Tuesday, 10 July 2012

Una Lingua al prezzo di due


(Questa nota Cittá veneta é evidentemente un Protettorato svedese,
ma lo sappiamo solo noi)

Passano le settimane, i giorni, e lentamente anche i mesi, mentre l'Abulia da Risveglio notturno riduce al silenzio quei residui di attivitá, mentale e non, della sottoscritta.
In aggiunta, la solerzia dell'Ambasciata italiana nella Capitale trecoronata, rivelatasi in uno dei Giugni piú oscenamente freddi e umidi della Storia, ha permesso alla Famiglia Mezzovikinga di sfuggire la Padellina umidiccia del Norrland, per passare alla Brace di Caronte e degli altri suoi Amichetti con la pressione alta.
Da questa visita, imparo che nel Belpaese i Concetti d'Estetica Anatomica sono relativi, e raggiungono gli Antipodi nell'Esame della Coscia presso la Donna e il Poppante: mentre la prima si accetta con ammirazione solo se accuratamente ripulita di qualunque traccia d'adipe, le gambe del secondo, rappresentate dalla Sfericitá del Ciccione Mezzitalico, suscitano estatica meraviglia, a voce alta, presso qualunque estraneo, di qualunque sesso ed etá, incontrato nelle nostre passeggiate italiche.

Tra i vari e nobili Motivi per cui noialtri ci sottoponiamo annualmente al Supplizio della Brace, troviamo quello di far conoscere e praticare attivamente alla Progenie Mezzovikinga l'esercizio del linguaggio piú bello-romantico-sensuale-fantastico-calciofilo-culturale-eccetera del Mondo intero e certamente anche dell'Universo, l'unico parlato dal Bosone di Higgs e, naturalmente, da Caronte.
È da un po' di tempo che non mi capitava di raccontare come procede il Bilinguismo degli Uomini di casa, perció rinfresco gli aggiornamenti qui.
Come ho raccontato in altre circostanze, il metodo seguito da noi é quello cosiddetto OPOL, cioé Un-Genitore-Una-Lingua. Metodo applicato inflessibilmente, caparbiamente e senza eccezioni di sorta, condito di libri e DVD faticosamente trascinati a valigiate in giro per gli aeroporti di mezza Europa, e con l'ausilio sia del Tubo, che della simpatica Maestra di Italiano un'ora alla settimana all'Asilo.
Trascurando il Vikingo (la cui risposta classica, da anni, in ambienti italici é 'io no capisce italiano, solo poco'), e il Ciccione Mezzitalico (il quale preferisce l'esperanto infantile del babbabbabbaba -ghe-prrrrr!), i riflettori sono puntati sul Mezzovikingo. 
Il quattrenne fanciullo, dopo tutti gli sforzi di stimolazione neolatina a cui é stato sottoposto, reagisce all'impatto col Belpaese con grande nonchalance. Durante la prima settimana, nonostante gli venga detto chiaramente che 'se non parli italiano nessuno ti capirá', rimane patriotticamente fedele alla vulgata gialloblu. Nel frattempo, scimmiotta la sottoscritta genitrice facendo la finta predica al padre Vikingo, e ricordandogli che ' Du är i Italien, och måste parlare italiaanoo!', facendo seguire una sfilza di vocaboli in svedese e costringendo il pover'uomo a tradurli seduta stante nella Favella di Manzoni. La parte piú interessante di tale conversazione é rappresentata dalle petulanti critiche dell'Infante alla Pronuncia del Padre.
Il passare dei giorni produce miglioramenti quasi impercettibili nel bilinguismo del Mezzovikingo. Per ovvi motivi di sopravvivenza, i successi maggiori si ottengono nelle frasi che contengono il concetto: 'mangiare un gelato alla fragola, una coppetta con due palline'.
Riassunta il piú brevemente possibile: il bilinguismo -attivo- del Mezzovikingo non sta funzionando un granché. I progressi piú lampanti si notano solo in occasioni di acuta sopravvivenza, come quella del gelato sopracitata, oppure quando al Nostro é offerta l'opportunitá di interagire con coetanei. Gli adulti non raggiungono assolutamente il livello di carisma necessario ad innescare nel fanciullo il desiderio di usare l'Italiano.
Perció chiedo, a chi passa di qui e si trova (o si é trovato) nella situazione di insegnare una lingua minoritaria alla propria Prole: 
con voi ha funzionato? 
come avete fatto? 
ci sono differenze tra fratelli? (magari col Mezzitalico ci va meglio) 
c'é un'etá in cui avviene un Passaggio Magico, e la lingua minoritaria verrá quindi usata con improvvisa fluenza?

