Monday, 20 December 2010

Nella Terra dei Pepparcachi

Uno dei Pilastri portanti della Svezia, é la Fenomenologia del Natale. 
la Fenomenologia del Natale svedese é una struttura complessa, fatta di Rituali antichi verniciati con l'Estratto della famosissima Radice Cristiana, e decorata da Architetture piantate l'una di fianco all'altra come le candeline di uno Julstake o della coroncina di santa Lucia.
Un'Architettura cosí mistica ed importante, ha bisogno di un Materiale da Costruzione appropriato.
Tale Materiale viene rinvenuto in Oggetti dall'Olezzo d'Oriente, che nel vernacolo locale son detti anche Pepparkakor.
A prima vista, i Pepparkakor sono dei biscotti lisci e marroni con fogge diverse. Si va dal Cuore, al Cuore col Buco, all'Albero, al Porcello, all'Omino parente del vestitino che sicuramente avrete comprato ai vostri bambini. Hanno lo stesso odore degli Spekulatius o Spekulaas belgi e teutolandici, ma non ne eguagliano la difficoltá d'esecuzione, né gli intricati decori.

L'aspetto casereccio non deve peró ingannare, perché una Pepparkaka é molto piú di questo, e in Svezia é il soggetto di una vera e propria Fenomenologia che apre le danze e dá senso a tutto il periodo natalizio.
Prima di tutto, per avere dei Pepparkakor, bisogna fare un impasto. Prendete perció:
300 g di burro
5 decilitri di zucchero
un cucchiaio di zenzero in polvere
un decilitro di sciroppo scuro
due cucchiai di cannella
un cucchiaio di chiodi di garofano macinati
due cucchiaini di cardamomo macinato
un cucchiaio di lievito in polvere
2 decilitri d'acqua
un litro e mezzo di farina bianca.
un cucchiaio di pepe verd. Eh, no, scherzetto. nonostante il nome, il pepe non ci va. Si usava un tempo, ma adesso non piú. Delusi?

Alché, si lavorino insieme burro, sciroppo e zucchero con le spezie. Si aggiungano acqua e bicarbonato, mescolandoci poi la farina a poco a poco. Si otterrá un panetto color kakka marrone che verrá avvolto nella pellicola (sia per non farlo seccare, sia per non impestare il frigo coll'odore persistente della cannella) e fatto riposare per una notte in frigo. Il giorno dopo tirate una sfoglia e fatene dei biscotti con gli appositi stampini. Nessun ricettario ve lo racconta, ma questa sfoglia si appiccica molto volentieri sul piano di lavoro. Trovate delle soluzioni intelligenti a questo inconveniente. Se mettete i biscotti in forno per circa 5' a 225 gradi, il lavoro sará terminato.
Il processo é anche molto apprezzato se in casa ci sono odori forti da mascherare.

Versione piú facile: comprate l'impasto nel negozio, tirate la sfoglia, fatene biscotti, infornate.
Versione ancora piú facile: comprateli. I Migliori del Regno, dopo attente prove d'assaggio compiute dai giornali locali, sono (manco a dirlo), quelli provenienti da un oscuro paesello nella Regione dell'Ultima Thule.

A questo punto, uno potrebbe dire: "Va bene, abbiamo fatto dei biscotti. Probabilmente sono anche buoni, adesso mi faccio un the e sento se sono di mio gradimento."
Errore gravissimo! I Pepparkakor sono oggetti che meritano un trattamento molto piú sacrale. Prima di tutto, se avete figli, abbiate cura di vestirli con la divisa di cui avevo mostrato la foggia nel post precedente. Successivamente, andate a comprare del glögg e del gorgonzola, o altro formaggio equivalente bucherellato di muffa blu (non valgono i pezzi di latteria dimenticati in frigo da tre mesi). Il Glögg é un vino speziato affine al Glühwein teutolandico, o anche al vin brulé friulano. Il Glögg presenta anch'esso una sua Fenomenologia Socio-enologica, che ora tralascio per non divagare.
Dunque, adesso che avete tutto, scaldate il Glögg, mettetelo in una tazza, metteteci a piacere mandorle e uvette, poi prendete il gorgonzola e spalmatelo sui Pepparkakor. Bevete e mangiate. Sí, anche il gorgonzola sui Pepparkakor, avete capito bene.
No, non vi piace? Rozzi zoticoni.
Per punizione allora, invece di mangiare i pepparkakor, dovrete affrontare delle prove d'Estetica, Architettura ed Ingegneria. Sí, perché in Svezia la pepparkaka é un ottimo Materiale da Costruzione, e con esso vengono eretti Castelli, Casette, Stughe, Catapecchie, Tamburi da batteristi. La regola é che le Opere debbano essere tutte in materiale teoricamente commestibile, perció le pareti vengono saldate con caramello di zucchero, (processo molto piú complesso e doloroso per le dita di quel che s'immagini) e i vari dettagli ispirati da quintalate dei godis di cui parlai a suo tempo in questo post, oltre che da generosi svolazzi di glassa di zucchero.
Se vi sentite invece un po' Geometri, e non avete voglia di perdere il vostro tempo e intelletto in processi creativi, esistono dei kit giá pronti per farvi la casa di Pepparkaka, come questo:


