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Thursday, 21 November 2013

Anche chi muore si rivede -1-



Un esempio pratico dell'affermazione del titolo qui sopra, é per dire, la tenutaria del qui presente blog: risucchiata di linfa vitale da alcuni marmocchi non specificabili (ma non solo), riemerge sotto forma di zombie dalle melme grigiastre del periodo piú cupo dell'anno. A differenza di altri spazi virtuali, e a sommo vantaggio di chi legge, la mia faccia con annesse occhiaie mai verrá usata per illustrare le pareti di questa stanza.
Il mese di Halloween, Allahelgon, Samhain o quel che volete é perció il momento migliore per riprendere in mano questo spazio ormai desolato ed ammuffito.
In uno dei miei primi post avevo raccontato dei motivi che mi avevano condotto all'Ultima Thule. Avevo pure citato l'incoraggiante commento della mia genitrice prima della mia partenza, che suonava piú o meno cosí :
"non ci andrei mai in un posto cosí freddo"
L'osservazione climatica é abbastanza corretta, anche se il freddo (a differenza dell'oscuritá pre-solstizio) non é un grosso problema per vivere qui. Al giorno d'oggi la scienza e la tecnica han provvisto l'oramai comodo Norrlandese di tripli vetri, coibentazioni eccellenti, abiti hightech, auto coi sedili scaldaderetano, prese elettriche per i motori, pneumatici a prova di ghiaccio, sistemi di riscaldamento efficienti, ecologici ed economici come questo (in svedese), e tanti, tanti godis a buon prezzo. Quando si sprofonda sotto lo zero Celsius, l'aria diventa asciutta e profuma di neve, e non porta via troppo calore corporeo. Mica per niente preferisco trascorrere le ferie di Natale qui anziché nell'umidiccia Padania.

Per la mia curiositá, é assai piú interessante capire come accidenti sopravvivevano in questi luoghi quando le sopraelencate meraviglie tecnologiche ancora non esistevano. Chi erano gli Ultimathulesi di cento, duecento anni fa? Quali misteriose qualitá della psiche e del fisico li tenevano legati ad un suolo ingrato, carente di pomodori freschi, di affreschi rinascimentali e della biodiversitá di molteplici invasori stranieri a movimentarne lo spirito?

Nella libreria del Vikingo si mimetizza un fascicoletto scritto in Word, dalla copertina bianca, in cui campeggia la foto di un tizio austero e la dicitura "Cronache della Famiglia Vikingström e Antenati".
Poiché il Vikingo non sembra aver beneficiato di ascendenti illustri, ricchi e meridionali, l'incartamento narra perció un succulento viaggio, all'indietro di qualche secolo, nella vita di alcuni popolani Norrlandesi che vengono riportati in vita attraverso i registri delle chiese, atti di tribunali, inventari e testamenti.
L'autore della Krönika dice, nella sua prefazione:
"..ho trovato 14 vissuti nel 1500, 57 nel 1600 e 43 nel 1700. Piú di 20 generazioni a ritroso nel tempo...[...] La maggior parte erano contadini e coloni. Molti hanno fondato villaggi dalle parti di Lycksele e Degerfors, e perció avuto parte attiva nella colonizzazione della Lapponia. Uno di loro fu Jonas Nilsson, citato nella letteratura tedesca.
Alcuni divennero funzionari, tra loro Mårten Mårtensson, che contribuí con geni lapponi (lapponi e svedesi non usavano accoppiarsi, per cui l'evento é notevole ndt).
Poche donne vennero citate dai preti. Quei tempi erano cosí. Ma ce ne furono alcune. Malin Andersdotter si prese una colonia a Björksele e fondó quel villaggio. Margareta Grenholm fu la prima ostetrica del comune di Degerfors.
Molte tragedie han toccato il parentado nelle persone di giovani uomini, arruolati come soldati, mandati in guerra e ammazzati quasi subito da esperti militari di professione in Europa"

Ció che serve, nelle ricerche genealogiche, é il cognome degli antenati. L'uso di un unico termine per indicare una famiglia secondo ascendenza al maschile é una soluzione relativamente moderna da queste parti. Il primo Vikingström che ritroviamo nelle carte é un tal Olof Johansson Vikingström di Hornefors, nato nel 1793 e undicesimo di quindici figli. Prima di allora, si risolveva alla spiccia col patronimico, per cui il padre, per l'appunto Johan, porta il nome di Johan Nils-son, da cui si capisce che il nonno paterno di Olof non puó esser altri che Nils.
Ulrika, l'ultima sorellina di Olof, avrá invece e senza dubbio portato il nome di Johansdotter. Facile, no?
Il sistema del cognome-patronimico sembra dunque il piú usato in Svezia prima del diciannovesimo secolo, a partire dal quale diversi cominciano ad attribuirsi un cognome: come ad esempio i figli di tal Anna Sofia e Per Persson, che si faran chiamare Berggren (ramo di monte) , i nostri Vikingsström, e un Jonas, che si fece Flodin.