Sull'aereo per il ritorno, un diretto per Stoccolma, siamo circondati da svedesi, ed il Vikingo si sente finalmente nel suo elemento. Io chiedo non-ricordo-piú-cosa al Mezzovikingo. La sua risposta, fulminante, inattesa, e lacerante fa piú o meno cosí: 'mamma, vi är inte i Italien, jag vill inte prata italienska nåt mer!' (mamma, non siamo piú in Italia, non voglio piú parlare italiano).
Le mie belle speranze sprofondano nella bianca coltre di nubi che sorge a nord dell'arco alpino, sotto i nostri finestrini.


21 comments:

CeciliaChristine said...

Non ci sono altri mezzi-vikinghi dalle vostre parti o bimbi italiani arrivati da poco con cui farlo giocare? Peccato che reagisca così all'italiano, di solito ai bimbi piace o perlomeno non dispiace parlare due lingue ...

Marika said...

Mio figlio grande parla svedese quando andiamo in Svezia da quando ha quattro anni. Il figlio piccolo è sempre stato più "pigro"...ma ha anche il traduttore/fratello sempre pronto. Comunque, oggi siamo stati insieme a degli amici svedesi ed posso dire che parlano bene svedese anche se continuano a rispondermi in italiano...Pazienza, libri, canzoni, film cercare di mantenere la curiosità per la lingua minoritaria sono i consigli che ti posso dare.
Baci

Speranza said...

Ciao, leggo le tue avventure da un po' di tempo e non ho mai commentato.
Leggo tra le righe il disappunto ed il dispiacere per il fatto che non riesci a far apprendere l'italiano a tuo figlio. Forse sei troppo in ansia per questo e lui ti "ricatta" a livello psicologico. Non so se conosci il sito bilinguepergioco.com. Ti consiglio di farti un giro lì, troverai tante esperienze e consigli e potrai contattare Laura che è bravissima. Ciao in bocca al lupo

Speranza said...

Letizia, non Laura!

Eilan82 said...

Ma bentornata! :D
Mi fa proprio piacere rileggerti!
Io credo sia solo questione di tempo per il Mezzovikingo... non disperare, è ancora piccolino e si sa che per i bimbi bilingui è sempre un po' più complicato! ;)
Ma tu non demordere!!!!

Giulia said...

Sulla lingua non so se la mia esperienza possa servirti, visto che noi siamo in una situazione quasi opposta. Però posso raccontarti che fino a un anno fa disperavo che il mio piccolo guerriero imparasse lo svedese, con le ovvie difficoltà di relazione al dagis, tanto che per stimolarlo ero arrivata a leggergli i libretti in svedese e a parlare svedese quando giocavo con lui (cosa oltremodo stancante). Poi si è deciso quasi da un giorno all'altro e ora è fluente. Credo che dovesse in qualche modo immagazzinare la lingua prima di sentirsi abbastanza sicuro da costruire frasi.
Riccardo parlava più volentieri in svedese quando veniva da noi un amichetto svedese e guardavano insieme SVT-barn. I cartoni animati sono un validissimo aiuto!
Probabilmente non puoi sapere quando il Mezzovichingo si deciderà a usare l'italiano, ma di certo devi continuare a stimolarlo perché recepisca la lingua almeno passivamente e la possa scegliere in futuro.
Sennò trasferitevi qua, la comunità italiana sta crescendo e può ben assorbire una famiglia fatata!

Morgaine le Fée said...

