Tuesday, 15 September 2009

Ma chi ti credi di essere? Ovvero vivere lagom secondo la legge di Jante (parte seconda)

Dunque, come giá descritto, allo svedese medio piacciono le cose lagom, equilibrate.
Il concetto si applica anche ai rapporti sociali: la normalitá e l'equilibrio, in senso comportamentale, economico e di relazione in genere, sono grandemente apprezzati. Non che non siano apprezzati anche altrove, ma in Svezia ci si é spinti a livelli talmente raffinati tanto da introdurre la cosiddetta Jantelagen, o legge di Jante.
Una definizione diffusa delle origini e dei punti della Jantelagen si trova sulla sempre comoda Wikipedia, qui (in italiano) ; é comunque utile farne un riassunto (sempre copyright di Wikipedia):

1. Non devi credere di essere qualcosa.
2. Non devi credere di valere quanto noi.
3. Non devi credere di essere più intelligente di noi.
4. Non devi immaginarti di essere migliore di noi.
5. Non devi credere di saperne più di noi.
6. Non devi credere di essere più di noi.
7. Non devi credere di essere capace di qualcosa.
8. Non devi ridere di noi.
9. Non devi credere che a qualcuno importi di te.
10. Non devi credere di poterci insegnare qualcosa.

C'è inoltre un undicesimo articolo, sibillino e intimidatorio, detto la legge penale di Jante:

* Forse non sai che so qualcosa su di te?


La Jantelagen non é, naturalmente, un pezzo della Costituzione svedese, ma si dice che sia comunque la conseguenza oscura della gestione socialdemocratica. Ad esempio, la legge penale di Jante riassume l'uso burocratico che si fa del personnummer (codice fiscale), il quale é un'istituzione talmente importante che meriterá un post a sé.
Il resto della Jantelagen si rispecchia nel fatto che il perfetto cittadino deve essere lagom: in particolare, l'eccellenza in campo intellettuale, e specialmente economico é punita con la disapprovazione sociale.
Vittime illustri di questa mentalitá furono gli ABBA nel loro periodo di splendore: colpevoli di essersi eccessivamente arricchiti con la loro arte, furono a suo tempo tanto osannati all'estero quanto snobbati in patria (secondo la versione del Vikingo).

Ora le cose sono leggermente cambiate (non per niente l'attuale gestione del Paese é di centro-destra liberale), e nelle grandi cittá l'attitudine puó essere di fatto opposta, ma non dimentichiamo che qui si disserta del Norrland, dove i socialdemocratici hanno la loro roccaforte e dove grandi cittá di fatto non ce ne sono quasi. Se si leggono i commenti dei lettori alle notizie nei giornali locali, si possono gustare parecchi assaggi della mentalitá Jante.

Ora, preciso subito una cosa: a me non piacciono le eccessive disparitá sociali, specie se ingiuste e derivanti dallo sfruttamento del lavoro (altrui). Io apprezzo parecchio il sistema di welfare svedese, e non ultimi tutti gli sforzi fatti per eliminare le disparitá di genere, e per attuare le Pari Opportunitá.
Personalmente, peró, sono critica rispetto alla mentalitá Jantelagen perché di fatto, invece di incoraggiare , lodare ed, eventualmente, emulare chi riesce nella vita, si crea intorno a questa persona un'atmosfera di disapprovazione e, diciamolo pure, invidia.
Il discorso si estende anche ai bambini a scuola. Un bambino capace e creativo rischia di vedersi le ali tarpate.
Un'altra conseguenza (molto visibile nella gestione dell'architettura dell'Ultima Thule, ad esempio), é che tutti devono avere uno stile di vita ugualmente noioso. Gli attacchi di creativitá personale sono guardati con sospetto in quanto non lagom (meglio, olagom, in norrlandese) e non appropriati.

All'estremo opposto, chi ha difficoltá a raggiungere un livello medio, viene generosamente aiutato dallo Stato. Vale per disoccupati, malati, persone con problemi sociali, minoranze. Cosa che personalmente trovo lodevole e molto positiva.
Il rovescio della medaglia si é verificato peró quando l' "aiuto" é diventato ridondante: specie qui nel Norrland molti hanno preferito sdraiarsi sui sussidi statali senza tentare un minimo sforzo di migliorare la propria condizione. Perché cercare lavoro quando lo Stato mi paga un ottimo sussidio di disoccupazione?
Non sono neppure rari i casi in cui i generosi contributi sono stati ottenuti anche senza reali condizioni di bisogno.

