Tuesday, 9 February 2010

Swedish Interior Design: il Trendy (parte seconda)

Come anticipato in un post qua sotto, esistono delle tendenze ben precise in fatto di Arredamento Domestico Svedese. Avevo anche raccontato di come il Vikingo ed io fummo messi in brutale contatto con esse quando ci capitó di cambiare il nostro nido d'ammore con uno piú adatto all'espansione della famigliola. Avendo giá anticipato che noi siamo una coppia di bastian contrari, questo é uno dei pochi post in cui mi son dovuta affidare a immagini prese da Internet anziché da me, cosí adesso mi aspetto rimostranze relative a copyright di qualche genere.

Il problema piú urgente da risolvere fu la ristrutturazione del bagno. Non si é trattato solo di un eccentrico sfizio visto che il bagno preesistente, vecchio di alcune decadi, mostrava piastrelle cariate e sanitari in vetroresina depolimerizzati. Dopo qualche visita presso i rivenditori di articoli da bagno dell'Ultima Thule, le conclusioni furon le seguenti:

Trend del bagno: gli autoctoni apprezzano esclusivamente i colori ispirati ai paesaggi invernali cittadini. Gli showroom dell'Ultima Thule esibiscono perció soltanto piastrelle in quattro tonalitá base: bianco, grigio, nero e marrone (peró in infinite nuances! Probabilmente c'é un nobile richiamo culturale al famoso film svedese 'Fyra Nyanser av Brunt').  Non sto esagerando. Chiedere timidamente se esiste qualcosa di blu o verde ha lo stesso suono di una bestemmia urlata in una cattedrale. 
Fa talvolta eccezione una serie di mosaici -costosissimi- che vengono applicati dappertutto, specie davanti al piano cottura e lavello delle cucine (abbiamo intuito che un hobby molto amato dagli svedesi dev'essere la pulizia parossistica delle fughe). Ci si chiede anche se tutto ció é colpa degli italiani, visto che la maggior parte delle piastrelle viene dal Belpaese, cosiddetto.

Poi si passa all'arredamento generale. Quello d'Uso da queste parti é quello che chiameró Stile MIO, dal nome di una nota catena di negozi d'Arredamento: non per fare pubblicitá, ma sono molto rappresentativi. Naturalmente non sono gli unici a proporre questi arredi, a giudicare dai cataloghi che raccogliamo in giro.
Gli ambienti sono ammobiliati con stile semplice, e moderno, con colori dal bianco al grigetto, al legno. Molto chic é il nero. Ogni tanto ci si concedono variazioni con occasionali tocchi di altri colori, tipo il verde pisello, o il rosa fucsia. D'obbligo, sempre e rigorosamente, una parete tappezzata di parato a motivi piú o meno vistosi (fondvägg). La fondvägg e gli accessori  sono ammessi esclusivamente nei seguenti stili: Anni 50-70 (fa molto vintage); finto-barocco-stilizzato-monocromatico; romantico-tutto-bianco (se proprio proprio si dovesse aver nostalgia del passato); cose vegetali stilizzate monocromatiche. Molti accessori design sono di una semplicitá estrema di forme e colori, per cui non si capisce perché costino cosí tanto (e scommetto che son fatti in Asia o in Estonia tanto quanto eventuali copie piratate).


Lo scopo é quello di creare un ambiente non troppo pretenzioso (mai dimenticare di mantenersi sul lagom), ma che dia l'impressione di essere elegante ed esclusivo. Siccome peró il Concetto di Esclusivitá contraddice quello di Jantelagen, ecco che questo stile deve essere adottato da tutti, ed é praticamente l'unico che si trova nei negozi dell'Ultima Thule, con qualche sporadica eccezione.