Parlando di prole piú o meno numerosa, le famiglie ottocentesche descritte nella Krönika hanno come comun denominatore un'incredibile prolificitá. Mentre io sto qui a far la Vittima e piangere il morto per soli due marmocchi che fan le ore piccole, gli Antenati, e soprattutto le Antenate del Vikingo, i morti li piangevano per davvero e indubbiamente dovevano aspettar la menopausa come una gran Liberazione.
Prendiamo ad esempio la famiglia di Nils Petter Carlsson, colono, ed Eva Charlotta Olofsdotter.
Si sposano a 24 anni, e mettono subito in moto la Fabbrica della Prole. Eva Charlotta sfornerá 11 creature, l'ultima all'etá di 43 anni, tanto per raccontare di puerpere attempate. Mi permetto di osservare che le primipare quarantenni dei giorni nostri, spesso criticatissime, arrivano al parto in condizioni molto meno sfatte di Eva Charlotta e colleghe.
E la Discendenza? Il primo figlio della coppia muore poco dopo un mese. Esattamente nove mesi dopo il triste evento, nasce il secondo, che batterá il fratellino vivendo fino a quasi 4 mesi, con la mamma giá incinta della terza. Si noti che il signor Nils Petter non deve aver nemmeno aspettato che la moglie smettesse di avere le lochiazioni, e che la fertilitá di costoro fu comunque impressionante.
La terza figlia raggiunge il record d'etá, e vive fino a 14 mesi, salutando la nascita della quarta, Sara Lotta, la quale sará molto piú fortunata e riuscirá a vivere fino a 90 anni. Sara Lotta, rimasta vedova e poverissima, s'ingegnó a sopravvivere diventando accattona professionista, al punto da divenire una celebritá dei luoghi, col soprannome di Mjöldomta (presa di farina, che frequentemente mendicava). Per chi é curioso su Sara Lotta, troverá un approfondimento (in svedese) qui.
La quinta -definita malaticcia- se ne andrá a 20 anni, vedendo un'altra sorellina morire a 5 mesi. I successivi, restanti figli, se la cavano giá meglio e, tranne una sedicenne, arriveranno a sperimentare i dolori dell'etá adulta.

Scorrendo le pagine della Krönika, si vede che piú o meno anche le altre famiglie spartivano un destino simile: il racconto di un professore tedesco, Friedrich Wilhelm von Schubert, in viaggio da queste parti cosí descrive il suo incontro con alcuni Antenati del Vikingo, nel luglio 1817 (tradotto dallo svedese dell'epoca):

"... Lillsele é un aggregato isolato, abitato da un colono di Piteå. Un destino avverso aveva colpito il pover'uomo. Aveva perso moglie e alcune figlie per la scarlattina. Tutti in casa si erano ammalati, perfino il bestiame a causa della mancanza di cure. I sopravvissuti ora erano sani. Lo stesso padrone di casa, uno svelto 70-enne, venne giú alla barca e ci invitó, a dispetto della sua povertá, a mangiar pesce ed uova fresche. Quando respinsi l'offerta, vennero alcune sue figlie con un po' di latte. Una di loro mi porse la ciotola con tal gentilezza e fermezza, che non potei piú rifiutare. Alla fine, scesi dalla barca ed entrai nel cortile. Tutto era lindo e piacevole a vedersi. Di quattordici figli ne vivevano sette. Le tre figlie si occupavano dei lavori domestici. Per il nutrimento di vacche e pecore venivan seccate foglie di betulla e pioppo, raccolte allo scopo anche da altre parti del Norrland, specialmente in Västerbotten e Ångermanland."

Non tutti questi antenati riuscirono nel tenersi una linda, seppur povera, piccola fattoria. In vari documenti della Krönika si legge di famiglie che contrassero debiti, non riuscirono a pagarli e perció emigrarono in altre parti del Paese.
Tra quelli rimasti, la Krönika narra di certi divenuti delinquenti, sorpresi a rubacchiare e condannati: come Samuel Andresson, il quale tra l'altro osó, con un parente, rubare un cavallo e mangiarselo. In un tempo in cui non si mangiavano cavalli, pare che le autoritá premiassero chi aveva il coraggio di una tale azione, e non chiedetemi il perché. Di quel parente, anch'egli un tipo losco, si é trovato scritto che una volta fu condannato alla gogna davanti alla chiesa, e altre volte alla frusta.
Tra coloro che erano rimasti, i mestieri piú in voga era quelli di contadino ed operaio, ma anche flottningsarbetare, ossia coloro che si occupavano del trasporto del legname per via fluviale (dopo la costruzione, in tempi piú moderni, di numerose dighe lungo i fiumi del Norrland, la flottazione fu dismessa come metodo di trasporto). Tra le donne, coloro che non erano assorbite a tempo pieno dagli impegni familiari spesso erano impiegate come serve, altre furono contadine e un paio addirittura ostetriche.

Piú avanti nel 19esimo secolo, fortune alterne divisero gli Antenati. Verso la fine del 19esimo secolo almeno 1.3 milioni di svedesi lasciarono alle spalle uno Stato enormemente povero e rinchiuso in un conservatorismo religioso politico e sociale, e si cercarono una Nuova Vita nel Nuovo Continente. Diversi ebbero fortuna.
Tra loro, alcuni degli antenati del Vikingo, che salparono verso l'America: alcuni ci restarono, altri ritornarono per la vecchiaia. L'economia nel primo Novecento divenne migliore, certi trovarono la fortuna nella Cittá dell'Ultima Thule (se il concetto di Cittá é relativo), qualcuno fece storia contribuendo all'introduzione del Cinema in questo Luogo scarno d'intrattenimenti.
Tuttavia, gli aneddoti piú interessanti si ritrovano nei secoli precedenti, e per comoditá li lasceró a un post successivo, Discendenti permettendo.


Friday, 21 June 2013

Sogno di una Mezza Notte d'Estate

Questa, stando alle piú recenti app disponibili, é stata tra le notti piú corte dell'anno, (il che si capisce scientificamente subendo osservando il Ciclo Circadiano della mia Prole, ad esempio).
Poiché a causa di un'unica Congiunzione Astrale il Cielo del Norrland era pure limpido, ecco alcune fasi del fenomeno in progressione.
Si ringrazia il Mezzitalico per il supporto logistico offerto durante le ore piccole.

