Wednesday, 30 December 2009

Le Foto di Dicembre

Arrivati alla fine di Dicembre, ecco che ritorna l'appuntamento con le patetiche foto della sottoscritta fatte in questo mese. Si applica, naturalmente, il disclaimer giá scritto il mese scorso ("non vi é alcuna pretesa artistica né chissaquale tentativo..." eccetera). Stavolta ne ho messe un po' troppe rispetto al previsto, ma infine, chi si stufa fará a meno di guardarle.
E, visto che ormai é il 30 dicembre e non ci sono in programma Rituali svedesi di Fine d'Anno che siano molto dissimili da quelli del Resto del Mondo Occidentale, non ho piú molto da raccontare per ora e ne approfitto per augurare a tutti un 2010 che sia il migliore possibile, e naturalmente una divertentissima Festa di Capodanno, che male mai non fa.


Fiori d'inverno (e doppio vetro malfunzionante)




Luce del mezzogiorno di quasi Solstizio sull'Ultima Thule:

 

Esperienze da brivido (sottrarre 3-4 gradi in piú, perché il termometro é vicino casa, e noi si abita in centro):



Dopo le succitate temperature, finalmente il fiume s'é ghiacciato:



E tra poco anche il mare:



 

Curiositá botaniche: altro tipo di fioritura invernale.



Indovinello: perché il marciapiede é completamente pulito dalla neve? (ai confini dell'Efficienza Urbana)


Quando si dice essere nella n.. fino al collo:



...ed é allora che le calorie del cenone hanno un loro perché!



Dopodiché un tonificante giro in bici non ce lo toglie nessuno...



Ed infine... "Hoho, c'é qualche bimbo buono qui?"

 

Gott Nytt År! (ci si legge il prossimo anno....sempre se vi va!)

Sunday, 27 December 2009

La Sostenibile Pesantezza del mio Essere (postnatalizio)

O meglio, come annunciato e promesso nel post appena qui sotto, il resoconto di quel che si mangia o si potrebbe trovare in un tipico Julbord casalingo della zona. Non ci troverete comprese tutte ma proprio tutte le possibili vivande natalizie, ma d'altro canto la suocera, pur con la sua abilitá fa quel che puó, e casa sua mica é un ristorante.
Il nome, che letteralmente significa tavolo di Natale, ha la sua origine nel fatto che le vivande implicate venivano messe tutte su un tavolo da cui i commensali potessero servirsi ad libitum: come giá anticipato, lo Julbord é un gigantesco buffet, e secondo me questo é un gran vantaggio, perché nessuno ti fa le porzioni e i cuochi non hanno il tempo e la voglia di andare a fare il pelo su quanto o cosa un ospite abbia ingurgitato, a differenza della mia nonna italica.

Avevo giá rivelato nel post precedente l'usanza dell'antipasto prandiale della Vigilia a blöta e Julskinka. Qui si puó verificare di che si tratta:



Mi era anche giá capitato di descrivere qui di come gli svedesi amino la mescolanza del salato col dolce, e l'irrinunciabile desiderio di Zucchero su qualunque Oggetto Alimentare. Lo Julskinka offre giá una prima verifica sperimentale dell'asserto, in quanto va mangiato sul pane duro con condimento di prugne secche e Äppelmos (crema di mele). Se proprio non ci riuscite col dolce, fate contenti i padroni di casa e metteteci su un po' di senape, almeno. La blöta invece, essendo una roba magretta a base di brodo, va ovviamente condita con mezza confezione di burro alla volta (il burro é un'altra delle droghe nazionali legalizzate svedesi, di cui prometto di raccontare piú a fondo in un'altra occasione).

Dopo aver sabotato Kalle Anka con un film di spie norvegesi, abbiamo iniziato dunque la cena vera e propria verso le 18. Si parte con un pre-antipasto a base di glögg e pepparkakor (vin brulé e panpepato, se vogliamo tradurre in italiano), per poi cominciare con la carrellata del buffet freddo. Molte delle cose che si vedono qui sono comprate, perció non si potrá rimproverare la suocera Vikinga per scarsa qualitá nella preparazione.


Qui ci sono alcuni antipasti a base di pesce
1) Paté di salmone (contenente anche qualcos'altro bianchiccio)
2) diversi tipi di sill (aringa marinata in agrodolce, tanto per non smentirci, e insaporita con cose diverse, tipo pomodoro, senape, eccetera)
3) salsa alle uova di pesce a base di irrinunciabile roba bianchiccia, detta créme fraiche
4) e 5) rispettivamente rape rosse e cetrioli, marinati ovviamente in agrodolce
6) geleé di ribes rosso, in accompagnamento alle carni calde o fredde
7) altra insalatina di pesce in base bianchiccia
Il tutto accompagnato da un po' d'insalata di verdura, per mantenersi in forma.