Molto popolari anche i seguenti accessori:
Il Divano Parallelepipedico (vedi immagine sopra). Disponibile negli stessi colori delle piastrelle da bagno, e in origine evidentemente concepito per l'arredamento d'ufficio: la maggior parte di quelli da noi testati ha la stessa comoditá della panca di un confessionale (ma alla fine siamo riusciti a trovarne uno morbidissimo, e rosso. Ohibó).
La ryamatta: tappeto peloso proposto in migliaia di combinazioni di tinte e spessore dei peli (nella foto ci sono quattro colori ma di solito il singolo tappeto é monocromatico, che non si esageri con le decorazioni):

Gruppo Sala da Pranzo: c'é un'incredibile varietá di microscopiche variazioni sui questi due principali temi-sedia (ce ne sono anche altri, ma questi van per la maggiore):


Quella a destra é molto in voga nei ristoranti dell'Ultima Thule. Praticamente ogni ristorante che voglia creare una certa atmosfera adotta questa sedia.

Un secondo stile, che non ha bisogno di presentazioni, é lo Stile IKEA. Trattandosi di cose che devono essere commercializzate anche nel resto del mondo, c'é un po' piú di variazione. Il sottofondo stilistico scandinavo é comunque presente, anche se un po' meno pretenzioso dello Stile MIO. Sono famosi per copiare noti oggetti di design, introdurre qualche minima variazione, e rivendere il prodotto a una cifra di alcuni ordini di grandezza inferiore a quella dell'oggetto di partenza. Noi abbiamo preso la cucina, visto che costa la metá, ma ha lo stesso aspetto, di quelle dei negozi tradizionali. Anche i mobili per bambini sono piú interessanti rispetto allo Stile MIO: perlomeno ne fanno di colorati, a differenza di quest'ultimo che propone solo oggetti bianchi (almeno da noi).

Entrambi gli stili vengono solitamente mescolati l'un con l'altro, con buoni vantaggi per il portafoglio. I piú fantasiosi fanno come IKEA hacker e modificano un po' le cose.

Siccome MIO ed IKEA non sono nati coi Vikinghi, esiste anche una terza via, piú tradizionale, per arredare una Casa Svedese. Ma anche stavolta mi son dilungata e ne parleró in un prossimo post.

Saturday, 6 February 2010

Festa Nazionale Same


Questa non la sapevo, e l'ho vista per caso nel giornale locale (vedi anche qua), per cui mi pareva degna di menzione: oggi 6 febbraio si celebra la Giornata Nazionale Sami (il termine nazionale é un po' relativo visto che, di fatto, i Same sono divisi fra quattro nazioni: Norvegia, Finlandia, Svezia e Russia). L'evento é abbastanza recente, in quanto si festeggia solo dal 1992, e ricorda il primo congresso Same che ebbe luogo il 6 febbraio del 1917.
Anche Google dei Paesi Nordici festeggia con un logo speciale, che ricorda l'artigianato Lappone.
Beh, auguri, e buorre biejvve, o buona giornata, in lingua Same di Luleå.

Friday, 5 February 2010

Swedish Interior Design (parte prima)