C'é ancora tempo per la grigliatina. Ore 22:23 



Il tramonto, passato da quattro minuti. Ore 23:07.




Il Momento di Mezzo, e culmine d'Oscuritá: ore 00:38.


Un po' piú tardi, al lato opposto della stuga: Elisa avrebbe dovuto cambiare il titolo di una delle sue piú riuscite canzoni. Il cielo si prepara per un'Alba a Nordest, ore 01: 29.



L'Alba arriverá quasi nemmeno un'ora dopo, alle 02:17. Qui peró, egrazziaddio, il Mezzitalico ha interrotto la sua collaborazione, e riferito che, se volevo svegliarmi di nuovo per immortalare tal trascurabile e quotidiano evento, avrei dovuto farlo senz'aiuti da parte sua.

Buona Midsommar a tutti.

Monday, 18 March 2013

La Cometa Panstarrs non esiste

Il cielo dell'Ultima Thule fa quel che gli pare, sapevatelo.
Nonostante il soggiorno in stuga, con tramonti d'oro e cristallo ed un soffitto siderale appena appena velato da qualche cirro di passaggio, la tanto declamata Cometa Panstarrs ha deluso l'unica fessa interessata dell'Ultima Thule che ostinatamente ha tralasciato la serale schiavitú dei fornelli per cercare di vederla.

Se proprio volete vedere l'effetto che fa il Sole ai corpi celesti che passano nella sua sfera d'influenza, esistono comunque manifestazioni molto piú interessanti (ed anche un pelo piú frequenti) ammirabili dalle mie parti.
Ecco dunque una meravigliosa Aurora Boreale, una Norrsken, che ieri sera ha infiammato di danze pallide e remote tutta la Volta Celeste.
Si dice che l'Aurora possa emettere suoni. 
Alcuni sostengono che é una pia illusione, altri giurano di avere udito l'accompagnamento musicale a queste Danze. Di solito non ho mai sentito nulla, ma ieri sera avrei creduto di percepire un lungo, profondo e distante richiamo di corno di caccia, un soffio leggero sull'orlo di un tubo di metallo, che forse null'altro era che il sibilo del vento tra le dune di ghiaccio e neve sul mare.

La danza é iniziata dopo cena, con le solite (noi all'Ultima Thule possiamo permetterci di usare il termine solite) cortine verde pallido bordate di lilla, da un canto all'altro del cielo, ondeggianti sinuosamente da est a ovest, e provenienti da Nord come usano fare. Verso le 22-23 l'intensitá delle luci é sbiadita leggermente, ma il valzer s'é tramutato in una performance disco lisergica, con fiamme bianche lampeggianti furiosamente sopra il nostro tetto per almeno un paio d'ore. Nessuna immagine rende giustizia a quest'ultimo, imponente spettacolo, e la tecnologia a mia disposizione non mi permette video decenti.




Note tecniche:
Le foto sono state prese con ISO a 1250, e un altro parametro a 0 (non chiedetemi che cos'é, a parte che é simbolizzato da un anellino verde).
Ho pure provato a tenere la macchina ferma con una specie di treppiedino, ma quest'ultimo é assolutamente insufficiente quando posato sulla neve vaporosa a -10, e completamente inutile se l'aurora da fotografare sta proprio sopra le vostre teste. In questo caso le mie mani tremolanti dal freddo giustificano le immagini mosse della corona. Se qualcuno di passaggio qui ha qualche buon consiglio tecnico (a parte: 'comprati un treppiede decente'), sono bene accetti.




Sunday, 23 December 2012

La Fine del Giorno



Il giorno 22 Dicembre dell'Anno corrente, il Sole, d'accordo con uno dei suoi pianeti, ha decretato che all'altezza dell'Ultima Thule fa sufficientemente freddo e quindi é l'ora di tirarsi in branda giá qualche minuto prima delle 14:


Il gelo artico stende le sue dita trasparenti sul Golfo di Botnia, il termometro scende, il ghiaccio si stende con silenziosa calma sul mare cinereo (in questo link offerto dall'istituto metereologico nazionale, l'SMHI, si puó avere un aggiornamento quotidiano del suo progresso).
I virus strisciano beffardi nella mia gola alla Vigilia della Vigilia di Natale, e le mie membra rabbrividiscono al vedere in TV le gioiose gesta di un gruppo di esaltati pazzoidi esultanti norrlandesi, in un paesetto a nord dell'Ultima Thule, mentre confortano le proprie nude membra portandole dai -34 gradi dell'aria, ai +1 dell'acqua del fiume.

Caldi (é un eufemismo) Auguri di Buon Natale a chiunque bighellonerá da queste lande prossimamente.



Monday, 29 October 2012

Mamme di Bosco

Aneddoto, sentito al lavoro.

Una mia collega, simpatica, femminista, emancipata, istruita, ha un bambino in etá da asilo, e recentemente si é trasferita in un altro Comune dell'interno a 30 Km di distanza, zona leggermente piú campagnola rispetto all'Ultima Thule, diciamo. Le prassi locali prevedono che un bambino che cambia Asilo, debba fare un periodo d'inserimento nel nuovo. Succede cosí che i genitori s'incontrano e addirittura avviino delle Conversazioni, nonostante siano Norrlandesi.
La mia collega sospira, tra sé e sé: 
Ecco, ora incontreró tutta sta gente, e per lo piú saranno mamme, e mi toccherá sorbirmi tutte le solite conversazioni sulle torte, i muffins, i pannolini, e le malattie dei pargoletti.
Io non sono questo tipo di mamma. 
Io odio parlare di queste cose, aggiunge, forse inspirata da Puffo Brontolone.