Continuando con gli antipasti di pesce freddo:


1) gravad lax: salmone marinato in aneto e, naturalmente zucchero. Va servito con una salsina dolciastra a base di aneto e senape (Hovmästarsås)
2) kallrökt lax: salmone affumicato a freddo
3) vedi la n. 7 di sopra
4) selezione di formaggi vari, da tagliare con l'apposito coltello che si vede nella foto (invenzione molto pratica, devo dire).

Poi si passa ai piatti di carne fredda:



1) prosciutto di renna affumicato: a dispetto delle insinuazioni sprezzanti di Berlusconi, la carne di renna é buonissima, con un retrogusto dolce
2) kalvsylta: un geleé di carne di vitello
3) leverpastej: paté di fegato di maiale. Ovviamente zuccherato. Consigliato dalle ostetriche svedesi alle gestanti con carenza di ferro (peccato che all'epoca l'odore di qualunque carne mi desse la nausea fino all'ottavo mese).

Si passa poi, finalmente, alle pietanze calde:



1) prinskorvar (wurstel del principe): io le detesto, molti le adorano
2) le classiche köttbullar svedesi, ossia polpettine di carne con spezie varie. Fatte a mano da mia suocera, sono infinitamente piú buone di quelle comperate e fanno scomparire quelle famosissime dell'IKEA.
3) le immancabili patate bollite, altra droga legalizzata nel panorama alimentare svedese
4) carne di maiale arrosto

Mancano di documentazione fotografica, ma c'erano anche le immancabili Janssons frestelse (letteralmente le tentazioni di Jansson, chi fosse non lo so): patate a listarelle con pepe e acciughe marinate agrodolci, cotte in forno nella panna.

Il tutto innaffiato dal tradizionale Julmust: una bibita gassata dal sapore vagamente simile al chinotto, fatta con malto e luppolo: una cugina zuccherata e non fermentata della birra, insomma. Segue le sorti dello Julskinka: esiste infatti anche il Påskmust, che é la stessa identica cosa dello Julmust, ma con data di scadenza spostata in avanti.
Registro anche una selezione di snaps (acquaviti), di sapori vari, di cui ho illustrato l'uso qua. Il mio prolungato ruolo di MammaMucca mi ha permesso anche stavolta di evitarne diplomaticamente le fetentissime bottigliette.

Dulcis in fundo: a parte gli onnipresenti pepparkakor, e contrariamente alle abitudini italiche, non esistono veri dolci tipici natalizi in Svezia. Il poderoso pasto si conclude spesso con alcuni godis (guardare qui), gelato e cioccolatini vari di qualitá dubbia (ma io sono abbastanza esigente nel settore cioccolato, devo ammetterlo). Forse un po' piú caratteristici nel periodo natalizio sono delle caramelline fatte in casa dette knäck (caramello alla panna con pezzetti di noccioline, per la gioia della parcella del tuo dentista) e dei cioccolatini chiamati ischoklad (letteralmente: cioccolato-ghiaccio, detti cosí perché fatti con puro grasso di palma zuccherato e addizionato dell'1% di cacao. Data la composizione si mantengono solidi solo se conservati a basse temperature, cioé in ghiaccio). Questi ultimi tipi di godis, dall'aria minuscola e innocentina, sono in realtá micidiali, e sono riusciti a bloccare a letto il Vikingo con tremendi dolori di panza per un paio di giornate.

Per fortuna, io avevo il Pandoro.

Wednesday, 23 December 2009

God Julafton!

Ovvero: buona Vigilia di Natale!



Quando uno va a comprare le cartoline delle Feste natalizie, non di rado ci trova, comodamente prestampata, la Frasetta d'Uso che risparmia al pigro scrivano qualche decimetro d'inchiostro: God Jul och Gott Nytt År, ovvero buon Natale e buon Anno Nuovo (a me non risparmia niente perché tanto devo tornare a riscriverla in italiano, inglese o tedesco, visto che il livello culturale dei miei destinatari é talmente basso che neppure lo svedese conoscono, puah!).