Le temperature sub-tropicali (cioé sotto le tropicali, di un tanto a piacere, apprezzate la battutona) dell'Ultima Thule e del Resto del Regno Tutto implicano che, al ritorno a casa, si trovi un Ambiente Accogliente e Pratico dove rintanarsi e dimenticare l'Esterno gelato.
La Mentalitá Lagom e le Leggi di Jante implicano invece che esistano Norme ben Precise su come l'aspetto del succitato Ambiente debba essere regolato. Per fare in modo che la Popolazione recepisca i dettami dell'Estetica Vigente, esiste tutta una serie di programmi televisivi d'Arredamento (qui una lista dei piú popolari) in cui si mostra cosa sia cool (anzi, inne) e cosa invece sia da bandire in Eterno dalle case degli Svedesi. Contemporaneamente, stanno fiorendo parecchie riviste d'arredamento nello stesso stile.
Queste trasmissioni hanno dei formati predefiniti: la troupe d'esperti arriva in un'abitazione da rinnovare, chiamata dagli affranti occupanti i quali implorano di veder un po' di fresche novitá nella loro Dimora. Gli Esperti-Salvatori arrivano, squadrano con aria disgustata l'accozzaglia di mobili comprati a poco prezzo dai sicuramente non benestanti proprietari, disquisiscono un po' sul cattivo gusto imperante, e distruggono meticolosamente la stanza, per ricostruire, risistemare, rivoluzionare il tutto secondo la propria Illuminata Versione Trendy.
I locali vengono spesso decorati con cose che i legittimi proprietari potrebbero procurarsi solo accollandosi debiti a vita. Non dovendo arredare casa propria, i Guru abbelliscono pareti e mobili con immagini e suppellettili completamente impersonali (sarei curiosa di vedere le case cosí modificate dopo un annetto dal restauro, peró).
Alcune volte ci si puó domandare se gli Arredatori, nella loro ricerca del trendy-a-tutti-i-costi, han perso di vista la funzione di una particolare stanza: una volta vidi pavimentare di fiammante mosaico tutti i ripiani di una cucina. La cosa evidentemente sottintendeva due alternative: la cucina non era usata per cucinare, al massimo si prepara il caffé per fika e si scaldano cibi precotti nel microonde (ma allora a che ti serve una cucina?); opzione numero due, gli utilizzatori usavano gioire come porcelletti nel pulire ad una ad una centinaia di candide fughe.
Se i risultati possono essere piú o meno apprezzabili (in molti casi lo sono) ció che peró non finisce mai di stupirmi é che, indipendentemente dal programma o dall'occupante della casa, lo stile impiegato é sorprendentemente identico nella maggior parte dei casi.
Sia come sia, al termine del restauro i legittimi proprietari vengono reintrodotti nel rinnovato ambiente e producono urletti ed esclamazioni che dovrebbero sottindere la loro gioia per esser stati annessi nell'Olimpo del Buon Gusto (ma puó anche essere che riflettano su quanto potrebbero guadagnare rivendendo i costosi accessori).

Un conoscente del Vikingo, che aveva subito lo stesso trattamento per un ufficio, assicura che in questi programmi viene rivoluzionata solo la parte di stanza che le telecamere riprendono, ma dando l'impressione che sia l'intero locale ad esser stato rinnovato. A questo punto ci domandammo se le isteriche manifestazioni degli interessati fossero di autentica gioia, o di incredula delusione.
Nei miei primi anni di Ultima Thule, vivendo in un appartamento in seconda mano e giá ammobiliato, non mi ero posta la questione. Successivamente passai ad un posto mio, ma non sapendo quanto e come sarei rimasta nell'Ultima Thule, decisi di ricorrere ai loppis e a Myrorna, come raccontato qua. Tralaltro, un vantaggio (o un esecrabile effetto collaterale?) dei loppis é che si possono trovare mobili e suppellettili completamente estranei ai vari trend.
Poi venne il Vikingo, e il suo appartamento pure quello giá ammobiliato, poi venne il Mezzovikingo, la stuga e la necessitá-sfizio di una sistemazione piú grande. Quest'ultima ha fatto sí che molti dei mobili vecchi siano stati degradati alla stuga o alla cantina e ci sia un bagno da restaurare, cosí noi da un anno a questa parte stiamo lentamente riempiendo gli spazi vuoti della nostra nuova sistemazione.
Fortunatamente per noi, abbiamo idee simili su cosa potremmo comprare. Sfortunatamente per noi, nessuno dei due é impregnato di mentalitá lagom e vuol obbedire alle leggi di Jante (il Vikingo é artista, io sono un'italica, con background culturale alternativo rispetto a quello scandinavo). Siccome l'Ultima Thule non é la Capitale, e le possibilitá di scelta sono ridotte, ne consegue che quassú si puó trovare praticamente solo quello che i Guru del Trendy benedicono, adattato alla tipica mentalitá Norrlandese che troppo-decorato-fa-male. Per intenderci, non dico che i trend vigenti siano brutti. Il problema é che si trovano solo cose con lo stesso identico stile: ogni tanto, per dire, compriamo riviste straniere per farci venire idee alternative.
In una prossima puntata passeró dunque in rassegna i diversi tipi di Arredamento che si possono reperire da queste parti, perché vedo che ormai mi sto dilungando troppo.