Come si puó vedere, il discorso é abbastanza complesso, e ritornerá spesso, in diverse sfumature, anche in futuri post (per tutti coloro che avranno voglia di starseli a leggere). Dopodiché si puó fare pure una pausa dopo tutti questi post cosí seriosi.

23 comments:

orma said...

Sono davvero interessanti questi post che indagano un po' più nel profondo la mentalità svedese.
Devo dire che io sono abbastanza vicino all'essere lagom e, forse, non è sempre stata una cosa positiva, almeno non qui in Italia.
Forse per questo mi piacerebbe tanto vivere in Svezia...
Interessanti anche le tue riflessioni sul rovescio della medaglia, a questo punto bisogna chiedersi quale rovescio sia meno peggio. La Svezia mi dà l'idea di una nazione molto controllata.

Morgaine le Fée said...

Ciao Orma, grazie per il tuo commento!
Essere lagom secondo me non é né un problema, né riprovevole. Puó essere pure una gran bella cosa per molti motivi.
Puó diventare un problema (e lo vedo qui) se lo si fa diventare *unica* condizione socialmente accettabile, estremizzandolo fino alle leggi di Jante.
Poi, tra i due rovesci, appunto, io ho scelto la Svezia, che su molte cose fondamentali preferisco alla mentalitá italiana.
Come immigrata ho pure il vantaggio che mi viene perdonato il non essere lagom su determinate cose, dopotutto non saró mai veramente svedese!

"La Svezia mi dà l'idea di una nazione molto controllata": questo commento é azzeccatissimo! (torneró sull'argomento con la faccenda del personnummer)
ciao

gattosolitario said...

E' un discorso molto complesso, ma come tu dici per fortuna nelle citta' queste cose non esistono piu'. I ragazzi vogliono lavorare, fare soldi e carriera. A volte sono esagerati dal punto di vista opposto. Conosco un poco il Norrland, ed e' incredibile quanto Stoccolma sia una nazione a parte (per fortuna per me ;D )

Hans Halmsson said...

Se la legge di Jante fa rabbrividire è letta male.
Quando la leggi non devi pensare che gli altri devono applicare questa legge e neanche che il tuo comportamento deve avere limiti da queste leggi.
Ma farti una domanda, "Se al mio comportamento tolgo tutti questi atteggiamenti, cosa rimane di me?"
Se è niente cioè ti fa rabbrividire allora il mio "io" si tiene su questi attegiamenti ho bisogno di sbraitare tutti i giorni per sentirmi ok.
Se invece il mio "io" cè senza avere a che fare con questi atteggiamenti, riesco a rispettare queste regole senza accorgemene, avrò un rapporto migliore con me e gli altri.
A me sembrano simili alle regole di filosofie orientali dove questo punto viene raggiunto con altre tecniche oppure la teoria del non pensiero della psicologia occidentale.

Morgaine le Fée said...

Hans, non ho capito bene quando dici: "Quando la leggi non devi pensare che gli altri devono applicare questa legge e neanche che il tuo comportamento deve avere limiti da queste leggi". Se non vengono applicate, e se non danno dei limiti al mio comportamento, allora che "leggi" sono? Mi spiegheresti meglio?
A me non piace molto poi quel 'noi' insito nella jantelagen: c'é un 'noi' che vuole controllare il mio modo di esprimermi, soprattutto se improntato a essere qualcosa di 'migliore'. Chi é quel 'noi'?
Allora rispondo a queste leggi una ad una:
1.Non devi credere di essere qualcosa: No, io sono qualcosa. sono una persona!
2.Non devi credere di valere quanto noi. perché no? sicuramente valgo piú di voi in qualcosa, e un po' di meno in altre cose. Non siamo tutti uguali.
3.Non devi credere di essere più intelligente di noi. Perché no? magari lo sono. Se lo fossi, tanto di guadagnato, anche per la collettivitá visto che produrrei qualcosa di intelligente.
4. Non devi immaginarti di essere migliore di noi.
5. Non devi credere di saperne più di noi.
6. Non devi credere di essere più di noi.
Vedi sopra.
7. Non devi credere di essere capace di qualcosa. sarebbe invece una gran bella cosa, per me stessa e per gli altri intorno a me, che io fossi capace di qualcosa. Sennó sono una parassita.
8. Non devi ridere di noi. Beh, se vi capitasse di essere ridicoli, perché no? (una risata vi seppellirá)
9. Non devi credere che a qualcuno importi di te. Tristissima, roba da spararsi. a me importa delle persone a cui voglio bene. Spero proprio che facciano altrettanto con me.
10. Non devi credere di poterci insegnare qualcosa.
E invece sarebbe bene, a mio parere, che ognuno avesse da insegnare qualcosa agli altri, perché c'é sempre qualcosa che non si sa e sarebbe bene imparare. Se nessuno ha nulla da dare ad altri, allora restiamo pure all'etá della pietra.
Ecco, senza la jantelagen c'é molto che resta: resta l'amore e la considerazione per i propri cari, il desiderio di migliorare se stessi, di sapere di piú, di prendere l'iniziativa sulle cose, le proprie necessitá individuali e spirituali, che nessun 'noi' potrá impormi. E tutto questo non implica il voler sopraffare gli altri, ma il migliorare la propria condizione, vuoi materiale, morale o affettiva.
Non so, io la vedo cosí.

