Friday, 13 November 2009

Appendi la Conoscenza a un Chiodo

Come in ogni Gruppo che si rispetti, anche nel nostro ci sono degli schiavi occupanti diversi gradini di Gerarchia.
Si parte dallo schiavo del livello inferiore, detto ex-jobb, il quale fa una toccata-e-fuga di alcune settimane, dilettandosi nel compiere un lavoretto utile al Gruppo che lo ospita, e per cui lo stesso Gruppo si prende pure qualche soldo dall'Universitá per finanziarne i Pastrocciamenti di Laboratorio. Il nome suona ironicamente come ex-lavoro, ma in realtá sarebbe la contrazione di examens-jobb (lavoro per l'esame -finale- prima del titolo). Gli svedesi sono pragmatici e con una innocente e pratica abbreviazione ricordano alla vittima il futuro che l'attende.

All'altro estremo della scala di Schiavitú troviamo il Doktorand (anche al femminile, e in effetti nel mio gruppo le donne sono la maggioranza assoluta). Qualcuno potrebbe obiettare che il Dottorando schiavo non é, in quanto pagato discretamente, ma non dimentichiamo che questa é manodopera d'eccellenza al costo di un operaio, e gli straordinari sono una parola vuota in busta paga. Ad ogni modo, rispetto agli standard del Dottorando di un Paese-a-caso-piú-a-Sud, quello svedese non se la passa neanche male, molti hanno pure famiglia e spesso si permettono addirittura di ampliarla durante l'internato.

Per affrancarsi dalla propria Condizione di Schiavitú, il Doktorand deve compiere un cammino di Iniziazione costellato di Rituali. Questi han luogo dopo che la vittima ha prodotto un lavoro corrispondente a 3-4 articoli pubblicabili in Autorevoli Riviste Internazionali, ci ha scritto sopra una Tesi, o Avhandling, l'ha fatta stampare ed é pronto/a a rivelarne il contenuto all'Universo dei Sapienti.

Il primo passo é l'affissione pubblica del quadernetto su un'apposita bacheca all'Universitá. L'affissione é un rituale detto anche spikning, che significa inchiodatura, e ha luogo tre settimane prima della discussione pubblica della Tesi. Lo scopo originario era di rendere pubblica la tesi al mondo prima della sua discussione. Al giorno d'oggi la faccenda si risolve agevolmente via Internet, ma la tradizione é rimasta.
Si narra che il rituale fu ispirato da un tal tedesco Martin Luther nel 1517, quando pensó bene di affiggere le sue famose 95 tesi sul portone della Chiesa di Wittemberg; la tradizione é diffusa in molte, o forse anche tutte le Universitá svedesi, per quel che ne so. Quest'ultime sono tuttavia molto piú clementi, e di tesi ne é sufficiente una sola, anziché 95.
La cosa interessante é che il rituale fu inventato in Germania, ma nella Teutolandia odierna non se ne trova traccia: i preliminari e la discussione di una tesi di PhD in quest'ultimo Paese sono una faccenda molto privata tra la vittima, un manipolo di Professori sadici, e qualche segretaria piú o meno annoiata che si piglia l'incombenza di divertirsi con la Burocrazia.

La procedura di spikning nell'Ultima Thule si svolge all'incirca cosí, aggiornata alla data odierna (a coloro che faranno insinuazioni irriguardose sulla scelta del giorno, ricordo che anche il Mezzovikingo é nato un venerdí 13). Vittima designata é la nostra C; il tutto dura circa una decina di minuti.

Una Dignitaria dell'Universitá rammenta al doktorand l'edificante origine della tradizione dell'inchiodatura, dopodiché domanda formalmente se quest'inchiodatura veramente s'ha da fare (se il doktorand rifiutasse, ci dovrebbero essere delle conseguenze, ma non ricordo quali).
A risposta affermativa, la vittima vien fatta avvicinare al patibolo, il quale, dato il simbolismo dell'Ultima Thule, puó esser solo che di legno di Betulla:


La vittima dovrá prendere il Quadernetto, accettare un martello, e cercare di conficcare un Chiodo nel cantuccio superiore del Quadernetto, in modo da attraversarlo, ma senza fissarlo irrimediabilmente al ceppo. Sbagliare la manovra attirerá sorte infausta sull'inetto artigiano del Sapere, e si sa che qui nel Norrland é considerato fondamentale sapersi destreggiare con la Falegnameria. Una volta fissato il Chiodo alla Tesi, l'Opera potrá essere comodamente conficcata sulla bacheca. Poiché lo schiavo per affrancarsi dalla sua condizione deve sottostare a pubbliche Umiliazioni, gli si racconta che porta bene farsi dare un calcio nel deretano dalla sopracitata Dignitaria:


Per farsi perdonare, la Dignitaria offrirá in seguito una caramellina-contentino alla vittima ed a ognuno degli astanti, mentre la vittima stessa avrá avuto cura (neanche a dirlo!) di far trovare al rientro l'irrinunciabile fika, preferibilmente condita da prodotti a base alcolica.
Appuntamento fra tre settimane circa per il seguito del rituale!


10 comments:

gattosolitario said...

