Alberi tagliati non puó piú essere evitata perché la pubblicitá arriva con l'indirizzo, della mamma o dell'Infante, e la patetica striscettina non funziona piú.
Vi arriveranno perció Reklam (talvolta con buoni sconto o campioni omaggio) di:

- vestiti per mamma e bimbo
- riviste piene di pubblicitá di accessori costosissimi, contenenti qui e lí anche articoli con i piú aggiornati trend per l'infanzia e i genitori (l'ultima copia-omaggio che ci é arrivata cercava di sdoganare il latte artificiale e il tutto-rosa per le bambine)
- gioiellini per ricordare la nascita
- servizi presso il locale fotografo per immortalare il Poppante sennó non te lo ricordí piú
- pannolini
- pomate
- battezza i tuoi figli presso la Svenska Kyrkan!
- investi i tuoi risparmi in Fondi-Bidone presso la nostra Banca! pensa al futuro della Prole!
- abbonamenti a tutta la serie di film Disney 
- libriccini per bambini
- assicurazioni (questi vi tampinano anche telefonicamente, di solito nel bel mezzo delle poppate. Il venditore assume un greve e sprezzante tono di tremenda Condanna Morale quando gli raccontate che non siete interessati. Io li spiazzo assumendo il ruolo della Moglie Schiava e raccontando che é mio marito a decidere delle Faccende di Soldi. Clic)
- Onlus varie: adesso che hai un bambino anche tu e capisci, manda soldi ai bimbi poveri;
- cibo per bambini. È vietato istigare le famiglie al consumo di latte artificiale, perció le due principali Ditte che vendono alimenti per bimbi aspettano con impressionante puntualitá il compimento dei sei mesi della Creatura, per spedirvi le loro Proposte culinarie.
- sicuramente altro che ora non ricordo.


(questa ricetta é rubata da qui. Cosa non si fa per crescere dei piccoli Norrlandesi.
Per maggiori info al riguardo leggere questo mio vecchio post)

Friday, 28 October 2011

Voglio fare il Casalingo



Beh, non sto parlando proprio del Mezzovikingo il quale, contravvenendo a tutte le aspettative di mia nonna, ormai da tempo ha reclamato ed ottenuto la cucinina con pentoline, l'aspirapolvere, la scopa e gli straccetti per 'pulire' (disclaimer: non ha preso da noi genitori).

Pochi giorni fa Fiammetta poneva, nel suo blog, la spinosa questione sulla reale natura e consistenza delle pari opportunitá nel Regno delle Tre Corone. Io, di mio, ho sempre apprezzato ed elogiato l'approccio paritario (relativamente al mio luogo d'origine) che mi ritrovo a vivere nel mio quotidiano da quando abito qui.
In passato ho anche specificato che questa attitudine non é un Dono Divino e Genetico concesso dagli Dei Asi ai Popoli Nordici, ma il risultato di accorte leggi e di un'illuminata filosofia della socialdemocrazia svedese di qualche decennio fa, quando ancora avevano un po' di ideali e non si erano abituati troppo a sedere sulla careghetta come stan facendo ultimamente, facendosi pagare casa e cioccolata dai contribuenti (nei casi piú illustri, almeno). Perció, siccome le influenze della tradizione resistono, non é che la paritá qui sia perfettissima e tutti i problemi a riguardo sian stati risolti.
Rispetto a quel che vedo da giornali e altre fonti online del Belpaese, bisogna ammettere comunque che qua siamo a un po' di eoni di distanza da laggiú.

Per farla breve, mentre la discussione nel salotto di Fiammetta proseguiva, l'occhio m'é capitato su questo titolo di un articolo dell'insigne quotidiano scientifico svedese Aftonbladet: Folk måste ha träkiga jobb, ovvero La gente deve avere dei lavori (proprio) noiosi.
E com'é possibile? Qui, nella terra del welfare, della fika a lavoro, e via discorrendo?
L'articolo si riveló ancora piú interessante del previsto, giacché parlava degli uomini che volentieri se ne starebbero a casa ad occuparsi del bucato e della prole, se solo avessero una moglie che guadagna a sufficienza per tutti. Ecco, mica per tutta la vita, che poi alla lunga diventa una palla anche cucinare e star dietro ai mocciosi da scarrozzare per infinite attivitá, peró un paio d'annetti non ci starebbero affatto male: questo almeno stando alle dichiarazioni di alcuni padri di famiglia intervistati.
Contemporaneamente, uno va a leggersi i commenti che molti, sia uomini che donne, rilasciano in forum tipo la 27ora del Corriere.it, e dove, in svariate salse, abbondano gli interventi del tipo: il ruolo di cura della femmina é piú naturale, (é voluto da Dio, in certi casi. A quanto pare la figura maschile di Dio sa perfettamente che lavare i pavimenti non é tanto interessante), l'uomo é fatto per stare fuori casa, e via discorrendo.
Beh, insomma, ma quanti saranno questi rammolliti poco virili che vogliono veramente stare a grattarsi a casa coi figli anziché fare un po' di sana carriera?
Allora, nonostante sia chiaro che l'Aftonbladet non é esattamente il Journal of Statistics Education, ci prova comunque a fare i propri sondaggini e a ricavarne conclusioni. Se uno va a vedere le votazioni in coda all'articolo (aggiornate al momento in cui scrivo), pare che la percentuale di chi preferisce starsene a casa con la famiglia anziché andare ad 'un lavoro che nemmeno ti apprezza e vuole averti lí (Daniel J)' sia molto simile tra uomini e donne: su circa 38000 donne, quasi un 56% preferirebbe la casalinghitudine, mentre su 20000 uomini esattamente la metá risponde che farebbe il casalingo.
Se non ci credete, chiedete al tizio che abita sopra di noi: con moglie che guadagna bene e un paio di figli, lui ha pensato bene che é molto piú interessante e piacevole dedicare il proprio tempo alla famiglia.

Ed infatti, mica é per niente che il mio terribilissimo docente di Fisica II, il Prof. V, in una delle sue memorabili sessioni d'esercizi esordí con:

"Prendiamo un circuito. Le Capacitá le chiamiamo C, le Resistenze le chiamiamo R, e poi ci calcoliamo il Lavoro. E come denominiamo il Lavoro? L? Ma noo!
Stavolta il lavoro lo chiameremo F, come Ffatica!"

A quanto pare, la questione da queste parti é proprio questa.
Mi chiedo cosa sarebbe saltato fuori da un sondaggio condotto altrove, e se la politica paritaria degli ultimi decenni abbia contribuito al fatto che diversi uomini svedesi non abbiano problemi a dire che stare al lavoro, almeno nella metá dei casi, non sia poi tutta sta gran gratificazione, e forse in famiglia si starebbe anche meglio, almeno per un paio d'anni.




Tuesday, 20 September 2011

Fenomenologia dell'Orto Ultimathulese: Parte Umanistica


Tempo fa avevo parlato dell'usanza del kolonilott, ovvero dell'ortogiardino in affitto in zone dedicate. Avevo narrato la parte piú squisitamente botanica dell'avere in cura delle piante a latitudini Ultimathulesi, compresa la lotta con gli elementi e la limitata scelta delle cultivar che possano rallegrare l'orto durante la breve, cosiddetta Estate di questi luoghi (si, vabbé non dovrei lamentarmi, siamo solo in zona 5, pensa a chi abita a Kiruna, eccetera. ho capito!).
La coltivazione di un kolonilott non implica solamente il contatto coi vegetali. Dal momento che questi luoghi fanno parte di una Comunitá, non si puó evitare di avere una variegata Umanitá che circonda, influenza e regola la Visione e la Conduzione del proprio pezzetto di terra.