Arriva il gran giorno.
Come previsto, una Combriccola di Mamme fa capannello nell'atrio dell'asilo. La mia collega s'accosta, ed effettivamente si rende conto che partecipare alla discussione é frustrante:


- Ah, che figo, adesso che é iniziata la stagione della caccia. Ho comprato un fucile nuovo, sto weekend lo devo provare.
- dai, ma che modello hai?
- uh, il XXXX. È molto maneggevole.
- Fico, vorrei anch'io. Comunque, anche col mio vecchio YYYY si va benissimo. Quest'anno ho giá preso un alce da 15 punte (punte sulle corna, dell'alce s'intende, da quel che ho capito, ndr.)
- Non male.  Ci porti anche tuo marito?
- no, quello sta sempre sul divano a guardare l'hockey.
- Senti, ma il fucile XXXX quanto l'hai pagato?
......
(continua su questa falsariga per un bel pezzo)

La mia collega si é fatta un'interna risata per il bagnetto d'umiltá a cui é stata costretta, e riferisce di essersi sentita una madre tipicamente e maledettamente snob e cittadina. Forse sarebbe stato piú facile parlare di cupcakes, in effetti.

Anche nel Norrland abbiamo dunque le nostre Sarah Palin, e sembra che le signore, anche giovani, stiano prendendo sempre piú interesse negli sport venatori, anche se per ora le donne sono al 7% del totale. Ció da alcuni é ritenuto un gran bene per questa categoria tradizionalmente maschile, dal momento che i giovanotti latitano e nei gruppi di cacciatori ormai si vedono quasi solo gubbar.
Per chi vuol vedere di piú, dalla mia regione e un po' piú dentro la Lapponia, segnalo un blog di una giovane cacciatrice, Anna-Sara. Anche se della caccia non v'interessa nulla (come a me del resto), é un interessante ritratto della vita nell'interno.



Monday, 22 October 2012

Mo' si ricomincia

Dopo un paio di mesi di trepidante attesa, finalmente l'Ultima Thule ha rivisto una prima spolveratina del suo adorato elemento, stavolta la tempistica é come deve essere.
Anche questo autunno é passato.




Sunday, 9 September 2012

Qui c'é solo la Mezza Stagione


Chi capita in queste Lande Virtuali sa che un tempo usavo pubblicare le cosiddette Foto del Mese, poi diradate a Foto di Stagione essendo i Motivi piú o meno sempre i soliti.
Probabilmente, quindi, ci sará chi ha notato che quest'anno le Foto della Primavera non sono mai arrivate, e nemmeno quelle dell'Estate, e adesso siamo ormai nel profondo Autunno, e ancora niente. Una delle ragioni, a parte il fatto di avere due minorenni per casa che desiderano guarirmi dall'Internet-dipendenza, é che nel 2012 é stato tremendamente arduo separare la Primavera dall'Estate. La prima é sbocciata precocemente, per poi indugiare in un eterno stato molliccio e tiepiduccio; dell'estate infine non si é saputo piú molto, se non fosse stato per la durata della Luminositá notturna.

Ad esempio, oltre ai raffreddori mensili che non ci hanno abbandonato da Febbraio, altrettanto mensili sono state le Nebbie di Avalon Ultimathuliane.



Tornando indietro di un poco, Aprile ha regalato le sue consuete Visioni gelate: Trine di Cristalli e Tavoli di Vetro. Nonostante il Mare si sia aperto con notevolissimo anticipo quest'anno, é sufficiente che le temperature notturne scendano sotto i -5 per ricostruire qualche lastrone.



Ma venne un giorno di Maggio, in cui il mondo si scongelava a poco a poco


e venne la Luce (ma non ancora le Foglie, eh)



cosicché anche le solite Lepri potevano osare di perdere, un pochetto, il loro candido mantello  invernale:


Questo morbido e delicato leprottino, da tenere nel cavo delle mani, ha abitato brevemente da noi, in una fessura del garage. Il suo soggiorno é stato seccamente interrotto dal gatto dei vicini, che l'ha azzannato senza tanti complimenti sotto i miei occhi, un paio di settimane piú tardi. Dalla foto si capisce che si fidava troppo a farsi avvicinare.



Qui sotto il medesimo leprottino sulla spiaggetta, mentre cerca di infastidire una coppia di Anatidi innamorati:



Chi invece non si fa intimidire dal Gatto dei vicini...


...é questa Volpe. Nel nostro Angolo di Favole, il Gatto e la Volpe si scrutano e s'intendono.
La foto é quella che é, anche perché l'incontro é avvenuto verso la mezzanotte, e l'illuminazione é fioca. Mica vorrete anche il sole di mezzanotte?




La Luce, veloce é arrivata, e altrettanto veloce scompare. I tramonti infiammano di nuovo il cielo, e tra poche settimane faran loro eco le foglie e le bacche dei Sorbi.



Quando alla fine di Luglio la prima Amanita fa capolino ai margini della strada, allora si sa che l'Estate é ormai un ricordo. Nel giro di qualche giorno gli altri due Segni dell'Autunno -le prime foglie gialle delle Betulle e la condensa sull'auto- si manifesteranno, e allora sará il caso di accendere la brace nel caminetto della stuga.




Saturday, 5 May 2012

Buon Natale

Maggio risveglia i nidi,
maggio risveglia i cuori;
porta le ortiche e i fiori,
i serpi e l'usignol.
Schiamazzano i fanciulli
in terra, e in ciel gli augelli;
le donne han nei capelli
rose, ne gli occhi il sol.
Tra colli, prati e monti,
di fior tutto è una trama:
canta, germoglia ed ama
l'acqua, la terra, il ciel.