In realtá, come tutti gli Abitanti e gli Ammiratori della Nordica Monarchia sicuramente sapranno, la dicitura piú corretta da usare sarebbe Buona Vigilia. In Svezia, il Giorno Ufficiale di Festa in sé, che sia Natale, Midsommar, Capodanno, Valpurga eccetera, non ha molto significato: l'apice dei festeggiamenti si ha sempre durante la Vigilia (afton), ed é qui che avvengono le cose piú interessanti e si officiano i rituali piú importanti. Il mio sospetto é che la Giornata Ufficiale serva piú che altro a smaltire le eventuali monumentali sbronze e le mangiate della Vigilia. Nel caso la Festa Ufficiale sia seguita da un ulteriore Giorno Extra (tipo Santo Stefano, per intenderci), é perché é necessario avere del Tempo Aggiuntivo per ritornare ad essere Persone con Dignitá ed Integritá, qualora possibile.

Immagino che piú d'uno vorrá sapere che si mangia a Natale (ops, la Vigilia), e cosa si fa e quanto si beve, eccetera, in queste lande. Sull'argomento si promette un po' di documentazione fra qualche giorno, dopo che i Rituali saranno stati consumati. Nel frattempo, anticipo che domani si partirá alla volta della stuga verso l'ora di pranzo, dove la suocera Vikinga avrá approntato una minestrina leggerina chiamata blöta (cioé bagnata), fatta col brodo di cottura dello Julskinka (prosciutto di Natale, che per inciso é identico al Påskskinka, ovvero prosciutto di Pasqua: cambia, si spera, solo la data di scadenza). Il tale brodo, che ha una pressione osmotica simile a quella del Mar Morto e ha un contenuto di glutammato, nitrati e nitriti (dal prosciutto) su cui preferisco restare all'oscuro, viene reso piú sostanzioso con l'aggiunta di tunnbröd friabile: il risultato é un pastone molto igroscopico il cui scopo invano é cercare di limitare la mangiata serale, oltre che rappresentare molto bene la filosofia contadina di una volta secondo la quale non si butta via niente.
Seguirá stravaccamento sul divano a guardare, o far finta di guardare Kalle Anka, cioé Paperino e cartoons Disney vari alla televisione. La TV svedese, togliendosi con poca spesa l'impiccio di offrire una programmazione per la Vigilia, trasmette ormai dall'epoca delle Invasioni Vichinghe sempre gli stessi identici cartoni di Paperino&C, i quali per qualche misterioso motivo sono sempre seguiti con grande entusiasmo. Devo ammettere che é comunque meglio dei quarti di prosciutto (tanto per restare in tema) che, mi raccontano, l'alto Ente Televisivo Italico sta ossessivamente presentando ai suoi spettatori negli ultimi decenni in qualsiasi fascia oraria e stagione. Ogni TV sopperisce a suo modo alla mancanza di fantasia.
Poi arriverá la sera, arriverá lo Jultomte a distribuire i regali, e ci sará lo Julbord (Tavolata di Natale, letteralmente) preparato amorevolmente dalla sollecita suocera. Ma su tutto questo ritorneró con calma dopo il rientro dal Natale nella stuga.

Ragion per cui da domani ci saranno un paio di giorni di pausa, da passare appunto nella stuga dei suoceri senza internet a disposizione, e quindi devo sbrigarmi adesso a fare gli Auguri a tutti voi che siete arrivati da queste parti, gentilmente e, spesso inaspettatamente, leggendo e commentando alcune delle sgrammaticate cavolate che scrivo.

God Jul, o God Julafton a tutti.

(nella foto: una parte infinitesimale della collezione dei tomtar natalizi dei miei suoceri, per la gioia dei nipoti)

Monday, 21 December 2009

Toccato il Fondo

"Allora credi che l'Oscuritá stia arrivando?" disse Éowyn. [...]  "Éowyn, Bianca Dama di Rohan, in questa ora io non credo che alcuna Oscuritá possa durare!"
(Éowyn e Faramir, in "Il Signore degli Anelli", J.R.R. Tolkien)



Oggi, 21 dicembre, Solstizio d'Inverno nell'Ultima Thule (e anche altrove, s'intende).
Il Sole é sorto alle 9:28 ed é tramontato alle 13:45.
Ci si puó consolare col fatto che a queste alte latitudini, le albe e i crepuscoli durano molto di piú di quanto si sia abituati presso le sponde del Mediterraneo: per una volta tanto, l'elevata inclinazione dei raggi solari puó avere qualche effetto positivo.
 
Temperatura sui -9 gradi in diminuzione, o anche 9 gradi freddo, come si direbbe letteralmente in svedese (9 grader kallt).

