Sunday, 9 August 2009

Chi arriva e chi parte

Ieri sono stata a un funerale. Una collega di lavoro, oppressa da anni da una serie di acciacchi.
Ero stata avvisata sulla mail del lavoro, che io naturalmente non ho letto per settimane visto che sono in ferie. Per qualche motivo che neppure gli autoctoni hanno saputo spiegarmi, qui passano alcune settimane dal triste evento alla sepoltura, perció ho fatto in tempo a leggere la mail e dire hejdå* a questa signora dolcissima.
Questa é la prima volta che assisto a un funerale svedese e non ero molto preparata.
A cominciare dal prete, che in realtá era una signora di mezza etá coi boccoli biondi e dall'abito bianco, come un angioletto, insomma.

I cimiteri sono molto belli in questa cittadina. Sono dei grandi parchi dove ogni tomba ha una semplice pietra col nome scolpito, circondata dal prato e da molti fiori che crescono intorno, cosicché il tutto sembra un giardino con lunghe file di menhir che si corrono dietro in riga o facendo qualche onda.
Non c'é niente di lugubre, anzi verrebbe voglia di sedersi lí su una panchina, portarsi dietro un thermos di caffé e prendere il sole (quando c'é).
I resti si dissolvono poco alla volta sotto quell'erba e quei fiori, ed é quasi dolce pensare che il proprio corpo un giorno diventerá un fiore di quelli che crescono lí sopra.


* hejdå: ciao, quando ci si congeda

2 comments:

Fru Fersen said...

E' vero, sono proprio dei luoghi piacevoli i cimiteri al nord. Come dici tu, danno l'idea dell'entrare a far parte del ciclo naturale in modo molto concreto, senza il dramma della "fine". Inoltre mi affascina il fatto che la "morte" sia ospitata nelle citta', dove la gente vive e lavora e non ai margini come la maggior parte delle volte accade nei Paesi cattolici. Per quanto riguarda il tempo che trascorre dalla sepoltura, mi spiegava la mia insegnante di svedese, che dipende dalle distanze: un tempo la gente si muoveva per lo piu' a cavallo e le disanze tra i vari centri abitati sono piuttosto lunghe e occorreva tempo perche' la gente potesse venire per l'ultimo saluto. Qui si fa tutto in un paio di giorni a causa del caldo.

Morgaine le Fée said...

Oh finalmente qualcuno che me lo spiega!! (tack så mycket).
Sulla posizione dei cimiteri rispetto ai centri abitati in Italia, mi pareva che fosse una cosa introdotta da Napoleone (non ho una buona memoria dopo quasi 20 anni che ho finito la scuola, ma non era Foscolo nei Sepolcri che ne parlava?)

 
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