 

(G.Carducci)

Eh, e come no?

Orsú mirate! delizia e gran verzura
l'Ultima Thule, nei dí di maggio accoglie
Cade la neve, il vento é da paura
sui rami ancor s'attendono le foglie




Tuuto nella norma, comunque.



Tuesday, 24 April 2012

Corse Rally con Neonata



Naturalmente, mi guardo bene dalllo sbrodolare su queste pagine i dettagli splatter del modo in cui Mezzitalico e Mezzovikingo sono venuti al mondo. Fralaltro, avendo noi il lusso di abitare proprio in Cittá, non abbiamo nemmeno particolari troppo esotici da esibire in un racconto dal sapore folkloristico.
Avevo anche promesso di non inondare il blog con troppe Faccende Mammesche essendo questo, per l'appunto, un blog dedicato alla Vita nel Norrland.
L'Ironia della Sorte vuole peró che un paio di giorni fa sia apparso questo articolo sul Västerbotten Kuriren, il quale racconta come si puó nascere nel Cuore della Taiga Norrlandese: dove il prossimo BB é a molte mil di distanza da casa e i futuri genitori devono affrettarsi non poco per trovare la via in mezzo alle cupe foreste d'abete, nella notte, e mentre la neve fiocca nonostante sia giá Aprile. Qui sotto dó una traduzione casereccia dell'articolo originale di Hanna Degerström. La collocazione geografica dei vari luoghi, esclusa Åttonträsk che é troppo in c.. ai lupi, ve la trovate sulla mappa.

"Improvvisamente fu ora", dice Kenneth.
Alle tre e un quarto tra sabato e domenica la coppia si mette in macchina a casa, ad Åsele. Sara era entrata in travaglio.
"ma non sembrava cosí urgente", dice Kenneth.
Dopo circa 20 Km le contrazioni all'improvviso arrivano ad un minuto di distanza, e Kenneth telefona al 112. "Ho dovuto dar gas al pedale" dice.
Mette il telefono sul cruscotto, attiva l'altoparlante cosicché il personale sanitario possa ascoltare Sara, e Kenneth possa concentrarsi sulla strada.
"Il fondo era liscio e ghiacciato e io correvo a 140 all'ora" racconta Kenneth, che in quel momento cominció a impanicarsi. Il personale sanitario sente che il bebé sta per uscire, e dice a Sara di togliere i pantaloni. La svestizione non riesce bene, Sara ficca una gamba presso il finestrino e l'altro piede sul cruscotto. Lí Kenneth vede la testa del bebé uscire.
"merda merda merda!, grido, e domando dov'é l'ambulanza" dice Kenneth.
Questa é appena fuori Lycksele, e Kenneth si rende conto che il parto avverrá in macchina.
Quando si trovano ad Åttonträsk (non chiedetemi dov'é. ndt) Kenneth sente urlare Sara.
"Ploff! s'ode. E vedo il bebé per terra"
Kenneth frena all'improvviso, tira il freno a mano, l'auto va a zigzag sulla strada prima di riuscire a fermarsi. Corre intorno all'auto, cerca di aprire il portello. È serrato. Dentro l'auto di nuovo, si arrampica sopra Sara, apre il portello e tira fuori la neonata.
"Con gioia mista a terrore, perché la piccola era scivolata giú sul tappettino ed aveva la faccia piena di ghiaietto" racconta Kenneth.
Quando i tre, con Sara e la neonata in ambulanza e Kenneth dietro in auto, arrivano all'ospedale di Lycksele, constatano che la bimba é un po' intirizzita, ma sta bene.

I neogenitori hanno entrambi l'hobby del Folkrace, e Kenneth pensa che la figlia, se erediterá la passione dei genitori, diventerá molto veloce.




Saturday, 18 February 2012

Homo Norrlandicus Ursus





Nel Norrland abitano Bestie di molti tipi, tutte ben adattate alla vita invernale, cioé alle temperature rigide e alle coltri di nevi che ricoprono la regione e nascondono le possibili fonti di sostentamento e divertimento. Un esempio calzante é l'Orso Bruno, un bestione grosso e non molto simpatico, che rimedia alla noia e alla scarsitá di stimoli fisiologici invernali coll'andarsene in letargo quando arriva la stagione fredda. Anche le femmine della specie scelgono di partorire in questa condizione sospesa, cosí si evitano saggiamente di diventar matte per le coliche degli infanti, la loro entusiastica attivitá notturna e le noie della depressione post-partum. 
Noi della Famiglia Mezzovikinga, a onor del vero, abbiamo provato ad imitarle con la nostra nuova Creatura nata nel cuore dell'inverno, ma i risultati sono ancora ben lontani dall'adattamento ambientale cosí perfetto sviluppato dalla fauna locale dopo aver vissuto qui per migliaia di anni.

Tuttavia, si possono riscontrare dei primi segni di adattamento genetico anche in alcuni esemplari di Homo sapiens, che dunque potrebbero esser ribattezzati Homo Norrlandicus
Come primo esempio, ci sono quelli capaci di starsene per 48 ore ininterrotte seduti su una colonna di ghiaccio, senza riportare danni apparenti, come avevo raccontato a proposito di questo Evento a Wilhelmina, il quale si é appena svolto come di consuetudine annuale. Tale sottospecie é detta Homo Norrlandicus Stiliticus (o anche Stiticus, visto l'inevitabile indurimento del deretano).
Nel villaggio di Jutis si segnala pure la varietá Homo Norrlandicus Edonicus, i cui esemplari maschi, per attrarre le femmine, usano spogliarsi con qualunque condizione atmosferica a patto che sia davanti ad una macchina fotografica. Il pretesto é di fare calendari benefici, in realtá é per dimostrare alle femmine di possedere la tempra necessaria alla sopravvivenza in condizioni critiche.