Se, al contrario, siete consapevoli di possedere una Manualitá e una Fantasia che neanche Le Corbusier, allora sappiate che potreste divulgarle al mondo partecipando a dei Concorsi per Costruttori di Case di Pepparkaka (CCCP), tra cui ad esempio quello indetto nell'Ultima Thule in un famoso centro Commerciale.
Il CCCP dell'Ultima Thule é teoricamente detto campionato nazionale, ma in realtá, visto che concorsi simili sono indetti anche altrove, qua sono solo Ultimathulesi a parteciparvi. Non riesco ad immaginare nessuno che si faccia una sfacchinata dal Blekinge, per di piú con sto tempo, solo per venire ad esporre la sua Creazione.
Un paio di foto prese da internet ve le mostro qui, riferite al CCCP di 3 anni fa:


Altri esempi potrete trovarli nello stesso sito da cui ho rubato le due immagini, qui o anche qua. Altri contributi dell'anno passato si possono ammirare in questo sito ufficiale. I partecipanti sono divisi per categorie, tra cui figura anche una rappresentanza di una specifica professione. L'anno scorso erano impegnati i Politici. Quest'anno sará la volta degli Architetti: dato lo standard estetico dell'Architettura Moderna Ultimathulese, sospetto che i loro contributi avranno un aspetto non dissimile da questo:


Quando il Vikingo ed io eravamo ancora giovani e sfaccendati (circa quattro anni fa), e non avevamo a che fare con un Mezzovikingo terrorista che adora distruggere tutto ció che gli capita sottomano, il Vikingo si dilettó di progettare, costruire e rifinire la seguente meraviglia (che rimase confinata nell'appartamento e non partecipó ad alcun CCCP): 


Il marginale contributo di manovalanza che diedi all'epoca fu comunque sufficiente a farmi diventare insofferente all'odore dei Pepparkakor per anni a venire.

Ma, alla fine, che se ne fa uno di queste Meraviglie?
La risposta é semplice: vengono demolite e mangiate per l'Epifania.
Tutte, compresi i godis. Io continuo a pensare che il pancreas svedese sia di natura assai resistente.


16 comments:

Marika utomjording(extraterrestre, alien) said...

Ma che è sta' cosa di mettere gorgonzola sui pepparkakor??? Lo leggo su più di un blog italo/svedese...ma dico, siete andati in Svezia per cambiare le tradizioni o è cambiato tutto da quando Io ancora ero una svedese doc???

Daniela said...

Ricordo una bruciatura tremenda con caramello rovente sulle dita cercando di montare una casetta di panpepato con le mie coinquiline di università a Torino.Un dolore atroce!Però devo dire che la casetta demolita era buona!

Antonio said...

E che dire della tradizione di mettere il pepparkakor in una mano romperlo con un colpo dell'altra mano e se si rompe in tre parti, mangiarlo esprimendo un desiderio...
A me ne sud est svedese mi hanno insegnato così :)

Anonymous said...

Mille grazie per le tue descrizioni sulla Svezia e tutto ciò che accade lì! sempre gustose, al punto da creare una specie di dipendenza, ne vorrei sempre di più...eh, sì, hai viziato i tuoi lettori come pochi!
Hai dato molto e si può sempre rileggere, ma non abbandonarci...riposati, diluisci nel tempo, nello spazio, modifica, come vuoi... (lo so, chiedo venia, alle donne italiane, anche lontane, si chiede sempre troppo!) ps da tv

Francesca said...

Graziiee per la ricettaaaa!!!è un anno che tento di fare i pepparkakor che ho assaggiato in Svezia con mille ricette diverse ma non mi vengono mai uguali a quelli che ho gustato li!!Una domanda:ma lo sciroppo è una specie di caramello?posso usare il miele scuro invece che quello?
Altra domanda:ma lo zenzero non ci va?