@Cecilia: in effetti ce ne sono, e ne inizieremo la frequentazione volentieri. L'inconveniente maggiore che potrebbe verificarsi é che tra di loro parlino comunque svedese, visto che anche per loro é la lingua maggioritaria. Ci vorrebbe una situazione in cui non hanno altra scelta che usare l'italiano.
@Marika: grazie per il tuo feedback. Ho come il sospetto che sará cosí anche per noi :)
@Speranza: grazie. Bilinguepergioco é uno dei miei links preferiti, in effetti, ho pure l'ebook che secondo me é fatto bene. Credo che il quid della questione, adesso, sia trovare una motivazione efficace per il Mezzovikingo, che é un eccellente rappresentante del bastiancontrarismo, fralaltro. :)
@Eilan: grazie per l'incoraggiamento! Io di sicuro non demordo (sicuramente non mi metteró a parlare svedese coi marmocchi), certo che ci vuole molta pazienza.
@Giulia: i cartoni animati non ce li facciamo mancare, infatti! Io credo proprio che la motivazione maggiore sia frequentare coetanei che di svedese non sanno niente. Stiamo cercando una soluzione per poter stare in Italia di piú durante le ferie, cosa che non farebbe male neppure al Vikingo...
ho anche la sensazione che il rifiuto all'italiano sia esploso durante queste ferie perché lui si é reso conto di non riuscire a comunicare come vorrebbe, per cui si é incazzato e si é rinchiuso come conseguenza.

Kata said...

Io non ho esperienze dirette al riguardo, ma sicuramente ci vuole tempo e pazienza. Sarei curiosa di sapere come applicate questo metodo OPOL, dato che il tuo compagno non parla italiano. Come fai quando ci siete tutti e tre/quattro o in altri contesti quando sono presenti anche altre persone (svedesi)? Anche Gabriele non parla la mia lingua, quindi non ho idea come funzionerà per noi quando avremo dei figli. Soprattutto considerando il fatto che l'italiano ormai lo sento talmente mio che spesso mi vengono le parole prima in italiano e solo poi in ungherese. Credo che per me la soluzione sarà continuare a tornare in Ungheria spesso e mantenere i legami forti con la mia famiglia e i miei amici ungheresi. (Scusa per la lunghezza...)

Mel Katt said...

Mi dispiace che non posso esserti di aiuto, non ho figli e non ho la piu' pallida idea di come affrontare un discorso di bilinguismo. ma leggendo i vari commenti mi sono incuriosita: ma voi parlate italiano a casa in svezia con i vosti bimbi? ma solo quando giocate insieme? come fate a far coincidere le due lingue in un contesto in cui gli altri parlano svedese?? io ho un compagno svedese, e lui sta imparando un po' di italiano, ma non al punto di parlarlo bene. quando abbiamo la figlia della sorella con noi, io parlo solo e solo svedese con lei.non un piccolo stimolo o una curiosita' a imparare qualche parola di italiano..

Morgaine le Fée said...

@Kata e Mel: il (nostro) metodo OPOL one-parent-one-language tradotto significa: il Vikingo parla esclusivamente svedese alla prole, io parlo esclusivamente italiano. Questo indipendentemente da dove ci troviamo, con chi, e in quali circostanze. Se qualche svedese non capisce cosa sto dicendo ai bimbi, traduco volentieri. Stessa cosa se siamo in Italia e gli uomini di casa parlano in svedese tra loro. Quando il mezzovikingo mi chiede di leggergli un libro, e questo é in svedese, io faccio la traduzione simultanea in italiano (con risultati alterni).
Il mio vantaggio é che io parlo entrambe le lingue, mentre il Vikingo no. È anche uno svantaggio perché il Mezzovikingo mi parla svedese perché tanto sa che io capisco lo stesso. Io gli dico che preferisco che mi parli italiano 'perché lo capisco molto meglio', ma non attacca.
Per Kata: il mio consiglio é che ai vostri figli parliate ciascuno nella lingua in cui vi sentite piú a vostro agio. Io non voglio proprio parlare svedese ai miei anche perché la mia pronuncia e la mia grammatica saranno sempre molto imprecise, e non voglio trasmettere errori (anche se a volte mi capita di correggere in rikssvenska le espressioni dialettali norrlandesi del mio compagno :D )

Anonymous said...