Innanzitutto, la Comunitá del kolonilott é dotata di Styrelse, cioé di un direttivo che sancisce le regole di coltivazione, e si occupa di una serie di noiose ma indispensabili attivitá, quali occuparsi della pecunia, della manutenzione degli attrezzi e dell'organizzazione di attivitá sociali tipo la Giornata della Pulitura Generale o quella della Distribuzione del Concime. Tra le norme, vi sono quelle che vietano la coltivazione-non-biologica o quelle relative al buon-mantenimento-del-lott, oppure quelle che stabiliscono quali tipi d'erba o parassiti siano da considerare specie non grata e debbano essere eliminati (tra queste, nel nostro koloniområde fu inclusa anche la jättebalsamin per ragioni a me sconosciute, visto che é facilissima da estirpare ed esteticamente potrebbe rientrare con diritto nella categoria fiori ornamentali. Vedasi foto un paio di post fa) . 
Tanto per dare un esempio, quest'anno, causa eccessiva distanza tra kolonilott e stuga e altre faccende familiari di cui parleró piú avanti, il mio pezzo di terra é stato lasciato in disuso per alcune settimane. È successo dunque che i membri dello Styrelse abbiano fatto la periodica Ispezione dei lott per vedere che fossero tenuti secondo Decenza, e abbiano constatato che il mio avesse un aspetto pietoso.
Secondo ferrea applicazione della Regola, ricevetti perció una minacciosa lettera di diffida dallo Styrelse (naturalmente il giorno prima di partire per l'Italia), in cui mi si intimava di riportare la bellezza nel mio Orto, pena la perdita dello stesso e la sua assegnazione a qualche altro Fanatico dei Vegetali.
Il principio di fondo é, tutto sommato, buono.

Tuttavia, puó avere dei problemi intrinseci.
Per prima cosa, chi é che s'interessa a diventare parte dello Styrelse? E chi é che si piglia un kolonilott?

Il Vikingo ed io abbiamo individuato diverse categorie di Umanitá che si possono ritrovare nella zona.

All'Apice della Comunitá si incontra perció la cosiddetta Tantmaffia, la Mafia delle Tant(er)
La Tant, corrispettivo femminile del Gubbe, é una donna di certa etá, ancora attiva e indipendente, con figli ormai grandi, un'occupazione stabile e diverso tempo a disposizione da spendere in modo tradizionalista, con interessi decenti, lagom ed appropriati alla buona regola sociale. Uno di questi puó essere, ad esempio, il Giardinaggio.
(il kolonilott, per inciso, é una zona a prevalenza femminile, in omaggio alla mentalitá che considera la cura di fiori e verdura appannaggio del sesso debole. L'etá delle maffiatanter contribuisce allo stereotipo)
Le appartenenti alla Tantmaffia hanno perció molto tempo libero, che consacrano assiduamente ogni sera e ogni weekend d'estate alla cura del proprio lott. I loro appezzamenti sono perció grandi, sempre sgombri da erbacce, contenenti un'incredibile varietá di vegetazione peculiare, lussureggiante, e composta con estetica e dettagli zen degni della miglior rivista. Spesso hanno posto per una piccola serra di squisita fattura, in cui tenere roba esotica come i pomodori. Si sospetta che, nella divisione del concime comunitario, ne prelevino di piú della quantitá assegnata, allo stesso modo in cui i rubinetti dell'acqua sono spesso tenuti occupati dai loro prelievi.
Le Maffiatanter si fan spesso visita l'una all'altra. La scusa ufficiale é l'attivitá sociale e la fika, la ragione vera é spiarsi a vicenda i lott per mere ragioni di concorrenza. 
Le Maffiatanter, come si puó facilmente capire, spesso occupano posizioni di prestigio all'interno dello Styrelse. La loro idea di cosa sia un lott ben tenuto é basata sull'estetica dei propri, a prescindere dal fatto che altri possono non avere le stesse energie a disposizione per imitarle.
Anni fa arrivó sui giornali la notizia che un pensionato (credo verso Stoccolma), fosse stato scacciato dalla sua Comunitá perché reo di non tener il proprio lott in condizioni impeccabilissime causa etá avanzata. Il poveretto aveva le sue verdure come unica consolazione dei suoi ultimi anni, ciononostante questa considerazione umanitaria non ebbe peso di fronte all'inflessibilitá dello Styrelse locale. Ricordo che ci furono polemiche a riguardo, ma non so come finí.

Soggetti all'Autoritá e al Giudizio delle maffiatanter, vengono tutti gli altri.

Le Famigliole: abbastanza giovani, spesso si portano dietro prole annoiata, vandalizzante, od operosa, nel tentativo di metterla a contatto con la Natura. Le Famigliole sono armate di Buona Volontá, ma non riescono a tenere il passo con la Raffinatezza estetica e la Produttivitá delle maffiatanter. Si occupano perlopiú di verdura e fragole, per portare un po' di Salute in tavola. Gli uomini di casa sono sfruttati per gli impegni piú gravosi ed ingrati; le donne sperano che essi imparino, con l'occasione, a distinguere l'insalata dalla gramigna e a non distruggere la prima col forcone in un accesso d'entusiasmo berserk.

I Gubbar: come scritto, equivalente maschile delle Tanter. Sono esemplari rari et esotici, e perció accuratamente corteggiati da quest'ultime, con la scusa di scambiarsi consigli utili sulle coltivazioni. Come pure scritto sopra, é la Femmina la vera depositaria della Cura dei Vegetali, e perció i Signori vanno aiutati ed ammirati.

Il Gruppo Universitario: trattasi di vero e proprio sistema sottoschiavista, in cui un/a docente con tentenze makrobiotiche (spesso tedesco), incoraggia ed ingaggia i propri dottorandi ed altri sottoposti nella cura e disinfestazione di lott relativamente grandi, con la prospettiva di gustarne i risultati nel meeting annuale, o altre cene d'ordinanza del gruppo. Dopo un po' i lott di questo tipo cadono in disuso, probabilmente perché al meeting vengono richiesti anche consistenti risultati d'altro genere.

Gli Invandrare (immigrati): data la collocazione geografica dell'Ultima Thule, non possono che venire da regioni piú meridionali. Dopo essere rimasti delusi dall'aspetto plasticoso di numerose verdure dei supermercati, cercano di placare la loro Nostalgia per i lussureggianti Paradisi della Madrepatria attraverso la Coltivazione Casalinga. Purtroppo, scoprono che i pomodori qua fioriscono solo in condizioni artificiali.
Spesso sono persone miti ed accettano senza discussione l'Autoritá delle Maffiatanter, per cercare d'integrarsi con profitto e senza conflitti nella Societá Svedese.

I single romantici (entrambi i sessi, e di prevalenza non originari del posto): riempiono le aiuole con lupini, ribes, fragoline e carote, per colmare vuoti romantici e serate tiepidine. Cercano di imitare la bellezza dei lott delle Tanter, ma si accorgono che, per cuccare, é bene spendere parte del proprio tempo anche altrove.


Monday, 5 September 2011

Ceffoni e Pregiudizi


Nonostante il tempo assottigli sempre di piú il mio senso di appartenenza allo Stato che mi ha dato i natali, devo dire che quasi quotidianamente mi ritrovo a dare un occhiata alla rubrica Italians del Corriere online. Questo non tanto per la moderazione del giornalista tenutario, del quale spesso e volentieri non condivido toni ed opinioni, ma piuttosto perché é sempre interessante leggere vari punti di vista di gente che sta fuori e dentro l'italico stivale.
Cosí, la settimana scorsa non ho potuto evitare di leggermi la lettera di un certo signor Accorrá, il quale commenta con certo astio la vicenda di un italiano arrestato a Stoccolma per aver (secondo i testimoni), dato sberle, tirato per i capelli e insultato il figlio dodicenne.
Il manesco genitore non si era informato sul fatto che picchiare i figli (aga barnen) in Svezia é considerato reato (maltrattamento, insomma) e perció é stato giustamente arrestato dopo che diversi testimoni avevano denunciato il fatto alle autoritá.
Sorvolo sul fatto che io personalmente trovo questa legge appropriata, poiché, forte di esperienze personali, considero picchiare i bambini una dannosa forma di violenza e mai alzeró le mani sul Mezzovikingo a prescindere dal fatto che potrei finire in gattabuia.