Ps: la foto qua sopra é messa anche per fare un po' di concorrenza ad Orma, che a quanto pare sa far cose che ispirano molto anche IKEA

Monday, 1 February 2010

L'Etere é l'Oppio dei Popoli (post di parte)

Bene. Questo fine settimana il Vikingo, sapendo di far cosa a me gradita, ha noleggiato il DVD di Videocracy, del regista Erik Gandini, nato in Italia ed emigrato da giovane in Svezia. Sorvolo sul fatto che il  suddetto film-documentario non é mai arrivato nei cinema dell'Ultima Thule (qui sono i film americani di cassetta ad avere un rispettabile tempismo, chissácomemai), e il DVD é disponibile quassú solo da pochi giorni, con un mese di ritardo rispetto all'annunciato e nascosto in un angoletto polveroso del videonoleggio.
Sull'argomento si é ormai parlato, discusso, e litigato molto su vari blog (leggere ad esempio il post, e relativi commenti, su onewaytosweden), televisione nazionale (svedese), giornali, eccetera.
Chi (come me, tra l'altro) non mostra molta simpatia per l'attuale Governo italiano, andrá volentieri a vedere il film, come autoconferma che il Presidente del Consiglio in carica é un gran Problema Sociale (o altri aggettivi non esattamente lusinghieri, che per decenza trascuro).
Chi invece ammira il Sunnominato, ne trarrá l'impressione che il suo Eroe é turpemente perseguitato dai fetenti Bolscevichi di mezzo mondo, i quali han solo invidia delle eccezionali abilitá, non ultimo amatorie, del Grande Superpolitico che degnamente rappresenta il Belpaese.
Quindi, come prima impressione, direi che non é un documentario particolarmente rivoluzionario. Non é stato un granché rivoluzionario neanche per il Vikingo, ma dopotutto il consorte é stato adeguatamente indottrinato da me, e per molto tempo, sulla Fenomenologia Televisiva Italica.

Se a qualcuno interessasse, ho un paio di impressioni a caldo:

Sebbene abbia giá visto ilcorpodelledonne, e pur non essendo in stato interessante, non riesco ad evitare una netta sensazione di nausea quando vedo la Gloriosa Donna Italica in Televisione come al Mercato delle Vacche. E, se fossi uomo, mi sentirei offeso nell'essere trattato da mentecatto che ragiona e sceglie solo in base al responso dei Gioielli di Famiglia. Essendo emigrata dieci anni fa, sapevo che le cose stavano in un certo modo, ma non ero conscia che fossero addirittura peggiorate.

Adesso capisco chi sono i tali Lele Mora, Fabrizio Corona, eccetera, di cui spesso titolano i giornali italiani online. Confesso di non essermi mai data la pena di approfondire. Continua il retrogusto di viscidetto e incredulitá. Tra parentesi, l'apologia di fascismo non era un reato? Illuminatemi.

"Menomale che Silvio c'é" é uno strazio (anche canoro) che mi sarei volentieri risparmiata.

Sebbene io non apprezzi per nulla il Presidente, non imputo solamente al medesimo la situazione mediatica-politico-culturale in cui l'Italia é finita: io sono per la responsabilitá individuale, e se costui é andato al potere, e certi modelli si sono imposti, per me é responsabilitá di chi lo ha votato, di chi volentieri guarda le sue TV, di chi volentieri adotta certi stili di vita e li insegna alla propria prole. Eccetera.

Cosa Berlusconi faccia o dica, potrebbe interessarmi relativamente visto che vivo all'estero e volentieri ci resteró. Peró é una gran seccatura essere misurati, da emigrante, con lo stesso metro usato per il Suddetto. Nonostante egli racconti, nel documentario, di come lavori per un'immagine credibile dell'Italia, posso assicurare, dall'alto della mia esperienza decennale abroad, che i risultati di tali sforzi son tutt'altro che esaltanti.