Un'altro, importantissimo contributo alla Sistematica dell'Antropologia Norrlandese, é stato dato invece negli ultimi giorni con il ritrovamento, proprio ai margini dell'Ultima Thule, di un esemplare del rarissimo Homo Norrlandicus Ursus.
L'Homo Norrlandicus Ursus si distingue dalla Specie originaria per la sua capacitá di andare in Letargo. La scelta é giustificata anche dal fatto che l'Ultima Thule in sé offre poche occasioni di svago specie durante l'inverno, e allora tanto vale farsi una buona dormita, con piccoli intervalli per reintegrare i liquidi.
Fu cosí che un esemplare di questa rarissima varietá fu ritrovato ieri in Letargo dentro la sua autovettura ricoperta da una spessa coltre di neve. Il soggetto aveva provveduto a prepararsi una tana morbida ed isolata nella propria macchina, utilizzando un sacco a pelo e diversi vestiti adeguati alle temperature. Nonostante la relativa vicinanza alla principale autostrada del Norrland, e alla Cittadina piú grande del Norrland, la Tana dell'esemplare é stata rinvenuta solo dopo due mesi, in una stradina laterale non toccata dagli spazzaneve.
Le Autoritá, chiamate ad indagare sulla Scoperta, hanno appurato che il Soggetto é sopravvissuto dal 19 dicembre dello scorso anno senza alcun cibo, e solo con un po' d'acqua ricavata dalla neve circostante. L'uomo, alquanto deboluccio, ha addotto come pretesto il fatto d'esser rimasto intrappolato con la macchina in una zona molto nevosa, e di non aver potuto spostarsi di lí.
La versione convince assai poco:
- avevo giá raccontato di come, in data 19 dicembre, nell'Ultima Thule ci si lagnasse del caldo e della neve che ancora non s'era presentata, se non in quantitá miserande;
- anche se costui si fosse preso una sbornia la sera, e risvegliatosi il mattino dopo, non é molto credibile che si fosse destato con un metro di neve cosí di punto in bianco tanto da non potersi muovere;
- era cosí vicino a diversi centri abitati che con una mezzoretta di camminata perfino io avrei raggiunto il prossimo essere umano e chiesto aiuto;
- con tutta la mania degli svedesi per l'abuso della telefonia mobile, il tizio non poteva fare una chiamata al 112?
- che ci faceva col sacco a pelo e tutto il resto in macchina?

Sia come sia, questi Misteri forse non vedranno mai appieno la Soluzione. Fatto sta che, specie con certe temperature (e si veda il post precedente) solo un organismo geneticamente modificato, dalla tempra di un Orso, avrebbe potuto sopravvivere due mesi in queste condizioni.

Edit 1:
come giá visto altre volte, anche ora Corriere.it s'inventa dettagli con procace fantasia. La notizia del ritrovamento dell'Homo Ursus (e qua devo omettere il Norrlandicus, perché é venuto fuori che il tizio é originario del Sud svedese), sembra aver fatto il giro del mondo, ed essere finita anche sul famoso giornale italico a questo indirizzo.
La giornalista si é divertita ad infilare dettagli da notte-da-lupi tipo che intorno al 19 dicembre "una fortissima tempesta di neve si sta abbattendo sulla Svezia, vicino alla città di Umea, nel centro-nord del Paese" oltre che "il freddo è spietato". Chi ha letto questo blog (e non solo) sa benissimo che, in quel periodo, la situazione era proprio l'opposta, e gli svedesi si chiedevano angosciati se "mai ci sará un bianco Natale quest'anno".
La tizia non puó nemmeno giustificarsi coll'aver attinto dal giornale inglese The Local, poiché quest'ultimo non riporta affatto dettagli simili e si attiene abbastanza bene alla versione originaria.
L'aggiornamento attuale é che il signore protagonista della vicenda sembra aver tentato una fuga estrema ed atipica da forti problemi personali e di debiti, e che abbia abitato nella propria autovettura per diversi mesi dopo aver abbandonato la propria cittá d'origine.



Sunday, 5 February 2012

L'Aria Fresca

L'Ultima Thule non puó vantare i quattro metri di neve che hanno messo in ginocchio Roma negli ultimi giorni, anche a causa dell'inverno particolarmente mite di quest'anno, ma posso dire che, comunque, anche qui stiamo cercando di non sfigurare troppo, a modo nostro s'intende:



Questa é la temperatura registrata ieri mattina fuori dalla finestra di casa nostra, e rappresenta il mio personale record in negativo da quanto sono capitata qui. Toglieteci pure un altro paio di gradi dal momento che lo strumento é proprio vicinissimo alle finestre, e magari 1-2 gradi ancora se volete sapere che aria tirava nella periferia cittadina.
Naturalmente, queste sono miserevoli bazzeccole di fronte alle testimonianze di chi vive nelle zone interne della regione: dai commenti a questo articolo sul giornale locale di ieri sembra che qualcuno abbia avuto l'onore di sperimentare -48 gradi Celsius, nonché di testare in situ se la coibentazione della propria casa fu eseguita a regola d'arte.
S'indovini anche cosa ho risposto al Vikingo quando mi suggeriva di andare a fare quattro passi in centro "cosí ti distrai e non resti sempre chiusa in casa coll'infante".