Quello che mi ha colpito nella letterá di Accorrá é la correlazione che lui fa tra la famosissima attitudine suicida nordica, e le sberle ai bambini.
Quando uno si ritrova a vivere in Scandinavia, comincia a fare attenzione a chi ne parla, nel bene e nel male. In questo modo, sono incappata un sacco di volte nei commenti che descrivono i Nordici e gli Svedesi come una gran manica di ubriaconi depressi che finisce i propri giorni togliendosi la vita dopo aver vissuto troppi inverni scuri e inospitali.
Siccome ho fatto la scelta di farmi indottrinare per anni in relativistiche Discipline Scientifiche, dopo un po' di tali commenti sono andata a guardarmi un po' di statistiche sull'alcolismo, l'attitudine suicida e altri interessanti aspetti della psicofisicitá e moralitá nordica, per vedere se fosse proprio tutto vero.

Cosí, voglio condensare in un post un paio di cosette, proprio per mettere in chiaro una volta per tutte. Perché gli svedesi sono esseri umani, hanno i loro difetti, e certe loro caratteristiche nazionali sono noiose per il meridionale (ne ho parlato spesso e volentieri e talvolta anche con troppo sarcasmo), ma:

Gli Svedesi non si suicidano di piú di tanti altri.

fatevi un giro su Wikipedia qui. Oppure guardate qua. Ci sono statistiche non omogenee, non sempre sono aderenti tra loro, ma a grandi linee i risultati e le conclusioni sono molto simili. A leggere la classifica, pare che i campioni in materia si ritrovino in Russia, nelle Repubbliche Baltiche e altri Paesi dell'Europa dell'est.
Il modernissimo e disciplinatissimo Giappone pure é ben in alto in classifica, mentre prima della Svezia troviamo Stati ben piú meridionali e in cui é permesso sculacciare i bambini, tipo la Francia o il Belgio. Tra i Paesi nordici chi effettivamente sta vicino al top é la Finlandia. Perché? hanno addirittura scuole di altissimo livello, almeno stando al PISA. Che sia la Vodka? La vicinanza alla Russia, il tipo di religione, i troppi laghi, i Mumin Troll, la lingua difficile, l'abuso di salmiakki, la diossina nelle acque del Baltico? Se uno vuole, puó metterci i fattori che piú gli aggradano per confermare le proprie personali convizioni sul Mondo e la Societá. 
Norvegesi, Islandesi e Danesi scivolano ancora e ben piú in basso. Eppure anche da loro é proibito picchiare la prole, mentre la latitudine é la stessa.
L'Italia se la passa molto bene in fatto di suicidi, sicuramente molto meglio della Svezia, questo é vero (sebbene peggio di posti poverissimi tipo il Pakistan). Che sia l'olio d'oliva, Berlusconi, Peppe Grillo, il barolo, la disapprovazione della religione cattolica, i ceffoni ai marmocchi insolenti? Anche qui, fate voi.

Gli Svedesi non sono i piú ubriaconi del mondo

per vedere, ad esempio, il consumo di alcol per persona basato su dati del WTO, andate su un'altra pagina di Wikipedia, qui, dove vedrete che gli Svedesi bevono meno a testa di tanta altra gente, addirittura meno degli italiani.
Certo, c'é una differenza tra quanto alcol si beve e come lo si beve, comunque la quantitá totale a testa mi sembra comunque indicativa.

Monday, 15 August 2011

Mangiar Bene e Tipico all'Ultima Thule

Ogni tanto qualcuno dei miei conoscenti non Ultimathulesi manifesta l'insano desiderio di venire a farmi visita qui, a 63 gradi e qualcosa di latitudine nord. Ció che é insano non é tanto il fatto in sé di venire a trovarmi (cosa che dalla sottoscritta é sempre accolta con piacere), quanto lo stesso concetto di passare una settimana, se non un paio, in questa graziosissima cittadina.
Il problema fondamentale é quando arriva la crucialissima domanda: "Che cosa c'é di interessante da fare/vedere/scoprire all'Ultima Thule?" Il quesito é molto imbarazzante.
Se lo pongono perfino i politici/amministratori del luogo, i quali terrorizzati all'avvicinarsi dell'Anno 2014, in cui diventeremo Capitale della Cultura Europea non si capisce per quali meriti, s'ingegnano ad inventare stravaganti e perlopiú impopolari proposte su come realizzare qualcosa che catturi l'interesse dei sudditi concittadini, ed eventualmente dei turisti (che attireremo a milioni, suppongo).
Per il momento, la risposta su cosa fare all'Ultima Thule rimane da parte mia sempre la stessa: fare shopping, e mangiare.
Su quest'ultimo punto, devo lodare l'intraprendenza mostrata negli ultimi anni dai miei compaesani, i quali han messo in piedi un numero sempre crescente di ristoranti, caffé, roulottes che vendono korv e rullpizza, chioschetti e altre soluzioni alimentari. Potete perció trovare un ristorante che fa tapas, uno greco, un altro che fa(ceva) finta di essere semi-italico (a questo proposito é interessante osservare che, sebbene molti Ultimathulesi manifestino genuino interesse per la cucina del Belpaese, non esistano ristoranti che osino proporla senza ficcarci pesanti remake scandinavi) , piú un paio di luoghi con dell'ottimo sushi. Immancabili, non dovevo neppure scriverlo, le decine di tradizionali pizzerie che vi servono frutta, bulbi puzzosi, carne e formaggio tutti insieme su base rotonda.

Ma che ne é della vera, autentica, genuina tradizione culinaria svedese?
Voi che volete sapere come si mangia veramente in Svezia, nel Norrland, che desiderate conoscere come i Veri Vikinghi preparano le loro pietanze, dove potete trovare accurate informazioni sull'argomento?

La risposta é: all'Ultima Thule. 
In particolare, in un quartiere caratterizzato da una straordinaria avanguardia architettonica, e dove pure io ho avuto l'onore di abitare, nel quale si accumulano le migliori Speranze ed il Futuro dell'élite intellettuale di queste Lande: Ålidhem.

(una pittoresca foto di repertorio del quartiere, da Wikipedia)

Se farvi tutta la strada fin qua vi pare comunque troppo, seguite allora il lapidario consiglio di Carmela, leggendaria bibliotecaria all'Istituto di Chimica patavino: "Su Internet, c'é tutto".
Ad esempio, su Internet c'é il Tubo. E sul Tubo circola uno dei migliori programmi didattici d'aggiornamento sulle Tradizioni Culinarie Svedesi, conosciuto in tutto il regno e anche oltre, visto che é redatto in inglese (cosí non avete scuse per non seguirlo). Il nome del team che si occupa delle lezioni é, mica per niente, Regular Ordinary Swedish Meal Time,  mentre lo chef in carica, al cui confronto Gordon Ramsay é una paperetta, é il Dr.Niclas Lundberg.

Vi viene mostrato, ad esempio, come iniziare bene la vostra giornata con una sana e distensiva Colazione Scandinava. Nei filmati sono anche comprese esaustive indicazioni sul bon ton da tenere a tavola casomai vi dobbiate recare all'Ultima Thule.


Dopodiché, se la ricetta del Cuoco Svedese del Muppet Show non vi avesse soddisfatto,


avete la possibilitá di capire -finalmente!- l'amorevole processo casalingo che porta all'esecuzione del piatto svedese piú amato di tutti i tempi: le Köttbullar


In quest'altro otterrete anche interessanti informazioni su come orientarsi, e sull'assortimento presente in una popolare catena di supermercati svedesi. Il negozio in questione si trova ad Ålidhem (lo so perché ogni tanto la Famiglia Mezzovikinga lo frequenta), comunque non ci sono grandi differenze con gli altri cugini sparsi sull'intero territorio svedese:


Va bene la Tradizione Svedese, ma sottosotto siete pur sempre italiani e desiderereste qualcosa che vi richiama la Buona Cucina della Mamma? vabbé, allora pigliatevi la ricetta degli spaghetti bolognese (siccome lo chef qua é persona di cultura universitaria, notate come lo spelling di spaghetti sia, incredibilmente, esatto):


naturalmente la lista non é completa. 
Altre lezioni riguardano infatti, se proprio siete curiosi, la preparazione di Carne, Pesce, altri Piatti tradizionali Svedesi tipo i pyttipanna o la smörgåstårta, addirittura un'Insalata, per concludere con uno dei piú raffinati Desserts scandinavi: la Pannkaka.
In ogni caso, le Ricette del team Ultimathulese saranno good for you.