Morgaine le Fée said...

@marika: non ne ho la piú pallida idea! Tutti gli svedesi che conosco (eccetto quelli che detestano il 'blue cheese') mi hanno raccomandato di mettercelo.
@daniela: hai la mia piena solidarietá! che poi, prima di provare, in teoria sembra cosí facile
@Antonio: a me hanno raccontato che se quelli a CUORE si rompono in tre, vuol dire che qualcuno ti ama.
@da Treviso: grazie! :)
@francesca: sí che c'é! terza riga: un cucchiaio di zenzero in polvere. In quanto alle mille ricette diverse: non sei lonatana dalla veritá, le varianti che si possono acquistare sono veramente molte. Io ho cercato di mettere la ricetta tradizionale che si trova sulla maggior parte dei siti.

Morgaine le Fée said...

ancora per Francesca: lo sciroppo (syrap) sarebbe sciroppo di zucchero invertito, che non so dove si trovi in Italia. Qui ce ne sono due varianti, chiara e scura, e quella scura si usa coi pepparkakor. Serve per dargli quella consistenza un po' compatta, sennó la pasta diverrebbe friabile come una pasta frolla.

Francesca said...

Ma mica l'avevo visto lo zenzero..sono orba!!per lo sciroppo credo che mettero'il miele..lo sciroppo non so proprio dove prenderlo..
Grazie cque!!

Elisa said...

A Stoccolma la sala principale del Museo dell'architettura è dedicata per tutto dicembre alle costruzioni pepparkakoriane.
A vederle sembravano buone :)

http://www.arkitekturmuseet.se/utstallningar/pepparkakshus-2010/

griana said...

Mamma che buoni *_*
Morgaine ma che tu sappia hanno qualcosa in comune con gli Spekulatius teteschi? Me li ricordano tanto

/Alessandro said...

Oddio mangiarli all'epifania dopo che sono stati esposti a polvere, manate, germi e virus vari proprio no! A casa nostra si demoliscono e poi vanno a finire in pattumiera.
Impressionantle il Taj Mahal! :-O

Eilan82 said...

Mmmmm... devono essere buonissimi! *__*
Con tutto quel burro poi... hehehehe!!! :P

SuomItaly said...

Bello il castello di piparkakku.

Anche da queste parti mi hanno consigliato di gustare i pipari nello stesso identico modo, compreso la versione locale del gorgonzola spalmata sul biscotto.

Ho provato tutte e tre le versioni da te proposte.
Se si ha tempo e voglia meglio la prima. Altrimenti la "versione facile" con l'impasto surgelato dal supermercato è un buon compromesso. :)

Kata said...

Complimenti al Vikingo per il castello! :)
Questi pepparkakor mi ricordano molto il nostro "mézeskalács", sia come sapore che come consistenza. E anche per l'uso che se ne fa: dolce natalizio che si può preparare in tante forme diverse e usarlo per delle "costruzioni". Il nostro però è a base di miele. Secondo Wikipedia mézesckalács e pepparkakor equivalgono! http://hu.wikipedia.org/wiki/M%C3%A9zeskal%C3%A1cs

Ma com'è con il gorgonzola?!? Mai mi sarebbe venuto in mente questo accostamento...

Morgaine le Fée said...

@Elisa: infatti l'avevo visto googlando. Ci sono cose interessanti!
@griana: si, il concetto é quello. Le spezie non sono esattamente le stesse: i tedeschi non ci mettono lo zenzero, mentre mettono scorza di limone, uova, e spesso mandorle, ma il risultato finale secondo me non é tanto diverso
@Alessandro: é cosí che ci si fa gli anticorpi! :D
@Eilan: sono buoni, peró a me dopo un po' hanno stancato, l'aroma é cosí intenso.
@suomitaly: dai, anche da voi usano il gorgonzola? vuoi vedere che é un'usanza finlandese (Marika mi faceva notare che lei non la conosceva, sta cosa del gorgonzola)
@Kata: ma dai! sembrano proprio identici! Vedi un po' che la base comune della cultura europea sono i pepparkakor nelle loro varianti :)
Col gorgonzola a me non convincono tanto. Sará che a me non piace l'accostamento dolce-salato. Questione di gusti, comunque...

cristina said...

Grazie mille per la ricetta! una volta tornata in Italia proverò a rifarli, anche se quegli ingrati dei miei mi hanno già avvertito che sarò la sola a mangiarli :-(

P.S. anche io ho comprato la Pepparkakhus

 
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