Ció che invece potrebbe essere molto piú interessante da riportare, sono le impressioni di uno spettatore quasi-super-partes e non-italico, qual é il Vikingo. Eccole qua:

Espressione eloquente, incredula e perplessa, su Ruolo e Comportamenti della Femmina Televisiva Italica. Veramente le donne si prestano a farsi trattare cosí? Non esiste un'Authority, un organismo antidiscriminazione, un qualche cosa insomma, che limiti tutto questo, visto che anche i bambini possono vedere?

Nota come la Meravigliosa Canzoncina sia cantata esclusivamente da donne. Jo, molto interessante.

Il signorino Corona, a dispetto dei suoi tentativi di infighimento, o come si dice, é seccamente bollato come patetico (patetisk). La visione dettagliata della toaletta del fanciullo non ha aiutato. I continui riferimenti a Robin Hood da parte del soggetto sono visti come completamente fuori luogo.

Il poveraccio che fa di tutto per andare in televisione, raccoglie un po' di pietá, ma comprensione nulla. Il Vikingo continua a guardare la madre impicciona come se avesse incontrato un Plutoniano.

L'ultima considerazione, é una critica al documentario in sé: il Vikingo é curioso di sapere quanta gente veramente ci crede, al Dio Televisore. Quanti sono effettivamente gli italiani che inseguono questo mito? Cavoli, saranno mica tutti cosí. Älskling, tu non sei cosí, ad esempio. I tuoi amici neppure. No, non possono essere tutti cosí, gli italiani.
Un paio di interviste a tappeto in qualche luogo pubblico, fatte a gente della strada, sarebbero state molto apprezzate.

Per concludere, vorrei dire anche un'altra cosa: forse i non-italici pensano che il fenomeno sia tutto italiano e si ritengono fortunati, dispensati, e forse anche un po' superiori al tutto.
Non ne sono del tutto convinta: pure qui in Svezia, noto come i dibattiti sulle Pari Opportunitá  debbano venir sempre alimentati per mantenere un certo tipo di mentalitá paritaria. La televisione commerciale tenta di imporre programmi basati su apparenza e lustrini, o reality dove puoi-andare-in-TV (il Grande Fratello peró non lo fanno piú). Il mercato tenta di spingere bambini, adolescenti e giovani alla rincorsa della perfezione estetica, dell'Apparire-a-tutti-i-costi, e ad un certo sessismo. Se non si fa attenzione, credo che qualunque sistema occidentale possa essere a rischio Videocracy.

Thursday, 28 January 2010

Le Foto di Gennaio

Visto che la fine di Gennaio é vicina (penitenziagite?), beccatevi anche stavolta l'appuntamento con le Foto del Mese. Da non dimenticarsi il solito disclaimer, anche perché stavolta ho potuto solo contare sul cellulare (infatti la qualitá si vede).

L'Arte Pirotecnica nella neve (Gott Nytt År)




Sole boreale (attivate la vostra vitamina D, finché potete)
 
  

L'acqua é una molecola meravigliosa


Una lepre


Psichedelic graffiti snow:


Strategie invernali di marketing presso un calzolaio dell Ultima Thule:



Esercizio per Allievi d'Ingegneria Edile: trovare il punto di perdite termiche dell'edificio:


Arriva la tempesta (questa stanza non ha piú pareti )...


...passata é la tempesta, spalar neve é una festa...