Wednesday, 11 May 2011

Anche gli Svedesi nel loro piccolo s'incazzano

Vivere all'estero, o entrare in contatto con gente che non é nata nel tuo stesso comprensorio amministrativo, puó essere estremamente emozionante ed interessante (spännande, dicono gli svedesi), ma anche portar con sé il rischio di imbattersi nei piú bizzarri ed ingiusti stereotipi che i vari gruppi si affibbiano l'un con l'altro.
Ad esempio, la mia origine italiana fa sí che tantissimi svedesi si aspettino che io conosca a menadito tutte le caratteristiche organolettiche, i nomi, i soprannomi e la collocazione geografica di qualunque tipo di Vino che la Penisola produce. L'amara veritá é che io di vini proprio non ne so nulla, eccetto saper distinguere tra un rosso, un bianco, un rosé, e uno con le bolle (quest'ultimo dopo averlo aperto): potrebbero darmi una soluzione alcolica di succo di mirtillo dicendomi che é un pregiatissimo Montignac Bourgugnon de la Seine annata 2001 (la migliore), che io proprio me la berrei senza sospettare nulla.
Allo stesso modo, molti italici credono di essere passionalissimi e appioppano agli scandinavi un'ingiusta reputazione di personaggi freddi, carichi di self-control e political correctness.
Ebbene, devo svelare che non é proprio cosí. Se lo svedese a parole é imperturbabile, sulla carta riesce ad esercitare istinti talmente selvaggi e bestiali che farebbero impallidire i vecchi Vichinghi col Berserk da funghi allucinogeni. Con sulla carta intendo dire che questo tipo di comunicazione viene praticato preferibilmente tramite messaggini.
Me ne sono resa conto quando m'é capitato di sfogliare uno dei blog succursali di un giornale locale, detto Arga Lappen, o Foglietti Arrabbiati. Questo sito é una miniera sociologica di interessanti informazioni sulla vita relazionale pubblica dei miei ospiti. Alcuni di questi frutti letterari sono dei capolavori dell'Arte della Maledizione.
Qualche esempio, tratto dalla fonte sopracitata (la mia traduzione degli insulti é libera, ed adattata al gergo italico, il quale riferisce volentieri ai genitali. Lo Svedese usa invece riferimenti al Diavolo e all'Inferno in diverse forme e sfumature) :

 "abbassa il volume e cambia canzone. IDIOTA!" 
"che canzone vuoi sentire? Ma se non abbasso il volume non puoi sentire nulla, IDIOTA!"


"A te che hai rubato il nostro narghilé!! Abbiamo l'herpes anale in bocca. Speriamo che venga anche a te!"


"Hej tu che m'hai rubato le mele! :) 1- spero fossero buone; 2- le ho leccate; 3- Ho l'herpes! Buona giornata :)"


 "Caro nuovo vicino fumatore! Ho avuto il piacere di raccogliere per tre settimane le tue cicche, che tu quotidianamente butti sul mio balcone. Ho notato che di solito fumi la marca Prince. La prossima volta che ti procuri tabacco e sigarette, ti raccomando caldamente che invece ti compri VELENO PER TOPI E MUORI, SCHIFOSO BASTARDO!"

Questa é di una bimba di sei anni, irritata con la madre. Pensatela in inglese:



 "Ben parcheggiato, tu maledetto schifoso testa di c.. C'era un bel po' di neve. Muori bastardo schifoso"


 "Sono cosí incazzato!! Chi é che beve il mio c.. di latte ogni maledetto giorno? Smettila! Tocca e muori! Nel Norrland noi tiriamo fuori i coltelli! Ubriacati!"


"Siccome stai leggendo ció significa che tu hai preso il mio latte dal frigo e stai pensando di ripetere questa schifosa e malefica azione. Siccome sono una persona ancora piú schifosa e malefica, ho fatto un passo avanti e ho sputato nel latte! Enjoy!" (ndr. i messaggi di questo tipo spesso vengono da alloggi per studenti, dove la cucina é in comune)


"Tu che hai cani! Pulisci l'ascensore dai tuoi cani di m...!" "risposta: TU? Ritardato! I miei cani non hanno cacato in ascensore. Il loro pelo é piú corto dei peli sulle tue braccia. Le tue scarpe portano dentro piú sporco di loro. Se voi chiaccherare di piú suona alla nostra porta."


"Hej Tu maledetto figlio di Satana che hai preso la mia bella bici verde martedí. È cosí difficile distinguere tra mio e tuo? Se ti vedo sulla MIA bicicletta, o vengo a sapere chi sei, vengo a ridurti in porridge e darti in pasto a Fredrik Reinfeldt. Cosí non potrai piú andare in bicicletta. Quindi, restitusci quel c. di bici, cogl.!".


Gioia e felicitá a tutti!

Monday, 14 February 2011

Pubblicitá e/o Insulti a diciotto sotto zero

Ed un giorno, venne il mese di Febbraio
Faceva freddo fuori casa
Mi ripetevi:
Lo sai che d'Inverno si vive bene
come di Primavera?

Si si, proprio cosí. 
Tanto piú se tra Primavera e Inverno la differenza risulti proprio marginale.
Mentre i suoceri migrano a sud in cerca di tepori dimenticati, l'Ultima Thule e i suoi vasti Dintorni si crogiolano nuovamente in giornate che sfiorano e scavalcano i venti gradi sottozero.
Quando si verifica questa condizione, si verificano pure i due seguenti fatti:

- Il manto di neve non si scioglierá per qualche tempo a venire.
- C'é bel tempo (cosí il calore si disperde meglio di notte, e di giorno) e non c'é minaccia di nuova neve in vista

In questo modo, l'Abitante Ultimathulese sa che che potrá contare con sicurezza su una delle sue risorse piú interessanti: un manto nevoso immacolato e d'aspetto immutato, o quasi.
Cosa si puó fare con un manto nevoso immacolato e immutante? Se questo si trova proprio al disotto di un popolare cavalcavia per pedoni e biciclette, puó essere ben sfruttato per far conoscere ai nostri concittadini qualcosa che ci sta a cuore, come nel caso di questo anonima/a, che ha ben pensato di propagare il seguente messaggio, (il quale sará anche scritto coi piedi ma la grafia resta ottima):


C'é il nome di un blog locale (col quale non c'entro niente), e sotto l'iscrizione "bög", che é un epiteto non signorile, sebbene ormai non troppo spregiativo, per indicare gli omosessuali maschi (devo dire che, nonostante l'apertura mentale dei Paesi nordici, certi serpeggianti e inutili pregiudizi sopravvivono).
Lo scopo di quest'iscrizione non mi é chiarissimo, per cui ho tre ipotesi:

1) Il bloggers voleva farsi pubblicitá in modo insolito ed efficace. Qualcuno ha voluto dileggiare l'intento, ed ha schernito l'iniziativa con lo stesso sistema. (ipotesi per me debole, vista la somiglianza delle grafie)
2) Il bloggers voleva farsi pubblicitá in modo insolito ed efficace, ed ha aggiunto apposta l'epiteto per attirare ancor piú attenzione.
3) A qualcuno sta sugli zebedei il blog e/o i rispettivi bloggers, ed ha scelto un modo molto pubblico per far conoscere al mondo la sua opinione.

Qual é la vostra ipotesi?

Sia come sia, l'effetto pubblicitá ha comunque prevalso in me, poiché non ho resistito dall'andare a guardare il sito: credevo fosse qualcosa sugli sport invernali (la dicitura vinter m'ha confuso), invece era solo moda nel glamour ultimathulese. Nulla per me, insomma.

Nella prossima puntata, altri modi interessanti di usare la neve a scopi sociali, questa volta per la gioia del Mezzovikingo.