Per ora, la cosa in cui mi riconosco é che neanche il mio, di Vikingo, parla italiano. Non é mai andato oltre il "molto bene grazie" e poi svariate bestemmie (ahem).
Anche noi useremo il metodo OPOL. Poi c'é da dire che se mi mettessi a parlare svedese al pargolo chissá cosa diavolo imparerebbe- faccio ancora errori da deficiente.

bixx

Cosimo Piovasco di Rondò, Barone di Ombrosa said...

Cara Morgaine
Io è da poco che vivo in Svezia (quasi un anno) quindi forse la mia esperienza è limitata. Ad ogni modo, premetto che mia moglie è orientale anche se ha imparato abbastanza bene a parlare l'italiano (vivevamo in USA, ma il figlio è nato in Italia). Pietro, nostro figlio, 4 anni a fine agosto, parla italiano e la cosa buffa è che - pur stando la maggior parte del tempo con la mamma - non ha i problemi di lei con la concordanza di generi e persone né dei tempi e modi. E ancora più buffo è che lui, pur capendo bene inglese e iniziando a capire lo svedese, continua a parlare italiano. E si sforza di insegnare agli amichetti l'italiano. Per esempio, cito un episodio tra tutti, all'asilo è andato dalla maestra con un fazzoletto di carta, le ha detto "papper", poi ha aggiunto "carta" e dopodiché ha continuato a chiamare la cosa carta. Lei era contenta, ha detto che così quest'estate in Italia potrà parlare un po' in Italiano grazie a lui! Speriamo che duri! Saluti da Lund. E ancora grazie di mantenere un blog così simpatico e informativo! GB

Cosimo Piovasco di Rondò, Barone di Ombrosa said...

Scusa, nel precedente post manca una parte!
Eccola qui:
Il trucco, se di trucco si tratta, è quello di non sforzarlo in nessuno modo. Banalmente, non deve sentirlo come un'imposizione. Io gli faccio pensare che poter parlare in Italiano per noi è come poter avere un linguaggio che nessuno capisce, come essere due agenti segreti. Insomma un gioco.
Poi lo porto spesso in Italia (da Kastrup con EasyJet sono circa 2000 SEK in tre A/R). E guardiamo spessissimo la televisione in Italiano (documentari, cartoni animati e qualche volta la soap opera nazionale, cioè il telegiornale con la ilare tragicomica politica italiana). I film sono spesso in inglese, ma non solo. E cerco sempre di mettere in risalto, in modo molto blando e mai insistente, le cose belle dell'Italia , il clima, la storia, l'arte, etc. Non so quindi se il fatto che lui si senta italiano, nonostante l'America e la Svezia, sia dovuto a questo o al fatto che come me è un po' ostinato nelle cose. Ma - per ora - funziona. Ancora ciao.

gattovi said...

Ho notato solo adesso la didascalia della foto.
Quando ho portato il mio svedese domestico in quella città non potevamo fare a meno di chiederci se era la città scaligera ad aver copiato la Svezia o viceversa :-)

Morgaine le Fée said...

@Bixx: é nato, allora? Se si, congratulazioni, e spero stiate tutti bene!
(certe espressioni le ha imparate anche il Vikingo, anche se non quelle venete, nelle quali la mia pronuncia é alquanto imprecisa :D)
@Barone di Ombrosa: intanto grazie, la tua descrizione é molto interessante. Il suggerimento di usare l'italiano come 'lingua segreta' é molto interessante, e cercheró di propinarlo ai pargoli. E complimenti alla bravura del tuo figliolo!
Il Mezzovikingo ha un'indole molto pratica che lo porta ad usare la(e) lingua(e) nella misura appena sufficiente per essere capiti, per cui grammatica, declinazioni e pure pronuncia sono sottigliezze di cui si puó anche fare a meno.
Dall'Ultima Thule andare in italia é molto costoso e un po' elaborato, putroppo le nostre discese si limitano a una volta l'anno perché sono un salasso. Se abitassimo un po' piú a sud la Ryanair sarebbe una buona opzione, ma per ora non funziona.
Anche noi cerchiamo di avere molto materiale didattico in italiano.
E grazie per seguire quest'umile blog :)
@GattVi: sono proprio contenta che tu l'abbia notato :D. Anch'io mi sono fatta la stessa domanda.
Ho scoperto pure che anche Conegliano, la mia cittá natale, porta gli stessi colori.