Hans Halmsson said...

Le domande jantelagen non sono da rispondere, non sono vere domande.
Ognuno di noi crede di essere qualcosa che si renda conto o lo faccia incosciamente. Crede di essere bello, bravo, unico, intelligente, disponibile, aiutante, generoso ecc ecc.
Le domande jantelagen ti aiutano a togliere tutte queste nostre credenze per avere un rapporto diretto con la realtà e gli altri.

Purtroppo è uno stato pscologico che non è facile spiegare.

Spero mi sia spiegato non che tu lo condivida.

Hans Halmsson said...

in 2 parole con jantelagen ci si vede come si è e non come si crede di essere.

Morgaine le Fée said...

Infatti Hans, nessuno ha detto che sono delle domande. sono delle vere e proprie affermazioni, anzi, imposizioni, visto il tono.
Ma una domanda te la faccio io: perché non é una cosa accettabile il pensare di essere qualcosa, qualcuno, di avere qualche caratteristica positiva, o qualche caratteristica, in qualunque senso? Cosa c'é di sbagliato in questo? (mi pare di capire che lo consideri sbagliato). Cosa c'é di sbagliato nel pensare di essere unici, magari simili ad altri, ma non identici?
Anche dal punto chimico-fisico-biologico (per restare nel mio campo), noi siamo qualcosa: siamo un insieme di atomi che produce e consuma energia e interagisce con altri sistemi.
Inoltre, la jantelagen non vuole che qualcuno si distingua, sia diverso: ma anche qui, tutte le manifestazioni di fisica-chimica-biologia, si basano sulla diversitá perché qualcosa possa accadere. Nel momento in cui si raggiunge lo stadio finale (non piú differenze energetiche tra diversi punti dell'universo), allora siamo alla morte termica dell'universo stesso. la perfezione, se vuoi, ma che é morte e basta.
In quanto allo stato psicologico, a me la jantelagen fa venire in mente null'altro che la depressione (clinica): autostima al minimo assoluto e abulia nei confronti della vita.
E ti dico che no, non riesco a condividere questa filosofia di vita, la trovo tremenda e mortale.

Hans Halmsson said...

Nella tua dimostrazione di essere qualcosa hai usato Jantelagen, non hai credito di essere qualcosa ma hai dimostrato di esserlo o meglio hai dimostrato che la scienza ti dice che sei qualcosa.

Le legge "Non devi credere di essere qualcosa." non vuol dire che non sei qualcosa ma che non lo devi credere per assunto.

Poi se andiamo a vedere la tua definizione di unicità dimostra che siamo tutti unici, tutti ugualmente diversi, mentre Hitler e Mussulioni ed altri dittatori non credo abbiano avuto la tua definizione di unicità e non credo abbiano avuto una loro motivazione razionale della loro unicità ma credevano di essere unici e basta!

Hans Halmsson said...

poi molto bella la tuadefinizione di unicità perchè concreta, netta, spoglia da opinini

Morgaine le Fée said...

"Nella tua dimostrazione di essere qualcosa hai usato Jantelagen, non hai credito di essere qualcosa ma hai dimostrato di esserlo o meglio hai dimostrato che la scienza ti dice che sei qualcosa."
qui andiamo sul filosofico e io che non sono edotta sull'argomento rischio di cadere e farmi male da sola.
Comunque: se la mettiamo cosí, allora dal punto di vista filosofico é una visione che credo di aver capito e che trovo logica. Diciamo (per fare un esempio 'fisico') che se prendiamo le altezze di tutti i membri del noi (inclusa me), io non potró mai essere piú alta dell'altezza massima che c'é nel 'noi'. Quindi é vero che io non potró avere caratteristiche diverse da quelle che giá sono comprese nella comunitá di cui faccio parte, perché la mia é giá inclusa. Filosoficamente, il pensiero non fa una piega e credo di averlo capito. Questo sempre che il 'noi', quando enuncia le sue leggi, includa anche me.