Tuesday, 25 January 2011

Il Gelo e l'Arte della Conduzione della Bicicletta


Quando arrivate in Svezia (o in qualsiasi altro posto nuovo), é abbastanza naturale cercare di stabilire dei contatti sociali. Se ci arrivate da soli, senza portarvi dietro/raggiungere un partner giá esistente, é pure abbastanza probabile che prima o poi vi dedichiate alla ricerca di un/a rappresentante del sesso che preferite, allo scopo di condividere alcuni dei Piaceri Corporali che la Vita riserva ai piú.
Non é che io sia sfuggita a questa tendenza, e quindi, diverso tempo fa, mi capitó di partecipare con altre amiche single a delle sessioni di cosiddetta Caccia&Pesca nelle vaste pianure nordiche. Durante tali sessioni, la controparte di solito tende a sfoggiare i propri pregi. Nel caso degli/delle svedesi, notai che immancabilmente ostentano il fatto che lei/lui tränar. Cioé, fa ginnastica, movimento, sport, di qualche tipo. 
Indipendentemente dalla presenza di una Panza Imperiale, ad un certo punto della conversazione vi verrá  dunque raccontato che "io scio, gioco a hockey, vado in palestra, passeggio nel bosco, vado sui pattini basket yoga afrodanza powergympa beachwolley innebandy styrketräning konditionsträning jogging eccetera". Per farvi un esempio, in uno dei nostri primi appuntamenti il Vikingo mi propose di passare una domenica pomeriggio in una Spa, con oretta di cyclette inclusa. Help me.
Io, devo dire, non sono cosí (e si vede). Nel gergo svedese verrei irrimediabilmente qualificata come soffpotatis, cioé soffice patata da divano, che non é una creatura lasciva come si potrebbe pensare, ma indica semplicemente un'entitá rammollita e galleggiante sulla propria epa, tipo la sottoscritta. Si capisce come, in tali situazioni sociali, per me l'imbarazzo fosse alle stelle. 
Che cavolo di training mi invento per fare colpo sul malcapitato?
Trovato! Io vado al lavoro in bicicletta. (vado anche a funghi. Meglio di niente, insomma: il Vikingo mi volle bene lo stesso)
Andare in bicicletta all'Ultima Thule non é la stessa cosa che scorrazzare con grazia e prestanza sulle lievi ondulazioni della Pianura Padana. Qui la neve arriva in ottobre e scompare in aprile, e andarci sopra implica che si debbano imparare alcune strategie di sopravvivenza, specialmente quando uno é disastrosamente pigro come me e non si cura di mettere le gomme chiodate. Si puó anche dire che, se gli ematomi fossero permanenti, a quest'ora avrei un incarnato degno degli abitanti di Pandora in Avatar.
Dopo sette anni di residenza, posso perció riassumere in categorie di temperatura la mia Educazione al Fondo Stradale Innevato.

0 / -3 gradi: 
non lasciatavi ingannare dal fatto che fa caldo. Con queste temperature, la neve é bagnata, pesante, infingarda. Voi andate in bicicletta e vi lasciate dietro solchi pesanti come il cielo di Novembre. Le buche nascoste sotto la paciosa coltre bianca si riveleranno all'improvviso, facendovi affondare, sbandare, precipitare il vostro Regale Deretano nella vergogna. Nell'Ultima Thule succede anche che le piste ciclabili, impeccabili nel resto della cittá, vengano spazzate con particolare incuria proprio attorno all'Ospedale e all'Universitá: dopotutto, lá il pronto soccorso é a portata di piede, e ci potete andare benissimo da soli.


Durante il giorno puó capitare che la neve a tratti si sciolga, formando pozze che durante la notte si ricristallizzano in superfici con coefficiente d'attrito pari all'inverso del Numero di Avogadro. Non é infrequente che tali superfici vengano ricoperte di nevischio e rese invisibili, e quindi il giorno dopo il vostro Regale Deretano faccia la fine di cui sopra. Con lo stesso meccanismo, il lucchetto del vostro mezzo si riempirá d'acqua liquida mentre voi siete al lavoro, mentre alla sera, quando dovrete tornarvene alla vostra dimora, non ci saranno santi che lo libereranno dal ghiaccio raggelatosi all'interno. Lycka till.  
Per fortuna, i trasporti pubblici non sono male.

-4/-12 gradi:
questa é la situazione migliore. La neve che cade a queste temperature é soffice e leggiadra, e ricopre le strade con una coltre compatta e abbastanza stabile. Dopo diverse settimane, peró, la neve cosí compattata si fará liscia in punti assolutamente imprevedibili, si formeranno montagnole e solchi piú o meno paralleli, e se le ruote dovessero assumere un'inclinazione inopportuna ecco che il solito, Regale Deretano dovrá rassegnarsi al peggio. Il risultato é che per sopravvivere, il ciclista deve avere cura di seguire fanaticamente il suo Solco. 
In effetti, tutto il Culto del Ciclismo su Neve ha un unico Dogma:  
Segui il Solco Dio tuo. Chi lo lascia é caduto.
Il Dogma del Solco diventa importante anche quando gli spazzaneve decidono che é ora di dare una grattatina al manto stradale: i denti delle pale sono (sadicamente?) poco piú larghi delle gomme della bicicletta, e lasciano solchi nel ghiaccio profondi alcuni centimetri e paralleli al senso di marcia. I sopracitati spazzaneve hanno anche cura di lasciare buche seminascoste e mucchietti di neve improvvisamente soffici in punti a caso del vostro percorso.
Una soluzione molto intelligente, anche se illegale, é andare in bici sui marciapiedi, dove le pedate randomizzate assicurano una superficie libera da solchi.

-12/-17 gradi:
vedi sopra, piú o meno. Si comincia a notare che il lubrificante dei perni della bicicletta comincia ad indurirsi, proprio un pochetto, per il disappunto delle vostre amate riserve di ciccia.
A queste temperature va in affanno il riscaldamento che la municipalitá dell'Ultima Thule generosamente offre nelle sue piazze principali e sulle piste ciclabili ad elevata pendenza.  Il risultato é che la neve vicina all'asfalto si sciogliucchia, per poi ricongelare, con la formazione di un beffardo strato di ghiaccio a montagnole. Siccome il suddetto riscaldamento é assicurato da tubi sotterranei, capita che il ghiaccio si sciolga solo immediatamente sopra i tubi, con la formazione di, indovinate? solchi nel ghiaccio. Ovviamente paralleli al senso di marcia. Se in salita la situazione é sotto controllo, in discesa avrete la possibilitá di stimolare l'adrenalina a buoni livelli.

-18/ in giú: 
non pervenuta per sopravvenuta cristallizzazione della sottoscritta. 
L'ho pur detto che il servizio Trasporti Pubblici (qui pomposamente battezzato ULTRA, cioé  UltimaThule Lokal Trafik) non é affatto male, sebbene leggermente caro. Sarei sciocca a non approfittarne.

Monday, 11 October 2010

Da 63 a 36: ovvero, Cenni di Colonialismo Nordico (1)

Naturalmente, gradi.
Sempre parlando di gradi, avrei anche potuto scrivere: +24, per chi ama i divisori del 3. Il risultato cambia poco. Prima che qualcuno cominci a prendermi in giro per questo inadeguato far il verso a Dan Brown, dico subito che il tutto ha a che fare con un'abituale furbata annuale della famiglia Mezzavikinga: lasciare le latitudini Ultimathuliane per qualche localitá affacciata sul Mediterraneo, giusto in tempo per perdersi il magnifico spettacolo della Prima Neve dalle parti di casa. (l'anno scorso documentate qua per l'Ultima Thule, quest'anno arrivate qui in provincia)
Il Vikingo, sotto quella faccina angelica e tranquilla, é uno Sporco Capitalista, e si dá il caso che i suoi genitori abbiano lavorato come formichine per concedersi un Grande Lusso: un appartamento in una amena localitá balneare in un altrettanto ameno Paese mediterraneo. Per questo motivo, ogni tanto sfruttiamo l'ospitalitá dei suoceri e ci ritroviamo qui.