Kata said...

Non ho ancora capito però come si svolge una discussione di gruppo se uno segue questo metodo OPOL. Ora forse il vostro bambino è ancora troppo piccolo, ma se volete parlare per esempio di quello che è successo all'asilo o di una qualsiasi esperienza fatta insieme, in una conversazione in cui tutti e tre siete coinvolti nello stesso modo, tu parli in doppia lingua? Cioè prima lo dici in italiano e poi lo ripeti anche in svedese perché lo capisca anche il Vikingo? Non è troppo faticoso?

Dulcamara said...

Beh di fronte alla caduta di una posata ha ripetuto dopo di me "Legge di Newton" in perfetto italiano! Che bravo bambino!

Secondo me in parte si diverte a parlare svedese in Italia proprio perchè nessuno lo capisce, ma se ne ha bisogno parla italiano senza problemi. In Svezia probabilmente non è la stessa cosa visto il contesto più quotidiano (qua ci venite in vacanza ed è tutto più giocoso). Probabilmente anche il fatto che tu conosca lo svedese contrariamente al Vikingo lo porta a pensare di più lo svedese come lingua familiare e madre. Bella la cosa del linguaggio segreto, così puoi giocarci e magari ti aiuta con il bilinguismo del mezzitalico (non voglio pensare che pidgin riusciranno a coniare fra loro le due creature ^_^)

Un consiglio, ascoltate OPERA a casa, non quella robaccia anglofona che vi ostinate a chiamare musica!

Anonymous said...

Ti porgo la mia esperienza, madre scozzese e padre napoletano, cresciuta bilingue in Italia. Mia madre ci ha sempre parlato inglese e mio padre italiano. Estati passate il più possibile in UK e con cuginetto scozzese da noi. Mio fratello fino ai 16 ha sempre riposto in italiano a mia madre, ma lei ha continuato imperterrita a parlagli inglese. risultato : ora mio fratello è sposato con Canadese e vive in Canada....quindi, non demordere, continua così e in bocca al lupo
L

Morgaine le Fée said...

Grazie mille L. per la tua testimonianza, alla fine l'ostinazione di vostra madre ha funzionato :) (e tuo fratello in Canada parla normalmente inglese, immagino, non francese)
Com'é stato il tuo rapporto con l'inglese, invece, se posso chiedere?

Anonymous said...

Posso confermare quanto scrive Giulia (Credo che dovesse in qualche modo immagazzinare la lingua prima di sentirsi abbastanza sicuro da costruire frasi)

Nel nostro caso, entrambi italofoni, la bambina ha appreso il tedesco solo dalla tv ed in asilo.
Fino al primo giorno di scuola, non ha mai parlato tedesco, a parte monosillabi o canzoni.
Eravamo preoccupatissimi riguardo alla scuola. Invece il primo giorno la maestra le ha fatto una domanda e lei ha cominciato a parlarle perfettamente.
Tornati a casa le ho chiesto come mai non avesse mai parlato tedesco in tutti questi anni.
Mi ha risposto, prima in italiano, e poi senza che glielo avessi chiesto, in tedesco: "Io ascoltavo attentamente, perche' volevo essere sicura di aver capito bene la lingua. E ce l'ho fatta".

Sembrerebbe appunto che i bambini bilingui abbiano bisogno di più tempo per sentirsi sicuri.

Una volta sono stato ad una festa di compleanno di una bambina figlia di una italiana e un tedesco. Loro si parlavano in inglese. La bambina diceva solo si' e no, ma era evidente che capiva tutti i presenti, indifferentemente se le si rivolgevano in italiano, inglese o tedesco.

Morgaine le Fée said...

@Anonymous: anche se un po' in ritardo, grazie tantissimo anche a te per questa testimonianza. È veramente di grande aiuto conoscere l'esperienza di altri genitori di bimbi bilingui.

 
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