Senza dover necessariamente coinvolgere simbolismi di tipo religioso, credo sia abbastanza chiaro perché il Natale é una bellissima festa, quassú.

Friday, 18 December 2009

Ultima Thule con Pandoro

Poco tempo fa, leggevo sul blog di Bilingue per Gioco un post molto interessante su come vivere le tradizioni natalizie in casa quando si ha la complicazione, o il privilegio, di essere una famiglia plurinazionale, com'é appunto il caso della famiglia Mezzavikinga, che ha un papá Vikingo e una mamma Italica i quali a loro volta hanno amici, parenti e frequentazioni variamente distribuiti tra Germania, Svizzera, Francia, Spagna, Regno Unito, e forse anche qualche altro posto a cui la mia memoria morta di sonno non mi fa accedere.
In quel post fralaltro si racconta (tanto per restare in quello che é evidentemente diventato il tema della settimana) come si festeggiava, e forse si festeggia ancora, santa Lucia in quel di Verona. Anche se la sottoscritta non é di origine esattamente scaligera, diciamo che i rituali descritti si approssimano bene a quelli in uso in altre zone venete (e se non é santa Lucia, sará San Nicoló, cambia solo la settimana).

Santa Lucia col suo asinello carico di pensierini per i bimbi buoni quest'anno non é passata, qui nell'Ultima Thule. Non perché il Mezzovikingo sia stato troppo discolo, e neppure perché la fatidica notte, a mezzanotte, il piccoletto abbia deciso di starsene sveglio piú del solito (forse per aspettarla?), per la precisione fino all'una e mezza (come compensazione, e sostegno energetico, c'erano fortunatamente i lussekatter preparati la sera prima a consolare l'intera famiglia Mezzavikinga, detta ormai da tempo anche  famiglia Palpebra-Pesante).
Il fatto é che il Mezzovikingo ha solo diciotto mesi, e non ha la piú pallida idea di cosa siano le Tradizioni, i Regali, il Natale e tutte queste faccende Nazional-Popolar-Commerciali che sembrano occupare parecchio del nostro tempo libero di adulti in questo periodo. Fatto sta che comunque apprezza tutte le luminarie che abbiamo appeso in casa e ritiene che l'Albero di Natale sia contemporaneamente un'Entropica Tentazione e una Montagna di Frustrazione (dopo che é riuscito a romperne tre ninnoli, si é verificata una Migrazione misteriosa che ha portato i rimanenti ad un'altezza alquanto irritante per le sue manine).



Leggendo il succitato post, noi genitori abbiamo convenuto che forse non sarebbe male in futuro integrare il Natale Nordico con le Tradizioni Italiche. Nonostante il Mezzovikingo si mimetizzi perfettamente tra gli autoctoni, con i suoi occhioni blu e l'incarnato rosa, é irrimediabile il fatto che crescerá bilingue e si sciropperá un paio di viaggi all'anno verso le sponde del Mediterraneo, dove incontrerá gente che parla una lingua che lui capisce, ma che stranamente non capisce quella che usa lui (e il bilancio linguistico attuale é giá nettamente a favore dei Vikinghi, per la frustrazione della sottoscritta).

Cosí, abbiamo deciso che dal prossimo anno si aspetterá Santa Lucia la notte del dodici dicembre, si tirerá fuori il presepio mignon in stile orrido-rinascimentale che feci col DAS almeno quindici anni fa (quando ancora avevo tempo)
 



e si appenderá una calza alla porta alla vigilia dell'Epifania, per ritrovarla magari il giorno dopo riempita da un pezzo di pinsa, o altre piccole sorprese. Quest'anno, tanto per preparare il sentiero, ho anche timidamente provato a introdurre qualche Canzoncina Natalizia Italica, ma a quanto pare il piccoletto le trova troppo lagnose, e dice no-no giá a metá della prima strofa.

Nel frattempo, abbiamo comprato il Pandoro, in vendita sorprendentemente pure qui nell'Ultima Thule  a prezzi degni di caviale e zafferano. E, ci crediate o no, la Disputa Pandoro-Panettone si é giá insinuata a casa Mezzavikinga. Indovinate chi vuole cosa e chi, nei prossimi anni, dovrá soccombere.