Diciamo che quello che io contesto sono i risultati pratici della filosofia jantelagen: in pratica, quando é stata applicata, in qualche punto ha sostituito il 'Noi (tutti, compreso me)' con 'la maggioranza di noi', dove io venivo esclusa e giudicata, in partenza, da questa maggioranza. In questo modo, chi nella comunitá era diverso dalla maggioranza, é stato l'oggetto di critiche morali (chi ti credi di essere), invidia. Allo stesso tempo si é verificato un appiattimento culturale e creativo e il disinteresse al progresso e al miglioramento. Diciamo che in quel 'noi', qualcuno ha voluto essere piú 'noi' degli altri, e sicuramente piú 'noi' di me. (spero di essermi spiegata)
Un po' come il comunismo: idea molto lodevole sulla carta, ma che all'atto pratico non é mai stata realizzata e ha portato piú sofferenza che miglioramenti.

Hans Halmsson said...

http://www.transparent.com/swedish/banning-%E2%80%98jante%E2%80%99-from-asele/?utm_source=feedburner&utm_medium=email&utm_campaign=Feed%3A+SwedishBlog+%28Swedish+Blog%29

Morgaine le Fée said...

Tu che ne pensi di questa cosa? (ne hanno parlato molto i giornali locali, visto che la cosa é successa nella mia regione. Alla fine l'emendamento non é passato comunque per un voto contrario, si richiedeva l'unanimitá)

Hans Halmsson said...

Non lo so. Ma a volte si pensa che fare l'opposto possa risolvere tutti i problemi senza pensare ai nuovi problemi che si creano. Oppure girando un pò la frittata fa pure bene. Non lo so. Sicuramente tu che sei del posto ed hai seguito la vicenda puoi dirci di più. Ma cosa intendevano fare? Semplicemente una dichiarazione o quali altri azioni?

Morgaine le Fée said...

Io credo che il punto cruciale é che non esiste una filosofia di vita che sia universale, secondo me, per questo ci sará sempre qualcuno che é scontento. quando si é cercato di imporre un'ideologia uguale per tutti, il risultato é stato una dittatura.
Sulla vicenda di Åsele ho cercato di informarmi, ma non mi é molto chiara: penso che ci si volesse assumere l'impegno simbolico a cambiare attitudine rispetto all'imprenditoria, mentre algli effetti pratici si voleva collocare un cartello all'entrata del paese con scritto: 'Åsele-comune libero dalla Jantelagen'. Probabilmente per cambiare il cartello occorreva l'unanimitá in consiglio comunale.
Ma, ripeto, non sono sicura al 100%.

Anonymous said...

Buonasera, vivo al momento in Svezia per questioni di studio - o , almeno, ci provo, visto che il lagom mi ha creato non pochi problemi.

Scrivo per dire che condivido pienamente il punto di vista di Morgana.

A tal proposito posto questo link sui premi Nobel ricevuti dalla Svezia. Come potrete notare però pochi sono quelli dopo il Folkhemmet, se non elargiti a rappresentanti e fondatori di idee socialdemocratiche.

Chissà perché...e poi piantiamola di dire che solo gli italiani sono raccomandati. Niente di più falso.

http://www.sverigeturism.se/smorgasbord/smorgasbord/culture/lifestyle/prizes.html

Ad majora.
Alexa

Alexa

SCIUSCIA said...

Insomma, la pensione di stato la inculano anche in Svezia. So' soddisfazioni, l'italian-style trionfa.

Max said...

Ciao a tutti,
scusate se mi intrometto con la mia interpretazione: da quello che ho capito dalle parole di Hans, la filosofia jantelagen sarebbe un po' come l'eleganza di Lord Brummel, notoriamente l'uomo più elegante del regno britannico, che il giorno in cui gli si fece notare di essere appunto l'uomo più elegante ad un evento pubblico, si adombrò sostenendo che "...l'uomo elegante non si deve notare; se sono stato notato, allora non ero il più elegante!".
Mi sbaglio o un parallelismo c'è?
Ciauuu

Belinda said...

>Le legge "Non devi credere di essere qualcosa." non vuol dire che non sei qualcosa ma che non lo devi credere per assunto.

In pratica è la sintesi della solita frase: "Ma tu, chi credi di essere?".
La Svezia penalizza i comportamenti presuntuosi come se discriminassero la diversità che c'è in ognuno, o forse serve ad esorcizzare la tirannia che causa drammi nei paesi del terzo mondo... Il divario tra le classi sociali.. ... Grazie al Lagom non prenderà piede quella mentalità che minaccia l'uguaglianza e la stabilità di un paese come succede in Nigeria ad esempio.