Tuesday, 26 January 2010

Pulci e Formiche

Chi conosce personalmente me, e la mia attitudine alle faccende domestiche, dal titolo sicuramente penserá che é arrivato il Giusto Castigo per la mia Accidia. Siccome peró i panni sporchi si lavano in casa, e non ho intenzione di rivelare simili intimi dettagli, dico subito che é di tutt'altro che voglio raccontare. Lo spunto me lo ha dato, ancora una volta, lo staff di genitoricrescono, che sto giro ha come tema del mese le Ecofamiglie.
La famiglia Mezzavikinga, da questo punto di vista, é ben singolare: l'Italica insiste per far la raccolta differenziata, ma, da buona accidiosa, non la porta ai bidoni dell'Isola Ecologica, come le chiamano a Sacile. Il Vikingo, che non ne sente la necessitá, con la scusa che ha un'Auto viene invece spedito alla suddetta Isola con gl'ingombranti carichi. Ogni tanto si ribella e li butta direttamente nei bidoni della Spazzatura Ordinaria che abbiamo nel cortile.
Poi c'é un altro tipo di riciclo che la gente pratica abitualmente, e che sta diventando molto popolare specie da quando gli Svedesi han capito che ci si puó guadagnare parecchi soldi, se si becca il pezzo giusto: ed é il Mercato delle Pulci, ovvero Robivecchi, qui chiamato Loppis (Loppor sono le Pulci).
I Loppis, da queste parti, hanno spesso origine da due necessitá: dover traslocare, non di rado, vista la densitá di popolazione, a qualche centinaio di chilometri; oppure disfarsi del contenuto della stuga di qualche parente che é venuto a mancare, cosa che é detta dödsbo (letteralmente: abitazione del morto).
Un trasloco implica che puó essere piú vantaggioso ricomprare le cose che servono a destinazione, anziché trasportarle fin lí, mentre i lasciti dei parenti possono comprendere un'incredibile varietá di cianfrusaglie kitsch che nessuno vuole avere.

Un'alternativa molto sfruttata per liberarsi della roba vecchia e contemporaneamente pulirsi un po' la coscienza, é abbandonare (gratis) i propri lasciti ad organizzazioni benefiche di vario tipo (di solito religiose ma c'é anche la Croce Rossa) che le rivenderanno al pubblico a prezzi di favore (il ricavato andrebbe, teoricamente, in beneficienza). Una delle organizzazioni piú popolari é Myrorna, che tradotto suona come Le Formiche. La Municipaliá dell'Ultima Thule ha pure lei un suo magazzino permanente, dove é anche possibile acquistare materiale edilizio o comprare biciclette usate e riparate. Con questo canale ci si puó disfare di roba vecchia, ancora in buono stato ma non di sufficiente pregio da potersi vendere online su siti come Blocket o simili.
Se anni fa il rifornirsi da Myrorna era visto con un pochetto di disprezzo, come se si rovistasse nel pattume, ultimamente ci si é accorti che la gente abbandonava, senza rendersene conto, oggetti che all'occhio del collezionista possono valere parecchio. Se si ha il fiuto giusto, si possono avere, con qualche centinaio di corone, oggetti rivendibili a prezzi piú rispettabili. La crisi ha fatto il resto.
Se non si é interessati al collezionismo, ma si hanno le pecunie contate, ci si puó rifornire di mobilia, pentolame, tessili e altre cosucce per se stessi e la casa a prezzi molto contenuti. Ad esempio, un tavolo con 4-6 sedie di aspetto un po' passé e in condizioni discrete puó essere portato a casa sborsando sulle 500 corone. Per uno studente non é affatto male. i Norrlandesi poi vantano una certa abilitá nei lavori di falegnameria, e non disdegnano di rinnovare l'oggetto in questione secondo il proprio gusto (che non sia decorato troppo, peró).

Un altro modo é rivendere le proprie cose in blocco ad un organizzatore di loppis, il quale ha a disposizione  estemporanea un locale (da queste parti é spesso un edificio agricolo in disuso), dove rivenderá gli oggetti al pubblico valutandoli a discrezione. Non mi é chiaro come funzioni e sia regolato giuridicamente il fenomeno, fatto sta che anche qui i prezzi sono comunque molto piú convenienti rispetto all'acquisto dell'oggetto nuovo.
Il fenomeno dei loppis é molto diffuso in queste zone e, specie d'estate, le campagne brulicano di cartelli in cui si annucia che una vendita é stata aperta per il sabato-domenica XZ.
L'interno di un loppis o simili second hand puó svelare un'atmosfera intima, raccolta e caotica di questo tipo:


La posizione geografica dell'Ultima Thule, alle porte della Lapponia, fa sí che non sia raro imbattersi in in oggetti di produzione o ispirazione Sami, come questo kitchissimo candelabro di corna di renna (credo) intagliato con motivi lapponi:


scarpe di pelle di renna decorate coi colori tipici di qualche famiglia Sami (non chiedetemi se sono state calzate veramente, o usate solo come decorazione etnica):