 
A questo punto chi legge potrebbe benissimo obiettare che qua non siamo piú all'Ultima Thule e quindi il post é totalmente fuori tema e poco interessante. Aspettate: ci saranno sorprese.
Allora: l'appartamento in sé, sebbene si dica abbia ospitato perfino una Prima Ministra norvegese, é di dimensioni e arredamento non di certo pretenziosi. È ció che si puó trovare dentro l'appartamento, a rivelare usi e costumi dello Svedese all'Estero (SaE).
Il SaE, nonostante sia molto fiero/a della propria Fosterland, detta anche Patria, deve ammettere, a denti stretti se non vibranti che a casa sua fa freddo. Talvolta é pure tremendamente buio. Insomma, l'unica cosa che manca alla Svezia per essere perfetta é un clima subtropicale e un mare cristallino senza meduse. Nei tempi andati, per procacciarsi risorse si usavano fare guerre. Al giorno d'oggi ci si insinua in modo legale e si erigono Colonie in un Paese-Vittima, le quali Colonie spesso hanno un aspetto tipo cluster e multinazionale dal momento che insomma, gli Svedesi mica sono i soli ad utilizzare la strategia.  
Queste Colonie sono di circa 3/4 tipi, e le caratteristiche dipendono dal Budget dei Coloni in causa:
1- le Colonie-Charter: low budget. Il Paese colonizzante organizza raid aerei, detti in gergo charter, sulle localitá designate. Durante il viaggio i Coloni si armano di consistenti arpioni alcolici per incrementare il proprio Berserk, dopodiché si gettano alla conquista del territorio devastando selettivamente qualunque postazione che ospiti tracce di EtOH. Il lavoro viene ultimato disperdendo in giro tutte le possibili Secrezioni e produzioni liquide del proprio Corpo, con evidente soddisfazione. Il Paese colonizzato segrega gli invasori in Ghetti Speciali e si gode i proventi derivanti dall'EtOH, e altro. Lagom é bene (a casa), ma l'Entropia dell'Universo é comunque destinata ad aumentare, quindi, perché contrastare le leggi di natura? Siamo scientifici, orsú.
2- le Colonie-bene: budget dal medio-alto in su. Apparentemente, sembrano in tutto e per tutto luoghi appartenenti amministrativamente al Paese colonizzato. Guardando piú da vicino, si scopre la presenza di un cluster di Comunitá Colonizzanti che ha invaso con le sue ife tutto il luogo. Gli autoctoni servono soltanto come Cornice Folkloristica e Dispensatori di Servizi (mai altrettanto efficienti come in madrepatria, ma vabbé). Siccome una di queste localitá assomiglia a quella in cui ci troviamo, la descrizione piú dettagliata si dará a breve.
3- i (quasi tutti) Pensionati di budget medio-alto. Satelliti del 2, ma dimorano stabilmente nella Colonia quasi tutto l'anno. Ritornano eventualmente per Midsommar, quando nella Colonia fa decisamente troppo caldo (il mondo non é perfetto, poiché non lagom)
4- Gli Erratici: non colonizzano un bel niente, ma vanno in giro per luoghi di Provata Qualitá. Quelli dell'Ultima Thule non trascurano una visitina all'IKEA locale, causa handicap socio-geografico e malcelata nostalgia di casa.

(5- Gli Anomali: budget alto e aspetto finto-alternativo, vanno in posti, per l'appunto, Anomali e non segnati dalle carte turistiche. Spesso vi si praticano sport estremi o vengono rinvenute Creature non ancora segnate sugli Annali di Zoologia. Si sospettano Geni Teutonici nel pedigree).

A questo punto, mi fermo un poco. Come da tradizione (vedere, ad esempio il nostro precedente viaggio), Il Vikingo ed io abbiamo ricevuto in regalo da nostro figlio un Pacchetto Spa Relax con scelta variegata et esclusiva di Virus tutti diversi (dal Semiinfluenzale, al Manipiedibocca, tipo): pertanto, siamo impegnati a rilassarci a letto per la maggior parte dei nostri giorni, facendoci (specie la sottoscritta) comodamente servire a letto infusi di the, bevande effervescenti e frutta esotica dai suoceri che ci han raggiunto una settimana dopo.
Il post che illustra il punto 2) non si fará peró attendere. Datemi il tempo di scattare un paio di foto adatte.

Thursday, 24 June 2010

Rane e Grappa

Ohibó! La sottoscritta s'é convertita alla Padania e scrive un'Ode ai sapori della natia Marca Trevigiana? 
Sebbene una padellata di ranocchie del Meschio non mi dispiaccia affatto, no, non é di questo che vi racconteró.
Come anticipavo un pelo piú sotto, siamo arrivati all'Evento-Piú-Importante per gli Svedesi: Midsommar, o Mezza Estate,  la vera e unica Festa Nazionale, retaggio pagano arcaico che celebra l'unica cosa veramente vitale da queste bande: l'Arrivo dell'Estate, il Culmine del Sole, il Picco della Vitamina D in tutti i tessuti del corpo, l'inizio di quel paio di settimane in cui -forse- il Termometro si degnerá di andare sopra i +20 gradi (beh, no, forse é meglio essere realisti. Facciamo +15.) 
Ecco dunque che si fa. Intanto, la Midsommar si festeggia il primo sabato dopo il Solstizio d'Estate. Chi mi ha seguito quando parlavo del Natale capirá subito al volo che non é il sabato il momento clou, bensí il Venerdí, cioé il Midsommarafton, la vigilia di Midsommar. Come regola, tutte le grandi feste svedesi hanno come momento piú importante il rispettivo -Afton, mentre la Giornata Dedicata é solamente funzionale allo smaltimento della sbornia che necessariamente si associa. Se la festa é proprio importantissima allora é necessario un giorno extra per metabolizzare gli eccessi di bisbocce, ed é per questo che la Midsommar si fa di sabato, cosí uno dopo ha pure la Domenica a disposizione per eventuali inconvenienti medici da risolvere. Logico e pratico.

Essendo una Festa Pagana, ci devono essere necessariamente dei riferimenti sporcaccioni (tutte le festivitá pagane hanno delle Caratteristiche Sporcaccione, per definizione). Per cui, gli Svedesi si affrettano a piantare un Palo nella Terra. Per far capire bene il concetto a chi non ci fosse arrivato/a, di fianco al palo, in alto, si piazzano due cose rotonde. Per rendere il tutto piú appetibile alla popolazione femminile, ci si mette una patina di romanticitá e si ricopre il tutto di fiori e frasche verdi. Il risultato é un oggetto di questo tipo:


Dopodiché, piantato il Palo, ci si lancia in danze vorticose e concentriche tenendosi per mano. Il simbolismo é talmente chiaro che qua non si spiega niente. Il Problema del succitato Simbolismo, specie in passato, é che quei bacchettoni della Chiesa non vedevano di buon occhio queste scene lascive e promiscue ispirate sicuramente dal Maligno. Vaglielo tu a spiegare che la Riproduzione é la base del Successo nella vita agricola: se le sementi non germogliano, le vacche non fanno i vitelli, e le donne non partoriscono bambini che possano dare una mano nei campi, com'é che andrebbe avanti il mondo, eh?
Ed ecco che gli svedesi trovarono il modo di mascherare l'intera Mistica del Palo, inventandosi delle canzoncine innocenti e puerili tipo quella delle ranocchiette, Små Grodorna, che per la sua importanza supera in popolaritá l'Inno Nazionale, tanto che l'Ambasciata svedese a Parigi nel 2003 la richiedeva ai suoi emigrati come test per mantenere la nazionalitá svedese:
Små grodorna, små grodorna är lustiga att se.
Små grodorna, små grodorna är lustiga att se.
Ej öron, ej öron, ej svansar hava de.
Ej öron, ej öron, ej svansar hava de.
Kou ack ack ack, kou ack ack ack,
kou ack ack ack ack kaa.
Kou ack ack ack, kou ack ack ack,
kou ack ack ack ack kaa.
(la traduzione é: le ranocchiette son divertenti da vedere, non han né orecchie né coda, kua caccá, kua caccá etc)
Allora, immaginatevi un po' di persone adulte che danzano attorno ad un palo cantando sta cosa, muovendo ritmicamente le terga e facendo altri gesti che non oserebbero mai ad una riunione coi colleghi.
Si individuano perció tre categorie di adulti che volontariamente si prestano allo spettacolino:
1- Stranieri da poco immigrati desiderosi di mostrare la propria apertura e curiositá verso le tradizioni locali;
2- Genitori/accompagnatori di bambini sufficientemente piccoli (é interessante notare come un neogenitore si adatti con entusiasmo a fare cose che da single sdegnosamente snobbava. Parlo anche per me, eh!);
3- Autoctoni completamente ubriachi.