Ma dai in fondo non é male dare importanza a chi ha fatto un dottorato, in Italia ti ridono dietro :D

Qui fanno anche famiglia... anche se onestamente molti non sono interessati a quello che fanno, gli serve solo un lavoro.

Morgaine le Fée said...

Gatto, infatti a me piacciono le tradizioni e le cerimonie ufficiali che hanno qua intorno al dottoramento.

In Germania la discussione era a porte chiuse, poi mi han dato un tocco di carta ed é finita lí, della serie no ce rompe' piú le pelotas. Niente inchiodatura, niente proclamazione ufficiale, anello e dintorni (va ben, non anticipo, dovevo raccontare quando C. avrá discusso). Il PhD party beninteso ci stava, ma era una cosa privata.

Eleonora said...

Ciao, MLF!
Scusa se sono OT, ma ho letto la tua lettera sul sito di L.
Siccome le nostre situazioni linguistico-famgliari sono simili mi piacerebbe tranquillizzarti (per quanto possibile) raccontandoti -se ti interessa, ovvio- la nostra esperienza, ma non ho trovato un indirizzo privato a cui scriverti. Se ti va mandami un' e-mail -e' possibile farlo attraverso il mio blog-
Besos
Eleonora
Eleonora

Odysseus said...

D'accordo con Gattosolitario, ma il dono di poter lavorare con ciò che davvero si ama non ce l'hanno in molti nemmeno in Italia.
I miei ricordi a proposito delle tesi (Master) nella cittadina nella thule ultimissima vicina a quella della fata, sono però molto tristi. Lo studente di LTU fa la discussione conun paio di professori e poi va a casa, non di rado con ancora qualche esame da passare sul groppone prima di dichiararsi laureato (nel computer della segreteria). Un po' triste anche paragonato a Milano. Lì, nonostante la distanza tra insegnanti e studenti, almeno si presentano in 5 per ascoltare la tesi, alla presenza di genitori e parenti dei tuoi colleghi. Alla fine cerimonia di proclamazione collettiva col rettore che ci fece un bel discorso sul nostro compito nella società. Non teneva in conto però che alcuni quella societá per diversi motivi, non l'avrebbero mai vista.

Daniela B. said...

ciao ti ho messo nell'elenco dei blog partecipanti allo scambio di natale,é molto semplice,non necessita di fare cose complicate.dovresti però mandarmi al più presto il tuo indirizzo di casa a daniela.botto@hotmail.it che lo devo trasmettere alla tua associata nello scambio!
grazie aspetto la tua email
Daniela

lillo said...

Complimenti per questo bellissimo blog! Sono uno studentello di 59 anni che sta facendo un'esperienza Erasmus all'Università di Umeå. Sono 2 mesi che mi trovo qui e sto preparando la mia tesi di laurea. Le ricche informazioni del blog mi sono di grande aiuto per capire la realtä svedese. Tusen tack.
Cosentino Calogero

Morgaine le Fée said...

lillo: välkommen och tack! quindi vivi proprio qui a due passi! che facoltá stai frequentando, se non sono indiscreta?
In bocca al lupo per la tua laurea, ad ogni modo!

lillo said...

La facoltà è scienze politiche. Il corso di studio è Sociologia e Ricerca Sociale. Ho sostenuto tutti gli esami e mi rimane solo la tesi che sto preparando qui.Il titolo è: le politiche sociali in tema di stupefacenti in Italia e in Svezia. Spero di poterla discutere a Luglio, ma non so se ci riuscirò. Il tempo non è molto perchè sto seguendo un corso di svedese che mi impegna tanto (il 27 aprile ho l'esame orale) e poi perchè vorrei sfruttare i prossimi due mesi per fare qualche viaggetto tipo Capo Nord e Fiordi norvegesi. Se non ci riuscirò per luglio rimanderò tutto a settembre.
Ancora complimenti per il tuo blog. E' molto ricco di informazioni e riesce a offrire uno spaccato molto ampio e puntuale su questa realtà che per moltissimi versi è agli antipodi della nostra. Il tutto condito da una giusta dose di ironia che lo rende più leggibile e coinvolgente.
Grattis!
Cosentino Calogero

Random Walk said...

Scusa se ti commento un vecchio post, ma ho una domanda, un dottorando deve scrivere 3 o 4 articoli più la tesi o come è capitato ad un amico a Georgetown la tesi era formata da 3 articoli pubblicati. A me hanno proposto di tornare in Svezia per tale pratica, ovviamente mi dicevano cose diverse tipo che prendevo circa 24000Sek al mese lorde ecc...

Morgaine le Fée said...

@Random Walk:
Lo stipendio che riporti mi pare buono, qui da noi forse é un po' meno, peró di solito é piú che sufficiente per vivere decentemente e secondo me ne vale la pena. Sicuramente molto dipende da che universitá, chi finanzia, ecc.
Le tesi di dottorato che ho visto finora sono composte da una parte di tesi che rimanda ad una serie di articoli (pubblicati, spediti e in manoscritto), i quali vengono messi in appendice alla tesi stessa. Di solito c'é un numero minimo di articoli da scrivere per poter discutere, penso 4. Se non hai articoli non ti dottori.

Sul tema cmq credo ci ritorneró presto perché qui da noi a dicembre si dottoreranno due del mio gruppo.

 
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