Monday, 14 December 2009

I Gatti di Lusse

Visto che Daniela del Coltello di Banjas me l'ha chiesto in un commento piú sotto, metto la ricetta di quelle cose misteriose gialle nella foto precedente, dette Lussekatter, che in Svezia sono un Evento Alimentare Obbligatorio per Santa Lucia, tanto che se non ci sono i Lussekatter, si cerca di rimediare con qualunque prodotto da forno che dia l'illusione di contenere un po' di zafferano:


per circa 30 pezzi:
175 gr burro, 5 dl latte, 1 gr di zafferano, 50 gr di lievito fresco, 1½-2 dl zucchero, un pizzico di sale, 15 dl di farina, uvette, 1 uovo per spennellare

Sciogliere il burro e aggiungere il latte, portare a temperatura ambiente. Spezzettare il lievito, sciogliere lo zafferano in un po’ di acqua e aggiungerli al burro e latte. Mescolare burro e sale. Impastare aggiungendo farina fino a che l'impasto sia malleabile. L'impasto va fatto lievitare al caldo (ma non troppo) circa 40 minuti.
Mettere la pasta sul tavolo infarinato e impastare con meno farina possibile.
Dividerla in 30 pezzi che verranno rullati e arrotolati a formare una “S”.
Portare il forno a 225-250 gradi mentre i lussekatter lievitano sulla placca (piú o meno per mezz’ora). Decorare ognuno con un paio di uvette e spennellarli con uovo sbattuto. Cuocere in forno finché prendono colore, circa 5-10 minuti. Lasciarli poi raffreddare fuori dal forno sotto uno strofinaccio.

Consigli per una buona riuscita:
Non usare troppo poco burro
Non usare troppa farina
Togliere dal forno appena prendono colore!

(si noti la praticitá, tipica dei ricettari svedesi, di usare i volumi (spesso in decilitri, dl) anziché il peso per indicare le quantitá degli ingredienti: stessa efficacia nei risultati, ma con soluzioni tecnologiche molto piú semplici...)

Buon appetito!

Sunday, 13 December 2009

Il Solstizio prima del Solstizio



Ed ecco arrivato anche il 13 dicembre, Santa Lucia, el dí pí corto che ghe sia, usavano dire i miei nonni e genitori. Questo é stato un mistero sempre irrisolto della sottoscritta fin dai tempi dell' infanzia, essendo io stata indottrinata dalla Scienza Ufficiale e dai Sussidiari delle Elementari che il giorno piú corto é il 21 dicembre. Solo molti anni piú avanti venni a conoscenza da Wikipedia che la faccenda deriva semplicemente dall'antico calendario Giuliano, in cui i giorni erano sfalsati di un numero tale da far coincidere il 13 Dicembre con l'effetivo Solstizio d'Inverno.
Perció, molto prima che i Nordici venissero a conoscenza della Santa siciliana, essi festeggiavano il 13 dicembre con riti pagani e arcaici, perché il Sole aveva smesso di ritirarsi nelle Tenebre e la Natura tutta raccoglieva le sue forze per il ritorno della Luce: si diceva che gli animali potessero parlare, il Soprannaturale iniziare Riti Oscuri, e quindi era meglio tenersi svegli e fare attenzione agli Spiriti che si aggiravano, prima tra tutti la terribile Lussi, con un seguito di collaboratori detti lussiferda (il riferimento a Lucifero, che in origine era, infatti, il portatore di luce, non é casuale). Per tenersi in forze, sarebbe stato necessario mangiar bene e, manco a dirlo, bere con abbondanza. Tutti i preparativi per l'inverno dovevano essere stati terminati, il maiale macellato e le decorazioni natalizie pronte, altrimenti Lussi avrebbe punito l'indolente famiglia.

Poi, tanto per cambiare, venne il Cristianesimo e la sua smania di ribattezzare cose e persone, e fu deciso che Lussi sarebbe diventata buona e avrebbe cambiato il suo nome in Lucia, la Santa della Luce di un luogo lontano la quale, a dispetto delle sue radici mediterranee, aveva i capelli biondi e gli occhi azzurri come una qualsiasi Emma o Gunilla di stirpe Vichinga.
Sebbene mi sia capitato di vedere Santa Lucia di persona, in una chiesa Veneziana quando ero piccola, non sono in grado di raccontare se il mito corrisponde a veritá: il corpicino della ragazzina aveva la testa scolpita e dorata, il corpo ricoperto di ricchi broccati. Le uniche parti (autentiche?) che si potessero ancora vedere erano mani e piedi:  incartapecoriti e marroncini dopo quasi duemila anni di peripezie. Adesso, quando gli autoctoni svedesi mi chiedono lumi su cosa si puó vedere dei miei luoghi d'origine, racconto loro dell'incontro che potrebbero fare di persona con la loro Santa preferita, tanto preferita che é una dei pochi ad aver dedicata una festa tutta per sé.