Riguardo l'ultimo punto, ecco che fa la sua entrata la grappa menzionata nel titolo, ovvero l'akvavit che da sempre si accompagna come degno Condimento e Supporto Psicologico alle Fatiche delle Grandi Festivitá. Le modalitá di assunzione le ho menzionate a suo tempo in qualche punto di questo post, e per pigrizia non mi ripeto. Altrimenti andate a leggervi quest'altro gustosissimo post di Bixx, che é molto didattico sull'argomento. 
Durante Midsommar l'effetto letale per lo stomaco viene blandamente tamponato dall'assunzione in contemporanea di diverse, fantasiosissime, varianti di sill, che altro non é che aringa marinata in una salamoia zuccherata fino all'inverosimile. L'effetto-chock della mistura viene mascherato dall'aggiunta di diverse spezie e/o verdure, tipo cipolle rosse, senape, bacche di ginepro, zafferano, pomodoro o altro a piacere, secondo il genio creativo delle aziende produttrici. Immancabili sui giornali locali le classifiche di qualitá delle varie marche e gusti di sill, classifiche a mio parere completamente inutili, visto che tanto poco dopo si é andati completamente in palla con l'akvavit, e tutto sembrerá celestiale.

Quando poi arriva la mezzanotte tra Midsommarafton e Midsommar, ecco che affiora un'altra tradizione della notte dei tempi, quando le fanciulle dovevano per forza trovar marito, ma avevano poche occasioni per uscire e veder gente: il Mazzolin di Fiori.
La faccenda consiste nell'uscire a mezzanotte e raccogliere un numero magico di varietá di fiori selvatici, possibilmente ognuno da un cortile diverso. Il numero varia a seconda dell'interlocutore con cui ho parlato, qualcuno dice 7, altri 9, altri ancora piú sono meglio é (le tradizioni magiche non sono una scienza, evidentemente). Si mette il mazzolino sotto il cuscino, e quella notte si sognerá il proprio futuro marito.
(il mio sospetto é che in realtá la fanciulla, nel suo peregrinar per fiori, incontri qualche aitante giovinotto con cui si sollazzerá. Al mattino, per preservare il proprio onore, andrá a dire in giro che si é sognata proprio quel signorino lí e le toccherá proprio proprio sposarselo, eh si.)
Fralaltro, per coloro che credono che mettere insieme sette o nove specie di fiori diversi sia risolvibile in un paio di minuti, faccio presente che, specie quassú in cima, non é che le varietá di fiori si sprechino. Bisognerá aspettare ancora un paio di settimane per la vera e propria esplosione.
Altri sostenevano che in questa notte é vitale stare attenti a non farsi un bagno in acqua, che sennó arriva la Näcken (uno spirito dell'acqua) e ti porta via. Io direi che é un po' troppo comodo tirare in ballo addirittura antipatiche entitá soprannaturali quando il vero problema é che ti sei bevuto un po' troppa akvavit, e l'acqua del lago é ancora gelata.
Beh, allora Buona Midsommar, cioé, Midsommarafton a tutti. 
Al Vikingo ho giá commissionato una bottiglia di Marsala, per chi fosse curioso.

Thursday, 10 June 2010

Riti di Iniziazione

 
Stamane, ci sono state due cose che ci han svegliato presto: il sole giá alto, e una litania di canzonacce scomposte, accompagnate da soffiate di clacson e urlate davanti alla finestra della nostra camera, la quale dá su una strada principale. Il Mezzovikingo, che ama musica e canto, s'é rizzato sulla schiena a occhi sbarrati chiedendosi il perché di tanto stridore; io, in ritardo per andare al lavoro, pensavo a come la bella stagione debba far indulgere qualche alcolista a sbevazzare tutta la notte fino al mattino del giorno successivo. Questi jävla Norrlandesi schiavi dell'acquavite fatta in casa. La polizia dov'é?
Guardando fuori, si chiarisce l'equivoco: una mandria di ragazzetti tutti vestiti da marinai, armati di bombolette musicali e altri oggetti non ben identificati, sta infestando i marciapiedi. Realizzo che anche qua, con una settimana di ritardo rispetto alla Malmö di GattoVI e alla Stoccolma di Carin, sta avendo luogo la cerimonia dello Studenten dell'Ultima Thule.
Lo Studenten é un Rituale che segna la fine delle Scuole Superiori in Svezia, e quindi, di riflesso, l'inizio del periodo in cui i fanciulli dovranno lasciare il tiepido e ormai stretto Nido Familiare per cominciare ad occuparsi di Burocrazia Adulta: ovvero, come gestire i propri rapporti con la A-kassa (cassa disoccupazione), con un ipotetico Lavoro (sic!), con la Försäkringskassa (la Mutua), con i prestiti-studio che uno deve prendersi se vuole iniziare l'Universitá (che in sé é gratis, ma tutto il resto no) e, naturalmente, con la Ricerca di Abitazione.

Avendo avuto l'onore, alcuni anni fa, di assistere a tutta la cerimonia grazie al fatto che la figlia del mio capo si studentava e lui voleva farmi vedere 'un'importante tradizione svedese', ecco che posso raccontarvi piú o meno come funziona.

Il Gran Ballo.
Questa secondo me é copiata direttamente dalla tradizione dei college americani, quella che si vede nei film (tipo Carrie) in cui c'é sempre una studentessa sfigata alla disperata ricerca di un partner, o anche viceversa, quando alla fine del college tutti si mettono in ghingheri e vanno a una brillantosa e tiratissima Festa di fine anno con cibo e musica. Qui l'Evento capita piú o meno una settimana prima della Fine Ufficiale delle lezioni. I maturandi, compresi quelli che il resto dell'anno andavano in giro con le vesti stracciate, i capelli lunghi da metallaro e quaranta piercing alla lingua, ora si mettono tutti in tiro, con giacca cravatta acconciature e abitini lucidi, tanto da sembrar pronti per il ricevimento di sua Maestá la Regina in persona. Se non ci credete, andate a vedervi le foto del ballo 2010 dell'Ultima Thule. Degno di nota é il corteo che trasporta gli studenti al luogo, che intasa per ore il traffico del centro, ed é composto dalle cosiddette auto da raggare: tipo di auto americane d'epoca, enormi, coloratissime, tipiche del periodo in cui Elvis Presley andava di moda. In Norrland sono popolarissime, e sono guidate appunto dai raggare che sono la versione locale degli italici burini, ed é gente che crede che Elvis sia ancora vivo, anzi risorto e viva nei loro corpi. Si noti anche che il verbo svedese ragga significa abbordare un potenziale partner sessuale.
Di solito, il giorno dopo il ballo abbondano sui giornali locali le critiche ferocissime alla cattiva organizzazione del ballo, alla tremenda gestione del catering e dell'accesso ai bagni.

Iniziazione all' EtOH
Una settimana dopo, chi vive vicino ad una scuola superiore (Gymnasiet) viene destato nel modo descritto sopra. In questa occasione, gli studenti cominciano di buon mattino a festeggiare l'entrata nel Mondo Adulto. Qual miglior modo per farlo, se non con un Rito di Iniziazione a base d'Alcol? È cosí che i maturandi fanno la cosiddetta colazione con Champagne (nella credenza, molto naive, che i ragazzi non abbiano mai toccato alcol prima d'ora. Ahahah). Alcune scuole sembrano voler proibire la faccenda, avendo il problema di trovarsi in classe gente avvinazzata giá di buon mattino, esalante rutti, aliti tremendi, scarso rispetto per le elementari norme di prima educazione e le toilettes dell'edificio.