Un centinaio di Km piú a Nord, a Skellefteå, si é perció tenuta la competizione di Nuoto Infern Invernale: i partecipanti sembrano aver apprezzato molto il fatto che la temperatura dell'acqua del fiume cittadino venisse percepita come piacevole dal momento che era almeno 35 gradi piú calda dell'aria circostante.
Una sauna, in pratica.


Tuesday, 15 March 2011

Mister Bean delle Nevi

Ultimamente, sto sviluppando interessi molto frustranti, deludenti e infruttuosi, i quali rubano un po' di tempo a questo blog per alimentare di piú quell'altro (con risultati, perlappunto, frustranti, deludenti ed infruttuosi). Chiamatelo masochismo.
La complicitá della scarsezza d'argomenti non é una scusa: avrei una serie di cose da raccontare, ma le serate passano in altro modo. Vuol dire che avró materiale da centellinare per i mesi a venire.
Ad ogni modo, qui nell'Ultima Thule si allungano le giornate, le temperature diurne inducono al disgelo e incoraggiano gli Ultimathulesi a godere della Natura col naso dall'altra parte della finestra.
In questa Occasione, si é appena concluso il Rituale della Settimana dello Sport, detta in vernacolo Sportlov. Chi ha pargoli in etá scolare deve perció trovare un modo per trovar loro delle occupazioni moralmente edificanti, visto che le scuole son chiuse. L'intento é quello d'indurre i pigri studenti, e pure molti, altrettanto pigri genitori, a muovere il loro grazioso deretano affinché non venga a somigliare a quello di un certo Primo Ministro europeo.
Qualcuno narra che, indietro nel tempo, quando la gente di qui lavorava duramente nei boschi e non aveva bisogno della palestra, la vacanzetta non servisse al ristoro del corpo, bensí al risparmio energetico nelle pubbliche scuole, e da ció fosse chiamata kokslov.
Febbraio e marzo, mesi in cui lo sportlov capita (in coordinamento con le vacanze di Pasqua), sono periodi in cui l'Ultima Thule é ancora coperta da un caparbio manto nevoso. La neve, si sa, é morbida e fresca e, dal momento che l'organismo umano fu plasmato nelle calde regioni dell'Africa, si dá il caso che il corpo manchi di appendici appropriate per muoversi in questi ambienti.
Nel mio occuparmi di interessi frustranti ed infruttuosi, incappo spesso in raffigurazioni fantascientiche, fantasy, steampunk o roba del genere. In esse, il suddetto corpo umano é spesso provvisto di Protesi, come se fossero la piú moderna Meraviglia Tecnologica.
In realtá le protesi sono oggetti vecchi come il cucco: giá nel Settecento le Dame Veneziane portavano tacchi enormi per compensare certe manchevolezze della Natura a proposito di gambe (ed io ne so qualcosa: non chiamatela Vanitá: guardare negli occhi un/'interlocutore é piú facile con tali provvidenziali attrezzi).
Anche gli Ultimathulesi capirono come le Protesi ai piedi potessero risolvere un bel po' di problemi pratici delle gambe. Non ultimo, quello di sprofondare nelle distese nevose fino al deretano (e oltre, per le nane come me). Se il corpo umano non é geneticamente predisposto alla neve, non si fa altro che pigliare un po' di materia prima locale, ed applicare un paio di protesi ai propri piedi: et voilá, ecco che 5200 anni orsono qualche Proto-Ultimathulese costruí un paio di Sci, che ancor oggi possono esser ammirati nel Museo cittadino, e che si dice esser i piú antichi rinvenuti al mondo (almeno, loro lo dicono).

Nonostante il mio luogo di nascita sia relativamente vicino alle Alpi, confesso che non ho mai imparato a sciare. Questa é un'insanabile pecca se si vive all'Ultima Thule, dove durante l'inverno c'é poco altro da fare e dove la pratica di uno sport é requisito essenziale se si vuol cuccare (ne avevo scritto qui).
Le specialitá sciistiche praticate sono lo Slalom, o il Fondo. Non desiderando di morire giovane, esclusi categoricamente la prima, e cercai di affrontare la seconda con un minimo di dignitá.
Armata di buona volontá, mi tuffai nelle pagine di annunci locali alla ricerca di un paio di sci adatti alla mia cortezza: di nuovi non me ne interessai, ché investire troppo in qualcosa di potenzialmente fallimentare non é  mai molto saggio. Capitai in contatto con un vedovo corto quasi quanto me, il quale cercava di alleggerire il dolore delle sue perdite dando via alcuni oggetti della moglie. Fu cosí che entrai in possesso di questo grazioso reperto archeologico, oggetto che ha suscitato negli anni vivida curiositá, mista a sorrisetti coll'angolo della bocca:


Notare le calzature a prova d'infiltrazione nevosa:


Con simile meraviglia ai piedi, mi gettai, letteralmente, a gambe levate nelle vaste pianure distese acquee norrlandesi, con queste includendo il mare del Golfo di Botnia, il Lago dell'Ultima Thule, e l'UltimaThuleÄlven all'altezza dei monti di Hemavan, ai confini con l'amata Norvegia, Paese dove tutti hanno come scopi: 1-Sciare quaranta ore al giorno (tanto i lavori meno interessanti ce li fanno quei poveracci degli svedesi); 2- Battere sugli sci quei cretinetti dei cuginetti svedesi che se la tirano tanto.
Per chi impara a condurre un mezzo di trasporto, il primo impatto col nuovo veicolo dá una terrorizzante sensazione di Perdita di Controllo: cosí il pedone che impara a pedalare, il ciclista che prende in mano una moto, il verginello alla scuola guida, e, lo avreste scommesso? il pedone con gli sci ai piedi. Se l'imprudente scarseggia naturalmente di coordinazione e ritmo, come la sottoscritta (carenze che neppure un corso di ballo nella disciplinata Teutolandia ha contribuito a migliorare), fate attenzione a farvi vedere dal vostro amato con quegli arnesi ai piedi.
La prima volta che il Vikingo ed io passammo una vacanza insieme, ad Hemavan perlappunto, tornai a casa con l'impietoso, ed esatto giudizio dell'aitante giovanotto, marchiato a fuoco nel mio encefalo come un prosciutto: "Du är skidåkarnas Mister Bean" (Sei la Mister Bean degli sciatori).
Il mio corteggiatore, pieno d'entusiasmo e vane speranze, aveva perfino cercato d'insegnarmi a praticare lo Slalom, guidandomi con degli improvvisati finimenti, a mó di cavallo, lungo la pista dei bambini.
Raramente in vita ho provato vergogna piú grande.
Passarono perció piú di cinque anni prima che i miei vetusti sci da fondo potessero rivedere i miei piedini.

Siccome peró ora passiamo parecchio tempo in stuga colla neve a portata di naso, e in piú sono madre ed ho la responsabilitá di non far crescere mio figlio da mollaccione e quindi mi tocca dare un Buon Esempio, in qualche modo oscuro ho provato la tentazione di riprovare le malefiche Protesi.
Intanto, il problema é che sono antiquate, e connettere le scarpette agli sci é giá un ottimo allenamento per i bicipiti. Successivamente, quando i marchingegni sono ai piedi, ci si accorgerá che il terreno é in lieve pendenza, e si sta perdendo irrimediabilmente il controllo della propria posizione. La legge di Murphy assicura che si scivolerá, sempre piú veloce, all'indietro.
Pum!
L'uso degli sci é totalmente opposto agli istinti primari di sopravvivenza: di solito, quando si capisce che il momento della caduta rovinosa é vicino, l'istinto suggerisce di rannichiarsi per parare il colpo. Se avete gli sci, é proprio ció che non si deve fare, pena l'aumento vertiginoso della propria energia cinetica. Al contrario, bisogna tenersi su dritti come un corazziere, e lasciare che la schiena si spezzi con orgoglio mentre si frena bruscamente.
Pum!
Quando si cade (perché si cade, io specialmente da quasi ferma), si sa che i piedi vanno all'aria. In condizioni normali, la cosa finisce lí. In condizioni sciistiche, i piedi sono attrezzati con due lunghe assi, e le mani con due racchette che non si vogliono sfilare dai guanti. Il risultato é un nodo di Gordio di ossa, appendici legnose, e ciccia
Pum Pum! Crack.
Poi, c'é il discorso che gli sci sono due robe drittissime, ma il percorso no. Ogni tanto dovete girare. Per la solita Legge di Murphy, dovete girare quando state scendendo, veloci intendo.
Ipotesi Uno: provate dunque a muovere i piedi diagonalmente: uno sci tenta di seguire il percorso, l'altro incontra un pezzettino di neve appena piú dura e prosegue drittissimo. Cominciate a rimpiangere di aver snobbato danza alle elementari, e di non aver imparato la spaccata. Crack! Pum.
Ipotesi Due: entrambi gli sci deviano, ma uno piú dell'altro. S'incrociano. Pum! Ringraziate il cielo che le caviglie sono intatte.
Ipotesi Tre: vi scoprite improvvisamente botanici, e decidete su due piedi di dare uno sguardo molto da vicino alla corteccia di quell'abete proprio ai margini della pista.


Condizione sempre verificata al Pum!: incrocerete regolarmente un abitante locale, il/la quale gentilmente vi chiederá, nell'ordine: 1- se vi siete fatti male; 2- Se venite dallo Skåne.
Il vostro partner, invece, potrebbe saltar fuori con espressioni tipo quelle descritte sopra.

Tra poco arriverá la primavera.



Wednesday, 2 March 2011

Il Punto 3 dei Dieci Punti

Ovvero, quello descritto tempo fa in questo post.
Vivere nella stuga presenta degli svantaggi tecnici, come quello di avere un Internet boccheggiante e perció di non poter rispondere come vorrei agli ultimi commenti. Un Mezzovikingo carico di bolle ripugnanti non contribuisce a migliorare il quadro.
Esistono peró dei grandi punti a favore, come quello di disporre della visuale immensa di un cielo praticamente limpido, e perció di potervi finalmente mostrare, per la prima volta dalla nascita di questo blog, l'esplosione del piú mistico fenomeno di queste Terre: quella danza di fuoco verde e bianco che ci ha reso l'onore della sua vista ierisera.
I nastri si son snodati, intersecati e succeduti ad intervalli regolari, partendo dal nord, per alcune ore.
Ecco dunque l'Aurora Boreale. La qualitá delle foto non é granché, anche perché non ho studiato a sufficienza la macchinetta nuova da poter prendere degli scatti notturni decenti. Se volete vedere qualche foto un po' piú accettabile, vi rimando al solito link del giornale locale.  

Nascosta un po' dalle nuvole, e sensibilitá troppo bassa:


qui invece di sensibilitá ce n'era fin troppa, e la fermezze della mia mano é venuta a mancare:


Quando uno dei nastri passa sopra la testa, una pioggia siderale detta corona ci prende con la sua maestá:


Spero, per la prossima volta, di aver imparato un po' meglio le condizioni appropriate per prendere delle immagini decenti. Per ora accontentatevi di queste.
 
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