 

per passare a due graziose bamboline coi vestiti tradizionali Same da uomo (sinistra) e donna (destra):

 

La ricchezza dei colori dell'abbigliamento tradizionale e festivo lappone mi ha sempre affascinato. Le bamboline le avrei volentieri comprate al Mezzovikingo ma, data l'entusiastica attitudine distruttiva del piccoletto, probabilmente aspetteró. Il Vikingo trova molto sciocco, o töntig, questo mio interesse per la cultura Sami e la cultura Sami di per sé, ma é ben noto che tra le due etnie -sami e svedesi 'puri'- corrono sotterranei attriti, di cui parleró diffusamente piú avanti perché é un discorso un po' complesso.

Friday, 22 January 2010

La Vie en Rose (post OT, e un po' polemico)



Il Mezzovikingo, nonostante abbia i geni di una Madre Corta e quindi cresca a rilento, cresce comunque. La conseguenza pratica é che a intervalli regolari abbisogna di qualcosa da vestire e, siccome  io e il Vikingo siamo Diversamente Abili al confronto di Zarinaia, Giulia o Galadriel nelle Creazioni con Stoffe, ogni tanto ci tocca andare in qualche negozio a comprargli dell'abbigliamento che lo protegga dall'arietta fresca delle nostre zone.
Cosí fu che sabato scorso la sottoscritta si fece un giretto al centro dell'Ultima Thule, in cerca di un paio di magliette formato Infante. L'Ultima Thule, essendo un Paesotto mascherato da Cittadina, in fatto di abbigliamento (e non solo) non offre molto di piú che le collezioni provenienti da grandi catene Nazionali e Multinazionali, e i lettori miei vicini di casa avran giá capito quali sono. Rispetto agli stessi negozi delle stesse catene collocati in Cittá piú Grandi, qui l'offerta é addirittura piú scarsa, perché insomma, quassú siam Norrlandesi-Gente-Pratica che non perde tempo in inutili sciccherie, come giá accennato qua.

Dopo aver visitato alcuni dei suddetti negozi (in svedese detti pomposamente butik), posso fare un riassunto delle osservazioni sull'assortimento locale di Vestiti da Infante:

Vestiti da Maschio:

Motivi Moda: Calcio&sport vari con annessi Colori-Patriottici-Svedesi, mezzi di trasporto, mostri-dinosauri, Tutori-della-Legge. Molti modelli prevedono l'Infante Maschio con look da Uomo Quarantenne Vagamente Benestante (come usa dire il mio migliore amico S.)
Colori predominanti: marroncino, grigetto, blu scuro, verde-pisello-bruciato, celestino. 'Na gioia per gli occhi, direi.

Vestiti da Femmina:

Motivi Moda: Hello Kitty. Hello Kitty. Hello Kitty. Fiorellini, pizzi, ricametti, AnimalettiCarini, principesse.
Colori predominanti: bianco, rosso, violetto. ROSA. Praticamente TUTTE le Cose da Femmina contengono almeno un dettaglio rosa. È impressionante. Le future donne mostreranno una predisposizione al diabete, temo.

Ogni tanto ci sono piccole variazioni sul tema coi Barbapapá, Pippicalzelunghe e Bamse, il famoso orsacchiotto svedese che incita al doping.