La Lucia Svedese del giorno d'oggi ha perso un po' della sua aura mistica ed é diventata una ragazzina dagli uno ai cent'anni che va in giro vestita con una tonachetta bianca stile Prima Comunione e una coroncina di candele elettriche in testa, quest'ultime per evitare che la cera di candele vere e brucianti trasformi la chioma della Prescelta in una tipica acconciatura Rastafari. Non si dice, ma immagino che ci siano una serie di intrighi e rivalitá sotterraneee tra molte scolare per farsi eleggere Lucia dell'anno.
Una volta acconciata come descritto sopra, la Fortunata se ne andrá in giro con un codazzo di amichette vestite allo stesso modo, ma senza corona, piú qualche giovanotto (detto Stjärngosse) munito di cappello a punta con stelline stile Fata Turchina. Ultimamente é successo che alcuni estremi difensori delle Pari Opportunitá svedesi si siano ribellati e abbiano deciso che pure i rappresentanti del sesso maschile avessero diritto a candidarsi a Lucia: il mio sospetto é che i poveri maschietti volessero risparmiarsi il terribile e, diciamocelo, ridicolissimo copricapo imposto dalla tradizione agli Stjärngossar.
L'allegra brigata, dunque, se ne andrá in giro a cantare con una certa solennitá una serie di canzoni tradizionali natalizie. Ovviamente non puó mancare quella dedicata a Santa Lucia, che trascrivo qui sotto:

Natten går tunga fjät, runt gård och stuga.
Kring jord som sol'n förlät, skuggorna ruva.
Då i vårt mörka hus, stiga med tända ljus,
Sankta Lucia, Sankta Lucia.

Natten var stor och stum. Nu hör det svingar,
i alla tysta rum, sus som av vingar.
Se på vår tröskel står vitkläd, med ljus i hår,
Sankta Lucia, Sankta Lucia.

Mörkret skall flykta snart ur jordens dalar.
Så hon ett underbart ord till oss talar.
Dagen skall åter ny, stiga ur rosig sky,
Sankta Lucia, Sankta Lucia


Senza prendermi la briga di tradurla  per filo e per segno, posso dire che in sintesi la canzoncina parla di quanto l'inverno sia buio, pieno di ombre e la casa immersa nell'oscuritá, quando all'improvviso arriva Lei e porta nuova Luce. A parer mio, é interessante l'assenza di qualsivoglia riferimento religioso.
Per il Vikingo fu un grandissimo shock culturale sapere che la melodia di questa canzone non é affatto natalizia, ed é presa invece da una canzoncina italianissima che elogia Napoli e il mare, e dove Santa Lucia non é affatto una bionda fanciulla biancovestita ma, a quel che ho capito, una leggiadra barchetta (anzi: un quartiere di Napoli, come mi fa presente Gattosolitario):

Sul mare luccia l'astro d'argento,
Placida è l'onda, prospero è il vento  
Venite all'agile barchetta mia...
Santa Lucia! Santa Lucia!

Con questo zeffiro, così soave
Oh! Com'è bello star su la nave!
Su passaggieri, venite via!
Santa Lucia! Santa Lucia!
... ...
(il resto ve lo cercate voi su Internet)

A questo punto il Vikingo si sentí in dovere di insegnarmi alcune versioni piú goliardiche e caciarone del solenne canto:

Sankta Lucia, ge mig en tia, 
inte en femma, för det har jag hemma!
(santa Lucia, dammi dieci corone, non cinque perché ce l'ho a casa; di quando i bambini andavano in giro a chiedere denaro per l'occasione, tipo Halloween)

Sankta Lucia, ge mig en tia, 
tian var trasig, Lucian var knasig
(santa Lucia dammi dieci corone, la moneta era rotta, Lucia era matta: quando i vicini regalavano soldi non validi, evidentemente)

Infine, si trovano anche un paio di versioni un po' piú indecorose, che per decenza verso i miei lettori non tradurró:
Santa Lucia ge mig en tia,  
tian var rutten dra mig i tutten!

Santa Lucia ge mig en tia,  
tian var toppen dra mig i snoppen!
 
* Nella foto: i Lussekatter, tradizionali panetti allo zafferano per la fika del 13 dicembre e dintorni. Non potevamo non farli anche noi.
 
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