Student Pride Festival.
All'uscita dalla scuola, ci sono ad attenderli trepidanti e orgogliosi parenti, fratelli, genitori, questi ultimi felicissimi di essersi tolti dalle p esser riusciti a produrre una sí brillante prole. Il parentame agita enormi gigantografie con foto molto imbarazzanti del maturando da piccolo col pannolino gonfio, mentre l'oggetto della festa vien ricoperto di fiori, nastri coi colori nazionali, bottigliette di roba etanolica, baci e abbracci, e trascinato in giro per le foto ufficiali. Dopodiché il suddetto bestiame giovanile viene issato su rimorchi tirati da trattori ed esposto al ludibrio generale per le strade del centro. I protagonisti della festa non se ne rendono conto, perché tanto sono giá tutti ubriachissimi e cantano cose immagino sconcissime all'indirizzo dei sorridenti passanti. Essendo l'Ultima Thule denominata Cittá delle Betulle, i carri mascherati sono abbondantemente addobbati con frasche del suddetto albero, oltre che con teloni riportanti classe e istituto. I resti di queste frasche infesteranno le strade del centro per i giorni a venire.
Una collega oltre la cinquantina mi ricorda come, ai suoi tempi, vigeva ancora l'uso di fare un esame di maturitá in questo giorno: e chi non lo superava doveva uscire dal retro della scuola e vergognosamente accodarsi a piedi ai carri trionfali.
Degno di nota, anche qui, l'abbigliamento dei maturandi (vedi foto): giacca e cravatta per i ragazzi, impalpabili vestitini, rigorosamente corti e bianchi per le figliole (tutto indipendentemente dalle condizioni atmosferiche attuali. Per quest'anno, hanno avuto fortuna). Completa il quadro un caratteristico cappellino bianco e blu con visiera, vagamente marinaresco-da-postino, con eventualmente nome del maturando e coccarda della scuola, o simili, che verrá portato a lungo con un certo orgoglio.

Non é necessario precisare che attorno a tutto il rituale gira un business tremendo, per i cappellini, i vestitini, gli abiti, le gigantografie, i nastrini dedicati, il Ballo, ecc ecc. I media ripropongono ogni anno cifre e avvertenze per evitare che ignari maturandi e genitori troppo sentimentali si facciano accalappiare dai venditori di gadgets.

Epilogo.
Dopo la lieta processione, i festeggiati fanno ritorno alle loro famiglie, dove si sará provveduto al rinfresco (in casa o fuori) in presenza di parenti e amici. Ricordo ancora con piacere lo spirito di ospitalitá del mio capo quando mi invitó a casa sua per partecipare alla festa per sua figlia, come dicevo piú sopra. Allora ero arrivata nell'Ultima Thule da pochi mesi e volle farmi partecipe di una tradizione e di una giornata di gioia anche tutto sommato privata, a cui ripenso ogni tanto con gratitudine.
Il Comune dell'Ultima Thule offre generosamente un concerto rock e ggiovane in piazza per la sera. Da sotto le giacche e i berretti rispuntano timidamente piercing e calze smagliate.

Per l'Arbetsförmedling (Ufficio Collocamento) ci sará tempo da lunedí.

Tuesday, 6 April 2010

La Festa in Giallo

Qualcuno dei miei gentili Commentatori e Lettori aveva, prima di domenica, espresso il desiderio di sapere che si fa a Pasqua nelle lande dell'Ultima Thule. Ritornati dalla stuga dei suoceri soltanto ieri, carichi di cioccolatini, pigrizia cronicizzata e un Mezzovikingo implorante la Nonna, mi rendo conto che aggiornare il blog soltanto il martedí dopo é un po' vergognosetto. Comunque, mantengo la parola e riporto qualche Punto fondamentale del Primo Rito di Primavera degli svedesi.

Punto Primo: allo svedese medio sembra non importare molto del significato religioso della Pasqua, almeno a giudicare dai miei conoscenti e parenti. La Pasqua é un arcaico Rito Primaverile, Festa Prima di una serie dove si comincia nervosamente a cercare invano il primo filo verde e a rosolarsi beatamente al pallido Sole con qualche grado sopra lo zero, cullandosi col suono cristallino dell'Acqua nei suoi Cambi di Stato.

Punto Secondo: per prepararsi, si comincia a mostrare insofferenza verso tutti i colori cupi. I luoghi frequentati da persone, pubblici o privati, si riempiono di collezioni di oggetti piú o meno kitsch dai colori rigorosamente pastello, primo tra tutti il Giallo. Tripudi di Pulcini, Ovetti, Candele-ovetto, Galletti, Coniglietti, Animaletti graziosetti. Anche gli Svedesi hanno un cuore romantico. Crudele é chi lo nega.


Grandi favoriti dalla tradizione sono comunque le piume di varie tinte che vengono appese agli alberi ancora spogli o a mazzi di rametti di salice pieni di morbidi fiori a gattino. La Municipalitá dell'Ultima Thule provvede ogni anno a sacrificare una grande betulla, portandola in piazza e decorandola di piume ed uova. 
Secondi in classifica arrivano i vasetti con narcisi di varie fogge e dimensioni. Il narciso é cosí indispensabile all'atmosfera pasquale che il suo nome svedese é, non per nulla, Påsklilja, giglio di Pasqua.


Punto Terzo: il Giovedí Santo. Siccome il Venerdí Santo, Långfredagen o Venerdí Lungo é giorno festivo, é chiaro che il giorno precedente molti lavorino solo metá giornata e i negozi chiudano in anticipo. Per ovviare all'inconveniente di aver dimenticato di far la spesa, ecco che gli svedesi sfruttano il lavoro minorile e mandano in giro i propri figli vestiti da pensionate del 1800 a mendicare godis. Siccome il Mezzovikingo é ancora piccolo per queste cose, vi rimando all'esauriente descrizione di stardust qui a fianco (e io mi riservo qualcosa da scrivere per l'anno prossimo)

Punto Quarto: appena prima del Grande Giorno l'Ultima Thule si svuota. La stragrande maggioranza dei propri abitanti si trasferisce in blocco verso le Montagne al confine con la Norvegia, in qualche posto chiamato Hemavan o Tärnaby. Lí la gente scia, prende il sole, fa la sauna, mangia e dorme. Piú o meno quello che potrebbe fare anche a casa, ma a 3-400 km di distanza. Non si creda che il comportamento sia contradditorio, del tipo voglio la primavera ma poi me ne vado al freddo: il tutto fa parte di un Rituale Preciso. Non si puó implorare la Primavera senza prima sacrificarsi per l'ultima volta alla Divinitá dell'Inverno. E poi si sa, su in montagna c'é meno gente, dettaglio mica da poco. Il Vikingo sarebbe stato tentato di farci fare il giretto ad Hemavan, dove i suoi hanno, manco a dirlo, una stuga. Ma, considerata la mia abilitá nell'Arte dello Sci, e l'insofferenza del Mezzovikingo per i viaggi in auto piú lunghi di venti minuti, abbiamo sopperito benissimo con la permanenza nella stuga al mare dei miei suoceri.
Il Vikingo ha convenuto che la decisione é stata saggia e se n'é stato in veranda a prendere il sole dopo averne spazzato via mezzo metro di neve:


Punto quinto: cosa si mangia. Vi rimando alla descrizione del menú della Vigilia di Natale. Fatene una versione decisamente piú leggera, aggiungeteci qualche uovo sodo in piú, e qualche piatto di carne in meno, e sarete accontentati. Chiamate lo Julskinka Påskskinka (prosciutto di Pasqua), fate lo stesso con lo Julmust, e il quadro sará quasi completo. Mancherá, ovviamente, l'uovo di Pasqua, che in Svezia é l'esatto opposto di quello italiano: qui é l'uovo ad essere fatto di cartone o plastica, mentre la sorpresa é costituita da quell'incredibile arsenale chimico che sono i godis

sorpresa!

Noi che cerchiamo di fare una dieta sana abbiamo sostituito le caramelle con cioccolata di vario tipo, compreso l'apriscatola apribottiglie e i chiodi arrugginiti che si vedono  in figura e che provengono da un'azienda cioccolatiera artigiana di Domodossola. Nell'Ultima Thule  c'é poca roba, ma ogni tanto anche il supermercato del quartiere propone sorprese culinarie di nicchia. Il Mezzovikingo, che detesta i dolciumi, s'é invece visto recapitare biscottini a forma di letterine e uva, cosí, tanto per continuare la disputa su O e U.

Buona dieta a tutti, specialmente a me.

 
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