In quel momento, ho desiderato ardentemente un'intervista coi Creatori di Moda per Infanti.
Essendo la Svezia un Paese avanzato nelle Pari Opportunitá, non mi sarei aspettata un tale dimorfismo sessuale nell'abbigliamento per bambini.
Voglio dire, non ce l'ho affatto col dimorfismo sessuale in sé (e per sé, direbbe Hegel): un sacco di specie animali lo pratica, ed é fondamentale per il proseguimento della Vita. Io stessa, in quanto Femmina con compagno-che-vorrei-continuare-a-sedurre, cerco di praticarlo al meglio delle mie possibilitá (sui risultati si potrebbe discutere, ma é un'altra faccenda). Ma io sono una femmina adulta, in etá riproduttiva. La Moda per Femmine adulte non m'impone neppure il Marchio Rosa su ogni capo.
Ma i bambini? Perché i bambini devono per forza mostrare un dimorfismo sessuale nell'abbigliamento? A che pro? Perché devo girare quattro negozi per trovare una maglietta da maschietto con dei colori divertenti? Eppure ai bambini piacciono i colori vivaci. Perché una bambina di pochi anni deve andare in giro vestita da piccola Lolita? Perché un bambino -maschio- deve per forza essere appassionato di macchinine e palloni? Per inciso, il mio Vikingo detesta il Calcio ed é alquanto apatico di fronte ad altri sport (una tra le qualitá che lo hanno reso apprezzabile ai miei occhi, visto che neanche a me lo Sport-visto-dal-divano appassiona). Il Mezzovikingo invece, portato una volta in un negozio di scarpe andó subito a prelevarne una tutta rosa e luccicosa (la commessa mi confessó che anche il suo pargolo, di poco piú grande, aveva simili preferenze cromatiche). Che collezione di maschi pappemolli che mi ritrovo in casa, ohibó.
Per le femmine la faccenda é anche un po' insidiosa perché é difficile sfuggire al fascino di tutte quelle decorazioni-cosí-carine. A dire il vero, vestire una bambina con cose da maschio é ancora accettato socialmente e, se si esclude la deprimente scelta cromatica, sarebbe anche molto pratico. Ma, se comprassi le scarpette rosa al Mezzovikingo dovremmo fare i conti con continui risolini di scherno da varie fonti, e quindi dobbiamo rinunciarci. Il massimo che potrebbe essere tollerato é il faccione tranquillo di Barbapapá.

Beh, lo so che questo non é uno dei problemi piú gravi dell'Universo. Ci sono i terremoti ad Haiti, il Darfur, il global warming, i dissidenti cinesi, gli schiavi bambini che producono i giocattoli con cui i nostri figli si divertono.
Peró questa cosa dell'abbigliamento infantile mi dá un po' fastidio lo stesso. Perché abitua i piccoli a ruoli stereotipati tramite la loro immagine: il maschio deve essere tosto, la femmina una principessina rosa e vezzosetta. Se il bimbo o la bimba non sono interessati a questi ruoli, sará piú difficile per loro andare per la loro strada, essendo poco omologati. Quelli che si omologano, aiuteranno a creare una societá con disuguaglianze di genere. Questo avrá conseguenze sociali ed anche economiche. Non sono solo gli abiti a fare il monaco, peró danno un piccolo contributo al processo, aiutano a formare una certa mentalitá.

La cosa interessante é che, parlando con le mie amiche svedesi madri di coetanei del Mezzovikingo, tutte sono scontente del tipo di abbigliamento per bimbi che si vede in giro. Mi viene in mente la mia amica L., mamma della piccola J.: un giorno, molto incinta, andó a comprare un paio di body per la nascitura. Mi mostró, indignatissima, la foto di alcuni che aveva visto: uno celeste con la scritta: "tosto e intelligente", l'altro rosa, dove campeggiava la dicitura "carina e dolce". Siccome si puó ben dare per scontato a quale genere fosse destinato ciascun body, rimane la domanda: perché un maschio deve essere obbligato a esser 'tosto'? Perché una femmina necessariamente carina? Il Mezzovikingo per dire, é maschio, ma coccolone e, secondo il mio giudizio insindacabilmente imparziale, assai carino.
Mi si dice anche che questo fenomeno (il dimorfismo sessuale applicato ai bambini) stia aumentando negli ultimi anni.Visto che a molti di noi genitori il suddetto fenomeno non piace, perché il mercato non si adatta ai nostri desideri?

Ecco, diciamo che, in un Paese all'avanguardia nel mondo per la questione paritá, mi sarei augurata una scelta piú ampia. Intanto, al Mezzovikingo ho preso un cuscinetto rosa e celeste con cerbiatto, peraltro apprezzato. Le tende coi mezzi di trasporto ce le ha giá.

Caspita, che responsabilitá sociale essere genitori...

 
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