>Insomma, la pensione di stato la inculano anche in Svezia. So' soddisfazioni, l'italian-style trionfa.

No, tra Italia e Svezia c'è un abisso morale a confronto. La Svezia è assistenzialismo e socialismo a livelli esasperati, l'Italia è nepotismo e parassitismo di stato.

Poi adoro la nobile mentalità svedese, trovo che sia più flessibile delle altre culture, più proba, e più disposta a cedere i propri vizi in cambio del welfare e dei primati in ogni campo. L'Italiano medio non si fa tanti scrupoli, se una questione non ha un tornaconto o peggio se ne va della propria infingardaggine, piuttosto vedremo una città morire sepolta di rifiuti e di un caos tremendo, perchè mai avranno l'impulso di espletare un piccolo gesto di civiltà e di riguardo, nel loro piccolo quotidiano, gli affari riguardano solo questioni venali.

Belinda said...

Dimenticavo di dire, se mai ci siamo cimentati nelle culture classiche e se abbiamo cara la memoria:
"In medio stat virtus" è proprio la sintesi correlativa del Lagom.

Anonymous said...

Io direi piuttosto "aurea mediocritas".
Lo Jantelagen sega le gambe ai bravi e aiuta i mediocri. Per quello non esistono eccellenze in Svezia (ribadisco il Nobel).
Anche sull'assistenzialismo mi sento di dissentire. Ce n'é di roba sotto, altro che. E poi piantatela di parlare male dell'Italia. Perché se è vero che l'Italia si trova in un momento critico, non mi sembra che si sia meglio in Spagna, Grecia, Portogallo, Francia...
Infine, noi le eccellenze anche se non le valutiamo, le esportiamo. Non mi sembra che accada lo stesso qui.
Alex

NordlysSørensen said...

Essendo di destra non sono d'accordo con la tua visione del welfare svedese. Comunque, avendo bisogno proprio di sapere della legge di Jante, sto facendo delle ricerche. Personalmente ne ho un parere nettamente negativo, e sono d'accordo con le tue impressioni su di essa. Mi sono divertita anche a riscrivere la jantelagen senza il 'non'.
Un conto è non tirarsela, un altro è essere fieri di qualcosa. Oltretutto sono una persona creativa ed una persona che cerca di migliorare in ciò che le piace. Per me sarebbe un incubo sottostare alla legge di jante.
Anzi, ho vissuto per anni ripetendo la jantelagen 8senza neppure averla mai letta). ed è stato proprio dopo averla letta per la prima volta che mi sono resa conto di quanto il mio atteggiamento fosse sbagliato (perchè non era la jantelagen che avevo inventato io, ma quella già scritta e documentata, e leggerla fa un effetto diverso).
Spero che non ci sarà mai in italia. L'italia fa schifo, ma non ha bisogno della legge di jante.

Bellissima questa: Åsele-comune libero dalla Jantelagen

Morgaine le Fée said...

@NordlysSörensen: grazie per il tuo commento. Mi piacerebbe capire cosa intendi sul fatto che 'non sei d'accordo' con la visione del welfare svedese. Converrai con me che la definizione 'sono di destra' non mi dá elementi concreti per una discussione.
Come persona di sinistra, non considero la Jantelagen una buona regola sociale. Per me é auspicabile un'equa e ragionevole ridistribuzione delle risorse, ma non che ci sia un livellamento al ribasso delle capacitá umane, per cui la Jantelagen continua a non piacermi.
Il problema dell'Italia forse é apparentemente l'opposto, ma i risultati non sono dissimili. Mentre la Jantelagen punisce chi é fiero di qualcosa fatto bene, l'Italia esalta l'apogeo della cialtroneria. Naturalmente parlo a titolo generale e sono cosciente che esistono parecchie eccezioni.

Le parti della Svezia dove vige la Jantelagen sono rimasti stagnanti e con scarsa volontá di rinnovamento (nelle grandi cittá la mentalitá é molto differente ed ha fatto sí che la Svezia si sia ritagliata uno spazio internazionale tuttosommato di rispetto). In Italia chi si dá da fare, lavora o ha un'eccellenza di qualche tipo viene maltrattato.

è anche interessante notare come, per molti svedesi, la jantelagen venga applicata all'individuo, ma a livello di nazione gli stessi pensano che la Svezia sia *migliore* di tanti altri. In altre parole: *non devi credere di essere qualcosa*, viene ignorato completamente se riferito a sé stessi come comunitá. Lí ci si autorizza ad sentirsi migliori degli altri gruppi. (anche qui generalizzo e non vale per tutti gli svedesi)

 
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